Giorni felici a Casa Testori. 22 artisti in 22 stanze

 

Una mostra in una casa. Non una casa qualsiasi, una borghese di primo ' 900, che sorge a fianco della la fabbrica tessile dei Fratelli Testori. Proprio davanti i binari delle Ferrovie Nord, che vedevano andare e venire ogni giorno lo stesso Giovanni Testori, pendolare d’eccezione verso Milano. E’ la a sua casa. Qui nasce nel 1923, terzo di sei fratelli, e qui vive quasi tutta la sua tormentata vita, fino al 1993, quando muore di cancro. Da allora la sua casa rimane disabitata.

In occasione delle celebrazioni del decimo anniversario della sua morte, l’Associazione Testori decide di aprirla al pubblico con la mostra “Testori a Novate”.

In quell’occasione iniziò a prendere corpo l’idea di una riapertura periodica per far rivivere questo luogo e per manterne la memoria. Nel 2008 viene allestita una mostra di disegni di Testori e opere di artisti contemporanei. Segue la prima edizione della mostra “Giorni Felici. 22 artisti in 22 stanze”.

Questa del 2010 è la seconda edizione di una iniziativa che affida le ventidue stanze della casa di ad altrettanti artisti giovani e meno giovani, in una rassegna trasversale di pittura, scultura, video, installazione e performance, mirando a creare un forte legame fra opera e spazio espositivo, la casa. In alcuni esempi le stanze accolgono quadri e sculture, in altri casile stanze diventano esse stesse installazioni : lo spazio disabitato torna a vivere, Casa Testori diventa una Kunsthaus.

All’ingresso il visitatore è accolto dal’opera del giovane Micheal S.Lee: la Città che non c’è.

Enzo Cucchi, maestro della Transavanguardia, per il quale il critico milanese realizzò tre libri d’arte espone nel salone, 12 litografie e una grande tela.

Alessandro Verdi, uno dei talenti lanciati da Testori all’inizio degli anni ’80, espone i suoi acquerelli, lungo la scala, mentre in cima il più giovane, Giovanni Vitali, appende un grande acrilico stile collage contenente i miti della sua adolescenza.

L’ultimo lavoro di Pippa Bacca, uccisa due anni fa durante un viaggio-performance in Turchia è in cucina: la reinterpretazione dei personaggi del Ponte della Ghisolfa, mentre l’ultimo testo teatrale, "Cleopatras", è recitato da Arianna Scommegna, in un video e nei costumi di scena appesi nella stanza da bagno.

Il decano, Turi Simeti di cui il salottino accanto all'ingresso ospita tre "quadri bianchi", mentre nella stanza adiacente Yi Zhou propone il suo video sull’epoca virtuale.

Una grande scultura di Gianni Dessì. In veranda, le piccole miniature incorniciate e le due gigantografie della trentenne fotografa tedesca Julia Khran. Armin Linke fotografa polemicamente la "Chiesa di vetro" di Baranzate degli architetti Mangiarotti e Morassutti, costruita negli anni ' 50.

Umberto Chiodi propone un opera site specific come anche Elena Monzo che oltre a grandi quadri tridimensionali realizza una vera istallazione su pavimento e pareti. L’inquietante acquasantiera di Diamante Faraldo strizza l’occhio alla triste attualità, mentre Emanuele Dottori fa un omaggio alla Stazione Centrale di Milano con i suoi acquerelli e il suo grande collage fotografico. L’egiziano Youssef Nabil propone immagini fotografice del mondo del cinema anni ’50 del suo paese, proprio accanto alla camera da letto in cui il duo J&PEG, propongono un mix di installazione e fotografie.

Davide Nido canta l’estate e i suoi colori con quadri che scompongono anche sul pavimento divenendo istallazione, ed Andrea Mastrovito racconta il ciclo della vita attraverso la rappresentazione dei sette giorni della settimana. Di fronte Mario Della Vedova e le sue tele con scritte al neon.Sorprende e sconvolge la camera da letto del secondo con le valigie origianli di Rossella Roli ed il loro inquietante antico, e allo stesso tempo attuale, bagaglio.

In terrazza il grande maestro Alessandro Mendini, espone una versione in bronzo da 160 chili della sua celeberrima "Poltrona di Proust". In giardino infine ‘fioriscono’ le sculture in acciaio di Sergio Fermariello, il ‘ventiteesimo’, accanto alle "Rose Testori", delicato omaggio di un vivaista tedesco al Testori pittore e al suo soggetto preferito.

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