A come... Amianto di Ulderico Pesce

Ulderico Pesce definito dalla critica italiana: "esponente di spicco della nuova generazione dei narratori teatrali italiani", è nato in Lucania ed ha quaranta anni. Già attore con Ronconi, Bene, Albertazzi, Sbragia, Lavia e altri, è anche autore e regista. A come... Amianto è la storia d'amore tra Nico, che vuole diventare un giornalista d'inchiesta e gira l'Italia alla ricerca di informazioni sull'amianto e Maria.
L'amianto, la cui fibra più sottile è 1.300 volte più piccola di un capello e che porta al mesotelioma e a morte certa: 3.700 deceduti in quindici anni, 30.000 previsti entro il 2030.
L'amianto, miscelato al cemento crea l'Eternit (prodotto in Italia dalla Eternit di Casale Monferrato, Alessandria): poco costoso da produrre, altamente lavorabile ed ottimo isolante dal freddo e dal fuoco, usato per le coperture delle case e dei capannoni, per fabbricare tubature idriche di cui sono ancora pieni gli acquedotti italiani; e poi Monfalcone, dove si fabbricano navi coibentate con l'amianto; Balangero, dove c'è la più grande cava di amianto di tutta Europa; Biancavilla, 23.000 abitanti circondati da rocce ricche di amianto e Sesto San Giovanni (MI), dove Breda, Falk, Magneti Marelli, hanno utilizzato l'amianto sin dagli inizi del Novecento.
La legge italiana del 1992, ne ha vietato l'utilizzazione e l'estrazione, a distanza di un secolo da quando nel 1898 si era scritto che: "l'amianto è altamente cancerogeno."

Guarda il video...

Ci fermavamo sempre al bottegone - Enzo Biagioni

Amiantifera di Balangero (TO): la più grande miniera di amianto d'Europa, alle prime pendici delle Alpi. Qui si svolge la storia che si intreccia con la legge dello stato che ne decreterà la chiusura. Le vicissitudini amare toccate in sorte a tanti minatori e gli esiti sconfortanti della legge di dismissione dell'amianto.
L'autore, uno di loro, e la sua rabbia che mette in luce tutta la storia: miniera, legge e esiti successivi. Una verità molte volte manipolata. Ripercorrere le tappe di ciò che è accaduto, recuperando alla memoria i discutibili metodi di chiusura della miniera e gli altrettanto discutibili processi di attuazione della legge, per riaprire il dibattito in una luce nuova. A dispetto di quelle che avrebbero dovuto essere le migliori intenzioni della politica rispetto al progetto di dismissione di un prodotto pericoloso, si scoprono speculazioni, inadempienze e spreco di denaro pubblico. Sotto il profilo della difesa della salute, soprattutto per la categoria di coloro che dovrebbero essere i più tutelati, si assiste alla quasi totale impotenza delle strutture preposte.

Guarda il video...