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      <video:title><![CDATA[Casa La Vita]]></video:title>  
      <video:description><![CDATA[<p>L'arte si avvicina spesso alla letteratura, sono parti dello stesso sogno. Questa mostra &egrave; un omaggio ad Andrea de Chirico, cio&egrave; ad Alberto Savinio, musicista, artista e scrittore oltre che fratello del celebre Giorgio. La sua raccolta di racconti dal titolo 'Casa la vita' pubblicata nel 1943 affronta il tema dei ricordi, della casa come archetipo e si miscela con la scoperta della morte, inizio e fine di tutto. I racconti sono poi arricchiti da disegni, e brevi testi in omaggio ad una tradizione surreale e visionaria a cui Savino contribu&igrave; in modo determinante. Ci sono degli occhi in cui lo scrittore compone versi di accompagnamento ai racconti, delle chiose molto libere, delle direzioni dello sguardo a suggerire al lettore, intervallando racconti. Del resto anche fisiologicamente l'occhio per Savinio, &egrave; l'organo principale della conoscenza e del rapporto con il reale. Permette la percezione ma anche lo stravolgimento, quell'effetto di straniamento che ci fa rendere irriconoscibili anche gli oggetti pi&ugrave; usuali spesso attraverso l'avvicinamento e l'allontanamento dei particolari. In effetti, in, questa mostra gli artisti rivisitano un tema comune, La casa, non solo in modo creativo ma anche come resa problematica di ci&ograve; che &egrave; familiare. La casa &egrave; protezione, separazione dal fuori, isolamento, simbolo della famiglia e della felicit&agrave; domestica. La mostra articola in quattro momenti i luoghi dell'abitare e del vivere. Ben Patterson, celebre artista Fluxus, ha realizzato un copriletto che &egrave; un inno alla coppia. Realizzato in stoffa blu e dipinto in modo abbastanza na&iuml;f, la coppia in piedi con tanto di attestato di matrimonio solidamente impegnato dal marito, si erge in un ambiente floreale. Sembra una rivisitazione di Rousseau il Doganiere, un'opera insolita e felice del lavoro di Patterson. Naturalmente c'&egrave; anche il letto, il talamo gestatore della famiglia, che reca le scritte Wife e Husband, che sottolineano l'unione ma anche i ruoli, i limiti e le funzioni domestiche. Silvano Tesarollo da una carica di temporalit&agrave; rappresa nelle sue installazioni dedicate alle salle de baia. I colori cupi, la materia scabrosa del fiberglass, le incrostazioni di colore che marcano l'abbandono, caricano questi luoghi di forte esistenzialit&agrave;. C'&egrave; sofferenza, attesa, ma anche probabilmente la ricerca di una sobriet&agrave; che annulla l'inutile e ponga di fronte alla nudit&agrave; delle cose. Le opere di Tesarollo ampliamo il disagio, non sono rassicuranti, le sue stanze da bagno sono reperti quasi bodies of evidence. Raccontano delle storie attraverso la materia e i coaguli, rinviano ad un immaginario che nel cinema porta il nome di David Lynch. Mettono insieme il banale con l'inquietudine, sono presenze che si giustificano da sole. Ernesto Jannini ha speso contaminato la natura con i chips elettronici, con l'hardware delle miriadi di macchine che ci aiutano e accompagnano nella vita e nel lavoro. La sua cucina per&ograve; risulta anti tecnologica, proprio perch&eacute; la natura non &egrave; naturale ma &egrave; natura rappresentata. Senza freddezza e con la consueta ironia, Jannini compone un ambiente che &egrave; unheimlich per eccellenza anche se possiede in s&eacute; il geme per una lettura realistica del presente. Ma proprio il rigore e l'attenzione tecnica di Jannini danno anche l'illusione della perfezione, che tutto era sotto controllo, che tutto abbia un ordine. Proprio nel tempio della casa dedicato al Dio Cibo, l'artista ci convince che la distanza del naturale &egrave; ormai annullata da una tecnica a cui l'uomo ha affidato il proprio futuro. Che il mondo &egrave; questo e si avvicina sempre di pi&ugrave; alla sua metafora tecnologica. Un artista distante dai precedenti per toria ma molto incline al paradosso e alla paga fisica come Baj, &egrave; presente con un lavoro del 1987 che rappresenta un gioco degli scacchi con le relative quanto immaginifiche pedine. Il sul lavoro &egrave; perfetto per un salotto, per una living Roma. L'artista morto nel 2003, da un lato vi &egrave; una chiara citazione di Duchamp, grande esperto di scacchi, dall'altra esalta la dimensione del gioco come allegoria universale. L'opera diventa esattamente il Gioco del Mondo, titolo tra l'altro di un libro di Juilio Cortazar, uno spazio limitato in cui si configurano i poteri e i simboli che reggono le sorti della terra. Del resto la formazione dada surrealista dell'artista &egrave; sempre stata improntata ad una vena di critica sociale, di raffigurazione del teatro del mondo attraverso i ruoli e i poteri forti che si giocano le redini della terra. Questo lavoro in legno di Baj &egrave; un microcosmo, riflette specularmente l'idea della casa come struttura chiusa, come luogo concentrato di persone e funzioni sociali. La mostra mettendo insieme artisti di differenti generazioni, vuole anche trasformare lo spazio della galleria in un ambiente domestico, rompere la distanza della galleria d'arte verso il pubblico per vedere e ragionare attorno ad uno dei temi fondamentali dell'esistenza.</p>]]></video:description>
      <video:view_count>133</video:view_count>
      <video:publication_date>2011-11-09</video:publication_date>
      <video:tag>jannini</video:tag>
      <video:tag>patterson</video:tag>
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     <video:category>Arte</video:category>
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      <video:title><![CDATA[Sviluppo sostenibile]]></video:title>  
      <video:description><![CDATA[<p class="testo">Le possibilt&agrave; di sviluppo sostenibile si basano su due gambe una &egrave; quella dell'use razionale ed efficiente dell'energia e l'altra &egrave; quella dello sviluppo e l'utilizzo delle fonti rinnovabili. <br /><br />In Italia abbiamo ancora sette milioni di scaldabagni per avere acqua calda che potrebbe essere prodotta in modo pi&ugrave; efficiente e razionale con altre modalit&agrave;, come per esempio utilizzando pannelli solari termici magari in case realizzate con tecniche innovative che consentono un basso consumo energetico come le <a class="link" title="Case off grid: guarda il video" href="../video/6276e070288780133c14740f78584fdc" target="_blank">case off grid</a>&nbsp; nelle quali l'energia &egrave; utilizzata e immagazinata in modo ottimale da consentire il distacco della casa dalle reti di approvigionamento energetico (elettricit&agrave; &nbsp;e gas)<br /><br />L'energia potenziale che ci giunge dal sole o dal vento &egrave; di molte volte superiore ai nostri attuali consumi energetici, basterebbe sviluppare le tecnologie che ci consentano l'utilizzo di queste fonti in modo continuo e con maggiore efficienza di come avviene oggi. <br /><br />L'utilizzo del vettore idrogeno come strumento di stoccaggio dell'energia ricavata da solare e eolico potrebbe essere un sistema per rendere disponibile l'energia nell'arco di tutta la giornata risolvendo il problema della discontinuit&agrave; delle fonti rinnovabili.</p>]]></video:description>
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      <video:publication_date>2011-10-04</video:publication_date>
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     <video:category>Ambiente</video:category>
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      <video:title><![CDATA[Cos'Ã¨ la musica contemporanea?]]></video:title>  
      <video:description><![CDATA[<p>La <strong>musica contemporanea</strong> &egrave; quella musica colta composta nel XX e nel XXI secolo.</p>
<p>Nasce come reazione alla tradizione romantica europea del XIX secolo. In Germania, nel 1919, Paul Bekker coni&ograve; per la musica contemporanea la definizione di <em>Neue Musik</em>, cio&egrave; "nuova musica", come titolo di una sua lezione sulle tendenze della musica del suo tempo. Fra i sinonimi di musica contemporanea possiamo annoverare musica d'avanguardia, musica d'oggi e musica sperimentale.</p>
<p>Il dibattito sull'uso della definizione &egrave; ancora aperto. Alcuni comprendono in questa categoria tutta la musica composta ai giorni nostri, indipendentemente dallo stile adottato, mentre altri ne focalizzano l'uso sulla musica d'avanguardia. Altra differenza consiste nell'includere nella musica contemporanea tutta la musica composta nel e nel XXI secolo, o solo quella composta da autori viventi.</p>
<p><strong>&laquo;</strong>Un tempo nella definizione di musica contemporanea si comprendeva la tendenza alla ricerca e alla sperimentazione, poi si &egrave; cominciato a definire contemporanea qualsiasi forma d'espressione musicale che appartenesse al nostro tempo. Allora si &egrave; passati a definire questo tipo di ricerca come musica d'arte, ma adesso si tende a chiamare musica d'arte anche il rock, il jazz e la canzone d'autore. Nutro il massimo rispetto per questi generi musicali, per il talento e la professionalit&agrave; degli autori di tante belle canzoni, quelle che restano nel cuore e accompagnano le nostre vite. Ma questo continuo slittamento del senso delle parole mi inquieta, nella musica e non solo. <strong>&raquo; <br />Luciana Pestalozza</strong>, in "Milano, laboratorio musicale del Novecento. Scritti per Luciana Pestalozza"</p>]]></video:description>
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      <video:publication_date>2011-10-03</video:publication_date>
      <video:tag>musica</video:tag>
      <video:tag>contemporanea</video:tag>
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     <video:category>Musica</video:category>
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      <video:title><![CDATA[Giorni felici 2011]]></video:title>  
      <video:description><![CDATA[<p>Terza edizione di Giorni Felici. 22 nuovi artisti si appropriano ciascuno di una stanza della casa e interpretano personalmente lo spazio, trasformando la Casa in una vera Kunsthaus. <br /><br />L&rsquo;evento si propone come un&rsquo;inconsueta esperienza di convivenza e scambi tra diverse generazioni di artisti e differenti linguaggi. Giorni Felici a Casa Testori infatti non vuole essere solo una mostra, ma un&rsquo;occasione di visibilit&agrave; per giovani che stanno iniziando il proprio percorso artistico, attraverso un confronto reciproco con grandi maestri, in uno spazio che &egrave; pi&ugrave; Casa che spazio espositivo.</p>
<p>Questi&nbsp;gli artisti selezionati per la terza edizione:</p>
<p>Corrado Abate, Mario Air&ograve;, Davide Baroggi, Emma Ciceri, Marco Di Giovanni, Francesco Diluca, Piero Fogliati, Michela Forte, Mario Francesconi, Ettore Frani, Leonora Hamill, Christiane L&ouml;hr, Piero 1/2botta, Klaus Mehrkens, Sabrina Mezzaqui, Guido Nosari, Agostino Osio, Arnulf Rainer, Davide Rivalta, Aldo Rossi, Danielle Sassoon, Elisabetta Tagliabue e Massimo Uberti.</p>]]></video:description>
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      <video:publication_date>2011-09-26</video:publication_date>
      <video:tag>giorni</video:tag>
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      <video:tag>Abate</video:tag>
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     <video:category>Arte</video:category>
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      <video:title><![CDATA[4Â° Acquedolci Independent Film Festival]]></video:title>  
      <video:description><![CDATA[<p>Grande successo della 4&ordf; edizione dell&rsquo;Acquedolci Independent Film Festival (AIFF), concorso internazionale per cortometraggi indipendenti&nbsp;</p>
<p>Un successo, quello dell&rsquo;AIFF, pienamente confermato dalla presenza ad Acquedolci, nella rinnovata location della Pineta "Giovanni Falcone", di un gran numero di registi, produttori, tecnici, ospiti e componenti la Giuria di qualit&agrave; internazionale (tra questi ultimi, il regista tunisino Haikel Rahali e l&rsquo;attore Tony Palazzo), nonch&eacute; dall&rsquo;interesse del folto ed attento pubblico, intervenuto ai cicli di proiezione dal 26 al 28 agosto.</p>
<p>L'elenco completo dei vincitori dell&rsquo;AIFF 2011 si trova sul sito ufficiale dell&rsquo;evento,<a class="link" href="http://www.psycholand.it/cinema_file/AIFF_files/contents/2011/AIFF_2011_vincitori.htm" target="_blank"> www.psycholand.it</a></p>]]></video:description>
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      <video:publication_date>2011-09-08</video:publication_date>
      <video:tag>AIFF</video:tag>
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      <video:title><![CDATA[4Â° AIFF: miglior cortometraggio]]></video:title>  
      <video:description><![CDATA[<p class="testo"><span class="testoBold">Premio AIFF/Best Short Film<br /></span><br /><span class="titoloBlu">La colpa</span><br /><span class="testoBold">di Francesco Prisco</span><br />(Italia 2011, 12:48)<br /><br />Per l&rsquo;efficacia dell&rsquo;eccellente scrittura, suggestiva ed intensamente strutturata nell&rsquo;incisiva restituzione cinematografica di una delle pi&ugrave; intime fragilit&agrave; umane che risponde al codice ancestrale del pregiudizio; per l&rsquo;intelligente tratteggio della parabola emozionale con cui &egrave; modulato il delicato processo d&rsquo;immedesimazione dello spettatore; per l&rsquo;abile direzione dei bravissimi interpreti, inequivocabile segno di maturit&agrave; autoriale; per l&rsquo;assoluta padronanza del mezzo tecnico.</p>]]></video:description>
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      <video:title><![CDATA[4Â° AIFF: miglior cortometraggio sulla Sicilia]]></video:title>  
      <video:description><![CDATA[<p class="testo"><span class="testoBold">Premio Best Short Film about Sicily <br /><br /></span><span class="titoloBlu">Himera/Christian Rainer</span> <br /><span class="testoBold">di Chiara Andrich / Valentina Pellitteri</span> <br />(Italia 2010, 11:52)</p>
<p><span class="testo">Dallo sguardo eclettico dell&rsquo;artista Christian Rainer, l&rsquo;area archeologica di Himera &ndash; nella difficile e maltrattata zona industriale di Termini Imerese &ndash; prende vita trasformandosi in un set per una performance gestuale e intimista; attraverso un rapporto empatico e ancestrale con gli antichi resti di templi, strade e abitazioni, immersi in una natura che ciclicamente li nega alla vista, il lavoro riflette sui temi della memoria storica, della nascita e della morte, quali componenti intrinseche al lavoro dell&rsquo;archeologo e al suo decifrare una civilt&agrave; dai frammenti erratici che ne rimangono</span>.</p>]]></video:description>
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      <video:title><![CDATA[4Â° AIFF: cortometraggio sulla Sicilia, 2Â° classificato]]></video:title>  
      <video:description><![CDATA[<p class="testo"><span class="testoBold">Premio Best Short Film about Sicily: 2nd place</span><br /><br /><span class="titoloBlu">I lamenti del convento</span><br /><span class="testoBold">di Davide Vigore</span><br />(Italia, 2011, 11:08)</p>
<p>Un giusto mix tra realt&agrave;, leggenda e tradizioni, con i lamentatori di Assoro,&nbsp;e&nbsp;finale a sorpresa</p>]]></video:description>
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      <video:title><![CDATA[4Â° AIFF: miglior cortometraggio Musicale]]></video:title>  
      <video:description><![CDATA[<p class="testo testoBold">Premio Best Music Videoclip</p>
<p><span class="testo titoloBlu">Where what is within</span><br /><span class="testoBold">di Fabio Bianchini</span><br />(Italia, 2010, 4:16)<br /><br /></p>
<p>Per il gusto delicato con cui &egrave; reso in musica ed immagini l&rsquo;effimero, restituito nella sua forma di quesito impalpabile ma perpetuamente ridondante sulla sopravvivenza della memoria.</p>]]></video:description>
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      <video:title><![CDATA[4Â° AIFF: documentario, secondo classificato]]></video:title>  
      <video:description><![CDATA[<p class="testo"><span class="testoBold">Premio AIFF/Doc<br /></span><br /><strong><span style="font-family: Verdana; color: #0000ff;">Formol</span></strong><br /><span class="testoBold">di <span style="font-family: Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif;"><strong>Noelia Rodr&iacute;guez Deza<br /></strong></span></span>(Spagna 2010, 15:00)<br /><br /><span class="hps">In un villaggio abbandonato</span><span>,</span> <span class="hps">apparentemente deserto</span><span>, passato,</span> <span class="hps">presente e futuro</span> <span class="hps">si fondono</span> <span class="hps">e lasciano trasparire, come conservate nella&nbsp;formalina (formol) &nbsp;tracce</span> <span class="hps">di centinaia di vite.</span></p>]]></video:description>
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      <video:publication_date>2011-09-08</video:publication_date>
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      <video:title><![CDATA[Incontro con gli autori: Giusi Marchetta]]></video:title>  
      <video:description><![CDATA[<p class="testo">Ce li hanno dipinti cos&igrave;, i professori precari di oggi: arrendevoli, menefreghisti e incompetenti. Invece sono bravi e arrabbiati. Finalmente un romanzo ce li racconta senza indulgenza o pregiudizi, per mostrarci come, in reazione alle ingiustizie di una scuola pubblica che sta cadendo a pezzi, scoppieranno - &egrave; solo questione di tempo - l'indignazione, la protesta. <br /><br />Perch&eacute; Emma, ventotto anni, ha lasciato Napoli per lavorare in una classe a Torino. Non avrebbe voluto: le mancano una citt&agrave; e un amore di nome Gianni. Anzich&eacute; insegnare latino si trova a seguire il caso di Andrea, un ragazzo autistico che reagisce con violenza alla cattiveria di alcuni professori. E intorno a lei vede solo la rassegnazione di chi accetta contratti impossibili o di chi, arreso, scappa all'estero. <br /><br />Con stupore Emma si render&agrave; conto che &egrave; proprio il suo ragazzino pieno di problemi a insegnarle che non bisogna pi&ugrave; accettare i ricatti di questo Paese. Contro le crisi di Andrea, infatti, la famiglia le ha suggerito di ricorrere all'iguana, suo immaginario totem personale: se l'iguana non vuole, quella cosa non si fa. Evocare l'animale serve a renderlo innocuo fino a quando, per&ograve;, il ragazzo non si trattiene pi&ugrave; e sfoga la sua rabbia. <br /><br />Cos&igrave;, a fine anno, quando su tutti si abbatter&agrave; una serie di ingiustizie pubbliche e personali, Emma maturer&agrave; l'idea che un dio in forma d'iguana sarebbe d'accordo nel punire subito i colpevoli di un'Italia che non funziona pi&ugrave;. Lei &egrave; pronta a seguirlo.</p>]]></video:description>
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      <video:publication_date>2011-09-07</video:publication_date>
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      <video:title><![CDATA[CORTI backstage]]></video:title>  
      <video:description><![CDATA[<p>Grande fermento soprattutto in Piazza Umberto I, di fronte all&rsquo;insegna &laquo;BARBERIA&raquo; e in generale per le armoniose viuzze di Sant&rsquo;Agata dei Goti in provincia di Benevento: l&igrave; sono state girate le scene del film breve Corti, per la regia di <strong>Angelo Cretella</strong>, di cui gi&agrave; da qualche tempo ormai anothertv vi racconta i preparativi.</p>
<p><strong>Leo Gullotta</strong> e una straordinario gruppo di giovani e giovanissimi sono stati impegnati in questa piccola grande avventura per il cinema. Dal piccolo <strong>Francesco Esposito</strong> ad <strong>Ernesto Cunto</strong> impegnati ad affiancare il grande attore italiano nell&rsquo;interpretazione della sceneggiatura (curata oltre che dal regista, anche dalla scrittrice <strong>Giusi Marchetta</strong>, autrice dell&rsquo;omonimo racconto da cui &egrave; tratto il cortometraggio) ad una moltitudine di professionisti, tecnici e volontari, provenienti da tutta Italia. <br />Tutti uniti da un solo sogno: realizzare questo film breve delicato ma di grande impegno. E una intera comunit&agrave; intorno con l&rsquo;affetto, il calore e l&rsquo;allegria di queste parti.</p>
<p>Anche noi di <strong>anothertv</strong> eravamo l&igrave;, a seguire ogni giornata di lavoro, ogni palpitazione; a testimoniare la fatica e l&rsquo;entusiasmo. Per raccontare attraverso le nostre <strong><a class="link" title="CortiStorie, le pillole quotidiane" href="../tag/corti" target="_self">pillole, videointerviste quotidiane</a></strong>, i protagonisti di questo lavoro ed il lavoro stesso, in ogni sua fase.</p>
<p><strong>In attesa di vedere il film... godetevi il backstage: anothertv porta in anteprima frammenti di CORTI a casa vostra</strong></p>]]></video:description>
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      <video:publication_date>2011-07-19</video:publication_date>
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      <video:title><![CDATA[Incontro con gli autori: Luca Doninelli]]></video:title>  
      <video:description><![CDATA[<p class="titoloBlu"><strong>CATTEDRALI</strong></p>
<p class="testo">Parlare dei luoghi in cui viviamo, parlare delle nostre citt&agrave; non &egrave; pi&ugrave; possibile se non teniamo conto che dentro di esse ci sono pezzetti di infinite altre altre citt&agrave; e di infinite altre culture.</p>
<p class="testo">Le cattedrali sono i luoghi dove una citt&agrave; ci rivela qualcosa in pi&ugrave; di s&eacute;, e dove cominciamo a capire che cosa in essa ci attira o ci fa paura. L'incontro con la diversit&agrave;, la necessit&agrave; di raccontare, l'altro passa attraverso la nostra quotidianit&agrave; e non pi&ugrave; in viaggi in mondi diversi che ormai non esistono pi&ugrave;<br />(Luca Doninelli)</p>
<p class="testo">Il Muro del Pianto a Gerusalemme e Harrods a Londra, la Citt&agrave; Proibita a Pechino e il Grand Central Terminal di New York, Les Halles a Parigi e la Sagrada Fam&iacute;lia a Barcellona... Tutti edifici in cui si condensa lo spirito di una citt&agrave;: quando siamo l&igrave;, noi e quel luogo ci sentiamo una cosa sola. Perch&eacute; in quei luoghi avvertiamo &ndash; o ci pare di avvertire &ndash; qualcosa che va al di l&agrave; di noi, e che in qualche misura ci trascende.</p>
<p class="testo">Non importa se tra quelle pareti si onora un dio. L'importante &egrave; che questi luoghi ci impongono un diverso punto d'equilibrio nel rapporto tra noi e lo spazio circostante: perch&eacute; l&igrave; vibra la vita, con le strade e le case intorno. <br />Perch&eacute; l&igrave; sono arrivati, per secoli o millenni, i pellegrini, e ora arrivano i turisti, la loro incarnazione moderna.</p>
<p class="testo">Perch&eacute; l&igrave; s'incontrano e si scontrano la terra su cui camminiamo e l'azzurro del cielo: un cielo che a volte incombe su di noi e ci schiaccia, mentre altrove sembra attrarre a s&eacute; quegli edifici, e noi con loro.</p>
<p class="testo">Quella che conduce Luca Doninelli &egrave; una straordinaria riflessione sul paesaggio: il paesaggio urbano, innanzitutto, ancora pi&ugrave; cruciale ora che oltre la met&agrave; della popolazione mondiale vive nelle citt&agrave;. Ma ci insegna a fotografare anche il paesaggio umano, e l'orizzonte culturale in cui viviamo oggi, disorientati e curiosi. Cattedrali &egrave; dunque anche un'educazione allo sguardo, che allarga la prospettiva: per farci cogliere meglio, raccontando questi luoghi e le loro storie, il rapporto che lega la storia dell'umanit&agrave; al senso pi&ugrave; profondo dell'esistenza per ciascuno di noi.</p>]]></video:description>
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      <video:publication_date>2011-07-14</video:publication_date>
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      <video:title><![CDATA[CortiStoria #16]]></video:title>  
      <video:description><![CDATA[<p>Giusi Marchetta &egrave; l'autrice del libro, vincitore del premio "Calvino" 2007, "Dai un bacio a chi vuoi tu", da cui &egrave; stata tratta la sceneggiatura, sempre firmata da Giusi Marchetta, assieme a Massimiliano Virgilio e Angelo Cretella di "Corti".</p>
<p>Per motivi di lavoro non ha potuto essere presente a Sant'Agata de' Goti per le riprese, ma anothertv l'ha raggiunta a Torino per parlare con lei del suo libro e della sua esperienza come sceneggiatrice.</p>]]></video:description>
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      <video:publication_date>2011-04-21</video:publication_date>
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      <video:title><![CDATA[CortiStoria #15]]></video:title>  
      <video:description><![CDATA[<p>Ultimo ciak sul set di "Corti". Oggi finiscono le riprese e inizia il lavoro di montaggio del cortometraggio: nei prossimi giorni non perdetevi l'intervista con l'autrice del libro da cui &egrave; stato tratto "Corti", Giusi Marchetta.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>]]></video:description>
      <video:view_count>176</video:view_count>
      <video:publication_date>2011-04-18</video:publication_date>
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      <video:title><![CDATA[CortiStoria #14]]></video:title>  
      <video:description><![CDATA[<p>Penultima giornata di riprese: oggi si girano le scene all'interno del pronto soccorso dell'ospedale Sant'Alfonso Maria de' Liguori di Sant'Agata de' Goti.</p>
<p>&nbsp;</p>]]></video:description>
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      <video:publication_date>2011-04-15</video:publication_date>
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      <video:title><![CDATA[CortiStoria #13]]></video:title>  
      <video:description><![CDATA[<p>Quarta giornata di lavorazione. Una scena girata in piazza con i bambini ha impegnato a lungo tutta la troupe e la popolazione di Sant'Agata</p>]]></video:description>
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      <video:publication_date>2011-04-15</video:publication_date>
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      <video:title><![CDATA[CortiStoria #12]]></video:title>  
      <video:description><![CDATA[<p>Terza giornata di lavorazione di "Corti", il tempo avverso ha costretto la produzione a modificare il piano di lavorazione.</p>
<p>&nbsp;</p>]]></video:description>
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      <video:title><![CDATA[CortiStoria #11]]></video:title>  
      <video:description><![CDATA[<p>Secondo giorno di lavorazione di "Corti", oggi si girano anche&nbsp;le prime scene in esterni&nbsp;fino a&nbsp;mezzanotte</p>]]></video:description>
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      <video:publication_date>2011-04-13</video:publication_date>
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      <video:title><![CDATA[CortiStoria #10]]></video:title>  
      <video:description><![CDATA[<p>Primo ciak per Leo Gullotta e Francesco esposito, alla sua prima esperienza come attore.</p>
<p>Da oggi "Corti" prender&agrave; vita, scena dopo scena, ciak dopo ciak</p>]]></video:description>
      <video:view_count>132</video:view_count>
      <video:publication_date>2011-04-12</video:publication_date>
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      <video:title><![CDATA[CortiStoria #9]]></video:title>  
      <video:description><![CDATA[<p>A pochi minuti dal primo ciak Leo Gullotta ci racconta come e perch&eacute; ha accettato questa collaborazione con Angelo Cretella. Il piacere di aderire ad un progetto a tema sociale&nbsp;ma soprattutto&nbsp;la responsabilit&agrave; di dare fiducia a giovani preparati, in un momento in cui questo Paese sembra non offrire spazi alla cultura e al senso di responsabilit&agrave; dei singoli.</p>]]></video:description>
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      <video:publication_date>2011-04-11</video:publication_date>
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      <video:title><![CDATA[CortiStoria #8]]></video:title>  
      <video:description><![CDATA[<p>Francesco Esposito &egrave; un delizioso bimbetto di&nbsp;7 anni. Interpreta il ruolo del piccolo protagonista che chiede di avere i capelli sempre cortissimi, condividendo con Leo Gullotta la scena nei momenti salienti della storia. Occhi molto vispi e grande temperamento, Francesco ha superato un casting di circa settecento bambini.<br />A poche ore dal primo ciak &egrave; alle prese con le ultime prove e, nel tempo libero, rilascia minuscoli autografi in perfetta calligrafia con tanto di dedica....</p>]]></video:description>
      <video:view_count>109</video:view_count>
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      <video:title><![CDATA[CortiStoria #7]]></video:title>  
      <video:description><![CDATA[<p>Antonio Buccella &egrave; un amico d'infanzia del regista Angelo Cretella. Ha una lunga esperienza in fatto di costruzioni di scenografie, sopratutto per il teatro. In "Corti" ha realizzato tutte le scene progettate da Melina Condurso e con lei ha trovato le migliori soluzioni anche per gli inconvenienti via via emersi. Il suo &egrave; il tipico esempio in questa produzione indipendente di grande professionalit&agrave; al servizio della passione per un'idea e per una grande amicizia.</p>]]></video:description>
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      <video:publication_date>2011-04-09</video:publication_date>
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      <video:title><![CDATA[CortiStoria #6]]></video:title>  
      <video:description><![CDATA[<p>Chiara Santo, giovanissima assistente operatore, si mette in gioco in "Corti" nel ruolo di segretaria di edizione: il suo compito&nbsp;&egrave; quello di assicurare la corretta continuit&agrave; tra una scena e l'altra e tra le varie inquadrature della scena, dato che come avviene normalmente, le riprese non vengono eseguite nello stesso ordine cronologico in cui sono scritte nella sceneggiature, ma in base alle necessit&agrave; della produzione</p>
<p>&nbsp;</p>]]></video:description>
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      <video:publication_date>2011-04-08</video:publication_date>
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      <video:title><![CDATA[CortiStoria #5bis]]></video:title>  
      <video:description><![CDATA[<p>Nicola Pellino &egrave; l'assistente alla regia di "Corti". Socio fondatore della Blow up film, ha seguito assieme agli altri soci tutte le fasi di preproduzione del cortometraggio.</p>]]></video:description>
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      <video:publication_date>2011-04-07</video:publication_date>
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      <video:title><![CDATA[CortiStoria #5]]></video:title>  
      <video:description><![CDATA[<p>Giusi Ricciato, aiuto regista del film breve "Corti", affianca il regista nella visone della struttura del film e ne realizza la trascrizione dell'immagine in un vero linguaggio tecnico. Siamo in una fase avanzata dei lavori. <br /><br />A pochissimi giorni dall'inizio delle riprese le esigenze di regia e di fotografia prendono vita materialmente. Ormai lo storyboard &egrave; chiaro, bisogna posizionare carrelli, luci, microfoni, tecnici e gestirne tutti i movimenti durante le riprese.</p>]]></video:description>
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      <video:publication_date>2011-04-07</video:publication_date>
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      <video:title><![CDATA[CortiStoria #4]]></video:title>  
      <video:description><![CDATA[<p style="margin-bottom: 0cm;">Luigi Mozzillo &egrave; il produttore esecutivo della Blow Up Film. Lui ci introduce alle difficolt&agrave; che in Italia una piccola casa di produzione indipendente, e ancor pi&ugrave; un'associazione, incontra nella realizzazione di un cortometraggio, nonostante il tema sociale affrontato che, gi&agrave; nobile di per s&eacute;, dovrebbe rendere interessante il progetto agli occhi delle pubbliche amministrazioni, anche per la promozione del territorio.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Alla fine il corto viene realizzato grazie ad un finanziamento privato.</p>]]></video:description>
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      <video:publication_date>2011-04-06</video:publication_date>
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      <video:title><![CDATA[CortiStoria #3]]></video:title>  
      <video:description><![CDATA[<p>Alessandro Lanciato &egrave; uno dei fondatori della Blow Up Film della provincia di Caserta, ed &egrave; il direttore della fotografia di "Corti".<br />La sua intervista viene realizzata in un momento in cui il film &egrave; molto prossimo al primo ciak e la location &egrave; un salone da barba ormai pressoch&eacute; ultimato. Alessandro ci introduce ai segreti dell'uso della luce, adoperata anche per rappresentare momenti diversi della giornata e del mutare delle stagioni, coerentemente col trascorrere del tempo della storia.<br />La sua &egrave; una scelta stilistica di semplicit&agrave;, tesa ad un intervento delicato che accentui solamente gli effetti luminosi naturali e che integri le scelte scenografiche.</p>]]></video:description>
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      <video:publication_date>2011-04-05</video:publication_date>
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      <video:title><![CDATA[Unâaltra storia. Arte in Italia dagli anni Ottanta agli anni Zero]]></video:title>  
      <video:description><![CDATA[<p class="testo">Mostra collettiva sull&rsquo;arte italiana, dalla seconda met&agrave; degli anni Settanta fino ai giorni nostri, a cura di Edoardo di Mauro.&nbsp;</p>
<p class="testo"><strong>Artisti:</strong> Gianantonio Abate, Salvatore Anelli, Angelo Barile, Enzo Bersezio, Ennio Bertrand, Corrado Bonomi, Domenico Borrelli, Alessandro Bulgini, Carmine Calvanese, Francesco Correggia, Ferruccio D&rsquo;Angelo, Aldo Damioli, Domenico David, Matilde Domestico, Roberta Fanti, Octavio Floreal, Carlo Gloria, Paolo Grassino, Ale Guzzetti, Enrico Iuliano, Ernesto Jannini, Iler Melioli, Giordano Montorsi, Amira Munteanu, Pietro Mussini, Leonardo Pivi, Plumcake, Gianfranco Sergio, Valerio Tedeschi, Silvano Tessarollo, Adrian Tranquilli, Natale Zoppis.&nbsp;</p>]]></video:description>
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      <video:publication_date>2011-04-04</video:publication_date>
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      <video:title><![CDATA[Cortistoria #2]]></video:title>  
      <video:description><![CDATA[<p>Melina Condurso &egrave; un architetto ed &egrave; la scenografa del film breve "Corti".<br /><br />La prima fase di lavoro per lei si &egrave; conclusa e in questa intervista &egrave; alle prese con le primissime fasi della costruzione del set. Ci racconta del suo percorso di lettura della sceneggiatura e del conseguente approccio al progetto scenografico. C'&egrave; un rapporto strettissimo tra le scene e il profilo psicologico del protagonista che queste devono rappresentare.</p>]]></video:description>
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      <video:publication_date>2011-03-31</video:publication_date>
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      <video:title><![CDATA[Andrea Mastrovito: Easy come, easy go]]></video:title>  
      <video:description><![CDATA[<p class="testo">Il programma espositivo di Casa Testori per il 2011 si apre con la mostra del vincitore della rassegna Giorni Felici 2010. Andrea Mastrovito, bergamasco classe 1978, &egrave; stato l'artista pi&ugrave; votato dal pubblico e ora, nelle stesse stanze che lo hanno consacrato, propone un'eccezionale antologica. Per quanto molto giovane, Mastrovito &egrave; un artista internazionale che vive tra Bergamo e New York e ha all'attivo numerose mostre in Italia, in Europa e negli Stati Uniti. Anche grazie alla sua straordinaria capacit&agrave; nel disegno e nell'utilizzare, trasformandoli, i pi&ugrave; diversi materiali, Andrea ha dato vita ad opere installative e multimediali che hanno affascinato i visitatori dei due continenti: dal Museum of Art and Design di New York, alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo di Torino, al Museo Pecci di Prato e al MAXXI di Roma.</p>
<p class="testo">A Casa Testori Mastrovito realizza la sua personale pi&ugrave; ambiziosa, invadendo le 20 stanze della casa con disegni, collage, videoanimazioni, installazioni e interventi site-specific sui muri e gli ambienti della casa. Il titolo, Easy come, easy go (Cos&igrave; come vengo, cos&igrave; me ne vado) &egrave; un verso di Bohemian Rhapsody, la celebre canzone dei Queen protagonista di una delle stanze, oltre che degli ultimi mesi di vita di Giovanni Testori; il verso, traducibile anche con "mi lascio trasportare, sono un indolente" &egrave; stato scelto dall'artista come espressione della giovinezza in genere, del proprio carattere e della condizione dell'artista a Casa Testori, chiamato a fare i conti con un luogo magico e pieno di storia.</p>
<p class="testo">Mastrovito al pian terreno si soffermer&agrave; su alcune delle opere realizzate negli ultimi anni, mostrando al pubblico per la prima volta le radici nascoste del suo lavoro in un'inedita raccolta di 26 autoritratti a matita. Ogni stanza riserver&agrave; una scoperta e, grazie alle celebri installazioni di libri ritagliati, un'aiuola fiorir&agrave; nella stanza del camino, una biblioteca virtuale di fotocopie ritorner&agrave; nella biblioteca testoriana mentre la drammatica video-installazione Johnny colmer&agrave; di emozioni il grande salone della casa. Molte saranno le novit&agrave; proposte da questo artista cos&igrave; versatile e capace di non lasciare indifferenti i grandi curatori di mostre come i semplici visitatori. Molti gli interventi appositamente realizzati e, al primo piano, grazie ad incisioni sul muro che disegnano la figura umana attraverso gli strati d'intonaco e vernice accumulatosi nei 100 anni di vita della casa, Mastrovito far&agrave; venire a galla la storia di questo luogo e il visitatore verr&agrave; "accompagnato" dalla presenza del padrone di casa: Giovanni Testori.</p>
<p class="testo">La mostra &egrave; curata da Julia Draganovic, responsabile di importanti rassegne internazionali come Art Miami (2009-2010) e Art First (2010-2011), nonch&eacute; direttrice artistica d'istituzioni pubbliche, come il Chelsea Art Museum di New York (2005-2006) e del PAN - Palazzo delle Arti Napoli (2007-2008).</p>
<p class="testo">&nbsp;</p>]]></video:description>
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      <video:publication_date>2011-03-30</video:publication_date>
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      <video:title><![CDATA[Cortistoria #1]]></video:title>  
      <video:description><![CDATA[<p class="testo">Nasce una collaborazione nuova, una bella storia tra <strong>Anothertv</strong> e la <strong>Blow-Up Film</strong>, una piccola casa di produzione indipendente della provincia di Caserta.</p>
<p class="testo">Chi ci segue, sa che da sempre tra i valori che cerchiamo di comunicare ci sono delicati temi sociali.<br />Il nostro percorso culturale personale e quello della nostra webTV si incrociano oggi con il percorso di un'altra bella realt&agrave;, orientata all'impegno civile, con passione e professionalit&agrave;, dando vita ad una storia che Anothertv ha deciso di cucire a doppio filo con la casa di produzione casertana.<br />Accade infatti che i due componenti della tv sposano un progetto cinematografico e ne integrano lo sviluppo.</p>
<p class="testo"><strong>Melina Condurso</strong>, architetto, gi&agrave; anima di Anothertv, &egrave; la scenografa di <strong>Corti</strong>, un cortometraggio tratto da un racconto di <strong>Giusi Marchetta</strong>, per la regia di <strong>Angelo Cretella</strong> e con la straordinaria partecipazione di <strong>Leo Gullotta</strong> nei panni del protagonista.</p>
<p class="testo">Anothertv, grazie alla professionalit&agrave; di Andrea Gorla, suo fondatore, seguir&agrave; tutto il back-stage del cortometraggio, mettendo online ogni giorno immagini e videointerviste ai protagonisti di questa ambiziosa avventura. Per condividere con voi il racconto del percorso di una storia fatta di belle persone e di grande entusiasmo e voglia di costruire, con impegno, un progetto serio.</p>
<p class="testo">Ad aprire la serie di interviste, Angelo Cretella, il giovane regista di Corti, gi&agrave; autore di <a class="link" href="../lnk/b1503bbf58083bc55bc1e87ff50b2d7d_6c8c7a38df96521a8642dee4795bb2e1" target="_blank"><strong>DisAbili</strong></a>, il pluripremiato corto che Anothertv ha recentemente presentato: ci presenter&agrave; il progetto la sua collaborazione con Giusi Marchetta e ad introdurci alla stessa sorprendente trama del cortometraggio.</p>
<p class="testo">&nbsp;</p>]]></video:description>
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      <video:publication_date>2011-03-29</video:publication_date>
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      <video:title><![CDATA[Rapporto 2011 sulla pena di morte]]></video:title>  
      <video:description><![CDATA[<p>Amnesty international fin dal 1961, anno della sua fondazione, si batte per il riconoscimento dei diritti umani e in particolar modo per l'abolizione della pena di morte nel mondo, ed &egrave;, sull'argomento la fonte di dati e analisi pi&ugrave; autorevole al mondo.</p>
<p>Il 28 marzo 2011 &egrave; la data di pubblicazione del rapporto di Amnesty International sulla pena di morte nel 2010.</p>
<p>&nbsp;Se vuoi approfondire l'argomento vai sul sito di <a class="link" href="http://www.amnesty.it/pena-di-morte-2010-decennio-di-progressi-paesi-mantenitori-isolati" target="_blank">Amnesty International sezione italiana</a></p>]]></video:description>
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      <video:publication_date>2011-03-28</video:publication_date>
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      <video:title><![CDATA[Incontro con gli autori: Alberto Bertoni]]></video:title>  
      <video:description><![CDATA[<p class="testo"><span class="titoloBlu">Lo specchio di Castiglione Olona</span><br />Il Palazzo del cardinale Branda e il suo contesto<br /><br />Nato da un esperienza didattica e poi trasformato in uno studio a carattere scientifico-divulgativo, questo volume accende i riflettori su uno splendido borgo rinascimentale lombardo: <strong>Castiglione Olona</strong>. <br /><br />Un lavoro di catalogazione, svolto nel Liceo Artistico di Varese, sotto l'egida dei docenti <strong>Alberto Bertoni</strong>, responsabile del coordinamento scientifico e di<strong> Rosangela Cervini</strong>, responsabile degli elaborati grafici, all'interno delle classi del Corso di Conservazione e Catalogazione dei Beni Artistici e Culturali, arricchito dall'apporto di studiosi e ricercatori di primo piano, autori dei saggi presenti nel volume.<br /><br />Il testo deve il suo titolo "Lo Specchio di Castiglione Olona" all'identificazione simbolica di Palazzo Branda, e dell'intero borgo di Castiglione, come "Dei Speculum" - "specchio di Dio, specchio dell'anima", proposta da alcuni studiosi.</p>
<p class="testo">Il libro si occupa principalmente del Museo di Palazzo Branda Castiglioni, comunemente chiamato Palazzo Branda, un edificio costruito tra il XIV e il XV secolo, antica dimora del cardinale da cui prende il nome.</p>
<p class="testo">Ma nel volume si cerca anche la chiave di lettura del rapporto del Palazzo con il borgo, con la piazza in cui si affaccia, e anche con altri luoghi del varesotto (Varese, Venegono Superiore, Fagnano Olona, Tradate e Castelseprio), affrontando per la prima volta una lettura del tutto nuova, e indagando una relazione difficile da leggere in modo immediato per la scarsa sopravvivenza di testimonianze di dimore e opere d'arte di un tempo.</p>]]></video:description>
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      <video:publication_date>2011-03-19</video:publication_date>
      <video:tag>libro</video:tag>
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      <video:title><![CDATA[DisAbili]]></video:title>  
      <video:description><![CDATA[<p>DisAbili, commedia contro l'indifferenza<br />Al Giffoni Film Festival il corto di Angelo Cretella ha vinto il premio di Amnesty International sui diritti umani</p>
<p>Il cortometraggio "DisAbili" del regista succivese Angelo Cretella, ha vinto, al Giffoni Film Festival, il prestigioso premio riservato da Amnesty International all'opera che meglio parla di diritti umani. <br /><br />Realizzato da una piccola casa di produzione indipendente la Blow up film che ha sede nella provincia di Casera, <strong>DisAbili</strong> &egrave; nato dalla penna di Giusi Marchetta, vincitrice del premio&nbsp;Calvino 2007,&nbsp;una scrittrice emergente che firma la sceneggiatura del cortometraggio.</p>
<p>"Abbiamo scelto di parlare di disabilit&agrave; piuttosto che delle emergenze della nostra terra, come camorra o immondizia, per evidenziare gli ostacoli che ogni giorno affrontano le persone disabili, spesso dovuti anche ai nostri comportamenti - spiega il regista Angelo Cretella -. Lo abbiamo fatto con una commedia, ribaltando i ruoli e "sconvolgendo" le parole. Cos&igrave;, per esempio, &egrave; il disabile ad aiutare il ragazzo in difficolt&agrave; e "disAbili" si scrive con la A maiuscola&raquo;.</p>
<p><strong>DisAbili, 2010<br /></strong>una produzione <strong>Blow up film</strong><br /><br />Regia:<strong> Angelo Cretella<br /></strong>Sceneggiatura:<strong> Giusi Marchetta<br /></strong>Fotografia: <strong>Alessandro Lanciato<br /></strong>Direttore esecutivo: <strong>Luigi Mozzillo<br /></strong>Operatore: <strong>Antonio Iodice<br /></strong>Fonico presa diretta: <strong>Fabio Sorrentino<br /></strong>Montaggio: <strong>Andrea de Fabrizio<br /></strong><br />con <strong>Peppe Miale</strong>,<strong> Annarita Ferraro</strong>, <strong>Massimo De Matteo</strong> e <strong>Burro&nbsp;</strong></p>]]></video:description>
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      <video:publication_date>2011-03-15</video:publication_date>
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      <video:title><![CDATA[Blow up film:  quando la produzione Ã¨ sociale]]></video:title>  
      <video:description><![CDATA[<p class="testo">Blow Up Film &egrave; un'associazione culturale nata a Caserta nel 2008 con lo scopo di produrre opere cinematografiche indipendenti e a tema sociale. Un'associazione giovane che nei primi anni di vita ha gi&agrave; prodotto diverse opere, usando linguaggi visivi diversi, come cortometraggi, documentari, spot ed installazioni di video-arte.</p>]]></video:description>
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      <video:publication_date>2011-03-15</video:publication_date>
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      <video:title><![CDATA[Alberto Giacometti: l'anima del novecento]]></video:title>  
      <video:description><![CDATA[<p>Sculture, dipinti e disegni di Alberto Giacometti, provenienti prevalentemente dalla collezione privata degli eredi, mai esposta in Europa nella sua completezza da quando ha lasciato lo studio parigino dell'artista, una delle icone del Novecento.</p>
<p><strong>Il MAGA di Gallarate ospita le opere di Giacometti dal 5 marzo al 5 giugno</strong>, in una mostra organizzata e prodotta dalla Fondazione Galleria d'Arte Moderna e Contemporanea Silvio Zanella, presieduta da Angelo Crespi, con la direzione di Emma Zanella.</p>
<p>La mostra &egrave; curata da Michael Peppiatt, autore di "In Giacometti's Studio", libro nel quale documenta la ricognizione da lui compiuta nell'archivio prima inesplorato di uno dei rami della famiglia, ricognizione che &egrave; alla base anche di questa preziosa rassegna.</p>
<p>Gli eredi di Giacometti hanno accordato a Michael Peppiatt il permesso di esaminare la loro collezione: "E' un materiale - afferma Peppiatt - che getta nuova luce sul modo di lavorare di Giacometti, &laquo;afflitto&raquo; da una specie di compulsione al bozzetto. Tanto da schizzare sulla prima pagina di France Soir dei nudi di Christine Keeler, la showgirl che fece tremare l'establishment britannico degli anni Sessanta quando venne riconosciuta come l'amante del Tory John Profumo. Il quotidiano, datato 1963, portava in prima pagina un articolo sul piccante affair. Corrispondenza che, evidentemente, ispir&ograve; l'artista svizzero solleticando il suo bisogno di disegnare. &laquo;C'&egrave; un qualcosa di intimo in questi lavori&raquo;, ha detto all'Observer Peppiatt. &laquo;Mi hanno permesso di spaziare fra 300 disegni, ed ero commosso. Sentivo quasi la presenza di Giacometti, come se i suoi schizzi stessero cadendo direttamente dalle sue mani.</p>
<p>Ha schizzato ovunque: sulle pagine dei libri, come su pezzi di carta presi nei caff&egrave;&raquo;. Un altro esempio di questi sketch improvvisi si trova su una pagina strappata da L'Express in cui l'artista pasticci&ograve; la fotografia di Lee Harvey Oswald, l'assassino del presidente John Kennedy. Di fianco, poi, Giacometti scrisse ripetutamente la parola italiana &laquo;continuare&raquo;, oltre che un appunto di lavoro: &laquo;i busti sono stati fatti velocemente, e un dipinto questa sera, i disegni presto&raquo;. &laquo;Gli sketch - spiega ancora Peppiatt - erano per lui una forma di pensiero istintivo. Non stava mai senza una matita in mano o una sigaretta in bocca&raquo;.</p>
<p>Le sculture ritraggono i modelli preferiti di sempre: il padre, la madre, la moglie Annette, la sorella Ottilia, il nipote Silvio e i fratelli Diego e Bruno. Il ritratto del 1937 di quest'ultimo, per esempio, si rivela attraverso un modellato tormentato che prova la difficolt&agrave; di trovare una forma che corrisponda alla visione, evidentemente non in senso ottico-scientifico, della figura umana. Sempre del 1937 &egrave; il busto Ottilia, scolpito dopo la tragica morte della sorella e forse per questo, esempio prematuro di quella fase riduzionista che Giacometti attraversa negli anni quaranta: in questo periodo le figure diventano piccolissime, fino quasi a scomparire sopra lo stesso piedistallo. Un secondo gruppo propone invece un campione rappresentativo dei lavori del dopoguerra: figure intere maschili e femminili, un Homme qui marche, una Femme debout del 1952 a figura intera immobile, corrosa ed evanescente, una Femme de Venise e diversi busti della moglie Annette.</p>
<p>I dipinti infine, rimarcano la dimensione familiare seguita anche nella produzione scultorea con ritratti di Ottilia, del nipote Silvio e degli amici Jacques Dupin e il Professor Corbetta, tutti ritratti in posizione frontale, evanescenti come i quadri di Bacon.</p>
<p>Le opere scelte coprono l'intero percorso della ricerca artistica di Giacometti, bench&eacute; molti aspetti della mostra puntino verso un Giacometti intimo, com'&egrave; lecito attendersi da una collezione di propriet&agrave; della stessa famiglia Giacometti.</p>
<p>Un'ampia sezione documentaristica completa la mostra. Vi sono presentate immagini fotografiche che ritraggono l'artista al lavoro e che raccontano delle sue frequentazioni, per far rivivere una personalit&agrave; artistica d'eccezione.&nbsp;</p>]]></video:description>
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      <video:publication_date>2011-03-14</video:publication_date>
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      <video:title><![CDATA[FilosofARTI 2011: Salvatore Natoli]]></video:title>  
      <video:description><![CDATA[<p class="titoloBlu">IL BUON USO DEL MONDO</p>
<p>Per l'uomo di oggi che non spera pi&ugrave; nella salvezza alla fine dei tempi ma ha davanti a s&eacute; un tempo senza fine, navigare in mare aperto sembra ormai diventato l'unico modo di vivere. Ma quale rotta seguire, dopo il tramonto di ogni certezza e il declino della tradizione giudaico-cristiana in Occidente, due segni distintivi della nostra epoca? Al termine di un lungo e originale itinerario di riflessione sulla modernit&agrave;, Salvatore Natoli analizza le varie forme del fare (il lavoro, il consumo, il progresso, il rischio) e il loro rapporto con quello che dovrebbe essere il vero obiettivo di ogni essere umano: un buon uso del mondo. Partendo dalla distinzione aristotelica tra "agire" (dare un senso alle proprie azioni) e "fare" (eseguire un compito), l'autore si chiede quanto, nella nostra frenetica attivit&agrave; quotidiana, siamo "agenti", soggetti capaci di realizzarsi in ci&ograve; che fanno, e quanto invece siano "agiti", elementi impersonali di una serie causale e anonima di cui non si vede n&eacute; l'inizio n&eacute; la fine.</p>]]></video:description>
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      <video:publication_date>2011-03-07</video:publication_date>
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      <video:title><![CDATA[FilosofARTI 2011: Carlo Sini]]></video:title>  
      <video:description><![CDATA[<p class="titoloBlu">LA VERIT&Agrave; DELLA TECNICA</p>
<p class="testo">Forse l'unico "scandalo" della condizione umana &egrave; che questo mondo risulti conoscibile da quel piccolo abitatore che &egrave; l'uomo. L&agrave; dove non arriva il senso comune, che ci lascia appagare dalle apparenze, comincia l'impresa scientifica che pretende di svelare le strutture soggiacenti al mondo dei fenomeni. Dove la speculazione della scienza ci lascia insofddisfatti, interviene la tecnica con le sue enormi capacit&agrave; di manipolazione. Carlo Sini valuta questi tre momenti (senso comune, scienza e tecnica) che costituiscono l'avventura che chiamiamo conoscenza.</p>
<p class="testo"><strong>CARLO SINI</strong><br />&Egrave; stato titolare della cattedra di Filosofia Teoretica presso l'Universit&agrave; Statale di Milano dal 1976 al 2009. &Egrave; membro dell'Accademia dei Lincei e dell'Institut International de Philosophie di Parigi. Di formazione fenomenologica, ha introdotto in Italia lo studio del pensiero pragmatista americano per poi sviluppare la sua ricerca prevalentemente attorno alle filosofie di Peirce ed Heidegger, nel tentativo di far convergere, sul filo dell'ermeneutica, il pensiero di questi. La sua proposta teoretica si &egrave; analogamente concentrata sul tema della scrittura e del segno come forme logiche del pensiero occidentale. Tra le sue numerose opere si ricordano in particolare: Il pragmatismo americano (1972); Immagini di verit&agrave;. Dal segno al simbolo (1985); Teoria e pratica del foglio - mondo (1997); Idoli della conoscenza (2000); Figure dell'enciclopedia filosofica (2004-2005); Eracle al bivio. Semiotica e filosofia (2007) e L'uomo, la macchina e l'automa: lavoro e conoscenza tra futuro prossimo e passato remoto (2009).&nbsp;</p>]]></video:description>
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      <video:publication_date>2011-03-04</video:publication_date>
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      <video:title><![CDATA[FilosofARTI 2011: Umberto Galimberti]]></video:title>  
      <video:description><![CDATA[<p class="testo"><span class="titoloBlu">TECNICA E NATURA: IL CAPOVOLGIMENTO DI UN RAPPORTO<br /></span><br />Al centro del discorso filosofico di Galimberti c'&egrave; la tecnica, che secondo il filosofo &egrave; il tratto comune e caratteristico dell'occidente. La tecnica &egrave; il luogo della razionalit&agrave; assoluta, in cui non c'&egrave; spazio per le passioni o le pulsioni, &egrave; quindi il luogo specifico in cui la funzionalit&agrave; e l'organizzazione guidano l'azione. noi continuiamo a pensare la tecnica come uno strumento a nostra disposizione, mentre la tecnica &egrave; diventata l'ambiente che ci circonda e ci costituisce secondo quelle regole di razionalit&agrave; (burocrazia, efficienza, organizzazione) che non esitano a subordinare le esigenze proprie dell'uomo alle esigenze specifiche dell'apparato tecnico.</p>
<p class="testo"><strong>UMBERTO GALIMBERTI</strong>: Nato a Monza nel 1942, Umberto Galimberti &egrave; stato dal 1976 professore incaricato di Antropologia Culturale e dal 1983 professore associato di Filosofia della Storia. Dal 1999 &egrave; professore ordinario all'universit&agrave; Ca' Foscari di Venezia, titolare della cattedra di Filosofia della Storia. <br />Nelle sue opere pi&ugrave; importanti come Heidegger, Jaspers e il tramonto dell'Occidente (1975), Psichiatria e Fenomenologia (1979), Il corpo (1983), La terra senza il male. Jung dall'inconscio al simbolo (1984), Gli equivoci dell'anima (1987) e Psiche e techne. L'uomo nell'et&agrave; della tecnica (1999), Galimberti indaga il rapporto che effettivamente sussiste tra l'uomo e la societ&agrave; della tecnica. Memore della lezione di Emanuele Severino (di cui &egrave; stato allievo) e di Heidegger, Galimberti sostiene che nelle condizioni attuali l'uomo non &egrave; pi&ugrave; al centro dell'universo come intendeva l'et&agrave; umanistica: tutti i concetti chiave della filosofia (individuo, identit&agrave;, libert&agrave;, salvezza, verit&agrave;, senso, scopo, natura, etica, politica, religione, storia) dovranno essere riconsiderati in funzione della societ&agrave; tecnologica attuale. Al centro del discorso filosofico di Galimberti c'&egrave; la tecnica, che secondo il filosofo &egrave; il tratto comune e caratteristico dell'occidente. La tecnica &egrave; il luogo della razionalit&agrave; assoluta, in cui non c'&egrave; spazio per le passioni o le pulsioni, &egrave; quindi il luogo specifico in cui la funzionalit&agrave; e l'organizzazione guidano l'azione. Noi continuiamo a pensare la tecnica come uno strumento a nostra disposizione, mentre la tecnica &egrave; diventata l'ambiente che ci circonda e ci costituisce secondo quelle regole di razionalit&agrave; (burocrazia, efficienza, organizzazione) che non esitano a subordinare le esigenze proprie dell'uomo alle esigenze specifiche dell'apparato tecnico. Tuttavia ancora non ci rendiamo conto che il rapporto uomo-tecnica si sia capovolto, e per questo ci comportiamo ancora come l'uomo pre-tecnologico che agiva in vista di scopi iscritti in un orizzonte di senso, con un bagaglio di idee e un corredo di sentimenti in cui si riconosceva. Ma la tecnica non tende a uno scopo, non promuove un senso, non apre scenari di salvezza, non redime, non svela verit&agrave;: la tecnica funziona e basta. Il punto cruciale sta nel fatto che tutto ci&ograve; che finora ci ha guidato nella storia (sensazioni, percezioni, sentimenti) risulta inadeguato nel nuovo scenario. Come "analfabeti emotivi" assistiamo all'irrazionalit&agrave; che scaturisce dalla perfetta razionalit&agrave; dell'organizzazione tecnica, priva ormai di qualunque senso riconoscibile. Non abbiamo i mezzi intellettuali per comprendere la nostra posizione nel cosmo, per questo motivo ci adattiamo sempre di pi&ugrave; all'apparato e ci adagiamo sulle comodit&agrave; che la tecnica ci offre. Ci&ograve; di cui necessitiamo &egrave; un ampliamento psichico capace di compensare la nostra attuale inadeguatezza. Inadeguato non &egrave; solo il nostro modo di pensare, inadeguata &egrave; anche l'etica tradizionale (cristiana e kantiana in particolare): le diverse etiche classiche, infatti, ponevano l'uomo al centro dell'azione, per cui Kant dice di non trattare l'uomo come mezzo ma sempre come fine. Ma oggi questo &egrave; smentito dai fatti dell'apparato, infatti l'uomo (per usare un'espressione di Heidegger) &egrave; la materia prima pi&ugrave; importante, &egrave; ci&ograve; di cui la tecnica si serve per funzionare. La scienza , da quando &egrave; al servizio della tecnica e del suo procedere, non &egrave; pi&ugrave; al servizio dell'uomo, piuttosto &egrave; l'uomo al servizio della tecno-scienza e non solo come funzionario dell'apparato tecnico come gli esponenti della Scola di Francoforte andavano segnalando sin dagli anni '50, ma come materia prima. L'etica, di fronte alla tecnica, diventa pat-etica, perch&eacute; come fa a impedire alla tecnica che pu&ograve; di non fare ci&ograve; che pu&ograve;? E l'etica, nell'et&agrave; della tecnica, celebra tutta la sua impotenza. Infatti, finora abbiamo elaborato delle etiche in grado di regolare esclusivamente i rapporti tra gli uomini. Queste etiche, religiose o laiche che fossero, controllavano solo le intenzioni degli uomini, non gli effetti delle loro azioni, perch&eacute; i limiti della tecnica a disposizione non lasciava intravedere effetti catastrofici. Anche l'etica della responsabilit&agrave; che affianc&ograve; l'etica dell'intenzione (Kant) ha, oggi i suoi limiti. A formularla fu Max Weber (poi la riprese Jonas nel suo celebre teso Il principio di responsabilit&agrave;) che per&ograve; la limit&ograve; al controllo degli effetti "quando questi sono prevedibili". Sennonch&eacute; &egrave; proprio della scienza e della tecnica produrre effetti "imprevedibili". E allora anche l'etica della responsabilit&agrave; &egrave; costretta a gettare la spugna. Oggi siamo senza un'etica che sia efficace per controllare lo sviluppo della tecnica che, come &egrave; noto, non tende ad altro scopo che non sia il proprio potenziamento. La tecnica, infatti, non ha fini da realizzare, ma solo risultati su cui procedere, risultati che non nascono da scopi che ci si &egrave; prefissi, ma che scaturiscono dalle risultanze delle sue procedure.</p>]]></video:description>
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      <video:publication_date>2011-03-03</video:publication_date>
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      <video:title><![CDATA[FilosofARTI 2011: Cristina Boracchi]]></video:title>  
      <video:description><![CDATA[<p class="testo"><strong>FilosofARTI 2010 - Festival di Filosofia<br /></strong><br />La riflessione filosofica, nelle sue sinergie con le arti - teatro, cinema, musica e danza, scrittura e arti figurative - &egrave; divenuta nell'ultimo decennio oggetto di grande attenzione: lo testimonia anche lo sviluppo della ricerca universitaria in tale direzione nonch&eacute; il numero di pubblicazioni sull'argomento.<br /><br />L'edizione 2011 di FilosfARTI tratter&agrave; di <strong>PHYSIS/NATURA,</strong> una tematica privilegiata che consente di leggere l'uomo attraverso la sua duplice dimensione, quella naturale e quella culturale, che lo ha visto evolversi da un contesto di armonia con gli elementi naturali a quello di uno sfruttamento incontrollato e distruttivo della terra/madre. La tecnica nata per migliorare la vita sul pianeta, non sempre ha operato a questo solo scopo, evidenziando nuove problematiche di scottante attualit&agrave;: da qui la necessit&agrave; di indagare anche il destino di una umanit&agrave; che deve ritrovare il senso profondo di un ecosistema mentale, fisico e progettuale per un futuro che ci appartiene.</p>
<p class="testo"><strong>CRISTINA BORACCHI:</strong> da alcuni anni si occupa delle intersezioni fra cinema e filosofia, guidando sperimentazioni didattiche e formazione docenti in collaborazione con l'IRRE Lombardia e con la Sillsis dell'Universit&agrave; Statale di Milano. Ha collaborato, fra gli altri, con la Universit&agrave; Cattolica del Sacro Cuore per la redazione del Dizionario di Politica della Jaca Boock e con il Museo del Risorgimento di Milano per la organizzazione del Bicentenario Rosminiano a Milano.Dopo avere conseguito borse di ricerca sul tema dall'istituto Per gli Studi Filosofici e Giuridici di Napoli e dall'IRRE Lombardia, ha pubblicato molteplici saggi su riviste specializzate quali Informazione Filosofica, &eacute;cole, Magazzino di Filosofia, Aggiornamento sociali e Comunicazione filosofica, rivista telematica della SFI. Collabora regolarmente con Il Buscadero e recentemente &egrave; intervenuta nella redazione dl manuale di filosofia della Loescher editori e ha contribuito con un saggio su Greenaway al volume "Corpo a corpo Il cinema e il pensiero" (Ed. Falsopiano). &Egrave; ideatrice e progettista del Filosfarti Festival di Filosofia da sei anni.</p>]]></video:description>
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      <video:publication_date>2011-03-03</video:publication_date>
      <video:tag>filosofia</video:tag>
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      <video:title><![CDATA[Ciao Gianni]]></video:title>  
      <video:description><![CDATA[<p><strong>&Egrave; gi&agrave; passato un anno.</strong> <br /><br />Il 18 gennaio del 2011 Gianni Pavanello ci ha lasciati. <br /><br />Abbiamo deciso di raccontare una parte di lui per onorarne il ricordo, attraverso le parole di chi lo ha conosciuto e con lui ha condiviso l'esperienza straordinaria del Brasile e dei suoi progetti laggi&ugrave;. <br /><br />Un tributo d'amore fatto da Nicholas, suo figlio, che si &egrave; recato laggi&ugrave; a raccogliere le testimonianze dirette dei suoi amici e che ci ha consegnato del materiale sul quale lavoreremo e al quale speriamo di potere dare un corpo nei prossimi tempi.<br /><br />Intanto eccolo il primo piccolo pezzo su Gianni, sull'energia e sull'amore che&nbsp;ha dato e che ha ricevuto.</p>]]></video:description>
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      <video:publication_date>2011-01-19</video:publication_date>
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     <video:category>Sociale</video:category>
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      <video:title><![CDATA[Giorni felici a casa Testori]]></video:title>  
      <video:description><![CDATA[<p>&nbsp;<strong>Giorni felici a Casa Testori. 22 artisti in 22 stanze</strong></p>
<p>Una mostra in una casa. Non una casa qualsiasi, una borghese di primo ' 900, che sorge a fianco della la fabbrica tessile dei Fratelli Testori. Proprio davanti i binari delle Ferrovie Nord, che vedevano andare e venire ogni giorno lo stesso Giovanni Testori, pendolare d&rsquo;eccezione verso Milano. E&rsquo; la a sua casa. Qui nasce nel 1923, terzo di sei fratelli, e qui vive quasi tutta la sua tormentata vita, fino al 1993, quando muore di cancro. Da allora la sua casa rimane disabitata.</p>
<p>In occasione delle celebrazioni del decimo anniversario della sua morte, l&rsquo;Associazione Testori decide di aprirla al pubblico con la mostra &ldquo;Testori a Novate&rdquo;.</p>
<p>In quell&rsquo;occasione inizi&ograve; a prendere corpo l&rsquo;idea di una riapertura periodica per far rivivere questo luogo e per manterne la memoria. Nel 2008 viene allestita una mostra di disegni di Testori e opere di artisti contemporanei. Segue la prima edizione della mostra &ldquo;Giorni Felici. 22 artisti in 22 stanze&rdquo;.</p>
<p>Questa del 2010 &egrave; la seconda edizione di una iniziativa che affida le ventidue stanze della casa di ad altrettanti artisti giovani e meno giovani, in una rassegna trasversale di pittura, scultura, video, installazione e performance, mirando a creare un forte legame fra opera e spazio espositivo, la casa. In alcuni esempi le stanze accolgono quadri e sculture, in altri casile stanze diventano esse stesse installazioni&nbsp;: lo spazio disabitato torna a vivere, Casa Testori diventa una Kunsthaus.</p>
<p>All&rsquo;ingresso il visitatore &egrave; accolto dal&rsquo;opera del giovane <strong>Micheal S.Lee</strong>: la Citt&agrave; che non c&rsquo;&egrave;.</p>
<p><strong>Enzo Cucchi</strong>, maestro della Transavanguardia, per il quale il critico milanese realizz&ograve; tre libri d&rsquo;arte espone nel salone, 12 litografie e una grande tela.</p>
<p><strong>Alessandro Verdi</strong>, uno dei talenti lanciati da Testori all&rsquo;inizio degli anni &rsquo;80, espone i suoi acquerelli, lungo la scala, mentre in cima il pi&ugrave; giovane, <strong>Giovanni Vitali</strong>, appende un grande acrilico stile collage contenente i miti della sua adolescenza.</p>
<p>L&rsquo;ultimo lavoro di<strong> Pippa Bacca,</strong> uccisa due anni fa durante un viaggio-performance in Turchia &egrave; in cucina: la reinterpretazione dei personaggi del Ponte della Ghisolfa, mentre l&rsquo;ultimo testo teatrale, "Cleopatras", &egrave; recitato da <strong>Arianna Scommegna</strong>, in un video e nei costumi di scena appesi nella stanza da bagno.</p>
<p>Il decano, <strong>Turi Simeti</strong> di cui il salottino accanto all'ingresso ospita tre "quadri bianchi", mentre nella stanza adiacente <strong>Yi Zhou</strong> propone il suo video sull&rsquo;epoca virtuale.</p>
<p>Una grande scultura di <strong>Gianni Dess&igrave;</strong>. In veranda, le piccole miniature incorniciate e le due gigantografie della trentenne fotografa tedesca <strong>Julia Khran. Armin Linke</strong> fotografa polemicamente la "Chiesa di vetro" di Baranzate degli architetti Mangiarotti e Morassutti, costruita negli anni '50.</p>
<p><strong>Umberto Chiodi</strong> propone un opera site specific come anche <strong>Elena Monzo </strong>che oltre a grandi quadri tridimensionali realizza una vera istallazione su pavimento e pareti. L&rsquo;inquietante acquasantiera di <strong>Diamante Faraldo </strong>strizza l&rsquo;occhio alla triste attualit&agrave;, mentre <strong>Emanuele Dottori </strong>fa un omaggio alla Stazione Centrale di Milano con i suoi acquerelli e il suo grande collage fotografico. L&rsquo;egiziano <strong>Youssef Nabil</strong> propone immagini fotografice del mondo del cinema anni &rsquo;50 del suo paese, proprio accanto alla camera da letto in cui il duo <strong>J&amp;PEG</strong>, propongono un mix di installazione e fotografie.</p>
<p><strong>Davide Nido</strong> canta l&rsquo;estate e i suoi colori con quadri che scompongono anche sul pavimento divenendo istallazione, ed <strong>Andrea Mastrovito</strong> racconta il ciclo della vita attraverso la rappresentazione dei sette giorni della settimana. Di fronte <strong>Mario Della Vedova</strong> e le sue tele con scritte al neon. Sorprende e sconvolge la camera da letto del secondo con le valigie originali di <strong>Rossella Roli </strong>ed il loro inquietante antico, e allo stesso tempo attuale, bagaglio.<strong> </strong></p>
<p>In terrazza il grande maestro <strong>Alessandro Mendini</strong>, espone una versione in bronzo da 160 chili della sua celeberrima "Poltrona di Proust". In giardino infine &lsquo;fioriscono&rsquo; le sculture in acciaio di <strong>Sergio Fermariello</strong>, il &lsquo;ventitreesimo&rsquo;, accanto alle "Rose Testori", delicato omaggio di un vivaista tedesco al Testori pittore e al suo soggetto preferito.</p>
<p>24 giugno - 11 luglio 2010<br />Giorni felici a Casa Testori 2010 - 22 artisti in 22 stanze</p>
<p>Casa Testori<br />Largo Testori, 13 - 20026 Novate Milanese (MI)<br /><br />Info: tel. +39 02552298375 - info@associazionetestori.it - www.associazionetestori.it</p>]]></video:description>
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      <video:publication_date>2010-07-09</video:publication_date>
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      <video:title><![CDATA[Meninos do porto]]></video:title>  
      <video:description><![CDATA[<p>Il Progetto <strong>Meninos Do Porto</strong> nasce nell'anno 2000, in Brasile, a circa 90 km a nord di Salvador; la capitale dello stato di Bahia, nel paesino Porto Do Sauipe.<br />&nbsp;<br />Porto de Sauipe &egrave; un villaggio di pescatori a nord di Salvador di Bahia che conta circa 8.000 abitanti. Qui la povert&agrave;, anche estrema, &egrave; un male endemico, ma un senso di compostezza e dignit&agrave; innate negli abitanti fa si che nessuno vi chieda mai del denaro, anche se ne avrebbero molto bisogno. Specialmente i bambini.<br />Per questo motivo, la prima parte del progetto &egrave; stata rivolta alla creazione di un centro per l'infanzia nel quale i bambini di Porto in situazioni a rischio potessero trovare aiuto. Un centro dove aiutarli a diventare "grandi", degli adulti in grado di contribuire allo sviluppo della comunit&agrave; di cui fanno parte.</p>
<p>Il progetto iniziale, supportato economicamente da un comitato italiano di solidariet&agrave;, prevedeva l'acquisto di un terreno e la costruzione di un refettorio. Questa prima parte del progetto si &egrave; potuta realizzare solo parzialmente, in quanto si &egrave; scontrata con la difficile realt&agrave; dell'insufficienza del denaro e della totale mancanza di appoggi da parte delle autorit&agrave; locali.</p>
<p>Cos&igrave;, ad oggi &egrave; stato possibile solo l'acquisto del terreno, intestato all'Associazione degli Abitanti di Porto Do Sauipe. Ma la volont&agrave; e la necessit&agrave; di migliorare le condizioni di vita di questi bambini non hanno fermato l'associazione degli abitanti di Porto, che unendo la determinazione di alcuni genitori alla disponibilit&agrave; di commercianti, artigiani e nuovi residenti, ha affittato una casa ed &egrave; riuscita a dare vita ad un asilo.</p>
<p>Il primo anno di attivit&agrave; ha permesso di capire quanto fosse prioritario il funzionamento della struttura soprattutto per stimolare ed incoraggiare chi partecipa attivamente al suo interno. Solo con il riscontro diretto di bambini che quotidianamente vivono in una struttura organizzata che si occupa di loro, sia da un punto di vista alimentare che socio-pedagogico, si pu&ograve; continuare a lavorare e a credere in un futuro migliore per queste comunit&agrave; che, differentemente da noi, hanno avuto solo la sfortuna di nascere in un luogo che da sempre &egrave; stato o dimenticato o sfruttato da noi abitanti del cosidetto mondo civilizzato.</p>
<p>Ma gli spazi che attualmente la scuola occupa, sono angusti e inadeguati (aule troppo piccole, bagni insufficienti, spazi comuni sottodimensionati). <br />Pi&ugrave; volte le autorit&agrave; locali e privati che operano nella zona hanno promesso di reperire nuovi spazi ma fino ad oggi nulla &egrave; cambiato.</p>
<p>Il sogno, il vero sogno di questo progetto &egrave; ora quello di poter avere una sede propria e diventare quindi una vera scuola, costruita con criteri adeguati alla sua funzione e dove finalmente i bambini abbiano non solo metodi didattici ed insegnamenti adeguati, ma anche un luogo fisico proprio ed appropriato dove poter liberare tutte quelle energie che i bimbi hanno necessit&agrave; di esprimere.</p>
<p>L<strong>'Associazione Progetto Meninos do Porto ONLUS</strong> si st&agrave; prodigando per la raccolta dei fondi necessari a tale scopo e per rendere questo sogno realt&agrave;.<br /><strong>Se volete contribuire alla realizzazione del sogno potete inviare <br /><br />un bonifico (IBAN: IT49Q0306909581000000676210) <br />o utilizzare un bollettino postale (C.C. POSTALE N. 51619252)</strong></p>
<p><strong>intestandolo a "Associazione Progetto Meninos do Porto ONLUS" - Via Sebenico, 28 - &nbsp;Milano </strong></p>
<p>&Egrave; anche possibile destinare il&nbsp;<strong>5 per mille</strong> dell'imposta sul reddito delle persone fisiche indicando nell'apposita casella della dichiarazione dei redditti il codice fiscale dell'associazione: <strong>03874870961</strong></p>
<p>Per maggiori informazioni potete telefonare al numero +39 02.29.52.99.23 <br />o inviare un fax al numero +39 02.29.52.99.27 oppure <br />una email a <a class="testoBold" href="mailto:info@meninosdoporto.com">info@meninosdoporto.com<br /></a></p>]]></video:description>
      <video:view_count>337</video:view_count>
      <video:publication_date>2010-06-18</video:publication_date>
      <video:tag>menino</video:tag>
      <video:tag>porto</video:tag>
      <video:tag>brasile</video:tag>
      <video:tag>asilo</video:tag>
      <video:tag>scuola</video:tag>
      <video:tag>escola</video:tag>
      <video:tag>porto</video:tag>
      <video:tag>sauipe</video:tag>
      <video:tag>sociale</video:tag>
      <video:tag>gianni</video:tag>
      <video:tag>pavanello</video:tag>
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      <video:tag>solidarietÃ </video:tag>
      <video:tag>associazione</video:tag>
      <video:tag>abitanti</video:tag>
     <video:category>Sociale</video:category>
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      <video:title><![CDATA[Artparty - Sferica 2010]]></video:title>  
      <video:description><![CDATA[<p>Il Comune di Varese, in collaborazione con l&rsquo;<em>Associazione Liberi Artisti della Provincia di Varese</em>, fondata nel 1977 e oggi composta da 72 artisti, tra cui pittori e scultori, promuove un progetto espositivo denominato&nbsp;<strong>&ldquo;ARTPARTY 2010&rdquo;</strong>&nbsp;tra artisti, architetti, fotografi e letterati della nostra Provincia. Questo titolo, ci si augura che venga utilizzato ogni anno o ogni biennio, con autori e progetti comuni, con temi culturali diversi.</p>
<p>Proponendo questo progetto, Marcello Morandini ha voluto per la prima volta coinvolgere pi&ugrave; forze culturali attive sul territorio e sottolineare in questo modo lo spirito e il valore progettuale che dovrebbero avere le future edizioni di &ldquo;ARTPARTY&rdquo;.</p>
<p>La mostra ha come tema la &ldquo;sfera&rdquo; intesa come luogo, dimensione, materiale o spirituale, fisica, ecc. secondo l&rsquo;interpretazione che ogni partecipante vorr&agrave; dare.</p>
<p>La sfera &egrave; un gioco rimbalzante equiperimetrico difficilmente fermo, &egrave; la forma ideale per ogni corpo che prema dal suo interno, &egrave; delimitata dalle orbite degli elettroni, &egrave; un frutto nel cui interno la geometria frattale ne costruisce le parti, &egrave; una membrana e un vuoto, &egrave; un pieno non contenuto, &egrave; la visione comune di spazio.</p>
<p>La sfera &egrave; il luogo della Madre Terra, rappresenta l&rsquo;ordine costituito dalle forze gravitazionali in miliardi di anni dopo l&rsquo;ipotesi della grande esplosione primordiale, &egrave; un luogo geometrico in cui tutti i punti che ne definiscono la superficie hanno una comunione di equidistanza dal centro, &egrave; un racconto che intreccia infinite storie circolari, &egrave; una poesia che ci permette di ritrovare la nostra unit&agrave; nella molteplicit&agrave; infinita dei punti, &egrave; un&rsquo;immagine che ridefinisce uno spazio bidimensionale esplodendolo in uno sferico, &egrave; un&rsquo;architettura che non ha fondamenta, non appartiene a un luogo, &egrave; in costante movimento&hellip; o tutto il contrario di ci&ograve;.</p>
<p><strong>Dal 27 Marzo al 6 Giugno 2010</strong><br /><em></em></p>
<p><em>Museo d&rsquo;Arte Moderna e Contemporanea - Castello di Masnago - Varese<br />Via Cola di Rienzo 42, tel. 0332 820409 musei.masnago@comune.varese.it</em></p>]]></video:description>
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      <video:publication_date>2010-05-07</video:publication_date>
      <video:tag>ARTPARTY,</video:tag>
      <video:tag>Varese,</video:tag>
      <video:tag>Castello</video:tag>
      <video:tag>Masnago,</video:tag>
      <video:tag>Civico</video:tag>
      <video:tag>Museo</video:tag>
      <video:tag>d'Arte</video:tag>
      <video:tag>Moderna</video:tag>
      <video:tag>Contemporanea</video:tag>
      <video:tag>Varese,</video:tag>
      <video:tag>Architettura,</video:tag>
      <video:tag>Arte,</video:tag>
      <video:tag>Fotografia,</video:tag>
      <video:tag>Letteratura,</video:tag>
      <video:tag>Mostre</video:tag>
     <video:category>Arte</video:category>
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      <video:title><![CDATA[Gino Strada: quindici anni di Emergency]]></video:title>  
      <video:description><![CDATA[<p class="titoloBlu">Gino Strada: quindici anni di Emergency</p>
<p class="testo"><strong>Questo video &egrave; stato realizzato in collaborazione con: <br /></strong><strong>Led engineers (Palermo) - Alessio Algeri</strong></p>
<p class="testo">Questa intervista &egrave; stata realizzata in occasione della firma del rinnovo del protocollo con la Asl 6 di Palermo che concede, per altri cinque anni, gli spazi alla sede del Poliambulatorio di Emergency a Palermo, dietro il pagamento di un canone simbolico.</p>
<p class="testo"><span class="testoBold"><span class="testo">Gino Strada</span> </span>&egrave; nato a Milano dove si &egrave; laureato in medicina con la specializzazione in chirurgia d'urgenza. &Egrave; diventato chirurgo di guerra prima lavorando con la Croce Rossa Internazionale e poi creando, nel 1994, un'associazione a favore delle vittime delle guerre civili: <span class="testo"><strong>Emergency</strong></span>.</p>
<p class="testo">L'obiettivo dell'organizzazione &egrave; fornire assistenza alle vittime civili dei conflitti, menomate da ordigni bellici come le mine antiuomo, afflitte dalla malnutrizione e da mancanza di cure mediche. Inoltre Emergency si propone di addestrare il personale locale a far fronte alle necessit&agrave; mediche, chirurgiche e riabilitative pi&ugrave; urgenti e di diffondere una cultura di pace.</p>
<p class="testo">Emergency &egrave; una <span class="testo"><strong>ONG</strong></span>, senza discriminazione politica, ideologica o religiosa, aperta a tutti coloro che ne condividono i principi e gli obiettivi e ne sostengono le attivit&agrave; umanitarie.</p>
<p class="testo">Emergency si dichiara neutrale rispetto alle parti in causa di qualsiasi conflitto: tutti hanno diritto a cure qualificate e gratuite.&nbsp;l'ONG &egrave; presente in Cambogia, Afganistan, Iraq, Sierra Leone, dove ha costruito e gestito ospedali per i feriti di guerra e per emergenze chirurgiche, centri per la riabilitazione fisica e sociale delle vittime di mine antiuomo e altri traumi di guerra, un centro per la maternit&agrave;, posti di primo soccorso per il trattamento immediato dei feriti, centri sanitari per l'assistenza medica di base.</p>
<p class="testo">In Sudan ha aperto il Centro Salam di cardiochirurgia: un centro regionale che fornisce assistenza specializzata a pazienti affetti da malformazioni e patologie cardiache ai pazienti del Sudan e dei nove paesi confinanti.</p>
<p class="testo">Nel 2008, insieme ad alcuni paesi africani, Emergency ha elaborato il <span class="testo"><strong>Manifesto per una medicina basata sui diritti umani </strong></span>per rivendicare una sanit&agrave; basata sull'equit&agrave;, sulla qualit&agrave; e sulla responsabilit&agrave; sociale.</p>
<p class="testo">I testi presenti nel video sono tratti da:<br />- <a class="link" href="http://www.emergency.it/docs/Manifesto_San_Servolo_It.pdf" target="_blank">Manifesto per una medicina basata sui diritti umani<br /></a>- <span class="link"><a class="link" href="http://it.wikisource.org/wiki/Dichiarazione_Universale_dei_Diritti_dell%27Uomo" target="_blank">Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo</a><br /></span>- <span class="link"><a class="link" href="http://www.quirinale.it/costituzione/costituzione.pdf" target="_blank">Costituzione della Repubblica Italiana<br /></a></span>- <span class="link"><a class="link" href="http://www.emergency.it/img/report/last.pdf" target="_blank">Emergency Report 1994-2008</a></span></p>
<p class="testo">&nbsp;</p>]]></video:description>
      <video:view_count>345</video:view_count>
      <video:publication_date>2010-04-22</video:publication_date>
      <video:tag>emergency</video:tag>
      <video:tag>diritti</video:tag>
      <video:tag>umani</video:tag>
      <video:tag>gino</video:tag>
      <video:tag>strada</video:tag>
      <video:tag>palermo</video:tag>
      <video:tag>ong</video:tag>
      <video:tag>poliambulatorio</video:tag>
      <video:tag>manifesto</video:tag>
      <video:tag>medicina</video:tag>
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      <video:tag>umanitarie
urgenza</video:tag>
      <video:tag>guerra</video:tag>
     <video:category>Sociale</video:category>
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      <video:title><![CDATA[I Siciliani: Sabrina Petyx e Giuseppe Cutino]]></video:title>  
      <video:description><![CDATA[<p><strong>Giuseppe&nbsp; Cutino<br /></strong>Diplomato attore e regista presso la scuola di Teatro Teates diretta da Michele Perriera a Palermo. Con Sabrina Petyx e Sabrina Recupero fonda a Palermo, nel marzo <strong>1999 la compagnia M'Arte - Movimenti d'Arte</strong><em>, </em>mettendo insieme attori, danzatori, registi, scenografi e costumisti ed attingendo a competenze di differenti artisti provenienti da differenti percorsi.</p>
<p>Attore, regista, assistente alla regia sia in lirica che in prosa, mimo in opere liriche, ha lavorato in diverse produzioni con Michele Perriera, Filippo Crivelli, Sandro Sequi, Roberta Torre, Pier Francesco Mastrini, Salvo Tessitore,<br />Massimo Verdastro, Fabio Sparvoli. Sue le regie di:"Il Killer Disney" di P.Ridley (Teatro Teates); "Interferenze" da A. Bennett (M'Arte), Lisciannira di A. Pezzullo (Trimotria) "La casa dalle porte rosse" (Teatrinstabili).Come attore ha partecipato a "I Pavoni", testo e regia di Michele Perriera (Teatro Biondo-Festival sul '900); ha lavorato come mimo. <br />Con Alessandra Fazzino firma la regia degli spettacoli "Lux et tenebrae" (sostenuto anche dal D.B.M Dance Bassin Mediterranee), e "<strong>Come campi da arare</strong>"<strong> Premio scenario 2003</strong>. <br />&Egrave; direttore artistico, insieme a Clara Gebbia, della rassegna di Teatro Contemporaneo "Quinte(S)senza" ai Candelai di Palermo,ed &egrave; ideatore e direttore artistico del Festival Artistiperalcamo giunto gi&agrave; alla quarta edizione.<br />Suoi i progetti di SALDI DI FINE STAGIONE, che riunisce in un'unica serata circa 70 artisti, appuntamento annuale che si tiene ai <a href="http://www.candelai.it/" target="_blank">Candelai</a>, come festa di fine stagione della rassegna Quinte(S)senza; e il progetto BAND'HIT!, serata di musica con la Banda Maestro Gabriele Asaro di Paceco, diretta da Roy Paci in cui si sono esibiti tra gli altri, Antonella Ruggiero, Mario Venuti, Agricantus, i Negrita, Gianni Gebbia, i Fratelli Mancuso, andata in scena ad Alcamo per il festival AxA2005.<br /><br /><strong>Sabrina Petyx<br /></strong>Diplomata attrice presso la scuola di Teatro Teates di Palermo, diretta da Michele&nbsp; Perriera. Frequenta corsi di perfezionamento con da L. de Berardinis, G. Albertazzi, R. Bianchi, T. Salmon, M. D'Amburgo. Logopedista.<br />Come attrice partecipa a numerosi spettacoli con la regia di M.Perriera, tra cui "I Fisici", "Il Bicchiere della staffa", "Anticamera", "Morte per vanto" (tutti prod. Teates), "I Pavoni" (Teatro Biondo-Festival sul '900).Sotto la direzione di T. Salmon partecipa a "L'assalto al cielo" di R. Molinari. Lavora anche con E. Dante, G. Cutino, G. Borruso, L. Nattino. <br />Nel 2000 vince il Premio Vucciria con il racconto "Vietato Tuffarsi" pubblicato nella raccolta Trasgressori da Malatempora; comincia a scrivere per il teatro. Vedono la messa in scena: "L'arringa" , tratto dal racconto "La panne " di F. Durenmatt regia Emma Dante (Sud costa occidentale), "Soda Caustica" e "In sua assenza" regia di G. Cutino (M'Arte). Firma per&nbsp;&nbsp;M'Arte la regia dei suoi testi: "Vietato Tuffarsi", tratto dall'omonimo racconto e "Deposito Bagagli" (<strong>menzione speciale a Enzimi 2003</strong>).<br />Nel <strong>2003</strong> vince con la Compagnia il <strong>premio Scenario</strong> con lo spettacolo <strong>"Come campi da arare</strong>" di cui e autrice del testo e interprete. L'ultimo suo testo teatrale, "Volevo dirti" per la regia di G.Cutino, e andato in scena in prima nazionale al Politeama di Cascina, all'interno del festival Metamorfosi, organizzato da La citt&agrave; del Teatro.</p>
<p>&nbsp;</p>]]></video:description>
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      <video:publication_date>2010-03-18</video:publication_date>
      <video:tag>Cutino</video:tag>
      <video:tag>Petyx</video:tag>
      <video:tag>Teatro</video:tag>
      <video:tag>Sicliani</video:tag>
      <video:tag>arte</video:tag>
      <video:tag>movimenti</video:tag>
      <video:tag>recitazione</video:tag>
      <video:tag>sceneggiatura</video:tag>
      <video:tag>scrittura</video:tag>
     <video:category>Cultura</video:category>
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      <video:title><![CDATA[Ernesto Jannini - Gran Mercato]]></video:title>  
      <video:description><![CDATA[<p class="titoloBlu">Gran Mercato</p>
<p class="testo">L'artista espone opere incentrate sulla dialettica natura-tecnologia, un tema che ha contraddistinto l'operare di Jannini a partire dalla sua partecipazione alla Biennale di Venezia del 1990.<br />Dopo la recentissima antologica al Castel dell'Ovo di Napoli, nel novembre 2008, Jannini si presenta al pubblico piemontese con immagini dal forte impatto emotivo e concettuale. <br />Saranno visibili opere sul tema della natura, come la frutta al microchip, le migrazioni nostalgiche di limoni e di turgidi pomodori, la cui polpa interna &egrave; invasa dalle schede elettroniche dei nostri computer&nbsp;- l'hardware che l'artista coniuga nei modi pi&ugrave; disparati - facendolo assurgere a simbolo della nostra condizione di uomini compressi nell'alveo della tecnoscienza.<br />Nell'esposizione, che si avvale della curatela e del pensiero critico di Viana Conti, saranno presenti opere intrise di una sottile ironia che evidenziano, simbolicamente, la necessit&agrave; di spostare il baricentro freddo della nostra societ&agrave; cognitiva e postindustriale sul versante caldo delle emozioni e degli incontri autentici; un invito a riconquistare la profondit&agrave; del sentire attraverso l'esercizio dello sguardo interiore dell'artista che, con la sua peculiare sensibilit&agrave;, attraversa il gran mercato delle idee, dei cosiddetti intangibles, ma anche delle merci e di tutto ci&ograve; che ruota attorno al nucleo della new economy. Come dire: uno sguardo sulla complessit&agrave;, sul volto ambivalente della realt&agrave; che si va facendo quotidianamente davanti ai nostri occhi. Come afferma Jannini in Equilibridi "L'artista &egrave; colui che abita un linguaggio simbolico e lo percorre in maniera rigorosa: egli &egrave; il garante di questa tensione spirituale. &Egrave; un visionario che gode e patisce del suo immaginario, sempre pronto ad inseguire gli angeli e a volte a sospendersi su di un abisso."</p>
<p class="testo">Gran Mercato - Ernesto Jannini espone dal 6 marzo el 24 aprile 2010<br />presso la Galleria Silvy Bassanese&nbsp; - Via Galileo Galilei, 45 - Biella</p>]]></video:description>
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      <video:publication_date>2010-03-08</video:publication_date>
      <video:tag>arte</video:tag>
      <video:tag>contemporanea</video:tag>
      <video:tag>ernesto</video:tag>
      <video:tag>jannini</video:tag>
      <video:tag>mostra</video:tag>
      <video:tag>galleria</video:tag>
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     <video:category>Arte</video:category>
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      <video:title><![CDATA[I Siciliani: Giuseppe Franzella]]></video:title>  
      <video:description><![CDATA[<p><strong>Giuseppe Franzella - </strong>disegnatore</p>
<p>Palermitano, nato il 7 gennaio 1972, Franzella si forma al liceo artistico della sua citt&agrave;, per poi indirizzarsi pi&ugrave; selettivamente verso la letteratura disegnata frequentando la Scuola del Fumetto di Milano. Esordisce sulle pagine di una rivista amatoriale palermitana, illustrandone numerose copertine e, saltuariamente, svolge progetti grafici presso un'agenzia pubblicitaria. Viene scoperto da Michele Pepe, all'epoca art director della Sergio Bonelli Editore, al quale sottopone alcuni suoi lavori. Grazie alle peculiarit&agrave; espressive del suo tratto, viene notato per il suo segno da Claudio Chiaverotti, che lo vuole nello staff di disegnatori per Brendon una nuova serie fantasy post-apocalittica di imminente uscita. Esordisce cos&igrave; nel 1998 per la Sergio Bonelli con "Lacrima di Tenebra", secondo episodio della saga, storia per la quale ottiene dei riconoscimenti. La sua collaborazione su Brendon continua tutt'ora.</p>
<p>Dal 2004 &egrave; docente presso la scuola del Fumetto di Palermo</p>
<p><strong>Principali premi e riconoscimenti</strong></p>
<ul>
<li>Premio di giuria "Rino Albertarelli", Reggio Emilia 1999 (ANAFI)</li>
<li>Premio Fumo di China "miglior esordiente" 1999</li>
</ul>]]></video:description>
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      <video:publication_date>2010-03-08</video:publication_date>
      <video:tag>fumetti</video:tag>
      <video:tag>cartoon</video:tag>
      <video:tag>franzella</video:tag>
      <video:tag>giuseppe</video:tag>
      <video:tag>disegnatore</video:tag>
      <video:tag>illustratore</video:tag>
      <video:tag>fumettista</video:tag>
      <video:tag>palermo</video:tag>
      <video:tag>siciliani</video:tag>
     <video:category>Cultura</video:category>
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      <video:title><![CDATA[Incontro con gli autori: Armando Massarenti]]></video:title>  
      <video:description><![CDATA[<div class="testo"><strong>IL FILOSOFO TASCABILE</strong><br /></div>
<div class="testo">Dai presocratici a Wittgenstein 44 ritratti per una storia del pensiero in miniatura<br /><br />&laquo;Pensate da uomini saggi, ma parlate come la gente comune&raquo; diceva Aristotele. La filosofia, la saggezza, non sono solo per i filosofi, ma per tutti, perch&eacute; tutti ci poniamo le stesse domande. Di che cosa &egrave; fatto il mondo? Perch&eacute; le cose cambiano? La vita ha un senso, magari un destino, o &egrave; un futile agitarsi per nulla? Esiste Dio? E una giustizia al di sopra degli uomini? In definitiva, come dobbiamo vivere? Domande, domande, domande. Questo &egrave; lo spirito con cui accostarsi alla filosofia. Dietro ognuno di questi interrogativi per&ograve; ci sono persone in carne e ossa, con vite a volte spericolate o bizzarre.<br />Questo volume contiene, in formato tascabile, 44 ritratti di filosofi di ogni tempo. Ritratti fulminei, &laquo;minimi&raquo;, ironici e carichi di domande, nello stile cui l&rsquo;autore ci ha abituato. Sar&agrave; interessante, e persino divertente, vedere come pensiero e vita (e anche la morte) si intrecciano tra loro con strani contrasti o sorprendenti coerenze. Lo scopo &egrave; farci capire a colpo d&rsquo;occhio quanto quel particolare filosofo &ndash; Platone, Spinoza, Bacone, Schopenhauer &ndash; pu&ograve; attrarci o respingerci, e persino irritarci, quanto il suo pensiero pu&ograve; rimettere in moto le nostre idee e il nostro senso critico, e riguardare direttamente le nostre vite a partire dal modo in cui ha riguardato la sua. <br /><br />Collana:&nbsp;Piccola Biblioteca Guanda <br />Autore:&nbsp;<strong>Armando Massarenti</strong> <br />Pagg.&nbsp;240 <br />&euro; 13.50<br /></div>]]></video:description>
      <video:view_count>69</video:view_count>
      <video:publication_date>2010-03-08</video:publication_date>
      <video:tag>filosofo</video:tag>
      <video:tag>tascabile</video:tag>
      <video:tag>massarenti</video:tag>
      <video:tag>filosofia</video:tag>
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      <video:title><![CDATA[FilosofArti 2010 - Carlo Sini]]></video:title>  
      <video:description><![CDATA[<p><span class="testo"><strong>CARLO SINI<br />Questioni di vita al tempo della tecnica</strong><br /></span><span class="testo"><br />Nel nostro tempo l'uomo sperimenta un potere inedito sulla vita e sulla morte ed &egrave; chiamato a una riflessione profonda sulla responsabilit&agrave; che scaturisce da tale potere e sui modi di esercitarlo. Si aprono nuove possibilit&agrave; per la vita e la salute ma si profila anche il rischio di una presenza disumanizzante della tecnica, che porti a ritenere praticabile tutto ci&ograve; che tecnicamente &egrave; possibile. La ricerca di vie di umanizzazione della cura &egrave; una sfida continua per la medicina, in dialogo con le scienze umane. &Egrave; una questione fondamentale di vita per i singoli e la comunit&agrave;. Al filosofo la riflessione sugli strumenti, i metodi e i linguaggi per un'educazione alla responsabilit&agrave; e una maturazione etica al tempo della tecnica.</span></p>
<p class="testo"><strong>CARLO SINI</strong><br />&Egrave; stato titolare della cattedra di Filosofia Teoretica presso l'Universit&agrave; Statale di Milano dal 1976 al 2009. &Egrave; membro dell'Accademia dei Lincei e dell'Institut International de Philosophie di Parigi. Di formazione fenomenologica, ha introdotto in Italia lo studio del pensiero pragmatista americano per poi sviluppare la sua ricerca prevalentemente attorno alle filosofie di Peirce ed Heidegger, nel tentativo di far convergere, sul filo dell'ermeneutica, il pensiero di questi. La sua proposta teoretica si &egrave; analogamente concentrata sul tema della scrittura e del segno come forme logiche del pensiero occidentale. Tra le sue numerose opere si ricordano in particolare: Il pragmatismo americano (1972); Immagini di verit&agrave;. Dal segno al simbolo (1985); Teoria e pratica del foglio - mondo (1997); Idoli della conoscenza (2000); Figure dell'enciclopedia filosofica (2004-2005); Eracle al bivio. Semiotica e filosofia (2007) e L'uomo, la macchina e l'automa: lavoro e conoscenza tra futuro prossimo e passato remoto (2009).&nbsp;</p>]]></video:description>
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      <video:publication_date>2010-03-07</video:publication_date>
      <video:tag>filosofarti</video:tag>
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     <video:category>Cultura</video:category>
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      <video:title><![CDATA[FilosofArti 2010 - Paolo Cristofolini]]></video:title>  
      <video:description><![CDATA[<p class="testo"><strong>PAOLO CRISTOFOLINI<br /></strong>&Egrave; stato professore incaricato di "Filosofia della storia" alla Facolt&agrave; di lettere dell'Universit&agrave; di Pisa (1969 - 1982), e poi professore associato di "Storia della filosofia" alla Scuola Normale Superiore(1982-2007). Ha svolto inoltre attivit&agrave; di insegnamento come professeur associ&eacute; alla Sorbona (Paris I, nel 1989 e 1999, e Paris IV, nel 1997). <br /><br />Presidente della Associazione italiana degli Amici di Spinoza dal 2000 al 2008, dal 2003 &egrave; fondatore e direttore scientifico di "Historia philosophica", rivista internazionale di storia della filosofia. <br /><br />Le principali monografie sono: Cartesiani e sociniani. Studio su Henry More, Urbino, Argal&igrave;a 1974; Il cielo aperto di Pierre Cupp&eacute;. Con una edizione critica del "Le ciel ouvert &agrave; tous les hommes", Firenze, Olschki 1981; La scienza intuitiva di Spinoza, Napoli, Morano 1987 (nuova edizione interamente riveduta, Pisa, ETS 2009); Spinoza per tutti, Milano, Feltrinelli 1993 (trad. fr.; Spinoza. Chemins dans l'Ethique, Paris, P.U.F. 1996 - 1998); Vico et l'histoire Paris, P.U.F. 1995; La Scienza nuova di Vico. Introduzione alla lettura, Roma, N.I.S. 1995; Vico pagano e barbaro, Pisa, ETS 2001; Spinoza edonista, Pisa, ETS 2002; L'uomo libero. L'eresia spinozista alle radici dell'Europa moderna, Pisa, ETS 2002. <br /><br />Ha inoltre curato varie edizioni e traduzioni di testi, tra cui: Descartes, I principi della filosofia, traduzione, introduzione e note, Torino, Boringhieri 1967-19932; Spinoza, Trattato politico, edizione critica e traduzione con introduzione e note, Pisa, ETS 1999 - 20042; G. Vico, La Scienza Nuova 1730, edizione critica, con la collaborazione di Manuela Sanna, Napoli, A. Guida 2004; G. Vico, La discoverta del vero Omero, seguita dal Discorso sopra Dante, Pisa, ETS 2006. <br /><br />Sta terminando la curatela di una nuova edizione critica dell'Ethica di Spinoza (testo latino e traduzione italiana a fronte), la cui pubblicazione &egrave; prevista presso le edizioni ETS di Pisa entro la primavera del 2010.</p>]]></video:description>
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      <video:publication_date>2010-03-06</video:publication_date>
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      <video:title><![CDATA[FilosofArti 2010 - Rolando Bellini]]></video:title>  
      <video:description><![CDATA[<p><span class="testo"><strong>ROLANDO BELLINI<br /></strong>Dopo aver collaborato per anni con Carlo L. Ragghianti, dopo aver ricoperto un ruolo direttivo per il Ministero per i Beni e le Attivit&agrave; Culturali e aver svolto esperienze internazionali di docenza, di direzione di musei e centri di studi, &egrave; attualmente titolare di cattedra presso l'Accademia di Belle Arti di Brera, Milano. Ha dedicato particolare attenzione alla critica d'arte, ai rapporti tra arte e scienza, e ha pubblicato studi sul Quattrocento, sul Seicento e sul Novecento italiano ed europeo, da Leonardo a Michelangelo e Rubens, da Mir&ograve; ai Sei di Torino o Mario Botta. &Egrave; pubblicista e fa parte della redazione di varie riviste. <br /></span></p>]]></video:description>
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      <video:publication_date>2010-03-06</video:publication_date>
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      <video:title><![CDATA[FilosofArti 2010 - Fabio Minazzi]]></video:title>  
      <video:description><![CDATA[<p class="testo"><strong>FABIO MINAZZI<br /></strong>Ordinario di Filosofia teoretica presso la Facolt&agrave; di Scienze Naturali dell'Universit&agrave; degli Studi dell'Insubria &egrave; direttore della quinta serie della rivista di filosofia e cultura &laquo;Il Protagora&raquo;. Dopo aver insegnato per tre lustri filosofia nei licei per un lustro ha insegnato Filosofia della scienza presso l'Accademia di architettura di Mendrisio dell'Universit&agrave; della Svizzera italiana e per otto anni Filosofia teoretica presso la Facolt&agrave; di Lettere dell'Universit&agrave; di Lecce. Ha pubblicato ventisei libri monografici e ha curato una cinquantina di volumi di vario argomento teoretico e storico. Tra i suoi ultimi suoi scritti: Teleologia della conoscenza ed escatologia della speranza (La Citt&agrave; del Sole, Napoli 2004), Contestare e creare (La Citt&agrave; del Sole, Napoli 2004), Le saette dei tartari (Franco Angeli, Milano 2004), Il cacod&egrave;mone neoilluminista (Franco Angeli, Milano 2004), Insegnare a filosofare (Barbieri Editore, Manduria 2004), Attualit&agrave; dell'antifascismo (con Giovanni Pesce, La Citt&agrave; del Sole, Napoli 2004), nonch&eacute; la cura, con Alessandra Chiappano, dei seguenti volumi collettivi: Il presente ha un cuore antico (Th&eacute;lema, Milano 2003) L'immaginazione che voleva il potere (Manni Editore, Lecce 2004), Anno Domini 1968 (Manni Editore, Lecce 2004), Pagine di storia della Shoah (Kaos, Milano 2005), cui si affiancano poi Sapere aude! (curato con Ada Fiore, Barbieri Editore, Manduria 2005), il testo del Premio Nobel Renato Dulbecco, Scienza e societ&agrave; oggi (curato con Lorenza Noseda, Bompiani, Milano 2004) e Riflessioni critiche su Popper (curato con Daniele Chiffi, FrancoAngeli, Milano 2005), Filosofia della shoah (Giunti, Firenze 2006), Filosofia, scienza e bioetica nel dibattito contemporaneo (Presidenza del Consiglio dei Ministri, Roma 2008), Science and Ethics (curato con Evandro Agazzi, Peter Lang, Bruxelles 2009), Ex pomice aquam? (Sapere Edizioni, Padova 2009).</p>]]></video:description>
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      <video:publication_date>2010-03-06</video:publication_date>
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      <video:title><![CDATA[FilosofArti 2010 - Umberto Curi]]></video:title>  
      <video:description><![CDATA[<p class="testo" style="text-align: center;">Lezione magistrale<br /><strong>UMBERTO CURI<br /></strong>"me phynai", meglio non essere nati</p>
<p class="testo" style="text-align: left;">Umberto Curi nel suo ultimo saggio sostiene il principio della duplicit&agrave; insito nell' individuo, una originaria compresenza di bene e male che dirige ogni percorso vitale, con o senza la presenza di Dio. E da tale coincidentia oppositorum la condizione umana si rivela precaria, intrigante, carica di mistero e inevitabilmente priva di una pur ridotta felicit&agrave;. Solo se soffri, sai e cos&igrave; trovi l'antidoto. Ma anche il pharmakon, il rimedio &egrave; ingannevole, una dolce illusione. Il mistero, entro cui l'essere umano &eacute; intrappolato, non permette soluzione. Come si fa a sciogliere quei nodi cos&igrave; intrigati che trattengono le fila della vita? Forse con uno sguardo pi&ugrave; profondo ai testi classici e a quelli biblici, che non differiscono moltissimo quando asseriscono che la sofferenza pervade la vita dell'uomo.</p>
<p class="testo" style="text-align: left;"><strong>UMBERTO CURI<br /></strong>&Egrave; professore ordinario di Storia della Filosofia presso l'Universit&agrave; di Padova. Ha diretto per oltre vent'anni la fondazione culturale "Istituto Gramsci Veneto" ed &egrave; stato per un decennio membro del consiglio direttivo della biennale di Venezia. Nella sua attivit&agrave; di ricerca si possono individuare tre ambiti prevalenti di indagine: la riflessione sul nesso politica - guerra e l'analisi della nozione teoretica di polemos in una linea di congiunzione che collega tra loro Eraclito ed Heidegger; la valorizzazione della narrazione, intesa sia come mythos sia come opera cinematografica ed infine la meditazione su alcuni temi fondamentali dell' interrogazione filosofica, quali l'amore, la morte, il dolore ed il destino. <br />Le sue opere principali sono: Polemos. Filosofia come guerra (2000); Lo schermo del pensiero. Cinema e filosofia (2000); Meglio non essere mai nati. La condizione umana tra Eschilo e Nietzsche (2008).</p>]]></video:description>
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      <video:publication_date>2010-03-05</video:publication_date>
      <video:tag>Filosofarti</video:tag>
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     <video:category>Cultura</video:category>
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      <video:title><![CDATA[FilosofArti 2010 - Massimo DonÃ ]]></video:title>  
      <video:description><![CDATA[<p class="testo" style="text-align: center;"><strong>Lezione-concerto<br />MASSIMO DON&Agrave; - MATTEO SPARTI <br />Improvvisa - azione: jazz, tempo e improvvisazione<br /></strong><strong>Un dialogo filosofico e musicale <br /></strong><strong></strong></p>
<p class="testo" style="text-align: left;"><strong><br /></strong>In rapporto al tema dell'identit&agrave; nel tempo, &egrave; interessante rilevare come nella vita quotidiana la nostra condotta sia volta a consolidare l'identit&agrave; creando relazioni stabili entro cerchie sociali, cerchie che ci prestano un riconoscimento. Nel caso del jazzista si assiste ad una condotta asimmetrica: chi improvvisa cerca di rimandare il compimento della propria identit&agrave;. <br /><br />La trasformazione delle convenzioni esistenti, &egrave; un aspetto costitutivo dei mondi dell'arte. Nel jazz per&ograve;, essendo una forma d'arte basata sulla pratica dell'improvvisazione, ci&ograve; si estremizza. <br /><br />L'improvvisazione, nel jazz, ha a che fare con la dimensione inventiva, o comunque con il far nascere qualcosa di nuovo: esige l'originalit&agrave;, la differenziazione di quello che emerge nel corso della performance da quanto suonato in precedenza, chiamiamolo il potere di sorprendere. Chi improvvisa deve distinguersi sia dagli altri musicisti sia anche dai suoi s&eacute; precedente. Impresa non solo difficile, ma che espone alla minaccia dell'irriconoscibilit&agrave;. Nelle parole dello scrittore Ralph Ellison: "Esiste (...) una contraddizione crudele implicita nella stessa forma artistica: il jazzista deve perdere la sua identit&agrave; anche mentre la trova".<br /><br />Il jazzista che improvvisa si trova esposto a due rischi. Da una parte quello di fallire nel trovare l'originalit&agrave;, ossia il rischio della stagnazione, l'essere condannato a restare identico a se stesso. Il secondo rischio &egrave; che nel caso in cui l'improvvisazione risulta innovativa e spiazzante, si perde il riconoscimento di un uditorio che non si ritrova nei suoni che ascolta. Che &egrave; poi - nella sua forma estrema -, il rischio dell'isolamento (della follia). Come convivere con questi due rischi mutuamente esclusivi?</p>
<p class="testo"><strong>MASSIMO DON&Agrave;</strong><br />&Egrave; professore ordinario di Filosofia Teoretica presso l&rsquo; Universit&agrave; Vita&nbsp;- Salute San Raffaele di Milano. La sua ricerca, sovente condotta in collaborazione con Cacciari, si &egrave; concentrata prevalentemente su questioni di carattere estetico. In qualit&agrave; di musicista, invece, ha sviluppato un linguaggio nel quale entrano in gioco elementi tratti dalla musica rock e da esperienze etniche mutuate da varie collaborazioni con musicisti internazionali. Fa parte del Massimo Don&agrave; Quintet, con il quale si esibisce in Italia e all&rsquo;estero. <br /><br />Tra le sue opere filosofiche principali si ricordano: <em>Arte, tragedia, tecnica</em> (2000); <em>Filosofia del vino</em> (2003); Filosofia della musica (2006) e <em>Arte e filosofia</em> (2007).</p>]]></video:description>
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      <video:publication_date>2010-03-02</video:publication_date>
      <video:tag>Filosofarti</video:tag>
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      <video:tag>Jazz</video:tag>
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     <video:category>Cultura</video:category>
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      <video:title><![CDATA[FilosofArti 2010 - Armando Massarenti]]></video:title>  
      <video:description><![CDATA[<p class="testo"><strong>ARMANDO MASSARENTI<br /></strong>Responsabile del supplemento culturale domenicale del quotidiano &ldquo;Il sole 24 Ore&rdquo;, docente di comunicazione della scienza presso vari Atenei, vincitore del Premio Castiglioncello 2006 per la divulgazione filosofica; autore de <em>Il lancio del nano e altri esercizi di filosofia minima</em>, Guanda, 2006. Il libro ha ricevuto numerosi premi letterari ed &egrave; anche diventato un esperimento didattico promosso dalla Societ&agrave; Italiana di Filosofia per incentivare gli studenti allo studio della filosofia e all&rsquo;argomentazione autonoma. <br /><br />Oltre al gi&agrave; citato <em>Il lancio del nano</em>, tra le sue pubblicazioni ricordiamo: <em>Manifesto di bioetica laica</em> (1997) e <em>Staminalia. Le cellule etiche e i nemici della ricerca</em> (2008)</p>]]></video:description>
      <video:view_count>38</video:view_count>
      <video:publication_date>2010-03-02</video:publication_date>
      <video:tag>Fillosofarti</video:tag>
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      <video:tag>Filosofia</video:tag>
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      <video:title><![CDATA[FilosofArti 2010 - Edoardo Boncinelli]]></video:title>  
      <video:description><![CDATA[<p class="testo"><strong>Lezione Magistrale: Il tempo &egrave; in fuga?<br /><br /></strong>Contemporaneo e non-contemporaneo si intrecciano costantemente e il nodo di quest'intreccio &egrave; il concetto di tempo: se nessuno me lo chiede so di cosa si tratta, ma se qualcuno mi interroga non so pi&ugrave; spiegarmi, scrive Agostino nelle Confessioni. Che cos'&egrave; il tempo senza la memoria? &Egrave; ciclico o lineare? Tutto ci&ograve; che &egrave; diritto mente. Ogni verit&agrave; &egrave; curva, il tempo stesso &egrave; un circolo, dir&agrave; Nietzsche. Edoardo Boncinelli, un fisico che si occupa di genetica e biologia, ha inserito nella sua straordinaria attivit&agrave; di scienziato quella di psicoanalista di formazione junghiana. E uno e trino &egrave; lo "sguardo" di Boncinelli sul tempo: quello della fisica, della biologia e della psicologia. "C'&egrave; anche chi fantastica che il suo corpo possa in un futuro non lontano venir clonato e quindi divenire immortale, nel senso di continuamente rigenerato. &Egrave; un'ipotesi un po' improbabile, ma non totalmente irrealistica. Si tratterebbe comunque dell'immortalit&agrave; del corpo. La coscienza di un individuo, il suo patrimonio di ricordi e di conoscenze, non &egrave; clonabile. Come dire che &egrave; clonabile, forse, Edoardo Boncinelli, ma non sono clonabile io. E quindi che gusto c'&egrave;? Meglio viversi l'oggi il pi&ugrave; gradevolmente possibile. E sapere che cosa esattamente vogliamo dalla vita e dal suo scorrere, lasciando alle montagne e alle particelle subatomiche la fatica di non invecchiare".</p>
<p><br /><span class="testo"><strong>EDOARDO BONCINELLI <br /></strong>Laureato in fisica presso l'universit&agrave; di Firenze ma ha lavorato prevalentemente nel mondo della genetica. <br />&Egrave; stato direttore del Laboratorio di Biologia Molecolare dello Sviluppo presso l&rsquo;Istituto Scientifico dell&rsquo;Ospedale San Raffaele di Milano e Direttore di Ricerca presso il Centro per lo Studio della Farmacologia Cellulare e Molecolare del CNR della medesima citt&agrave;, e direttore della SISSA, Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati di Trieste.<br />Ha dedicato molti anni allo studio dei geni che regolano la disposizione e la formazione delle varie parti del corpo, ottenendo risultati apprezzati in tutto il mondo. <br /><br />Le sue pubblicazioni per&ograve; investono anche problemi di epistemologia, filosofia della scienza ed etica. Le principali in quest&rsquo; ambito sono: <em>Il cervello, la mente e l&rsquo;anima</em> (1999); <em>Verso l&rsquo;immortalit&agrave;?</em> (2005); <strong><em>Tempo delle cose, tempo della vita e tempo dell&rsquo;anima</em> </strong>(2006); <em>Il male: storia naturale e sociale della sofferenza</em> (2007).</span></p>]]></video:description>
      <video:view_count>43</video:view_count>
      <video:publication_date>2010-03-02</video:publication_date>
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      <video:tag>boncinelli</video:tag>
      <video:tag>Filosofia</video:tag>
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     <video:category>Cultura</video:category>
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      <video:title><![CDATA[FilosofArti 2010 - Cristina Boracchi]]></video:title>  
      <video:description><![CDATA[<p class="testo"><strong>FilosofARTI 2010 - Festival di Filosofia<br /></strong><br />La riflessione filosofica, nelle sue sinergie con le arti - teatro, cinema, musica e danza, scrittura e arti figurative - &egrave; divenuta nell'ultimo decennio oggetto di grande attenzione: lo testimonia anche lo sviluppo della ricerca universitaria in tale direzione nonch&eacute; il numero di pubblicazioni sull'argomento.<br /><br />La tematica portante attorno alla quale &egrave; intessuto FilosfARTI 2010 &egrave; <strong>KRONOS,</strong> ovvero il tempo declinato in tutte le dimensioni che vanno dalle stagioni della vita a quella della storia globale, dall'esperienza della vanitas a quella dell'eterno, dal consumo della vita alla ricerca del senso, evento privato e collettivo. Il Festival coniuga pertanto l'aspirazione di ciascuno alla bellezza e alla verit&agrave;, proponendo una ricerca che invita a riprendersi il proprio tempo, ovvero quello meno concitato e pi&ugrave; dilatato del pensiero e della contemplazione.<br /><br /><strong>CRISTINA BORACCHI:</strong> da alcuni anni si occupa delle intersezioni fra cinema e filosofia, guidando sperimentazioni didattiche e formazione docenti in collaborazione con l'IRRE Lombardia e con la Sillsis dell'Universit&agrave; Statale di Milano. Ha collaborato, fra gli altri, con la Universit&agrave; Cattolica del Sacro Cuore per la redazione del Dizionario di Politica della Jaca Boock e con il Museo del Risorgimento di Milano per la organizzazione del Bicentenario Rosminiano a Milano.Dopo avere conseguito borse di ricerca sul tema dall'istituto Per gli Studi Filosofici e Giuridici di Napoli e dall'IRRE Lombardia, ha pubblicato molteplici saggi su riviste specializzate quali Informazione Filosofica, &eacute;cole, Magazzino di Filosofia, Aggiornamento sociali e Comunicazione filosofica, rivista telematica della SFI. Collabora regolarmente con Il Buscadero e recentemente &egrave; intervenuta nella redazione dl manuale di filosofia della Loescher editori e ha contribuito con un saggio su Greenaway al volume "Corpo a corpo Il cinema e il pensiero" (Ed. Falsopiano). &Egrave; ideatrice e progettista del Filosfarti Festival di Filosofia da cinque anni.</p>]]></video:description>
      <video:view_count>64</video:view_count>
      <video:publication_date>2010-03-02</video:publication_date>
      <video:tag>Filosofarti</video:tag>
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      <video:tag>Filosofia</video:tag>
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      <video:title><![CDATA[Ciauli in viaggio per i  Nebrodi: Il mugnaio]]></video:title>  
      <video:description><![CDATA[<p class="titoloBlu">Nebrodi</p>
<p class="testo">Il territorio dei Nebrodi (esteso su oltre 85mila ettari nella Sicilia nord orientale) &egrave; caratterizzato&nbsp;da diverse caratteristiche che lo rendono unico. Vi &egrave; il grande patrimonio ambientale, caratterizzato da estese zone boschive, da montagne, colline, laghi, torrenti, animali selvatici. Un vasto territorio unico, soprattutto considerando la latitudine, che si caratterizza come il polmone verde pi&ugrave; a sud d'Europa. All'interno di questo territorio sono presenti tantissimi paesi, borghi, contrade, abitati da persone che a questo territorio sono sempre stati intimamente legati e dove hanno intrapreso le loro attivit&agrave; lavorative, artigianali, artistiche.</p>
<p class="testo">Nel corso dei secoli il legame intimo che si &egrave; stabilito tra l'ambiente dei Nebrodi ed i suoi abitanti, ci ha tramandato fino ai nostri giorni una ricchissima variet&agrave; di prodotti, culture, tradizioni popolari che testimoniano come questo legame sia ancora vivo. Per secoli questo fluire di esperienze, di storia, di tradizioni, si &egrave; trasferito dai padri ai figli, dai nonni ai nipoti, di generazione in generazione, grazie al grande valore della testimonianza, della partecipazione, dell'essere parte di una comunit&agrave; che si riconosceva ancor di pi&ugrave; nei momenti che durante l'anno venivano scanditi da feste religiose, pagane, propiziatorie. Appuntamenti che segnavano il rinnovarsi delle stagioni, dei riti, e che avevano tutti come fattore comune il cooperare della comunit&agrave;&nbsp; per affrontare insieme la buona o la cattiva sorte, il divertimento ed il dolore, la religiosit&agrave; e la laicit&agrave;.</p>
<p class="testo">Oggi per&ograve; si corre il rischio che questa consapevolezza dell'appartenere ad una comunit&agrave; cos&igrave; radicata nella storia e nelle tradizioni popolari venga dispersa. Infatti si &egrave; affievolito il tramandarsi della conoscenza e delle tradizioni da genitori a figli, da nonni a nipoti, dagli appartenenti alla comunit&agrave; verso le nuove generazioni. Occorre, allora, intervenire con iniziative volte sia a ricostruire la memoria storica sia a sensibilizzare le nuove generazioni alla conoscenza ed al recupero delle tradizioni storiche e popolari del territorio dei Nebrodi.</p>
<p class="testo"><strong>Il mugnaio</strong> &egrave; tratto dalla prima puntata&nbsp;di "<strong>Ciauli ...in giro per i Nebrodi</strong>", una&nbsp;serie di documentari dedicata alla riscoperta dei luoghi e delle tradizioni del territorio dei Nebrodi, realizzata TWF.IT</p>
<p class="link">Link<br /><a class="link" href="http://www.ciauli.it/" target="_blank">Progetto Ciauli</a></p>]]></video:description>
      <video:view_count>665</video:view_count>
      <video:publication_date>2009-06-26</video:publication_date>
      <video:tag>nebrodi</video:tag>
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     <video:category>Cultura</video:category>
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      <video:title><![CDATA[Ciauli in viaggio per i Nebrodi: Don Ciccino]]></video:title>  
      <video:description><![CDATA[<p class="titoloBlu">Nebrodi</p>
<p class="testo">Il territorio dei Nebrodi (esteso su oltre 85mila ettari nella Sicilia nord orientale) &egrave; caratterizzato&nbsp;da diverse caratteristiche che lo rendono unico. Vi &egrave; il grande patrimonio ambientale, caratterizzato da estese zone boschive, da montagne, colline, laghi, torrenti, animali selvatici. Un vasto territorio unico, soprattutto considerando la latitudine, che si caratterizza come il polmone verde pi&ugrave; a sud d'Europa. All'interno di questo territorio sono presenti tantissimi paesi, borghi, contrade, abitati da persone che a questo territorio sono sempre stati intimamente legati e dove hanno intrapreso le loro attivit&agrave; lavorative, artigianali, artistiche.</p>
<p class="testo">Nel corso dei secoli il legame intimo che si &egrave; stabilito tra l'ambiente dei Nebrodi ed i suoi abitanti, ci ha tramandato fino ai nostri giorni una ricchissima variet&agrave; di prodotti, culture, tradizioni popolari che testimoniano come questo legame sia ancora vivo. Per secoli questo fluire di esperienze, di storia, di tradizioni, si &egrave; trasferito dai padri ai figli, dai nonni ai nipoti, di generazione in generazione, grazie al grande valore della testimonianza, della partecipazione, dell'essere parte di una comunit&agrave; che si riconosceva ancor di pi&ugrave; nei momenti che durante l'anno venivano scanditi da feste religiose, pagane, propiziatorie. Appuntamenti che segnavano il rinnovarsi delle stagioni, dei riti, e che avevano tutti come fattore comune il cooperare della comunit&agrave;&nbsp; per affrontare insieme la buona o la cattiva sorte, il divertimento ed il dolore, la religiosit&agrave; e la laicit&agrave;.</p>
<p class="testo">Oggi per&ograve; si corre il rischio che questa consapevolezza dell'appartenere ad una comunit&agrave; cos&igrave; radicata nella storia e nelle tradizioni popolari venga dispersa. Infatti si &egrave; affievolito il tramandarsi della conoscenza e delle tradizioni da genitori a figli, da nonni a nipoti, dagli appartenenti alla comunit&agrave; verso le nuove generazioni. Occorre, allora, intervenire con iniziative volte sia a ricostruire la memoria storica sia a sensibilizzare le nuove generazioni alla conoscenza ed al recupero delle tradizioni storiche e popolari del territorio dei Nebrodi.</p>
<p class="testo"><strong>Don Ciccino</strong> &egrave; tratto dalla prima puntata&nbsp;di "<strong>Ciauli ...in giro per i Nebrodi</strong>", una&nbsp;serie di documentari dedicata alla riscoperta dei luoghi e delle tradizioni del territorio dei Nebrodi, realizzata TWF.IT</p>
<p class="link">Link<br /><a class="link" href="http://www.ciauli.it/" target="_blank">Progetto Ciauli</a></p>]]></video:description>
      <video:view_count>211</video:view_count>
      <video:publication_date>2009-06-26</video:publication_date>
      <video:tag>nebrodi</video:tag>
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      <video:title><![CDATA[Casa off grid:  l'edificio autosufficiente]]></video:title>  
      <video:description><![CDATA[<p class="titoloBlu">Casa off grid:&nbsp; Una casa da 100 mq a Zero emissioni di CO<sub>2</sub></p>
<p class="testo">La Fabbrica del Sole, nata nel 2000, ha una lunga storia di impegno nelle discipline tecnico-scientifiche applicate all'ecologia.</p>
<p class="testo">A partire dal 2002 la FdS ha realizzato il Progetto Idrogeno per Arezzo che ha portato oggi alla realizzazione del primo idrogenodotto al mondo in area urbana.</p>
<p class="testo">Per farlo, ha creato HydroLab, un laboratorio per il monitoraggio dell'idrogenodotto, per la ricerca e sviluppo delle energie rinnovabili e l'idrogeno; realt&agrave; completamente autosufficiente dal punto di vista energetico: una struttura off-grid a tutti gli effetti.</p>
<p class="testo">In questa prospettiva ciascuno pu&ograve; produrre nel suo piccolo la propria energia senza la necessit&agrave; di grandi centrali (atomiche o non atomiche) e conseguenti grandi elettrodotti su piloni esteticamente discutibili: &egrave; un concetto forte, chiaro e a tutela del paesaggio e dei territori.</p>
<p class="testo">La produzione "distribuita" di energia, inoltre, rende il sistema molto meno soggetto a guasti, sabotaggi, "attacchi terroristici" e black out... la cosiddetta "sicurezza energetica".</p>
<p class="testo">&Egrave; cos&igrave; possibile accumulare energia e di usarlo come gas in sostituzione di metano, GPL e altri gas tecnici industriali.</p>
<p class="testo">Dal sole e dalla pioggia si ottiene un gas, l'idrogeno, che pu&ograve; saldare l'oro o essere utile in una miriade di applicazioni industriali, pu&ograve; alimentare i fornelli delle case, pu&ograve; produrre energia con i generatori a fuel cells ed essere il combustibile pulito per camion e automobili.</p>
<p class="testo">Il tutto a zero emissioni e senza grandi opere, elettrodotti, centrali o altro. Solo dei pannelli solari collocati sopra i tetti.</p>
<p class="testo">Dal punto di vista della progettazione architettonica l'edificio off-grid &egrave; un progetto dello Studio Mario Cucinella, che lo ha pensato come un edificio capace di restituire il senso di piacere dell'abitazione e ripagare il costo dell'investimento con l'energia che &egrave; in grado di autoprodurre.</p>
<p class="testo">Il contenimento dei costi di realizzazione &egrave; affidato all'impiego di prefabbricazione leggera e flessibile: elementi strutturali, apparati tecnici, attrezzature mobili come pareti/pannelli scorrevoli-smontabili-curvabili per la divisione interna degli alloggi; - sistemi di chiusura o tamponamenti monoblocco fatti di componenti sostituibili che possano diversificare l'aspetto esterno, ma anche garantire un'estensione di quello interno (balconi, terrazzini, logge, eccetera).</p>
<p class="testo">Grazie all'impiantistica integrata architettonicamente, all'utilizzo di superfici captanti energia solare per i mesi invernali, circolazione interna dell'aria per quelli estivi, e a tutte le strategie passive adottabili per rendere l'edificio una macchina bioclimatica. Il tutto inserito in un framework che costituisca l'ossatura base non invasiva di uno schema aggregativo di abitazioni monofamiliari. Si arriva cos&igrave; al risultato di una casa componibile che consente di liberare progetti, aspirazioni e stili abitativi diversi.</p>
<p class="testo"><span class="link">Link<br /></span><a class="link" href="http://www.lafabbricadelsole.it" target="_blank">la fabbrica del sole</a><br /><a class="link" href="http://www.mcarchitectsgate.it" target="_blank">Studio Mario Cucinella Architects</a></p>]]></video:description>
      <video:view_count>1041</video:view_count>
      <video:publication_date>2009-05-31</video:publication_date>
      <video:tag>casa</video:tag>
      <video:tag>edilizia</video:tag>
      <video:tag>biocompatibile</video:tag>
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     <video:category>Ambiente</video:category>
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      <video:title><![CDATA[A come amianto]]></video:title>  
      <video:description><![CDATA[<p><span class="titoloBlu">A come&hellip;&nbsp; amianto<br /></span><span class="testo">&egrave; la storia d&rsquo;amore tra Nico e Maria. Il primo mira a diventare un giornalista d&rsquo;inchiesta, pertanto gira l&rsquo;Italia con una telecamera alla ricerca di materiale sull&rsquo;amianto; Maria, invece, vuole diventare cantante, frequenta il conservatorio, e per far fronte alle spese fa pianobar.</span></p>
<p class="testo">Nico ama Maria ma &egrave; molto preso dal lavoro che lo porta, trascurando la fidanzata, nelle citt&agrave; italiane dove l&rsquo;amianto ha seminato la morte, i dati parlano di 3.700 deceduti in quindici anni, e sono previsti 30.000 morti entro il 2030.</p>
<p class="testo">E cos&igrave; ritroviamo Nico in luoghi come Casale Monferrato (AL), dove c&rsquo;&egrave; stata la ETERNIT, in cui si fabbricava per l&rsquo;appunto l&rsquo;eternit, dal latino <em>aeternitas</em>, eternit&agrave;, un miscuglio di cemento e amianto, che costa poco, &egrave; lavorabile con molta facilit&agrave;, &egrave; altamente isolante dal freddo e dal fuoco ed &egrave; stato usato per le coperture delle case e dei capannoni, per fabbricare tubature idriche ecc.; Monfalcone (GO), dove si fabbricano navi coibendate&nbsp; con l&rsquo;amianto;&nbsp; Balangero (TO), dove c&rsquo;&egrave; la pi&ugrave; grande cava di amianto di tutta Europa;&nbsp; Biancavilla (CT), una cittadina di 23mila abitanti, circondata da rocce ricche di amianto e Sesto San Giovanni (MI), dove grandi fabbriche quali la Breda, la Falk, la Magneti Marelli, hanno utilizzato l&rsquo;amianto dagli inizi del Novecento.</p>
<p class="testo">Ed &egrave; proprio a Sesto San Giovanni che Nico vive con il padre Giambattista, operaio alla Breda fucine, reparto saldatura, dove si &egrave; avuto a che fare con l&rsquo;amianto fino al 1992, anno in cui lo Stato italiano, con un apposita legge, ne ha vietato l&rsquo;utilizzazione e l&rsquo;estrazione. Le Istituzioni italiane, con il caso amianto, fanno parlare del &ldquo;paese della vergogna&rdquo; perch&eacute;, mettendo al bando l&rsquo;amianto solo nel 1992, hanno fatto finta di non sapere, ci&ograve; di cui tutti erano a conoscenza sin dal 1898, che l&rsquo;amianto fosse altamente cancerogeno.</p>
<p class="testo">&Egrave; tale l&rsquo;amore che Rosa ha per lui che, nel tentativo di avvicinarlo di pi&ugrave;, comincia a girare anche lei alla ricerca di materiale sull&rsquo;amianto. E cos&igrave; la ritroviamo a Milano, a casa di Mantovani, il siparista del Teatro alla Scala di Milano che ha un cancro ai polmoni provocatogli proprio dal sipario taglia fuoco, costruito in amianto, che divideva la platea dal palcoscenico.</p>
<p class="testo">Grazie all&rsquo;aiuto che Maria d&agrave; a Nico il rapporto si arricchisce e diventa pi&ugrave; solido, e quando poi il padre di Nico scoprir&agrave; di avere un cancro per aver inalato fibre di amianto in Breda, il loro amore diventa forte come una roccia.</p>
<p class="testo">Ma saranno proprio queste ricerche a portare alla coppia molto dolore&hellip;</p>
<p class="link">Link<br /><a class="link" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Amianto" target="_blank">Amianto</a>&nbsp;- cos'&egrave;<br /><a class="link" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Societ%C3%A0_Italiana_Ernesto_Breda_per_Costruzioni_Meccaniche" target="_blank">Breda Fucine</a><br /><a class="link" href="http://www.02blog.it/post/4358/breda-un-grido-di-denuncia-senza-piu-voce" target="_blank">Breda Fucine</a> <br /><a class="link" href="http://archiviostorico.corriere.it/2004/luglio/09/Rischio_amianto_alla_Falck_Tribunale_co_7_040709021.shtml" target="_blank">Acciaierie Falck</a> <br /><br /><a class="link" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Eternit" target="_blank">Eternit</a>&nbsp;- cos'&egrave;<br /><a class="link" href="http://www.dirittiglobali.it/articolo.php?id_news=808" target="_blank">Eternit</a></p>
<p class="testo"><span class="titoloBlu">Ulderico Pesce</span><br />Definito dalla critica italiana: &ldquo;esponente di spicco della nuova generazione dei narratori teatrali italiani&rdquo;, &egrave; nato in Lucania ed ha quaranta anni. Allievo dell&rsquo;Accademia di Teatro di Mosca diretta da Anatoli Vassilev, ha lavorato come attore con Luca Ronconi, Carmelo Bene, Giorgio Albertazzi, Giancarlo Sbragia, Gabriele Lavia e altri. Ha partecipato a vari progetti internazionali (Mosca-Roma: Ciascuno a suo modo di Pirandello per la regia di Vassilev, con il Teatro di Roma, l&rsquo;Accademia teatrale di Mosca e l&rsquo;Universit&agrave; &ldquo;La Sapienza di Roma&rdquo;; Berlino: Capitan Ulisse di Savinio per la regia di Erik Baranowski, con le Universit&agrave; di Berlino e di Parma). Ha messo in scena Diario Ottuso di Amelia Rosselli, (parte del lavoro &egrave; andato in onda a Blob Fuori orario, Rai 3), <em>Novecento</em> di Alessandro Baricco e Levi Carlo Graziadio, scritto con Giovanni Russo. Successivamente ha scritto e diretto <em>Contadini del Sud</em>, tratto dall&rsquo;opera di Rocco Scotellaro e Amelia Rosselli, con il quale ha partecipato a festivals in Australia, Argentina, Brasile, Uruguay, Cile, Colombia, Venezuela, Francia e Svizzera. Questo spettacolo, andato in onda su Rai Sat album, &egrave; stato definito da Franco Cordelli, sul Corriere della Sera: &ldquo;Lo spettacolo pi&ugrave; sorprendente della stagione teatrale&rdquo;. Nel 2003 Pesce ha scritto e diretto <em>L&rsquo;innaffiatore del cervello dell&rsquo;anarchico Passannante</em>, con il quale ha partecipato al Festival Internazionale di Teatro di Santarcangelo di Romagna e a festivals in Cile, Argentina e Per&ugrave;. Ha messo in scena inoltre <em>Storie di Scorie</em>, <em>il pericolo nucleare italiano</em>.</p>
<p class="testo">Un teatro, il suo, che piace. Piace perch&eacute; &egrave; uno sguardo utile e onesto su questo paese, sulle sue menzogne, sulle troppe vergogne archiviate in fretta. Piace perch&eacute; racconta, affabula, ricorda, stupisce e insegna.</p>
<p class="testo">Ha firmato le seguenti regie teatrali:<br />- La libellula di Amelia Rosselli; <br />- L&rsquo;apparizione di Elsie di Aldo Rosselli; <br />- Diario Ottuso di Amelia Rosselli; <br />- Il Castello di Carta di Ulderico Pesce; <br />- Il contrabbasso di P. Suskind;<br />- La macchina della felicit&agrave; di A. Di Stefano;<br />- Novecento di Alessandro Baricco. <br />- Contadini del Sud da Rocco Scotellaro e Amelia Rosselli<br />- Viaggio nel tempo della Rivoluzione Partenopea di Ulderico Pesce<br />- Levi Carlo Graziadio 15 luglio 1935 di Giovanni Russo e Ulderico Pesce<br />- Hagar: Federico II tra Oriente e Occidente di Ulderico Pesce<br />- L&rsquo;innaffiatore del cervello di Passannante di Ulderico Pesce<br />-Storie di scorie: il pericolo nucleare italiano di Ulderico Pesce<br />- FIATo sul collo: la lotta degli operai Fiat di Melfi di Ulderico Pesce con cui ha vinto il Premio Riccione Teatro 2005 sez. Marisa Fabbri</p>
<p><span class="link">Link <br /></span><span class="link"><a class="link" href="http://www.uldericopesce.com/" target="_blank">Ulderico Pesce &nbsp;</a></span></p>]]></video:description>
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      <video:publication_date>2009-05-30</video:publication_date>
      <video:tag>amianto</video:tag>
      <video:tag>mesotelioma</video:tag>
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     <video:category>Teatro</video:category>
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      <video:title><![CDATA[Incontro con gli autori: Enzo Biagioni]]></video:title>  
      <video:description><![CDATA[<div class="titoloBlu" style="TEXT-ALIGN: left">Ci fermavamo sempre al bottegone</div>
<div class="titoloBlu" style="TEXT-ALIGN: left">&nbsp;</div>
<div class="testo" style="TEXT-ALIGN: left">La presenza della pi&ugrave; grande miniera di amianto d&rsquo;Europa, proprio alle prime pendici delle Alpi, in provincia di Torino, ha determinato i fatti che si raccontano in questa storia. Una storia che si intreccia con una singolare legge dello stato.</div>
<div class="testo" style="TEXT-ALIGN: left">Le vicissitudini amare toccate in sorte a una folta schiera di minatori e gli esiti sconfortanti della legge di dismissione dell&rsquo;amianto, che in Italia interessa ormai centinaia di migliaia di persone, &egrave; quanto viene offerto in questo scritto proposto dopo un arco di tempo che se in parte ha lenito la combustione delle inquietudini, dall&rsquo;altro si propone di non cedere spazio a intromissioni. La cronaca quotidiana e infinita dell&rsquo;argomento amianto, in quest&rsquo;ultimo decennio, ha determinato una giusta rabbia che ha portato l&rsquo;autore a mettere alla luce tutta la storia, miniera, legge e post-legge. Una verit&agrave;, quella dell&rsquo;amianto che fa contemporaneamente, rumore, scandalo, notizia ma che purtroppo &egrave; il pi&ugrave; delle volte manipolata. Ripercorrere le tappe di ci&ograve; che &egrave; accaduto, recuperando alla memoria i discutibili metodi di chiusura della miniera e gli altrettanto discutibili processi di attuazione della legge, consente di riaprire il dibattito in una luce nuova. A dispetto di quelle che avrebbero dovuto essere le migliori intenzioni della politica rispetto al progetto di dismissione di un prodotto pericoloso, si scoprono speculazioni, inadempienze e spreco di denaro pubblico. Sotto il profilo della difesa della salute, soprattutto per la categoria di coloro che dovrebbero essere i pi&ugrave; tutelati, si assiste alla quasi totale impotenza delle strutture preposte.</div>
<p>Link<br /><a class="link" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Amianto" target="_blank">Amianto</a><br /><a class="link" href="http://www.arpnet.it/aea/lg257_92.htm" target="_blank">Legge 257 del 27 marzo 1992</a><br /><a class="link" href="http://www.minerva.unito.it/Storia/Levi/Nichel/LeviNichel1a.htm" target="_blank">Primo Levi - Sistema Periodico - Nichel</a></p>
<div class="test">ENZO BIAGIONI nasce a Piombino nel 1944. Tecnico all'amiantifera di Balangero per oltre vent'anni ne ha vissuto l'esperienza della chiusura che&nbsp;viene raccontata sul&nbsp;libro&nbsp;</div>
<p><a class="link" href="http://www.bradipolibri.it/collane/story.asp?RECORD_KEY[Stories]=ID&amp;ID%5BStories%5D=12" target="_blank">Sito Bradipolibri</a></p>
<p>&nbsp;</p>]]></video:description>
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      <video:publication_date>2009-05-17</video:publication_date>
      <video:tag>libro</video:tag>
      <video:tag>amianto</video:tag>
      <video:tag>miniera</video:tag>
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     <video:category>Libri</video:category>
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      <video:title><![CDATA[Emergency: progetto migranti]]></video:title>  
      <video:description><![CDATA[<p><span class="titoloBlu">Palermo, il Poliambulatorio di Emergency</span><br /><br />Nell'aprile 2006 Emergency ha aperto a Palermo un Poliambulatorio per garantire assistenza sanitaria gratuita ai migranti (con o senza permesso di soggiorno) e alle persone residenti in stato di bisogno.<br /><br />Fatta eccezione per alcune figure sanitarie e non sanitarie che garantiscono la continuit&agrave; e l'organizzazione del servizio, il personale medico, paramedico e amministrativo del centro opera a titolo volontario e gratuito.<br /><br />Il progetto &egrave; stato realizzato con la collaborazione della direzione generale dell'Azienda unit&agrave; sanitaria locale di Palermo, che ha ristrutturato e messo a disposizione i locali per la conduzione delle attivit&agrave;.<br /><br />Ambiti di intervento:<br />Medicina di base<br />Odontoiatria<br />Oculistica<br />Orientamento socio-sanitario<br /><br />Tutte le prestazioni sono erogate gratuitamente.<br /><br /><a href="http://www.emergency.it" target="_blank">www.emergency.it</a></p>]]></video:description>
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      <video:publication_date>2009-04-26</video:publication_date>
      <video:tag>poliambulatorio</video:tag>
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      <video:title><![CDATA[Anthony McCall: Breath [the vertical works]]]></video:title>  
      <video:description><![CDATA[<p><span class="titoloBlu">Anthony McCall<br /></span><span class="testo"><strong>Breath [the vertical works] </strong></span></p>
<p class="testo"><strong>McCall </strong>inizia a lavorare con film e performance nei primi anni '70, cominciando con una serie di performance all'aperto e servendosi del fuoco come materiale scultoreo, visibile per esempio nell'opera intitolata <strong>Landscape for Fire</strong> (1972). L'artista pu&ograve; inoltre essere considerato uno dei pi&ugrave; importanti rappresentanti del cinema 'avant-garde' londinese degl'anni '70.</p>
<p class="testo">Ha ideato il suo primo <strong>Solid Light Film</strong> nel 1973 con <strong>Line Describing a Cone</strong>, film in 16mm Pensando alla meccanica di proiezione dei film, nota che il fascio di luce ha una presenza tridimensionale la quale viene poi riversata sullo schermo bidimensionale dove le immagini si formano. Queste opere sono infatti semplici proiezioni che danno risalto in maniera sconvolgente alle qualit&agrave; scultoree e volumetriche di un fascio luminoso. Negli spazi scuriti e riempiti di foschia, le proiezioni generano un'illusione di figure astratte tridimensionali, degli ellissi, delle onde e delle superfici piane che gradualmente si espandono, si contraggono o accarezzano lo spazio - come pareti architettoniche effimere. In queste installazioni,&nbsp;McCall scompone lo strumento cinematografo riducendo la pellicola alle parziali componenti temporali e visive, rimuovendo interamente lo schermo come la superficie prescritta per la proiezione. Le opere inoltre modificano il rapporto tra pubblico e pellicola, trasformando i visitatori in partecipanti, permettendo ai loro corpi di intersecare e modificare le forme transitorie. L'artista ha quindi rielaborato questo primo lavoro con l'ingegnosit&agrave; del digitale per ottenere opere che si possono posizionare precisamente tra scultura e cinema. Scultura perch&eacute; le forme occupano lo spazio tridimensionale e come tali possono essere scoperte solo camminando dentro e attorno alle loro 'stanze' traslucide; cinema perch&eacute; le forme e le 'stanze' sono costruite attraverso luce proiettata, che &egrave; essa stessa in movimento, e che lentamente cambia secondo una struttura temporale che si definisce con lo scorrere del tempo.</p>
<p class="testo">Prima del 2004 McCall ha utilizzato forme orizzontali. "Ma - spiega l'artista - c'&egrave; una grande differenza nel rapportarci ad installazioni verticali e orizzontali: nelle forme orizzontali ci si muove dentro e attorno ogni parte dell'oggetto proiettato e la sorgente di luce &egrave; vicina al livello degli occhi; quelle verticali, d'altra parte, si elevano verso l'alto, cinque volte la nostra altezza, perci&ograve; lo spettatore si pu&ograve; solo muovere intorno alla parte pi&ugrave; bassa della scultura e guarda sopra al tunnel di luce anzich&eacute; lungo esso. In ambedue i casi, le membrane di luce, insieme alle correnti d'aria disegnano la foschia e la portano ad avvitarsi con un movimento a spirale sino al punto in cui svaniscono nella lente del proiettore."</p>
<p class="testo">Un rinnovato interesse nel lavoro di McCall &egrave; risultato nell'inclusione delle sue opere in una moltitudine di esposizioni in musei e gallerie a livello internazionale, dei quali si possono citare le seguenti istituzioni: <strong>Whitney Museum</strong>, New York (2001-02); <strong>Kunst</strong>, Vienna (2003-04); <strong>Tate Britain</strong>, Londra (2004); <strong>Hayward Gallery</strong>, Londra (2004); <strong>Museu d'Art Contemporani de Barcelona</strong> (2005); <strong>Museum f&uuml;r Moderne Kunst</strong>, Francoforte (2006); <strong>Kunsthaus</strong> Z&uuml;rich, Zurigo (2006); <strong>Hamburger Bahnhof</strong>, Berlino (2006-07); <strong>Hirshhorn Museum</strong>, Washington (2008), <strong>Museum of Modern Art</strong>, New York (2008).</p>
<p class="testo">Pi&ugrave; recentemente e con grande successo &egrave; stata presentata la mostra di indagine itinerante <strong>Elements for a Retrospective</strong> iniziata al <strong>Mus&eacute;e de Rochechouart</strong>, Francia (2007) presentata poi alla <strong>Serpentine Gallery</strong> di Londra (2007-08), e attualmente allo <strong>Utzon Center</strong>, Aalborg in Danimarca.</p>
<p class="testo"><strong>Anthony McCall<br />Biografia</strong></p>
<p class="testo">Nato nel Regno Unito nel 1946 e residente a New York dal 1973, Anthony McCall &egrave; conosciuto per i suoi solid-light films, una serie di installazioni scultoree che ha cominciato nel 1973 con Line Describing a Cone. Lavori recenti di solid light includono Breath, Between You and I, e You and I, Horizontal.</p>
<p class="testo">Negli ultimi anni McCall ha tenuto personali alla Sean Kelly Gallery di New York, alla Serpentine Gallery di Londra, al Centre Pompidou di Parigi, alla Galerie Thomas Zander di Colonia e alla Galerie Martine Aboucaya di Parigi. Il suo lavoro &egrave; stato esposto in vari musei incluso il Museum of Modern Art di New York; la Tate di Londra; il Museum f&uuml;r Moderne Kunst di Francoforte, il Centre Pompidou e il Museu d&rsquo;Art Contemporani di Barcellona.&nbsp; &Egrave; stato inoltre rappresentato in esposizioni come Into the Light: the Projected Image in American Art, 1964-77, al Whitney Museum di New York nel 2000-2001; X-Screen: Actions and Installations of the Sixties and Seventies, al Museum Moderner Kunst di Vienna, nel 2003-4; Expanded Cinema: Film as Spectacle, Event and Performance, all&rsquo;Hartware Medien Kunst Verein di Dortmund, nel 2004; Projections: Beyond Cinematic Space all&rsquo;Hamburger Bahnhof di Berlino, nel 2006-7; e The Cinema Effect: Illusion, Reality and the Projected Image all&rsquo;Hirshhorn Museum di Washington DC nel 2008. &nbsp;</p>
<p class="testo">Le pubblicazioni includono la monografia Anthony McCall: The Solid Light Films and Related Works di Branden W. Joseph (Northwestern University Press and New Art Trust, and Steidl, 2005); e Anthony McCall: Elements for a Retrospective di Olivier Michelon (Serpentine Gallery, Mus&eacute;e de Rochechouart, and Monografik Editions, 2007).</p>
<p class="testo">&nbsp;</p>]]></video:description>
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      <video:publication_date>2009-04-22</video:publication_date>
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      <video:tag>Bicocca</video:tag>
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      <video:title><![CDATA[GAM:  Terzo paesaggio -  Fotografia italiana oggi]]></video:title>  
      <video:description><![CDATA[<p><span class="titoloBlu">TERZO PAESAGGIO</span><br />FOTOGRAFIA ITALIANA OGGI</p>
<div>
<p>La <strong>XXIII edizione del Premio Nazionale Arti Visive Citt&agrave; di&nbsp;<span style="font-weight: normal;"><strong>Gallarate</strong> si confronta con la fotografia.</span></strong></p>
<p>TERZO PAESAGGIO FOTOGRAFIA ITALIANA OGGI &egrave; il titolo della mostra in cui undici fotografi italiani espongono le loro opere.&nbsp;<br /><br />Luca Andreoni, Andrea Galvani, Tancredi Mangano, Maurizio Montagna, Armida Gandini, Moira Ricci, Francesca Rivetti, Alessandro Sambini, Marco Signorini, Alessandra Spranzi e Richard Sympson, sono i fotografi selezionati per la singolarit&agrave; e l&rsquo;efficacia delle loro ricerche espressive, valide al di l&agrave; della tecnica utilizzata. Lo sguardo che ognuno di essi posa sulla realt&agrave; e che ognuno ci rimanda attraverso il proprio lavoro, linguisticamente caratterizzato da una precisa identit&agrave;, &egrave; spesso rivolto verso situazioni marginali, nascoste, apparentemente poco visibili. &Egrave; rivolto verso i territori della diversit&agrave;, dei residui visivi ed emotivi il pi&ugrave; delle volte relegati a situazioni di passaggio, poco interessanti e laterali. Ecco perch&eacute; il titolo della mostra attinge senza filtri al Manifeste du Tiers paysage, di Gilles Cl&eacute;ment (2004), adottando la felice definizione nata per definire una particolare concezione dell&rsquo;architettura del paesaggio.&nbsp;</p>
<p>La narrazione di piccole-grandi storie, in alcuni casi molto personali,diventa per esempio la chiave di lettura dei lavori esposti da Moira Ricci, Armida Gandini o Alessandro Sambini o Francesca Rivetti che con modalit&agrave; espressive ed esiti formali assai differenti si muovono su un piano di affetti o situazioni quotidiane semplici, alla portata di tutti ma comunque capaci di aprire a considerazioni ampie e universalmente sentite. Diversamente si muovono Maurizio Montagna, Tancredi Mangano o Richard Sympson, attratti dal paesaggio urbano contemporaneo e dal rapporto uomo-architettura o uomo-natura, in cui i segni lasciati dalla presenza umana diventano veicolo di forte emozione e di presenza nell&rsquo;assenza. I paesaggi naturali sono i principali interlocutori di Marco Signorini e Luca Andreoni, interpretati dal primo attraverso uno sguardo storicamente romantico e &nbsp;dal secondo con un atteggiamento che lo induce a cercare, della natura, le pieghe nascoste e poco visibili. Paesaggi immaginifici e nel contempo concreti e agibili quelli presentati da Andrea Galvani, tesissimi nella luce e nelle soluzioni formali adottate. Accostamenti temporalmente diversi appaiono i lavori presentati da Alessandra Spranzi, attenta a&nbsp;ricomporre spazi e tempi malinconicamente analoghi.</p>
<br /><strong>GAM - Galleria d'Arte Moderna di Gallarate</strong><br />Fondata nel 1966 con le opere acquisite durante le prime otto edizioni del Premio Nazionale Arti Visive Citt&agrave; di Gallarate la GAM, per la ricchezza della sua collezione permanente, &egrave; una delle pi&ugrave; importanti realt&agrave; espositive sul territorio nazionale; all'oggi conta pi&ugrave; di 5.000 opere provenienti dalle donazioni del Premio Gallarate, dagli artisti, dai collezionisti e dagli acquisti del museo stesso, ed &egrave; composta da dipinti, sculture, disegni, ceramiche, opere di animazione e ambientali, libri d'artista, opere multimediali, oggetti e progetti di design, incisioni e serigrafie. Ideata, fondata e diretta fino al 1998 da Silvio Zanella, la gam sin dalla sua nascita ha avuto un importante ruolo di consulenza e coordinamento su tutto il territorio provinciale. <br /><br /><a class="link" href="http://www.gam.gallarate.va.it" target="_blank">www.gam.gallarate.va.it</a>
<p>&nbsp;</p>
</div>
<p>&nbsp;</p>]]></video:description>
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      <video:publication_date>2009-04-22</video:publication_date>
      <video:tag>fotografia</video:tag>
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      <video:title><![CDATA[FilosofArti 2009: Cristina Boracchi]]></video:title>  
      <video:description><![CDATA[<p class="testo"><strong>FilosofARTI 2009 - Festival di Filosofia<br /></strong><br />La riflessione filosofica, nelle sue sinergie con le arti - teatro, cinema, musica e danza, scrittura e arti figurative - &egrave; divenuta nell'ultimo decennio oggetto di grande attenzione: lo testimonia anche lo sviluppo della ricerca universitaria in tale direzione nonch&eacute; il numero di pubblicazioni sull'argomento.<br /><br />In una realt&agrave; che concentra la propria attenzione sull'apparire, uno spazio aperto anche al pensiero &egrave; di fatto un modo per rendere un servizio all&rsquo;uomo e alla citt&agrave;, intesa in senso lato. Quest&rsquo;anno &egrave; stata idenrificata una tematica portante attorno alla quale intessere il progetto del festival: si tratta della POLIS, intesa come citt&agrave;, luogo di vissuti e di aggregazione, spazio per la vita pubblica e politica, luogo di valori e di ideali, espressione del privato e della collettivit&agrave;. In un certo senso, il festival "cittadino", che parla di "citt&agrave;", diviene anche una occasione privilegiata per un vero coinvolgimento del territorio e delle sue risorse.<br /><br /><strong>CRISTINA BORACCHI:</strong> da alcuni anni si occupa delle intersezioni fra cinema e filosofia, guidando sperimentazioni didattiche e formazione docenti in collaborazione con l'IRRE Lombardia e con la Sillsis dell'Universit&agrave; Statale di Milano. Ha collaborato, fra gli altri, con la Universit&agrave; Cattolica del Sacro Cuore per la redazione del Dizionario di Politica della Jaca Boock e con il Museo del Risorgimento di Milano per la organizzazione del Bicentenario Rosminiano a Milano.Dopo avere conseguito borse di ricerca sul tema dall'istituto Per gli Studi Filosofici e Giuridici di Napoli e dall'IRRE Lombardia, ha pubblicato molteplici saggi su riviste specializzate quali Informazione Filosofica, &eacute;cole, Magazzino di Filosofia, Aggiornamento sociali e Comunicazione filosofica, rivista telematica della SFI. Collabora regolarmente con Il Buscadero e recentemente &egrave; intervenuta nella redazione dl manuale di filosofia della Loescher editori e ha contribuito con un saggio su Greenaway al volume "Corpo a corpo Il cinema e il pensiero" (Ed. Falsopiano). &Egrave; ideatrice e progettista del Filosfarti Festival di Filosofia da tre anni.</p>]]></video:description>
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      <video:publication_date>2009-03-09</video:publication_date>
      <video:tag>Festival</video:tag>
      <video:tag>Filosofia</video:tag>
      <video:tag>Filosofarti</video:tag>
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     <video:category>Cultura</video:category>
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      <video:title><![CDATA[FilosofArti 2009: Massimo Cacciari]]></video:title>  
      <video:description><![CDATA[<p class="testo"><strong>FilosofARTI 2009 - Festival di Filosofia<br /></strong><br />Lezione Magistrale di Massimo Cacciari<br />Geofilosofia dell'Europa<br /><br /><strong>MASSIMO CACCIARI</strong>, nato a Venezia nel 1944, si &egrave; laureato a Padova in Filosofia, con una tesi sulla "Critica del Giudizio" di Kant, dopo aver lavorato in quell'Universit&agrave; soprattutto con il Professor Carlo Diano in Letteratura e Filosofia greca e con il Professor Sergio Bettini in Estetica e Storia dell'Arte. Gi&agrave; negli anni dell'Universit&agrave; ha collaborato con la Cattedra di Letteratura Artistica che teneva a Venezia il Professor Giuseppe Mazzariol. Dopo la laurea &egrave; stato assistente del Professor Dino Formaggio presso la Cattedra di Estetica di Padova. Dall'anno accademico 1970-1971 ha avuto un incarico di Letteratura artistica presso l'Istituto Universitario di Architettura di Venezia ed &egrave; iniziata in quegli anni la sua amicizia e collaborazione con Manfredo Tafuri. Nel 1980 &egrave; diventato Associato di Estetica e nel 1985 Ordinario della stessa materia. Nel 2002 diviene Preside della Facolt&agrave; di Filosofia dell'Universit&agrave; "Vita e Salute San Raffaele" di Milano. Dal 1998 al 2006 &egrave; stato inoltre Direttore del Dipartimento di Filosofia dell'Accademia di Architettura dell'Universit&agrave; di Lugano in Svizzera.<br /><br />&Egrave; stato deputato al Parlamento italiano dal 1976 al 1983; sindaco di Venezia dal 1993 al 2000; deputato al Parlamento Europeo nel 1999-2000, carica da cui si dimise in quanto eletto consigliere regionale del Veneto (2000). E' nuovamente sindaco di Venezia dal 2005. E' presidente della Fondazione Teatro La Fenice, e vice presidente della Fondazione la Biennale di Venezia.<br /><br />Ha tenuto corsi e conferenze in tutte le principali sedi del dibattito filosofico europeo. E' stretto collaboratore dell'Istituto Italiano per gli Studi Filosofici di Napoli e del Coll&eacute;ge de Philosophie di Parigi. Laurea honoris causa in Architettura conferita dall'Universit&agrave; degli Studi di Genova nell'ottobre 2003. Laurea honoris causa in Scienze politiche conferita dall'Universit&agrave; degli Studi di Bucarest nel maggio 2007. Tra i pi&ugrave; significativi riconoscimenti internazionali sono il premio Hannah Arendt per la filosofia politica nel 1999; quello dell'Accademia di Darmstadt per la diffusione della cultura tedesca all'estero nel 2002 e la Medalla de Oro del Circolo delle Belle Arti di Madrid nel 2005.<br /><br />&Egrave; stato co-fondatore e condirettore di alcune delle riviste che hanno segnato il dibattito culturale, politico e filosofico italiano degli ultimi decenni, da "Angelus novus" (1964/1971) a "Contropiano" (1968/1971), da "Laboratorio politico" (1981/1985) a "Il centauro" (1981/1986), a "Paradosso" (1990/2000), lavorando con personalit&agrave; quali De Giovanni, Sini, Givone, Vitiello, Asor Rosa e molti altri.<br /><br />I suoi libri, molti dei quali tradotti nelle pi&ugrave; importanti lingue europee e alcuni anche in giapponese, sono Krisis, Feltrinelli, 1976, la cui ultima edizione, l'ottava, risale al 1983; Pensiero negativo e razionalizzazione, Marsilio, 1977; Dallo Steinhof, Milano 1980, di cui &egrave; imminente una nuova edizione; Icone della Legge, Adelphi, 1985, di cui &egrave; uscita recentemente una nuova edizione; L'Angelo necessario, Adelphi 1986, giunto alla sesta edizione; Dell'inizio, Adelphi 1990, di cui &egrave; uscita nel 2001 una nuova edizione riveduta ed ampliata; Geo-filosofia dell'Europa, Adelphi 1994, di cui &egrave; imminente la quarta edizione; L'Arcipelago, Adelphi 1997; Della cosa ultima, Adelphi 2004. Molti suoi libri sono apparsi soltanto all'estero. Tra di essi ricordiamo: Zeit ohne Kronos, Ritter Verlag 1986; Dran. M&eacute;ridi&eacute;ns de la d&eacute;cision, Editions de L'Eclat 1992; Drama y duelo, Tecnos 1987; Le dieu qui danse, Grasset 2000.</p>]]></video:description>
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      <video:publication_date>2009-03-09</video:publication_date>
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      <video:title><![CDATA[FilosofArti 2009: Umberto Galimberti]]></video:title>  
      <video:description><![CDATA[<p class="testo">FilosofARTI 2009 - Festival di Filosofia<br /><br />Lezione Magistrale<br /><br /><strong>UMBERTO GALIMBERTI</strong><br /><br /><strong>L'etica nell'et&agrave; della tecnica</strong><br />Per Galimberti viviamo in una societ&agrave; al servizio dell'apparato tecnologico e non abbiamo i mezzi per contrastarlo, soprattutto perch&eacute; abbiamo la stessa etica di cent'anni fa: cio&egrave; un'etica che regola il comportamento dell'uomo tra gli uomini. Tuttavia quello che oggi serve &egrave; una morale che tenga conto anche della natura, dell'aria, dell'acqua, degli animali e di tutto ci&ograve; che &egrave; natura. Riprendendo importanti autori come Marx, Heidegger, Jaspers, Marcuse, Freud, Severino e Anders e coinvolgendo discipline quali l'antropologia filosofica e la psicologia, Galimberti sostiene che oggi l'uomo occidentale dipende completamente dall'apparato tecnico, &egrave; un uomo-protesi come sosteneva gi&agrave; Freud, e questa dipendenza non sembra potersi spezzare. Tutto rientra nel sistema tecnico, qualsiasi azione o gesto quotidiano l'uomo compie ha bisogno del sostegno di questo apparato. Ormai viviamo nel paradosso, infatti se l'uomo vuole salvare se stesso e il pianeta dalle conseguenze del predominio della tecnica (inquinamento, terrorismo, povert&agrave;, etc.) lo pu&ograve; fare solo con l'aiuto della tecnica: progettando depuratori per le fabbriche, cibi confezionati, grattacieli antiaerei e cos&igrave; via. Il circolo &egrave; vizioso e uscirne, se non impossibile, sembra improbabile, visto soprattutto la tendenza delle societ&agrave; occidentali. Una speranza sarebbe quella di riuscire a mantenere le differenze tra scienza e tecnica; se riusciamo a salvaguardare una differenza tra il pensare e il fare, la scienza potrebbe diventare l&acute;etica della tecnica. La tecnica procede la sua corsa sulla base del "si fa tutto ci&ograve; che si pu&ograve; fare". La scienza, che &egrave; il luogo pensante, potrebbe diventare, invece, il luogo etico della tecnica. In questo senso va recuperato il valore umanistico della scienza: la scienza al servizio dell'umanit&agrave; e non al servizio della tecnica. La scienza potrebbe diventare il luogo eminente del pensiero che pone un limite. Perch&eacute; la scienza ha un&acute;attenzione umanistica. Promuove un agire in vista di scopi. Mentre la tecnica &egrave; un fare senza scopi, &egrave; solo un fare prodotti. Il valore pi&ugrave; profondo del pensiero di Galimberti consiste, appunto, nel tentativo di fondare una nuova filosofia dell'azione che ci consenta, se non di dominare la tecnica, almeno di evitare di essere da questa dominati.<br /><br /><strong>UMBERTO GALIMBERTI</strong>: Nato a Monza nel 1942, Umberto Galimberti &egrave; stato dal 1976 professore incaricato di Antropologia Culturale e dal 1983 professore associato di Filosofia della Storia. Dal 1999 &egrave; professore ordinario all'universit&agrave; Ca' Foscari di Venezia, titolare della cattedra di Filosofia della Storia. <br />Nelle sue opere pi&ugrave; importanti come Heidegger, Jaspers e il tramonto dell'Occidente (1975), Psichiatria e Fenomenologia (1979), Il corpo (1983), La terra senza il male. Jung dall'inconscio al simbolo (1984), Gli equivoci dell'anima (1987) e Psiche e techne. L'uomo nell'et&agrave; della tecnica (1999), Galimberti indaga il rapporto che effettivamente sussiste tra l'uomo e la societ&agrave; della tecnica. Memore della lezione di Emanuele Severino (di cui &egrave; stato allievo) e di Heidegger, Galimberti sostiene che nelle condizioni attuali l'uomo non &egrave; pi&ugrave; al centro dell'universo come intendeva l'et&agrave; umanistica: tutti i concetti chiave della filosofia (individuo, identit&agrave;, libert&agrave;, salvezza, verit&agrave;, senso, scopo, natura, etica, politica, religione, storia) dovranno essere riconsiderati in funzione della societ&agrave; tecnologica attuale. Al centro del discorso filosofico di Galimberti c'&egrave; la tecnica, che secondo il filosofo &egrave; il tratto comune e caratteristico dell'occidente. La tecnica &egrave; il luogo della razionalit&agrave; assoluta, in cui non c'&egrave; spazio per le passioni o le pulsioni, &egrave; quindi il luogo specifico in cui la funzionalit&agrave; e l'organizzazione guidano l'azione. Noi continuiamo a pensare la tecnica come uno strumento a nostra disposizione, mentre la tecnica &egrave; diventata l'ambiente che ci circonda e ci costituisce secondo quelle regole di razionalit&agrave; (burocrazia, efficienza, organizzazione) che non esitano a subordinare le esigenze proprie dell'uomo alle esigenze specifiche dell'apparato tecnico. Tuttavia ancora non ci rendiamo conto che il rapporto uomo-tecnica si sia capovolto, e per questo ci comportiamo ancora come l'uomo pre-tecnologico che agiva in vista di scopi iscritti in un orizzonte di senso, con un bagaglio di idee e un corredo di sentimenti in cui si riconosceva. Ma la tecnica non tende a uno scopo, non promuove un senso, non apre scenari di salvezza, non redime, non svela verit&agrave;: la tecnica funziona e basta. Il punto cruciale sta nel fatto che tutto ci&ograve; che finora ci ha guidato nella storia (sensazioni, percezioni, sentimenti) risulta inadeguato nel nuovo scenario. Come "analfabeti emotivi" assistiamo all'irrazionalit&agrave; che scaturisce dalla perfetta razionalit&agrave; dell'organizzazione tecnica, priva ormai di qualunque senso riconoscibile. Non abbiamo i mezzi intellettuali per comprendere la nostra posizione nel cosmo, per questo motivo ci adattiamo sempre di pi&ugrave; all'apparato e ci adagiamo sulle comodit&agrave; che la tecnica ci offre. Ci&ograve; di cui necessitiamo &egrave; un ampliamento psichico capace di compensare la nostra attuale inadeguatezza. Inadeguato non &egrave; solo il nostro modo di pensare, inadeguata &egrave; anche l'etica tradizionale (cristiana e kantiana in particolare): le diverse etiche classiche, infatti, ponevano l'uomo al centro dell'azione, per cui Kant dice di non trattare l'uomo come mezzo ma sempre come fine. Ma oggi questo &egrave; smentito dai fatti dell'apparato, infatti l'uomo (per usare un'espressione di Heidegger) &egrave; la materia prima pi&ugrave; importante, &egrave; ci&ograve; di cui la tecnica si serve per funzionare. La scienza , da quando &egrave; al servizio della tecnica e del suo procedere, non &egrave; pi&ugrave; al servizio dell'uomo, piuttosto &egrave; l'uomo al servizio della tecno-scienza e non solo come funzionario dell'apparato tecnico come gli esponenti della Scola di Francoforte andavano segnalando sin dagli anni '50, ma come materia prima. L'etica, di fronte alla tecnica, diventa pat-etica, perch&eacute; come fa a impedire alla tecnica che pu&ograve; di non fare ci&ograve; che pu&ograve;? E l'etica, nell'et&agrave; della tecnica, celebra tutta la sua impotenza. Infatti, finora abbiamo elaborato delle etiche in grado di regolare esclusivamente i rapporti tra gli uomini. Queste etiche, religiose o laiche che fossero, controllavano solo le intenzioni degli uomini, non gli effetti delle loro azioni, perch&eacute; i limiti della tecnica a disposizione non lasciava intravedere effetti catastrofici. Anche l'etica della responsabilit&agrave; che affianc&ograve; l'etica dell'intenzione (Kant) ha, oggi i suoi limiti. A formularla fu Max Weber (poi la riprese Jonas nel suo celebre teso Il principio di responsabilit&agrave;) che per&ograve; la limit&ograve; al controllo degli effetti "quando questi sono prevedibili". Sennonch&eacute; &egrave; proprio della scienza e della tecnica produrre effetti "imprevedibili". E allora anche l'etica della responsabilit&agrave; &egrave; costretta a gettare la spugna. Oggi siamo senza un'etica che sia efficace per controllare lo sviluppo della tecnica che, come &egrave; noto, non tende ad altro scopo che non sia il proprio potenziamento. La tecnica, infatti, non ha fini da realizzare, ma solo risultati su cui procedere, risultati che non nascono da scopi che ci si &egrave; prefissi, ma che scaturiscono dalle risultanze delle sue procedure.</p>]]></video:description>
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      <video:publication_date>2009-03-09</video:publication_date>
      <video:tag>Filosofia</video:tag>
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      <video:tag>Umberto</video:tag>
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      <video:title><![CDATA[FilosofArti 2009: Carlo Sini]]></video:title>  
      <video:description><![CDATA[<p class="testo">FilosofARTI 2009 - Festival di Filosofia<br /><br /><strong>CARLO SINI</strong><br />L'etica della condivisione</p>
<p class="testo">La condivisione &egrave; il luogo della comunit&agrave; e la comunit&agrave; &egrave; la polis: luogo dell'uno e del molteplice e figura fondamentale dell'umano. Che ne &egrave; oggi di questa figura tradizionale, ma sul punto di oltrepassare definitivamente i confini delle comunit&agrave; nazionali, delle antiche dottrine etico-religiose e delle pi&ugrave; diverse e lontane tradizioni culturali? questi nodi teorici oggi molto dibattuti, consentono di tracciare alcune possibili linee per una futura comunit&agrave; globale condivisa.<br /><br /><strong>CARLO SINI</strong>: insegna Filosofia teoretica nell'Universit&agrave; statale di Milano. Accademico dei Lincei e corrispondente per l'Italia dell'Archivio Husserl di Lovanio, ha tenuto seminari e conferenze negli Stati Uniti, in Canada, in Argentina e in vari paesi europei. Per pi&ugrave; di un decennio ha collaborato con le pagine culturali del "Corriere della sera" e collabora tuttora saltuariamente con la stampa, la radio e la televisione italiana e svizzera. &Egrave; autore di una quarantina di volumi, alcuni dei quali tradotti in varie lingue. Tra i pi&ugrave; recenti: "Idoli della conoscenza" (Cortina, Milano 2000); "La scrittura e il debito" (Jaca Book, Milano 2002); "Figure dell'enciclopedia filosofica" (6 voll., ivi, Milano 2004-5); "Archivio Spinoza" (Ghibli, Milano 2005).</p>
<p class="testo">&nbsp;</p>]]></video:description>
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      <video:publication_date>2009-03-09</video:publication_date>
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      <video:title><![CDATA[FilosofArti 2009: Alessandro de Magistris]]></video:title>  
      <video:description><![CDATA[<p class="testo">FilosofARTI '09 - Festival di Filosofia<br /><br /><strong>ALESSANDRO DE MAGISTRIS</strong><br />L'evoluzione urbana europea dal secondo dopoguerra<br />Partendo dalle immagini della mostra, che offrono un paradigma di confronto epocale dello sviluppo del tessuto urbanistico-architettonico di Gallarate, si proporr&agrave; un'analisi dei fattori chiave della trasformazione della citt&agrave; in Europa a partire dal secondo dopoguerra sino ai gioni nostri, mettendo in evidenza le linee di tendenza del fenomeno.<br /><br /><strong>ALESSANDRO DE MAGISTRIS</strong> &egrave; nato il 9/6/1955 a Torino, dove risiede.<br /><br /><strong>Titoli di studio e professionali</strong><br />1983-Laurea in Architettura conseguita presso la Facolt&agrave; di Architettura del Politecnico di Torino<br />1984-1985-Corso di specializzazione presso il DST del Politecnico di Milano in "Politiche della casa e Pianificazione locale"<br />1985-1986 - CEAA - Certificat d'Etudes Approfondies en Architecture -"Les M&eacute;tiers de l'Histoire", Ecole d'architecture de Grenoble<br />1986-1989-Dottorato di ricerca in Storia dell'Architettura e dell'Urbanistica (Ministero della Universit&agrave; e della Ricerca Scientifica e Tecnologica), sviluppato presso la Facolt&agrave; di Architettura del Politecnico di Torino (III ciclo) <br />1990-1992-Post-Dottorato di Ricerca in Storia dell'Architettura e dell'Urbanistica (Facolt&agrave; di Architettura del Politecnico di Torino) <br />Dal 1994 &egrave; ricercatore non confermato presso il Politecnico di Torino, Facolt&agrave; di Architettura, Dipartimento di Progettazione architettonica (DIPRA) <br />Dal 1997 &egrave; ricercatore confermato presso il Politecnico di Torino, Facolt&agrave; di Architettura, Dipartimento di Progettazione architettonica (DIPRA) <br />Dal 1998 &egrave; professore associato di Storia dell'architettura presso la Facolt&agrave; di Architettura-Leonardo del Politecnico di Milano<br /><br /><strong>Incarichi accademici:</strong> membro del Collegio Docenti e del Dottorato di ricerca in Storia dell'architettura e dell'urbanistica del Politecnico di Milano e di Torino. Responsabile dei corsi di Storia Urbana nell&rsquo;ambito del Dottorato in Progettazione Urbanistica del Politecnico di Milano<br /><br /><strong>Incarichi professionali e pubblici</strong> -consulenze per la revisione del PRG di Torino (Assessorato all'Urbanistica del Comune di Torino,1983-85)<br />-studi e ricerche sull'evoluzione del sistema della mobilit&agrave; nell'area metropolitana di Torino (Ufficio per il Piano dei Trasporti dell'Assessorato alla Viabilit&agrave; del Comune di Torino1985-86) <br />-gli studi di impostazione del 2&deg; Piano Regionale dei Trasporti (Piemonte) (CSST 1986) <br />-studi relativi al Piano dei Trasporti della provincia di Alessandria (CSST 1986) <br />-piano particolareggiato dell'area direzionale portuale di Trieste (Fiat Engineering) <br />-studi sul mercato edilizio nell'area metropolitana torinese (CENSIS 1989) <br />-Studi di impatto socio-economico e turistico di nuovi collegamenti stradali tra Italia e Francia (1989) <br />-studi di impatto dell'Alta Velocit&agrave; (Enti vari dal 1991) <br />-programma di ricerca internazionale NICE "Villes europ&eacute;ennes et internationalisation" per la valutazione della competitivit&agrave; e della internazionalizzazione delle citt&agrave; europee non capitali (LET-Lyon, Fondazione Agnelli, 1989-90) <br />-ricerche sull'arredo urbano storico di Torino, Moncalieri e Pinerolo (Assessorato Arredo Urbano di Torino, CCIA) <br />-studi sul turismo in Piemonte (IRES-1994-1996) <br />-Piano territoriale Regionale. Approfondimento Valle di Susa. Responsabile per il settore turistico (Regione Piemonte 1995) <br />-consulenza sulla riqualificazione urbana e lo sviluppo turistico di S. Pietroburgo (The World Bank) <br />-collaborazione agli studi di impostazione del primo Piano strategico di Torino ("Torino Internazionale", 1999) <br />-collaborazione al secondo rapporto &ldquo;Scenari per il Piemonte del 2000&rdquo; (impatto socio-economico e territoriale dei giochi olimpici del 2006 &ndash; IRES Piemonte 2003-2004) <br /><br /><strong>Incarichi scientifici e attivit&agrave; di ricerca:</strong> &egrave; stato curatore di diverse mostre su temi relativi all&rsquo;architettura contemporanea e ha organizzato di convegni dedicati alla storia dell&rsquo;architettura, dell&rsquo;urbanistica e del territorio del XX sec.<br /><br /><strong>Pubblicazioni (selezione)</strong><br />-La citt&agrave; di transizione. Politiche abitative e ricerche tipologiche nell'URSS degli anni Venti, Torino 1988<br />-Industrializzazione ed urbanizzazione in URSS, in 'Rassegna', n. 42, 1990, pp. 39-41<br />-Culture architecturale et projet urbain dans les ann&eacute;es '30, in 'Cahiers du monde russe et sovi&eacute;tique', n.4, 1991, pp. 609-626<br />-La metropolitana di Mosca. Un laboratorio del realismo socialista, in 'Urbanistica', n.100, 1991, pp. 23-36<br />-Il piano generale di Mosca e la ricostruzione della citt&agrave; negli anni Trenta, in 'Casabella', n.580, 1991, pp. 48-58<br />-Nuovi indirizzi di pianificazione del territorio: alcune esperienze europee, in IRES, Relazione sulla situazione economica, sociale e territoriale del Piemonte, Torino, 1992, pp. 295-313<br />-Urss, l'altra ricostruzione , in 'Rassegna', n.54, 1993, pp.76-83<br />-Il dibattito architettonico degli anni '30-'50 nelle pagine di Architektura SSSR , in 'Casabella', n.602, 1993, pp. 46-53<br />-Il caso "della prima fabbrica statale di cuscinetti sovietica", in 'Le Culture della tecnica', n.2, 1994, pp.7-22<br />-Mosca 1900-1950. Nascita di una capitale, Milano, 1994<br />-Luci della rivoluzione. Elettrificazione russa, elettrificazione sovietica, in 'Rassegna', n.63, 1995, pp. pp.58-63<br />-La costruzione della citt&agrave; totalitaria. Il piano di Mosca e il dibattito sulla citt&agrave; sovietica tra gli anni Venti e Cinquanta, Milano, 1995<br />-(con C. Olmo), a cura di, Jakov Cernihov. Documenti e riproduzioni dall'archivio di Aleksej e Dimitri Cernichov, Torino, 1995; riedizione russa nel 2000<br />-Vom konstruktivischen Symbolismus zum phantastischen Realismus, in (C. Olmo, A. De Magistris), Jakov Cernichov. Sowjetischer Architekt der Avantgarde, Stuttgart, 1995, pp. 79-271<br />-Scenari di una trasformazione infrastrutturale. Brevi richiami per una storia delle ferrovie veloci, in Atti e -Rassegna Tecnica della Societ&agrave; degli Ingegneri e degli Architetti in Torino, (N.S. anno L) n.2, 1996, pp. 10-13<br />-(a c.), URSS 1930-1950. Paesaggi dell'utopia staliniana, Milano, 1997<br />-Erich Mendelsohn. Il costruttivismo leningradese e la Krasnoe Znamja, 1925 e sgg., in 'Casabella', 651/652, 1997, pp. 40-47<br />-Burocrazie, strategie, apparati. Un'introduzione, in P. Bonifazio, S. Pace, M. Rosso, P. Scrivano (a c.), Tra guerra e pace. Societ&agrave;, cultura e architettura nel secondo dopoguerra, Milano, 1999, pp. 183-190<br />-La casa cilindrica di Konstantin Mel'nikov. 1927-1929, Torino, 1998<br />-Mosca anni Trenta: realismo e burocratizzazione/ Moscow in the 1930s: Realism and Bureaucratisation, in 'Rassegna' XX, n.75, 1998/III, pp. 70-85<br />-L'urbanistica della grande trasformazione, in N. Tranfaglia (a c.), Storia di Torino IX, Gli anni della repubblica, Einaudi, Torino, 1999, pp. 189-238<br />-Sfidando la gravit&agrave;: i grattacieli, in L. Gallino, M.L. Salvadori, G. Vattimo (a c.) Atlante del Novecento, Torino, 2000, pp. 602-619<br />-La metropolitana rossa, in Casabella n.679, 2000, pp. 8-29<br />-La salvaguardia del patrimonio architettonico contemporaneo attraverso alcuni casi dell'esperienza europea, in M.L.Barelli, T. Livi (a c.) La salvaguardia del patrimonio architettonico contemporaneo. Problemi, prospettive strategie, Milano, 2000, pp. 21-22<br />-Per una storia dell'architettura infrastrutturale, 'Materia', n. 35, 2001, pp. 20-29<br />-Le projet pour le palais des Soviets, in J.L. Cohen, J. Abram, G. Lambert (a c.), Encyclop&eacute;die Perret, Paris, 2002, pp. 243-245<br />-Curatore del n.101 (ottobre-dicembre 2002) di 'Storia Urbana', La trasformazione della citt&agrave; sovietica del XX secolo. <br />-A. De Magistris, M. Vernes (a c.), Odile Decq-Benoit Cornette. Opere e progetti, Milano, 2003<br />-High-Rise. Percorsi nella storia dell'architettura e dell'urbanistica attraverso la dimensione verticale, Torino, 2004 <br />-curatore scientifico delle voci relative a Russia e Unione Sovietica, in C. Olmo (a c.) Dizionario di Architettura Contemporanea, voll. 1-6, Torino, 2000-2001, redigendo le voci relative a Cernihov, Ohitovic e Tatlin. <br />-Curatore (con M. Sudano) del numero monografico "Torino. Opere e progetti per l'area metropolitana", della rivista "ART -Atti e Rassegna Tecnica della Societ&agrave; degli Ingegneri e degli Architetti in Torino", gennaio-febbraio 2001<br />-(a c.) Torino next. Sguardo all'architettura torinese degli anni recenti: un'eredit&agrave; per il nuovo secolo/A look at Turin's recent architecture. A legacy for the new century. Torino 2004 (brochure allegata a: SIAT-Societ&agrave; degli Ingegneri e degli Architetti in Torino, Ventisei itinerari di architettura a Torino, 2^ed.) <br />-(con Irina Korobyna ), Ivan Leonidov &ndash; La citt&agrave; del sole, in : &ldquo;Metamorph. Trajectories&rdquo;, IX mostra Internazionale si Architettura, La Biennale di Venezia, 2004, pp. 26-27<br />-Mosca. Laboratorio del XX secolo, Casabella, n.725, 2004, pp. 74-85<br />-(firmato con I. Korobyna), Mosca oggi. Frammenti di una transizione, Casabella, n.725, 2004, pp. 86-91<br />-L'Universit&agrave; statale di Mosca. Un cantiere all'ombra di Stalin, Casabella n. 728-729, 2005, pp. 28-37<br />-Co to jest konstruktywizm / Cosa &egrave; il costruttivismo, in S. Parlagreco (a c.), Costruttivismo in Polonia, Bollati Boringhieri, Torino, 2005, pp. 29-48</p>]]></video:description>
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      <video:publication_date>2009-03-09</video:publication_date>
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      <video:title><![CDATA[FilosofArti 2009: Piermichele Miano]]></video:title>  
      <video:description><![CDATA[<p class="testo">FilosofARTI '09 - Festival di Filosofia<br /><br /><strong>PIERMICHELE MIANO</strong><br />L'evoluzione urbana europea dal secondo dopoguerra<br />Partendo dalle immagini della mostra, che offrono un paradigma di confronto epocale dello sviluppo del tessuto urbanistico-architettonico di Gallarate, si proporr&agrave; un'analisi dei fattori chiave della trasformazione della citt&agrave; in Europa a partire dal secondo dopoguerra sino ai gioni nostri, mettendo in evidenza le linee di tendenza del fenomeno.<br /><br />PIERMICHELE MIANO: architetto, dal 1977 al 1980 &egrave; stato addetto alle Esercitazioni nel Corso di Composizione Architettonica del Prof. P.Vaccaro presso la Facolt&agrave; di Architettura di Genova e in seguito, dal 1990 al 1992, Assistente del corso di Progettazione del Prof. P.Maretto presso la Facolt&agrave; di Genova. A partire dal 1986 al 1992 &egrave; stato Consigliere e poi Segretario dell'ordine degli Architetti di Varese, contribuendo a far emergere la qualit&agrave; dell'architettura come elemento centrale della professione, cercando anche di individuare un rapporto stabile tra il mondo della professione e l'Universit&agrave;. Dal 1983 al 1992 &egrave; stato Segretario e poi Presidente della Societ&agrave; Gallaratese Studi Patri, antica societ&agrave; storica fondata nel 1986; dal 2000 nuovamente Presidente dello stesso sodalizio e dal 2005 componente del Comitato Tecnico Scientifico della FONDAZIONE CULTURALE 1860 GALLARATE CITT&Agrave;. La sua produzione professionale si &egrave; articolata nella ricerca del rapporto tra architettura classica come sistema di elementi antropometrici ed architettura moderna come sistema di esigenze funzionali e come forma della crisi culturale in atto. <br />Le aree di attivit&agrave; sono l'edilizia residenziale privata e pubblica, il restauro, l'edilizia industriale, la pianificazione edilizia.<br />Fondatore nel 1985 e dal 1990 al 1993 Presidente della Cooperativa di solidariet&agrave; sociale "IL PEROGRANO" di Lonate P., &egrave; dal 1997 Presidente della cooperativa di solidariet&agrave; sociale IRIS ACCOGLIENZA legata all'Istituto filosofico ALOISIANUM di Gallarate.<br />Tra i suoi lavori si ricorda: Miano P.M. e Lavit C.: &ldquo;Dati di lettura del Liberty a Gallarate&rdquo; in Tracce n. 4, Varese 1986; Miano P.M.: "Le strutture Insediative del Gallaratese: Tessuti, Insediamenti e Percorsi", in RASSEGNA GALLARATESE DI STORIA ED ARTE, n. 126, Gallarate 1989; a cura di : Miano P.M. ed altri: "Metodologie e prassi nelle architetture: Architetti della Provincia di Varese", Ordine degli Architetti della Provincia di Varese, Gavirate, 1989. In corso di redazione: "Storia Urbana di Gallarate" da pubblicare come numero monografico della Rassegna Gallaratese di Storia ed Arte.</p>]]></video:description>
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      <video:publication_date>2009-03-06</video:publication_date>
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      <video:title><![CDATA[FilosofArti 2008: Gianni Vattimo]]></video:title>  
      <video:description><![CDATA[<p><span class="testo">FilosofARTI - Festival di Filosofia<br /><br />Lezione Magistrale di Gianni Vattimo<br /><strong>Esperienza dell'arte esperienza di verit&agrave;?<br /></strong><br />Filosofarti &egrave; il titolo del festival di Filosofia che ha come come epicentro la citt&agrave; di Gallarate, citt&agrave; che propone la terza edizione di un&rsquo;iniziativa gi&agrave; diventata un appuntamento annuale a cura del Teatro delle Arti di Gallarate e della Fondazione Culturale 1860 Gallarate Citt&agrave;. <br />Nato da un'idea coltivata e realizzata all'interno dello staff del Centro Culturale di Prosa del Teatro delle Arti, l'iniziativa ha infatti trovato nella Fondazione Culturale un partner di progetto oltre che un fattivo sostegno all'iniziativa. L'attenzione alle relazioni fra filosofia e scrittura, musica, teatro e cinema, arti visive e danza sar&agrave; dunque oggetto di molte manifestazioni, che spaziano dall'incontro con i pi&ugrave; grandi teoreti della nostra contemporaneit&agrave;.<br /><br /></span><a class="link" href="http://www.fondazioneculturalegallarate.it" target="_blank">www.fondazioneculturalegallarate.it</a><br /><a class="link" href="http://www.teatrodellearti.it" target="_blank">www.teatrodellearti.it</a><br /><br /><span class="testo">Gianni Vattimo &egrave; nato nel 1936, a Torino, dove ha studiato e si &egrave; laureato in Filosofia; ha poi seguito due anni i corsi di H. G. Gadamer e K. Loewith all'universit&agrave; di Heidelberg, e ha studiato con Hans-Georg Gadamer e Luigi Pareyson. Dal 1964 insegna all'Universit&agrave; di Torino, nella quale &egrave; stato Preside, negli anni '70, della Facolt&agrave; di Lettere e Filosofia.<br />E' stato "visiting professor" in alcune universit&agrave; americane (Yale, Los Angeles, New York University, State University of New York) e ha tenuto seminari e conferenze in varie universit&agrave; di tutto il mondo. Negli anni Cinquanta, insieme a Furio Colombo e Umberto Eco, ha lavorato ai programmi culturali della Rai-Tv, conducendo tra l'altro il programma settimanale politico-informativo "Orizzonte".<br />E' membro dei comitati scientifici di varie riviste italiane e straniere; &egrave; socio corrispondente dell'Accademia delle Scienze di Torino. Ha diretto la "Rivista di Estetica". Ha ricevuto lauree honoris causa da numerose universit&agrave; del mondo. E' Grande ufficiale al merito della Repubblica italiana (1997). <br />Attualmente &egrave; vicepresidente dell'Academ&iacute;a de la Latinidade.<br /><br /></span><a class="link" href="http://www.giannivattimo.it" target="_blank">www.giannivattimo.it</a></p>]]></video:description>
      <video:view_count>167</video:view_count>
      <video:publication_date>2009-02-25</video:publication_date>
      <video:tag>filosofarti</video:tag>
      <video:tag>arte</video:tag>
      <video:tag>filosofia</video:tag>
      <video:tag>vattimo</video:tag>
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     <video:category>Cultura</video:category>
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      <video:title><![CDATA[FilosofArti 2008: EternitÃ  presente]]></video:title>  
      <video:description><![CDATA[<p><span class="testo"><strong>FilosofARTI: Eternit&agrave; presente<br /></strong><br />In occasione della presentazione di WOK city MAP, foglio curato dalla Sezione Didattica della Civica Galleria e dedicato al tema viaggio nell'arte contemporanea, la Civica Galleria d'Arte Moderna di Gallarate ha organizzato una giornata di studi sulla questione del Tempo e alla sua particolare incidenza nel valore dell'opera d'arte contemporanea come fattore determinante, come misura, ambiente, materia: l'avvento dell'era digitale e il concetto di realt&agrave; virtuale hanno reso ambigui i concetti di spostamento, di presenza, di identit&agrave;; distanze immense sono ormai raggiungibili attraverso un "click" e con la stessa facilit&agrave; &egrave; possibile essere contemporaneamente in pi&ugrave; luoghi, situazioni, vite.<br /><br />Ecco che tutta l'arte di oggi che in qualche modo si riferisce o include dei fattori di tempo, dalla pratica performativa (happenings e azioni) all'opera deperibile (ci&ograve; che perde progressivamente forma), dal concettuale al virtuale, ci racconta di questi avvenuti cambiamenti e del loro impatto sulla nostra societ&agrave;.<br /><br />Il Festival di Filosofarti risulta essere il contesto pi&ugrave; adatto per ospitare un tema di tale complessit&agrave; che &egrave; altres&igrave; uno degli aspetti pi&ugrave; importanti e nodali della nostra contemporaneit&agrave;.<br /><br />Come si &egrave; dunque modificato l'impatto delle immagini nella nostra quotidianit&agrave;? Che valore hanno assunto oggi concetti come l'istante o l'eterno? Quale materia &egrave; oggi di maggior valore e di pi&ugrave; alta criticit&agrave; tra lo spazio ed il tempo? Questi gli argomenti guida del convegno, a cui sono stati invitati intellettuali di ambito internazionale che riporteranno le pi&ugrave; importanti teorie e i punti di vista pi&ugrave; estremi nel rapporto tra le arti contemporanee e la scienza. In questo ambito infatti sembrano risiedere molte delle risposte che caratterizzano i grandi interrogativi della nostra contemporaneit&agrave;.<br /><br />Sono intervenuti: Antonio Caronia, studioso dei Nuovi Media, docente a Milano presso l'Accademia di Belle Arti di Brera, la Naba, il Planetary Collegium di Plymouth; Sigrified Zielinski, teorico dei Nuovi Media, docente all'Universit&agrave; delle Arti di Berlino; Amanda MCDonald Crowely, executive director del centro di arte e tecnologia Eyebeam di New York ; Tommaso Trini, scrittore e critico d'arte, docente a Milano presso l'Accademia di Belle Arti di Brera; Francesca Marianna Consonni, studiosa, responsabile del Dipartimento Didattico della Gam; Tommaso Tozzi, artista e teorico delle Reti, docente all'Universit&agrave; degli Studi di Firenze e all'Accademia di Belle Arti di Carrara; Alessandro Ludovico, studioso dei Nuovi Media, direttore della rivista Neural.<br /><br />GAM - Galleria d'Arte Moderna di Gallarate<br />Fondata nel 1966 con le opere acquisite durante le prime otto edizioni del Premio Nazionale Arti Visive Citt&agrave; di Gallarate la GAM, per la ricchezza della sua collezione permanente, &egrave; una delle pi&ugrave; importanti realt&agrave; espositive sul territorio nazionale; all'oggi conta pi&ugrave; di 5000 opere provenienti dalle donazioni del Premio Gallarate, dagli artisti, dai collezionisti e dagli acquisti del museo stesso, ed &egrave; composta da dipinti, sculture, disegni, ceramiche, opere di animazione e ambientali, libri d'artista, opere multimediali, oggetti e progetti di design, incisioni e serigrafie. Ideata, fondata e diretta fino al 1998 da Silvio Zanella, la gam sin dalla sua nascita ha avuto un importante ruolo di consulenza e coordinamento su tutto il territorio provinciale. Dall'autunno 2008 il museo avr&agrave; una nuova sede espositiva in via De Magri collegata con i giardini pubblici di viale Milano che gi&agrave; ospitano le opere di Loris Cecchini e Liliana Moro.<br /><br /></span><a class="link" href="http://www.gam.gallarate.va.it" target="_blank">www.gam.gallarate.va.it</a></p>]]></video:description>
      <video:view_count>115</video:view_count>
      <video:publication_date>2009-02-25</video:publication_date>
      <video:tag>GAM</video:tag>
      <video:tag>filosofarti</video:tag>
      <video:tag>arte</video:tag>
      <video:tag>filosofia</video:tag>
      <video:tag>gallarate</video:tag>
     <video:category>Arte</video:category>
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      <video:title><![CDATA[FilosofArti 2008: Salvatore Natoli]]></video:title>  
      <video:description><![CDATA[<p><span class="testo">FilosofARTI - Festival di Filosofia<br /><br />Lezione Magistrale di Salvatore Natoli<br /><strong>L'Etica della felicit&agrave;<br /></strong><br />Salvatore Natoli &egrave; da sempre attento agli interrogativi pi&ugrave; urgenti del presente. La felicit&agrave;, per dirla con le sue stesse parole, &egrave; un "tema d'esistenza, anzi, per usare una formula cara agli antichi, &egrave; il fine stesso della vita".<br />La felicit&agrave; non sta solo nell'attimo, nell'acme cui perveniamo, ma nell'appartenere ad essa. La felicit&agrave; &egrave; piacere d'esistere, fecondit&agrave;. &Egrave; espressione della vita che vuole se stessa e che trova compimento nella sua stesa realizzazione: nelle vite riuscite.<br />Per questo la felicit&agrave;, come dice Nietzsche, non risiede tanto nella saziet&agrave;, ma nella gloria della vittoria, per questo ha la forza di rinvenire perfino sopra e oltre il dolore. In questo senso essa &egrave; frutto di virt&ugrave;. Non &egrave; perci&ograve; un mero transitare, un sentimento labile, ma &egrave; un bene stabile. Coincide, infatti, con la capacit&agrave; di trasformare gli ostacoli in sfide, di generare a ogni momento il bene e di fruirne.<br /><br /><strong>SALVATORE NATOLI</strong><br />Nato a Patti (ME) nel 1942. Laureato in storia della Filosofia, si &egrave; occupato recentemente della relazione tra linguaggio ed etica.<br />Gi&agrave; docente di Logica presso la facolt&agrave; di Lettere e Filosofia dell'Universit&agrave; di Venezia, attualmente insegna Filosofia della Politica presso la facolt&agrave; di Scienze Politiche dell'Universit&agrave; di Milano. Ha collaborato a molte riviste, tra cui Prospettive settanta, Il centauro, Democrazia e diritto, Religione e societ&agrave;, Leggere, Bailamme e Metax&ugrave;.<br />Tra le ultime pubblicazioni, La filosofia del Novecento, con Silvana Borutti e Maurizio Ferraris, La felicit&agrave; di questa vita. Esperienza del mondo e stagioni dell'esistenza (Mondadori), L'attimo fuggente o della felicit&agrave; (Edizioni EdUP), Stare al mondo, Escursioni nel tempo presente (Feltrinelli), Libert&agrave; e destino nella tragedia greca (Morcelliana), Il cristianesimo di un non vedente (Qiqajon), La verit&agrave; in gioco. Scritti su Focault (Feltrinelli) e guida alla formazione del carattere (Morcelliana).<br /><br />Filosofarti &egrave; il titolo del festival di Filosofia che ha come come epicentro la citt&agrave; di Gallarate, citt&agrave; che propone la terza edizione di un&rsquo;iniziativa gi&agrave; diventata un appuntamento annuale a cura del Teatro delle Arti di Gallarate e della Fondazione Culturale 1860 Gallarate Citt&agrave;. <br />Nato da un'idea coltivata e realizzata all'interno dello staff del Centro Culturale di Prosa del Teatro delle Arti, l'iniziativa ha infatti trovato nella Fondazione Culturale un partner di progetto oltre che un fattivo sostegno all'iniziativa. L'attenzione alle relazioni fra filosofia e scrittura, musica, teatro e cinema, arti visive e danza sar&agrave; dunque oggetto di molte manifestazioni, che spaziano dall'incontro con i pi&ugrave; grandi teoreti della nostra contemporaneit&agrave;.<br /><br /></span><a class="link" href="http://www.fondazioneculturalegallarate.it" target="_blank">www.fondazioneculturalegallarate.it</a><br /><a class="link" href="http://www.teatrodellearti.it" target="_blank">www.teatrodellearti.it<br /></a></p>]]></video:description>
      <video:view_count>100</video:view_count>
      <video:publication_date>2009-02-24</video:publication_date>
      <video:tag>Salvatore</video:tag>
      <video:tag>Natoli</video:tag>
      <video:tag>filosofarti</video:tag>
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      <video:tag>filosofia</video:tag>
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     <video:category>Cultura</video:category>
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      <video:title><![CDATA[Piccoli gesti per il pianeta / 2 - risparmio idrico]]></video:title>  
      <video:description><![CDATA[<p><span class="titoloBlu">2 - risparmio idrico</span><br /><br />Risparmiare acqua quando ci si lava i denti, si fa la doccia o si lavano i piatti. Utilizzare la lavatrice solo a pieno carico. Installare dispositivi per il risparmio dell'acqua nelle docce e nei bagni. Usare detergenti a basso contenuto di fosfati. Ridurre la temperatura dello scaldabagno di 10 gradi. Prima dello smaltimento, tagliare gli anelli di plastica trasparente di imballaggio intorno alle lattine delle confezioni multiple. In acqua, tali anelli risultano invisibili, intrappolando e spesso uccidendo gli animali acquatici. Far assumere ad industrie e individui le proprie responsabilit&agrave; in relazione a comportamenti pericolosi per la riserva d'acqua generale</p>]]></video:description>
      <video:view_count>111</video:view_count>
      <video:publication_date>2009-02-10</video:publication_date>
      <video:tag>risparmio</video:tag>
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     <video:category>Ambiente</video:category>
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      <video:title><![CDATA[Incontro con gli autori: Massimo Cassani]]></video:title>  
      <video:description><![CDATA[<p><span class="titoloBlu">Sottotraccia</span><br />Le inchiestre del commissario Micuzzi<br /><br />Sandro Micuzzi, commissario della questura di Milano, riceve una telefonata anonima: "Se vieni a mezzanotte al ponte dell'Ortica, ti dir&ograve; tutto sul serial killer dei travestiti". Micuzzi si presenta all'appuntamento. Un tossico gli punta addosso una pistola, spara e scappa. Il commissario risponde al fuoco e lo uccide. Lo scandalo&nbsp;&egrave; inevitabile, i giornali attaccano la "polizia violenta".<br /><br />Ma cos'&egrave; successo in realt&agrave;? Davvero quel ragazzo aveva delle informazioni? Chi aveva interesse a togliere di mezzo Micuzzi?<br /><br /><br />Editore:SIRONI<br />Anno di pubblicazione: 11/2008<br />Numero di pagine: 299<br /><br /><strong>Massimo Cassani</strong>, giornalista,&nbsp;&egrave; nato a Cittiglio, in provinicia di Varese, nel 1966. Vive a Milano.</p>]]></video:description>
      <video:view_count>251</video:view_count>
      <video:publication_date>2009-01-20</video:publication_date>
      <video:tag>noir</video:tag>
      <video:tag>giallo</video:tag>
      <video:tag>libro</video:tag>
      <video:tag>recensione</video:tag>
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      <video:tag>sironi</video:tag>
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      <video:tag>scandalo</video:tag>
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      <video:tag>milano</video:tag>
     <video:category>Libri</video:category>
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      <video:title><![CDATA[Holy war - XMAS - prima parte]]></video:title>  
      <video:description><![CDATA[<span class="titoloBlu">Holy war - Merry XMAS di Michal Kosakowski</span><br>
<br>
La foresta, vista come metafora della quiete e dell'equilibrio,  Ã¨ l'immagine che apre questo video dell'artista polacco <strong>Michal Kosakowski</strong>.<br>
<br>
E poi arriva l'uomo, armato e sceglie la sua vittima. Il grande abete viene abbattuto, senza un rito, senza rispetto, una mattanza in cui il sangue non c'Ã¨ ma grida.<br>
<br>
E viene impacchettato e trascinato via, come un cadavere senza la pietÃ  di un sudario, fino alla sua ultima destinazione, la sua ultima mortificazione: l'esposizione come trofeo, la sua impiccagione, lui, vittima innocente, sulla pubblica piazza, tra facciate con occhi privi di vita che lo fissano: Ã¨ arrivato il Natale.<br>
<br>
Ed ecco il ritmo affannoso di un respiro agonizzante incalza e scandisce il lavoro della catena di montaggio, simbolo stesso dell'assenza di umanitÃ .<br>
<br>
Gli umani sono come fantocci, mentre si cerca di umanizzare i pupazzi, Babbo Natale di plastica che si muove, che respira persino.<br>
<br>
E poi i bambini, bambini senza meraviglia, bambini dal volto trasfigurato, che si deforma dietro un vetro impenetrabile di incomunicabilitÃ .<br>
<br>
Il mondo degli umani come merce, gli uomini come articoli il cui codice a barre Ã¨  l'unica identitÃ  possibile.<br>
<br>
E il carrello, luogo da cui guardare il mondo, diventa la gabbia della nostra libertÃ .<br>
<br>
E quando l'orgia finisce, rimane solo il vuoto e il rifiuto.<br> 
<br>
Il tema Ã¨ quello del consumismo sfrenato, il modo Ã¨ quello della evidenziazione del ridicolo, del pacchiano. Il carnevale delirante della festa che dura poco e che distoglie lo sguardo e il pensiero dalle cose vere. Che mistifica.<br>
<br>
Per dirla con Zygmunt Bauman: "...ora le occasioni di cui sente amaramente la mancanza sono quelle che consentano di alleggerire il fardello e seppellire l'angoscia dell'individualitÃ  dissolvendo l'io in un "tutto piÃ¹ grande" e abbandonandosi gaiamente al suo dominio, celebrando brevi ma intense feste di esultanza comunitaria.... carnevali del genere sono occasioni per riunirsi, tendersi la mano e richiamare dagli inferi il fantasma della comunitï¿½ defunta per la sola durata della festa.*"<br>
<br>
Michal Kosakowki ha prodotto oltre 100 tra cortomoetraggi film sperimentali e documentare vincendo numerosi premi. <br>
Dal 1997 al 2000 ha lavorato come filmaker indipendente e artista in FABRICA, il centro internazionela di ricerca artistica e comunicazione fondato da Oliviero Toscani e Luciano Benetton.<br>
<br>
* Zygmunt Bauman "Consumo dunque sono", 2008 Editori Laterza<br>
<br>]]></video:description>
      <video:view_count>174</video:view_count>
      <video:publication_date>2008-12-24</video:publication_date>
      <video:tag>christmas</video:tag>
      <video:tag>xmas</video:tag>
      <video:tag>holy</video:tag>
      <video:tag>war</video:tag>
      <video:tag>consumismo</video:tag>
      <video:tag>natale</video:tag>
      <video:tag>guerra</video:tag>
      <video:tag>santa</video:tag>
     <video:category>Sociale</video:category>
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      <video:title><![CDATA[Holy war - XMAS - seconda parte]]></video:title>  
      <video:description><![CDATA[<span class="titoloBlu">Holy war - Merry XMAS di Michal Kosakowski</span><br>
<br>
La foresta, vista come metafora della quiete e dell'equilibrio, Ã¨ l'immagine che apre questo video dell'artista polacco <strong>Michal Kosakowski</strong>.<br>
<br>
E poi arriva l'uomo, armato e sceglie la sua vittima. Il grande abete viene abbattuto, senza un rito, senza rispetto, una mattanza in cui il sangue non c'Ã¨ ma grida.<br>
<br>
E viene impacchettato e trascinato via, come un cadavere senza la pietÃ  di un sudario, fino alla sua ultima destinazione, la sua ultima mortificazione: l'esposizione come trofeo, la sua impiccagione, lui, vittima innocente, sulla pubblica piazza, tra facciate con occhi privi di vita che lo fissano: Ã¨ arrivato il Natale.<br>
<br>
Ed ecco il ritmo affannoso di un respiro agonizzante incalza e scandisce il lavoro della catena di montaggio, simbolo stesso dell'assenza di umanitÃ .<br>
<br>
Gli umani sono come fantocci, mentre si cerca di umanizzare i pupazzi, Babbo Natale di plastica che si muove, che respira persino.<br>
<br>
E poi i bambini, bambini senza meraviglia, bambini dal volto trasfigurato, che si deforma dietro un vetro impenetrabile di incomunicabilitÃ .<br>
<br>
Il mondo degli umani come merce, gli uomini come articoli il cui codice a barre Ã¨ l'unica identitÃ  possibile.<br>
<br>
E il carrello, luogo da cui guardare il mondo, diventa la gabbia della nostra libertÃ .<br>
<br>
E quando l'orgia finisce, rimane solo il vuoto e il rifiuto.<br> 
<br>
Il tema Ã¨ quello del consumismo sfrenato, il modo Ã¨ quello della evidenziazione del ridicolo, del pacchiano. Il carnevale delirante della festa che dura poco e che distoglie lo sguardo e il pensiero dalle cose vere. Che mistifica.<br>
<br>
Per dirla con Zygmunt Bauman: "...ora le occasioni di cui sente amaramente la mancanza sono quelle che consentano di alleggerire il fardello e seppellire l'angoscia dell'individualitÃ  dissolvendo l'io in un "tutto piÃ¹ grande" e abbandonandosi gaiamente al suo dominio, celebrando brevi ma intense feste di esultanza comunitaria... carnevali del genere sono occasioni per riunirsi, tendersi la mano e richiamare dagli inferi il fantasma della comunitÃ  defunta per la sola durata della festa.*"<br>
<br>
michal kosakowki ha prodotto oltre 100 tra cortomoetraggi film sperimentali e documentare vincendo numerosi premi. <br>
Dal 1997 al 2000 ha lavorato come filmaker indipendente e artista in FABRICA, il centro internazionela di ricerca artistica e comunicazione fondato da Oliviero Toscani e Luciano Benetton.<br>
<br>
* Zygmunt Bauman "Consumo dunque sono", 2008 Editori Laterza<br>
<br>]]></video:description>
      <video:view_count>59</video:view_count>
      <video:publication_date>2008-12-24</video:publication_date>
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     <video:category>Sociale</video:category>
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      <video:title><![CDATA[Emergency - Gioca contro la guerra]]></video:title>  
      <video:description><![CDATA[<p><span class="titoloBlu">Emergency: gioca contro la guerra</span><br /><br />Soggetto: Fabrizio Lazzaretti, Paolo Santolini, Vauro Senesi<br />Regia e Fotografia: Fabrizio Lazzaretti e Paolo Santolini<br />Direttore di produzione: Hawar Mustaf&agrave;<br />Montaggio: Massimiliano Feresin<br />Assistente al montaggio: Lorena Nonis<br />Flame Artist: Daniele Crociani<br />Musiche e suono: Federico Landini<br />Post-produzione: Movie Pix Factory<br />Avid facilities: Christian Lombardi<br />Voice over: Francesco Pezzulli<br />Direzione Voice over: Serena Paccagnella<br />Studio doppiaggio: E.T.S.<br /><br /><a href="http://www.emergency.it" target="_blank">www.emergency.it</a></p>]]></video:description>
      <video:view_count>335</video:view_count>
      <video:publication_date>2008-12-01</video:publication_date>
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      <video:title><![CDATA[Piccoli gesti per il pianeta / 1 - risparmio energetico]]></video:title>  
      <video:description><![CDATA[<p><span class="titoloBlu">1 - risparmio energetico</span><br /><br />Sostituendo cinque lampadine normali, utilizzate mediamente per 5 ore al giorno, con cinque lampadine a basso consumo, potrete risparmiare circa 250 kg di anidride carbonica ogni anno<br /><br />Passare a questo tipo di lampadine pu&ograve; farvi risparmiare fino a 60 euro all'anno, infatti, oltre a consumare di meno, durano fino a dieci volte di pi&ugrave; delle lampadine normali. Il loro costo iniziale&nbsp;&egrave; superiore, ma la lunga durata le rende pi&ugrave; convenienti.<br />Una lampadina a basso consumo, da 16 W, sostituisce una lampadina ordinaria da 60 W</p>]]></video:description>
      <video:view_count>135</video:view_count>
      <video:publication_date>2008-11-21</video:publication_date>
      <video:tag>risparmio</video:tag>
      <video:tag>energetico</video:tag>
     <video:category>Ambiente</video:category>
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      <video:title><![CDATA[Incontro con gli autori: Bianca Pitzorno]]></video:title>  
      <video:description><![CDATA[<p><span class="titoloBlu"><br />Le bambine dell'Avana non hanno paura di niente</span><br />Contessa Merlin, Ren&egrave;e e Soledad Cruz raccontano la propria infanzia<br /><br />Si pu&ograve; raccontare un luogo a partire dall'infanzia di chi vi&nbsp;&egrave; nato?&nbsp;&Egrave; possibile farlo a Cuba, la piccola isola sulla cui storia si sono gi&agrave; espresse voci diverse e spesso discordanti di scrittori, poeti, giornalisti e viaggiatori, che hanno messo in risalto, ciascuno a suo modo, virt&ugrave;, vizi e contraddizioni di un paese straordinario? Con una forma originale e diversa di narrazione, Bianca Pitzorno ha ripercorso duecento anni di storia cubana attraverso le testimonianze delle sue bambine, quelle di un tempo e quelle di oggi. Il risultato&nbsp;&egrave; una pagina essenziale e inedita su Cuba che rivela una tradizione molto ricca e la fatica di una lunga costruzione democratica di cui poco si parla. Il racconto sovverte molti luoghi comuni perch&eacute;, attraverso la lente dell'infanzia, ricostruisce in cornici di apertura la grande Storia, dalla Cuba coloniale alle lotte per l'indipendenza, dalla Repubblica alla Revoluci&ograve;n fino al Periodo especial, e vi incastona la voce personale delle protagoniste, mescolando storia, esperienza, vita, cronaca e aneddotica.<br /><br />Editore: IL SAGGIATORE<br />Anno di pubblicazione: 11/2006<br />Numero di pagine: 415 <br /><br /><strong>Bianca Pitzorno</strong>&nbsp;&egrave; nata in Sardegna ma dal 1968 vive e lavora a Milano.&nbsp;&Egrave; la pi&ugrave; nota scrittrice contemporanea italiana per l'infanzia, e nel 1996 l'Universit&agrave; di Bologna le ha conferito la laurea honoris causa in Scienze dell'Educazione per il complesso della sua opera. Ha trascorso lunghi e frequenti periodi a Cuba, dove l'Unione degli scrittori cubani le ha conferito il premio letterario "La Rosa Blanca". Fra i suoi libri pi&ugrave; noti: Vita di Eleonora d'Arborea (Camunia, Brescia 1984); presso Mondadori: Ascolta il mio cuore (2004), Tornatr&eacute;s (2003), Magie di Lavinia &amp; C. (2005), La bambinaia francese (2006). Nelle edizioni Net &egrave;&nbsp;uscito Storia delle mie storie (2006).</p>]]></video:description>
      <video:view_count>109</video:view_count>
      <video:publication_date>2008-11-21</video:publication_date>
      <video:tag>Bianca</video:tag>
      <video:tag>Pitzorno</video:tag>
      <video:tag>libro</video:tag>
      <video:tag>scrittore</video:tag>
      <video:tag>cuba</video:tag>
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      <video:tag>infanzia</video:tag>
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     <video:category>Libri</video:category>
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      <video:title><![CDATA[2008: Ã¨ tempo di riflettere]]></video:title>  
      <video:description><![CDATA[<p><span class="titoloBlu">2008:&nbsp;&egrave; tempo di riflettere</span><br /><br />Aiutare il nostro pianeta si pu&ograve;: bastano piccoli gesti quotidiani che possono concretamente portare alla riduzione delle emissioni di anidride carbonica e di inquinanti nell'atmosfera.</p>]]></video:description>
      <video:view_count>90</video:view_count>
      <video:publication_date>2008-11-07</video:publication_date>
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     <video:category>Ambiente</video:category>
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      <video:title><![CDATA[Ernesto Jannini: Progetti di guerra]]></video:title>  
      <video:description><![CDATA[<p><span class="titoloBlu">Ernesto Jannini/Galleria Fusion Art</span><br /><br />Ernesto Jannini, vivace artista "neoconcettuale", che dalla fine degli anni '70, porta avanti una ricerca radicata sull'azione a sfondo altamente politico-sociale&nbsp;&egrave; l'animatore di questa performance eseguita durante la sua mostra personale alla Galleria Fusion Art di Torino nel mese di Gennaio 2008.<br /><br />Ernesto Jannini, alla seconda esperienza espositiva presso la Fusion Art Gallery, uno dei pi&ugrave; significativi esponenti della generazione emersa, in Italia, subito dopo l'ondata della Transavanguardia nella seconda met&agrave; degli anni '80 e vanta un curriculum importante, dove spiccano le partecipazioni alle Biennali di Venezia del 1976 e 1990. Ho definito il lavoro di Jannini "archeologia del presente"; l'artista centra il suo progetto su di una estetica della tecnologia, ce la mostra nella sua disarmante nudit&agrave; d'oggetto, ce ne svela i meccanismi e la integra con elementi tratti dal mondo della cultura e della natura, indicandoci la strada di una possibile ecologia della mente, in una fase in cui arte e scienza, abbandonando antiche ritrosie, sono consapevoli della possibilit&agrave; di inaugurare un dialogo costruttivo per entrambe.<br /><br />Questa personale, costruita da Jannini secondo il concetto e la "pratica dell'azione", prassi a lui consueta sin dagli anni '70. L'allestimento&nbsp;&egrave; dedicato ad una riflessione allarmata sulla guerra, imperniata su di una dialettica tra esterno ed interno, drammaticamente giocosa, in cui si intravede una precisa tensione politica. In galleria&nbsp;&egrave; collocata una tavola imbandita dove l'artista disporr&agrave; un missile da lui costruito, lungo circa 2,5 m. appoggiato a circa 80 cm. dal piano. Lo stesso oggetto&nbsp;&egrave; stato usato da Jannini per compiere una passeggiata, per le strade di Torino. Sempre in galleria saranno visibili una serie di opere dedicate alla metafora del cibo, da sempre collegata alle tensioni belliche, dove pacchetti di riso, grano, ed altri alimenti sono assemblati sullo sfondo di microcircuiti.<br />Edoardo Di Mauro, Critico e Gallerista<br /><br /><a href="http://www.ernestojannini.it" target="_blank">www.ernestojannini.it</a><br /><a href="http://www.fusiongallery.it" target="_blank">www.fusiongallery.it</a></p>]]></video:description>
      <video:view_count>107</video:view_count>
      <video:publication_date>2008-11-06</video:publication_date>
      <video:tag>Ernesto</video:tag>
      <video:tag>Jannini</video:tag>
      <video:tag>arte</video:tag>
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      <video:tag>performance</video:tag>
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      <video:tag>archeologia</video:tag>
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      <video:tag>strada</video:tag>
      <video:tag>belliche</video:tag>
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     <video:category>Arte</video:category>
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      <video:title><![CDATA[Simonetta Agnello Hornby: un avvocato a Londra]]></video:title>  
      <video:description><![CDATA[Simonetta Agnello Hornby Ã¨ nata a Palermo nel 1945. Avvocato minorile e giudice, ha concluso gli studi giuridici in Inghilterra. Risiede da trent'anni a Londra, dove attualmente Ã¨ presidente del Tribunale di Special Educational Needs. Il suo studio legale nel quartiere di Brixton lavora per lo piÃ¹ con la comunitÃ  nera e musulmana<br>
]]></video:description>
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      <video:publication_date>2008-11-04</video:publication_date>
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     <video:category>Cultura</video:category>
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      <video:title><![CDATA[Incontri cinematografici di Hergla: Dritto per Dritto]]></video:title>  
      <video:description><![CDATA[<p><span class="titoloBlu"><br />Incontri cinematografici di Hergla - Tunisia<br /></span>18-23 luglio 2008<br /><br /><strong>AnotherTV</strong> e <strong>I Tetragonauti</strong><br />presentano<br /><br /><strong>Dritto per dritto</strong><br />(Tout droit)<br />2008<br /><br />regia di <strong>Andrea Gorla</strong><br /><br />produzione esecutiva <strong>Melina Condurso</strong><br /><br />Voci e testi di<br /><strong>Melina Condurso<br />Camilla Meroni<br />Giacomo Manduci<br />Valentina Ronsivalle<br />Mariam Roshdi</strong><br /><br />Il viaggio da Genova ad Hergla&nbsp;&egrave; stata un'esperienza faticosa ed affascinante allo stesso tempo per tutti coloro che vi hanno preso parte.<br /><br />Tra grosse difficolt&agrave; e numerosi imprevisti, il Mare&nbsp;&egrave; stato il vero protagonista ed&nbsp;&egrave; a lui che noi tutti abbiamo voluto dedicare il video girato e montato durante la navigazione, con i tempi che il mare stesso, dall'inizio alla fine, ha deciso per noi.<br /><br />Partiti con l'idea di andare diretti da Genova verso sud, seguendo una rotta "dritto per dritto" (da cui il titolo del video), abbiamo poi dovuto cambiare, trasbordando anche da un mezzo a un altro, e tornando persino a nord.<br /><br />Abbiamo aspettato, fermi in rada sotto le stelle, che le sue acque si calmassero, sofferto quando era agitato, goduto delle sue onde placide nei momenti di bonaccia, o veleggiato con allegria ed energia quando ci consentiva di risalire il vento.<br /><br />Ciascuno dei protagonisti di questa storia ha dovuto confrontarsi con questo elemento, riflettendo, e poi narrando il proprio, personalissimo, rapporto col mare, le proprie emozioni, le passioni, le paure.<br /><br />A bordo persone diverse, culture e nazionalit&agrave; diverse, rappresentate nel video da tre lingue del bacino del Mediterraneo (italiano, francese ed arabo) scelte, nel caso specifico, perch&eacute; in uso nei due paesi che si sarebbero incontrati: l'Italia e la Tunisia.<br /><br />Memoria storica di importantissime culture dell'umanit&agrave;, luogo di conflitti di transiti commerciali, di scambi intellettuali, scuola di navigazione e di vita, luogo di morte ma anche fonte di vita esso stesso, simbolo fortissimo, il mare, e questo mare Mediterraneo in particolare, ha ispirato gli autori di questi testi, la scelta delle immagini e tutta la regia. Con passione e professionalit&agrave;.</p>]]></video:description>
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      <video:publication_date>2008-08-23</video:publication_date>
      <video:tag>hergla</video:tag>
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     <video:category>Cinematografia</video:category>
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      <video:title><![CDATA[Incontro con gli autori: Davide Camarrone]]></video:title>  
      <video:description><![CDATA[<p><span class="titoloBlu">I DIAVOLI DI MEL&Ugrave;SA</span><br /><br />Si tratta di un giallo, che questa volta verter&agrave; sulle morti legate alle attivit&agrave; dei petrolchimici isolani nel nauseabondo quadrilatero della Sicilia: Gela, Augusta, Priolo e Melilli, per riproporre la storia di uno dei casi giudiziari pi&ugrave; clamorosi della storia: quello di Salvatore Gallo, condannato all'ergastolo per l'omicidio del fratello Paolo che in realt&agrave;, sette anni dopo, si ripresent&agrave; vivo e vegeto.<br />Un episodio di mala giustizia che nel romanzo assume i nomi di Leonardo Caltabellotta, e del fratello Vincenzo: i due non si amano e non concordano sulle sorti delle loro propriet&agrave;. Un giorno, dopo l'ennesima lite violenta, Vincenzo sparisce e Leonardo viene arrestato.<br />Protagonista del romanzo&nbsp;&egrave; Giulio, un anziano farmacista che riceve la visita inaspettata di un suo vecchio compagno di studi, Alfredo Caltabellotta, figlio di Leonardo, ritornato in Sicilia dopo cinquant'anni e ora gravemente malato. Alfredo porta con s&egrave; un dossier scottante intitolato "L'innocenza di mio padre", preparato pazientemente nel tempo, collezionando articoli di giornale, sentenze e testimonianze.<br />Comincia un'infinita ricerca per scoprire il mistero della scomparsa del vecchio zio, datata 1949. Una ricerca che metter&agrave; a repentaglio la stessa vita del protagonista della storia, facendo emergere negligenze e malefatte dell'imprenditoria petrolchimica negli anni del boom economico. Sullo sfondo una Mel&ugrave;sa demoniaca nei riti tradizionali, ma innocua rispetto alle infernali ciminiere.<br /><br /><br />Editore: Rizzoli<br />Anno di pubblicazione: 09/2007<br />Numero di pagine: 220<br /><br />Davide Camarrone, 40 anni,&nbsp;&egrave; giornalista della Rai a Palermo. Collabora con Panorama. Ha scritto per numerose testate giornalistiche, ed&nbsp;&egrave; autore di alcuni saggi, film documentari, testi teatrali e sceneggiature, tra le quali "Ce ne ricorderemo di questo pianeta", un docudrama dedicato a Leonardo Sciascia, premiato in numerose rassegne dedicate al cinema documentario.<br /><br /><a href="http://libreriarizzoli.corriere.it" target="_blank">http://libreriarizzoli.corriere.it</a></p>]]></video:description>
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      <video:publication_date>2008-08-23</video:publication_date>
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      <video:title><![CDATA[Fondazione LUVI onlus]]></video:title>  
      <video:description><![CDATA[]]></video:description>
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      <video:title><![CDATA[Dentro l'arte #1]]></video:title>  
      <video:description><![CDATA[<p><span class="titoloBlu">Dentro l'arte #1</span><br />[<strong>Guarda anche il video: <a href="../newsVideo.php?id=3856f954c314c6b020decbd81df98c58&amp;ui=34c1d3cc306537a96460f2c412db294b&amp;uw=2f420fc3581f9e944a8381e95d15b2b2&amp;ch=9">Dentro l'arte #2</a></strong>]<br /><br />Inizia con questa prima puntata una serie di appuntamenti alla scoperta dell'arte.<br />In questo primo appuntamento Paul Nicholls, esperto d'arte dell'ottocento e novecento, ci illustra come valutare, analizzare e capire un'opera pittorica.<br /><br />Paul Nicholls&nbsp;&egrave; nato in Inghilterra, nel 1944. Si occupa di pittura italiana e inglese dell'Ottocento e del Novecento dal 1967. <br />Laureato in Belle Arti a Cambridge,&nbsp;&egrave; stato per otto anni direttore della Galleria Sant'Ambrogio di Milano in cui ha allestito le seguenti retrospettive:<br />Fattori, 1968<br />Sironi, 1971 <br />Sutherland, 1973.<br /><br />Nel 1976 ha inaugurato uno Studio per la ricerca sui pittori italiani dell'Ottocento e del Novecento.<br />Lo Studio ha dato contributi a diverse esposizioni sia pubbliche sia private:<br />Nino Costa ed i suoi amici inglesi, Milano, 1982<br />The Macchiaioli, New York, 1984<br />Three Italian Friends of the Impressionists: Boldini, De Nittis, Zandomeneghi, New York, 1984<br />I Macchaioli e la cultura europea dell'Ottocento, Firenze, 1987<br />Il riso esiste dunque c'&egrave; (Vespasiano Bignami e la Famiglia Artistica), Milano, 1989<br />Achille Tominetti, Pallanza, 1991<br />Uberto Dell'Orto, Sondrio, 1992<br />Pietro Pajetta, Vittorio Veneto, 1992<br />Armi e battaglie del Risorgimento, Milano, 1994<br />Pellizza da Volpedo, Garbagnate Milanese, 1996<br />L'Italia romantica, Piacenza, 1996<br />L'immaginario erotico, Reggio Emilia, 1997<br />Telemaco Signorini, Firenze, 1997<br />Vittorio Corcos, Livorno, 1997<br />Ettore Tito, Venezia, 1998<br />Fontanesi e la pittura di paesaggio in Italia 1861-1880, Reggio Emilia 1999.<br /><br /><br />Ha fatto parte dei comitati scientifici e di consulenza per le seguenti mostre:<br />Divisionismo, Trento, 1990<br />Ottocento - Romanticism and Revolution in 19th Century Italian Painting, Baltimora, 1992<br />Aria di Parigi, Livorno, 1998<br />Ottocento a Voghera, Voghera, 1998<br />Angelo Barabino nel contesto divisionista, Voghera, 1999<br />Pittura dei campi. Egisto Ferroni e il Naturalismo europeo, Livorno, 2001<br />Un altro Ottocento, Piacenza, 2005<br />Venezia prima della Biennale, Tortona, 2005<br />Domenico e Gerolamo Induno, Tortona, 2006<br /><br />Fra i libri pubblicati: <br />La lezione pittorica di Fattori, con Mario Borgiotti, nel 1968<br />Eugenio Gignous, pittore a Stresa, 1986<br />Omaggi, Marchesa!, con Luciano Buonanno e Christine Farese Sperken, nel 1994.<br /><br />Numerosi gli studi dedicati a: Fattori, Eugenio Gignous, Adriano Cecioni, Giuseppe e Carlo Canella, Nino Costa, Roberto Fontana, Antonio Fontanesi, Pellizza da Volpedo, Telemaco Signorini.<br /><br />Ha dato il suo contributo al Dictionary of Art e ha collaborato con articoli sull'Ottocento a diverse riviste e giornali, tra cui :<br />The Art Investment Guide<br />AD<br />Antiquariato<br />Il Giornale<br />Ottocento italiano.<br /><br />Ha collaborato all'opera Pittori &amp; Pittura dell'Ottocento Italiano, pubblicato da De Agostini tra il 1997 e il 1999, curando in particolare i fascicoli dedicati al mercato. <br /><br />Nel 1999 ha fornito la sua collaborazione scientifica per la pubblicazione Le Collezioni d'Arte. L'Ottocento, Milano.<br /><br />Dal 1983 al 1993 ha fatto parte del Comitato Scientifico per i cataloghi annuali della pittura italiana dell'Ottocento pubblicati da Giorgio Mondadori, e in seguito per quelli pubblicati da Fenice 2000 e De Agostini.<br /><br />Ha tenuto diverse conferenze su aspetti della pittura italiana, tra cui, di recente, una sui Macchiaioli, presso l'Accademia Britannica di Roma.<br /><br />Da oltre dieci anni&nbsp;&egrave; consulente della Sotheby's per la pittura italiana dell'Ottocento.<br /><br /><a href="http://www.nicholls.it" target="_blank">www.nicholls.it</a></p>]]></video:description>
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      <video:publication_date>2008-08-23</video:publication_date>
      <video:tag>Paul</video:tag>
      <video:tag>Nicholls</video:tag>
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      <video:title><![CDATA[Piccoli gesti per il pianeta / 9 - aria pulita con le piante]]></video:title>  
      <video:description><![CDATA[<p><span class="titoloBlu">9 - Aria pulita con le piante</span><br /><br />Nelle nostre case si possono diffondere sostanze tossiche sviluppate dalle colle utilizzate nella fabbricazioni dei mobili, dalle moquette, da alcuni detergenti chimici e dalle vernici.<br /><br />Alcune piante sono in grado di assorbire una buona parte di queste sostanze attraverso le foglie e le radici.<br /><br />La formaldeide, presente negli isolanti, nei compensati, nelle carte igieniche in molte resine, il fumo delle sigarette, il gas naturale e il kerosene viene assorbita molto bene da alcune piante tra cui la Aloe barbadensis (Aloe vera) e il Philodendron.<br /><br />Il Tricloroetilene, usato nelle lacche, nelle vernici, nelle colle e negli inchiostri delle fotocopiatrici viene assorbito in buona percentuale da piante come la Gerbera jamesonii e lo Spathipyllum.<br /><br />Inoltre per cercare di ridurre l'inquinamento esterno da benzene, prodotto dagli automezzi, si possono utilizzare l'Edera e il Ficus benjamina.</p>]]></video:description>
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      <video:publication_date>2008-08-23</video:publication_date>
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      <video:title><![CDATA[Dentro l'arte #2]]></video:title>  
      <video:description><![CDATA[<p><span class="titoloBlu">Dentro l'arte #2</span><br />[<strong>Guarda anche il video: <a href="../newsVideo.php?id=0f23fd4d4a34c7fd8e15c84e6025452e&amp;ui=34c1d3cc306537a96460f2c412db294b&amp;uw=0ee1b446cbe4f50b1a9801ed414f3ea3&amp;ch=9">Dentro l'arte #1</a></strong>]<br /><br />Seconda puntata una serie di appuntamenti alla scoperta dell'arte. In questo appuntamento Paul Nicholls, esperto d'arte dell'ottocento e novecento, ci illustra alcuni dei trucchi utilizzati dai falsari per ingannare il possibile acquirente.<br /><br />Paul Nicholls&nbsp;&egrave; nato in Inghilterra, nel 1944. Si occupa di pittura italiana e inglese dell'Ottocento e del Novecento dal 1967. <br />Laureato in Belle Arti a Cambridge,&nbsp;&egrave; stato per otto anni direttore della Galleria Sant'Ambrogio di Milano in cui ha allestito le seguenti retrospettive:<br />Fattori, 1968<br />Sironi, 1971 <br />Sutherland, 1973.<br /><br />Nel 1976 ha inaugurato uno Studio per la ricerca sui pittori italiani dell'Ottocento e del Novecento.<br />Lo Studio ha dato contributi a diverse esposizioni sia pubbliche sia private:<br />Nino Costa ed i suoi amici inglesi, Milano, 1982<br />The Macchiaioli, New York, 1984<br />Three Italian Friends of the Impressionists: Boldini, De Nittis, Zandomeneghi, New York, 1984<br />I Macchaioli e la cultura europea dell'Ottocento, Firenze, 1987<br />Il riso esiste dunque c'&egrave; (Vespasiano Bignami e la Famiglia Artistica), Milano, 1989<br />Achille Tominetti, Pallanza, 1991<br />Uberto Dell'Orto, Sondrio, 1992<br />Pietro Pajetta, Vittorio Veneto, 1992<br />Armi e battaglie del Risorgimento, Milano, 1994<br />Pellizza da Volpedo, Garbagnate Milanese, 1996<br />L'Italia romantica, Piacenza, 1996<br />L'immaginario erotico, Reggio Emilia, 1997<br />Telemaco Signorini, Firenze, 1997<br />Vittorio Corcos, Livorno, 1997<br />Ettore Tito, Venezia, 1998<br />Fontanesi e la pittura di paesaggio in Italia 1861-1880, Reggio Emilia 1999.<br /><br /><br />Ha fatto parte dei comitati scientifici e di consulenza per le seguenti mostre:<br />Divisionismo, Trento, 1990<br />Ottocento - Romanticism and Revolution in 19th Century Italian Painting, Baltimora, 1992<br />Aria di Parigi, Livorno, 1998<br />Ottocento a Voghera, Voghera, 1998<br />Angelo Barabino nel contesto divisionista, Voghera, 1999<br />Pittura dei campi. Egisto Ferroni e il Naturalismo europeo, Livorno, 2001<br />Un altro Ottocento, Piacenza, 2005<br />Venezia prima della Biennale, Tortona, 2005<br />Domenico e Gerolamo Induno, Tortona, 2006<br /><br />Fra i libri pubblicati: <br />La lezione pittorica di Fattori, con Mario Borgiotti, nel 1968<br />Eugenio Gignous, pittore a Stresa, 1986<br />Omaggi, Marchesa!, con Luciano Buonanno e Christine Farese Sperken, nel 1994.<br /><br />Numerosi gli studi dedicati a: Fattori, Eugenio Gignous, Adriano Cecioni, Giuseppe e Carlo Canella, Nino Costa, Roberto Fontana, Antonio Fontanesi, Pellizza da Volpedo, Telemaco Signorini.<br /><br />Ha dato il suo contributo al Dictionary of Art e ha collaborato con articoli sull'Ottocento a diverse riviste e giornali, tra cui:<br /><br />The Art Investment Guide<br />AD<br />Antiquariato<br />Il Giornale<br />Ottocento italiano.<br /><br />Ha collaborato all'opera Pittori &amp; Pittura dell'Ottocento Italiano, pubblicato da De Agostini tra il 1997 e il 1999, curando in particolare i fascicoli dedicati al mercato. <br /><br />Nel 1999 ha fornito la sua collaborazione scientifica per la pubblicazione Le Collezioni d'Arte. L'Ottocento, Milano.<br /><br />Dal 1983 al 1993 ha fatto parte del Comitato Scientifico per i cataloghi annuali della pittura italiana dell'Ottocento pubblicati da Giorgio Mondadori, e in seguito per quelli pubblicati da Fenice 2000 e De Agostini.<br /><br />Ha tenuto diverse conferenze su aspetti della pittura italiana, tra cui, di recente, una sui Macchiaioli, presso l'Accademia Britannica di Roma.<br /><br />Da oltre dieci anni&nbsp;&egrave; consulente della Sotheby's per la pittura italiana dell'Ottocento.<br /><br /><a href="http://www.nicholls.it" target="_blank">www.nicholls.it</a></p>]]></video:description>
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      <video:publication_date>2008-08-22</video:publication_date>
     <video:category>Arte</video:category>
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      <video:title><![CDATA[L'Africa dentro]]></video:title>  
      <video:description><![CDATA[<span class="titoloBlu">L'Africa dentro</span><br>
fotografie di Antonio Gesmundo<br>
<br>
Nelle pagine di "La mia Africa" Karen Blixen scriveva: "Ogni cosa dava un senso di grandezza, di libertà, di nobiltà suprema. Il tratto più caratteristico del paesaggio, e della vita lassù, era l'aria". 
<br>
Questo lavoro è stato ispirato dalla curiosità di un uomo verso questo mondo unico, come è stato descritto nella letteratura, ed è il risultato di due settimane trascorse nella natura selvaggia del Kenia, nell'agosto del 2007. Il desiderio era di riuscire a dare un senso iconografico alle impressioni suscitate da un contatto intimo con la primordiale natura selvaggia dell'Africa orientale, allo straniamento prodotto da un improvviso tuffo nel passato, in un epoca in cui l'uomo ancora era ancora escluso dalla vita sulla terra. Un tentativo di dare almeno delle parziali risposte alle domande su cosa sia realmente l'africa. Il risultato è la visione di un'africa che miracolosamente sopravvive al tempo e all'azione distruttiva delluomo.  L'esperienza del fotografo è durata solo poche settimane, attraverso un mondo sospeso tra la paradisiaca preistoria del suo mondo selvaggio e l'incertezza del futuro di un intero popolo, ma è stato sufficiente perché ritornasse in questo mondo con l'africa dentro.<br>
<br>
Antonio Gesmundo  vive e lavora a Torino. La fotografia non è la sua principale attività lavorativa ma il suo modo per vedere. esplorare conoscere e proporre la propria prospettiva del mondo.
<br>
<a href="http://www.capohorn-libreria.it" target="_blank">www.capohorn-libreria.it</a><br>
<a href="http://www.fotoii.com/public/522/1174" target="_blank">Galleria Fotografica</a><br>

]]></video:description>
      <video:view_count>56</video:view_count>
      <video:publication_date>2008-08-21</video:publication_date>
      <video:tag>L'Africa</video:tag>
      <video:tag>dentro</video:tag>
     <video:category>Viaggi</video:category>
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      <video:title><![CDATA[Palden Gyatso - La voce di un monaco perseguitato]]></video:title>  
      <video:description><![CDATA[<p>Palden Gyatso&nbsp;&egrave; un monaco tibetano che ha trascorso trentatre anni in carcere durante la occupazione cinese del Tibet. <br />Se desiderate conoscere meglio Palden Gyatso potete leggere la sua storia nel libro:<br /><br /><span class="titoloBlu">Tibet&nbsp;- il fuoco sotto la neve <br />edito da Sperling and Kupfer</span></p>]]></video:description>
      <video:view_count>74</video:view_count>
      <video:publication_date>2008-08-08</video:publication_date>
      <video:tag>Tibet</video:tag>
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      <video:title><![CDATA[Incontri cinematografici di Hergla: Diari]]></video:title>  
      <video:description><![CDATA[<p>Titolo Originale: DIARI<br />Regia: Attilio Azzola<br />Interpreti: Roisin Grieco, Amine Slimane, Antonio Sommella, Manuel Ferreira, Maria Teruzzi<br />Durata: h 1.30<br />Nazionalit&agrave;: Italia 2008 <br />Genere: drammatico<br /><br /><br />Le vicende sentimentali e di crescita di un gruppo di adolescenti. Leonora, detta Leo, ha 16 anni ed&nbsp;&egrave; convinta di vivere in un mondo quasi perfetto, ma il ritorno imprevisto di suo padre dopo dieci anni di assenza fa improvvisamente crollare le sue fragili convinzioni. Al&igrave; Trabelsi ha un grande talento per il disegno e un'inguaribile passione per le missioni impossibili: sedurre la fanciulla pi&ugrave; carina della scuola. Michele Mancia&nbsp;&egrave; un distinto professore in pensione che sogna di ritrovare un suo antico amore.</p>]]></video:description>
      <video:view_count>94</video:view_count>
      <video:publication_date>2008-08-07</video:publication_date>
      <video:tag>Hergla</video:tag>
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      <video:tag>cinema</video:tag>
      <video:tag>diari</video:tag>
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     <video:category>Cinematografia</video:category>
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      <video:title><![CDATA[Anna Maria Nicoli ...la mia Africa]]></video:title>  
      <video:description><![CDATA[<span class="titoloBlu">Anna Maria Nicoli ...la mia Africa</span><br>
Nell'immaginario di molte culture la città di Timbuktu è l'allegoria di un luogo lontano, difficilmente raggiungibile, misterioso. Un luogo sperduto, nel tempo e nello spazio. Quanto di vero c'è in tutto ciò? Timbuktu è veramente una città perduta e sperduta o è piuttosto il cuore del mondo, come ama definirla Alì Farka Touré, bluesman africana che a questa regione deve i suoi natali. Timbuktu come punto di riferimento per i Tuareg, i Bellah, i Peuls e i Mauri, fulcro intorno al quale ruotano infinite attività, dalle più moderne, come quella turistica alle più antiche come l'estrazione e il commercio del sale. Timbuktu è sì lontana, arrivarci via terra o fiume è quasi un viaggio sabbatico: le difficoltà e le avventure possono far acquisire al viaggiatore una maggiore comprensione per terre e popoli tanto diversi, ma è una città viva e anche se la sabbia del deserto ne copre le strade, non ne ha cancellato la dignità. [...]<br>
<br>
Milanese, diplomata all'istituto tecnico per il turismo, viaggiatrice, promotrice di eventi multiculturali, si trasferisce per diversi anni in Africa Occidentale per seguire progetti di sviluppo; laurea in Mediazione Linguistica e Culturale presso l'Università degli Studi di Milano. Parla correntemente inglese e francese, comprende e si esprime in spagnolo e tedesco. Grafica, la sua attività editoriale procede collaborando come redattrice per riviste multiculturali, mentre pubblica il primo articolo proposto ad una rivista commerciale nell'ottobre 2004 [Elle Italia].<br>
<br>
<a href="http://www.annamarianicoli.it" target="_blank">www.annamarianicoli.it</a>]]></video:description>
      <video:view_count>65</video:view_count>
      <video:publication_date>2008-07-23</video:publication_date>
      <video:tag>Anna</video:tag>
      <video:tag>Maria</video:tag>
      <video:tag>Nicoli</video:tag>
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      <video:tag>Africa</video:tag>
     <video:category>Viaggi</video:category>
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      <video:title><![CDATA[TenderTo Nave Italia]]></video:title>  
      <video:description><![CDATA[<p><span class="titoloBlu">YCI / Tender To Nave Italia<br /></span><span class="titoloBlu"><br /></span>La Fondazione Tender To Nave Italia vuole contribuire concretamente e in modo significativo al benessere delle persone pi&ugrave; deboli della nostra societ&agrave;: bambini, adolescenti, portatori di handicap fisico, psichico o sensoriale, malati e anziani. Per questo promuove il mare e la navigazione quali esperienze preferenziali di formazione e terapia. La Fondazione ha a disposizione una nave a vela di 61 metri capace di alloggiare pi&ugrave; di trenta ospiti oltre l'equipaggio: non un semplice albergo galleggiante, ma un luogo dove si realizzano progetti di educazione e ricerca.<br /><br /><a href="http://www.tendertonaveitalia.org" target="_blank">www.tendertonaveitalia.org</a><br /><a href="http://www.yachtclubitaliano.it/_vti_g1_tenderto_aspx_rpstry_4_.sphtml" target="_blank">www.yachtclubitaliano.it</a></p>]]></video:description>
      <video:view_count>1911</video:view_count>
      <video:publication_date>2008-07-23</video:publication_date>
      <video:tag>YCI</video:tag>
      <video:tag>Tender</video:tag>
      <video:tag>Nave</video:tag>
      <video:tag>Italia</video:tag>
      <video:tag>sociale</video:tag>
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      <video:tag>educazione</video:tag>
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     <video:category>Sociale</video:category>
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      <video:title><![CDATA[Una cocinera perfecta]]></video:title>  
      <video:description><![CDATA[<p><span class="TitoloBlu">Una Cocinera perfecta</span><br />Una moglie perfetta, una cuoca perfetta, un delitto perfetto. Questi sono gli ingredienti di questo giallo in salsa cubana firmato da Paolo Caspani.<br /><br />Una produzione <span class="testoBlu">Chocolat Productions</span> e <span class="testoBlu">Alta Marea Film</span><br />Regia di <span class="testoBlu">Paolo Caspani</span><br />Prodotto da <span class="testoBlu">Daniele Ventura</span> e <span class="testoBlu">Mario Castagna</span></p>]]></video:description>
      <video:view_count>63</video:view_count>
      <video:publication_date>2008-07-22</video:publication_date>
      <video:tag>cuoca</video:tag>
      <video:tag>perfetta</video:tag>
      <video:tag>delitto</video:tag>
      <video:tag>perfetto</video:tag>
      <video:tag>ingredienti</video:tag>
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     <video:category>Cinematografia</video:category>
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      <video:title><![CDATA[Campo S. Dionigi]]></video:title>  
      <video:description><![CDATA[<span class="titoloBlu">Campo S. Dionigi</span><br>
<br>
Questo video realizzato da Klaus Aulhela e AstudioF Milano, in collaborazione con La Casa della Carità, mette in sequenza senza alcun commento sonoro, 200 e più "volti tessera", uomini, donne e bambini. 

Le foto sono state scattate il 1-07-2007, servivano per dare ad ognuno degli abitanti del campo di S. Dionigi una tessera. Una tessera che rientrava nel Patto di Legalità ideato e portato avanti dalla Casa della Carità, da don Virginio Colmegna, da don Massimo Mapelli e da tutti quelli che lavorano per la Casa della Carità. Un censimento dunque, consegnato anche alle autorità.<br>
<br>
Oggi ci serve solo per ricordare.<br>
<br>
Il 5-09-2007 il campo di S. Dionigi, dopo il terzo incendio (doloso?) è stato raso al suolo e sgomberato dalle autorità. Tutti gli abitanti del campo sono stati ospitati, la sera stessa, alla Casa della Carità. Gli uomini son tornati a lavorare e le donne portano di nuovo i bambini a scuola. Don Virginio Colmegna ha chiesto a Klaus Aulhela, (che si occupa di comunicazione), di "inventarsi" in due giorni qualcosa. Il risultato è questo concept. La prima proiezione è avvenuta in Casa della Carità durante una festa dedicata agli ex-abitanti di S. Dionigi, al quartiere e a tutti gli amici. <br>
<br>
Autore: Klaus Aulehla<br>
Fotografie: volontari Casa della Carità<br>
Montaggio: Adriana Ferrari<br>
Produzione: AstudioF - Milano<br>
Durata: 11' 50''<br>
<br>
<br>
Il video è anche esposto all'interno della mostra "La vita nuda" alla Triennale di Milano fino al 7 settembre, che si pone il problema di come affrontare oggi a Milano, in Italia, nell'Europa cosmopolita e nel mondo l'elementare bisogno della nuda vita di abitare, di fare città.<br>
<br>
La vita nuda<br>
Triennale di Milano<br>
23 maggio  7 settembre 2008<br>
Coordinamento Aldo Bonomi<br>
Catalogo Triennale-Electa<br>
Orario 10.30-20.30, chiuso il lunedì<br>
<br>
<a href="http://www.triennale.it" target="_blank">www.triennale.it</a><br>




 ]]></video:description>
      <video:view_count>19</video:view_count>
      <video:publication_date>2008-07-15</video:publication_date>
      <video:tag>Campo</video:tag>
      <video:tag>Dionigi</video:tag>
     <video:category>Sociale</video:category>
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      <video:title><![CDATA[Incontro con gli autori: Selina Sen]]></video:title>  
      <video:description><![CDATA[<span class="titoloBlu">LO SPECCHIO SI FA VERDE A PRIMAVERA di Selina Sen</span><br>
<br>
È il 1984 a New Delhi, e la città è scossa dalle violenze anti-Sikh dopo l'assassinio di Indira Gandhi.<br>
Nella famiglia di Chhobi e Sonali, tuttavia, un piccolo clan di bengalesi rifugiatisi a Delhi a seguito della partizione dell'India, tutto sembra seguire il corso ordinario delle cose.<br>
<br>
La bella Sonali si è appena vestita e come sempre ha scelto d'istinto ciò che le dona di più: le tinte capaci di accenderle riflessi dorati sulla pelle e di esaltare l'ambra liquida dei suoi occhi. Chhobi, sua sorella, una ragazza sensibile e intelligente che non bada molto alle apparenze, non può fare a meno di guardarla ammirata. Dida, la nonna indomabile che tiene unita la famiglia a dispetto di tutte le avversità, i lunghi capelli sciolti intorno al viso in una serie di riccioli umidi, intona la sua preghiera mattutina con i più disparati nomi di Krishna. Dadu, il nonno, siede già da qualche ora sulla vecchia seggiola di vimini e, mentre si accarezza la cisti sul mento, continua a sognare la sua terra, i fiumi perduti della sua giovinezza. Ma, la madre, si aggira già per la casa col volto di chi è in lotta perenne con la solitudine dopo essere rimasta vedova a trent'anni.<br>
<br>
Tutto sembra uguale a ieri e all'altroieri, ma tutto non lo è più. Come la città fuori, anche il piccolo continente della famiglia di Dida è scosso dalla tempesta.<br>
<br>
Sonali, sempre più insofferente alle tradizioni, si è innamorata di un punjabi che, con le sue giacche troppo attillate e i profumi troppo forti, appare fatuo e vanesio agli occhi di Chhobi. Scoppiano i conflitti, nel seno della famiglia, tra Sonali sempre più proiettata verso l'Occidente e sua sorella Chhobi, in bilico tra modernità e tradizione, tra le due figlie e la madre.<br>
<br>
In gioco è l'erosione graduale degli antichi valori, l'accettazione delle nuove identità e, per il nonno, l'ardua idea che Delhi sia la sua nuova terra.<br>
<br>
Nuovo romanzo-gioiello dall'India, Lo specchio si fa verde a primavera è "la straordinaria storia di quattro donne chiuse nella loro personale riserva di idee e convinzioni e che piano piano cercano di comunicare e superare le profonde differenze insite nella loro natura" (The Hindu).<br>
<br>
Editore: NERI POZZA<br>
Anno di pubblicazione: 11/2007<br>
Numero di pagine: 384<br>
<br>
Selina Sen ha studiato a Simla e all'università di Delhi, dove si è laureata in Economia. Lo specchio si fa verde a primavera è il suo primo romanzo, basato sui ricordi di sua madre che ha perduto la casa in seguito alla partizione. Viaggiatrice accanita, ha esplorato il corso di grandi fiumi. Sta lavorando ora al suo secondo romanzo ambientato a New Delhi e nel Kashmir.<br>
<br>
<a href="http://www.neripozza.it" target="_blank">www.neripozza.it</a><br>




]]></video:description>
      <video:view_count>31</video:view_count>
      <video:publication_date>2008-05-20</video:publication_date>
     <video:category>Libri</video:category>
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      <video:title><![CDATA[Incontro con gli autori: Emiliano Poddi]]></video:title>  
      <video:description><![CDATA[<p><span class="titoloBlu"><br />TRE VOLTE INVANO di Emiliano Poddi</span><br /><br />Tre volte invano&nbsp;&egrave; la storia di un ragazzo che gioca a pallacanestro praticamente da quando&nbsp;&egrave; nato. Nonostante questo non&nbsp;&egrave; un fenomeno, anzi, il pi&ugrave; delle volte le partite finiscono senza che lui abbia segnato un solo punto. Finch&eacute; un giorno con una finta sola fa fuori mezza difesa avversaria e la butta dentro. E cos&igrave; l'azione dopo, e quella dopo ancora e probabilmente avrebbe continuato cos&igrave; per tutta la vita, se a due minuti e diciassette secondi dalla sirena di un'altra partita non fosse franato per terra rompendosi un ginocchio. Da l&igrave; in avanti, per lui, tutto cambier&agrave; e tutto dovr&agrave; essere inventato di nuovo. Che sia possibile o no perch&eacute; il basket, come dice Philip Roth, "Il basket&nbsp;&egrave; un'altra cosa...". <br /><br />Editore: INSTAR LIBRI<br />Anno di pubblicazione: 09/2007<br />Numero di pagine: 184<br /><br /><strong>Emiliano Poddi</strong>&nbsp;&egrave; nato a Brindisi nel 1975. Scrive per la radio e per il teatro.&nbsp;&Egrave; docente alla Scuola Holden di Torino, fondata e presieduta dallo scrittore Alessandro Baricco.<br /><br /><a href="http://www.instarlibri.it" target="_blank">www.instarlibri.it</a></p>]]></video:description>
      <video:view_count>30</video:view_count>
      <video:publication_date>2008-05-17</video:publication_date>
      <video:tag>emilano</video:tag>
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      <video:tag>invano</video:tag>
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     <video:category>Libri</video:category>
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      <video:title><![CDATA[Bradipo libri: le inchieste del Bradipo]]></video:title>  
      <video:description><![CDATA[<p><span class="titoloBlu">Bradipo Libri Editore</span><br /><br />Qualcuno ha scritto che un popolo senza memoria&nbsp;&egrave; un popolo senza futuro. Ma la memoria va allenata come un muscolo, con esercizi continui di lettura, con libri che abbiano il senso degli uomini e quello della storia. La collana <strong>Le inchieste del Bradipo</strong> tenta di capire meglio, grazie alle competenze degli autori, alcune "strane storie" del nostro paese.<br /><br /><strong>NEL BUIO DI UNA NAVE di Rudi Ghedini</strong><br /><br />Il pi&ugrave; grave incidente sul lavoro del dopoguerra&nbsp;&egrave; avvenuto il 13 marzo 1987 nel cantiere Mecnavi del porto di Ravenna: tredici operai morirono soffocati dentro la stiva di una nave. Una morte atroce, con una lunga catena di responsabilit&agrave;: le vittime dipendevano da cinque aziende diverse, otto lavoravano in nero, tre non avevano ancora vent'anni, per qualcuno si trattava del primo giorno di lavoro.<br /><br /><br /><strong>CI FERMAVAMO SEMPRE AL BOTTEGONE di Enzo Biagioni</strong><br /><br />La presenza della pi&ugrave; grande miniera di amianto d'Europa, proprio alle prime pendici delle alpi, a Balangero in provincia di Torino, ha determinato i fatti che si raccontano in questa storia. Una storia che si intreccia con una singolare legge dello stato. Gli esiti assolutamente sconfortanti della legge e le vicissitudini amare toccate in sorte a una folta schiera di minatori precursori unici della legge di dismissione dell'amianto che in Italia interessa ormai centinaia di migliaia di persone.<br /><br /><br /><strong>ALL'INCROCIO TRA BHOPAL E MARGHERA di Serena Martinelli</strong><br /><br />Il libro ripercorre la storia di Bhopal, dalla nascita della Union Carbide fino al suo arrivo alla Spianata Nera. E poi la storia della "bella fabbrica" (cos&igrave; viene chiamata) del Sevin, la sua costruzione, i primi anni di lavoro, le speranze i sogni e l'ignoranza dei lavoratori, i primi incidenti, fino alla notte del disastro. I 20.000 morti ammazzati dal MIC in quei giorni, le oltre 500.000 vittime fino a oggi. All'incrocio tra Bhopal e Marghera...<br /><br /><a href="http://www.bradipolibri.it" target="_blank">www.bradipolibri.it</a></p>]]></video:description>
      <video:view_count>33</video:view_count>
      <video:publication_date>2008-05-16</video:publication_date>
      <video:tag>libro</video:tag>
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      <video:tag>Ghedini</video:tag>
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      <video:title><![CDATA[Incontro con gli autori: Elisabetta Severina]]></video:title>  
      <video:description><![CDATA[<span class="titoloBlu">QUARANTATR&Egrave; di Elisabetta Severina</span><br>
<br>
Quarantatrè è un romanzo articolato in sette capitoli, che prendono ciascuno il titolo da una ricetta di cucina. La protagonista si rivolge alla madre, morta più di trent'anni prima, quando lei era ancora bambina, e le racconta la propria vita, secondo una scansione cronologica che diventa però anche scansione tematica, segnata appunto dalle ricette che rappresentano gli snodi cruciali di un'esistenza. Il colloquio con la madre diventa un percorso alla ricerca di sé in un dialogo continuo tra identificazione e affrancamento dalla figura materna. Ma è anche una sorprendente analisi di come i ricordi si modifichino nel tempo adeguandosi ai nostri bisogni. Solo dopo aver raggiunto e superato l'età che aveva la madre al momento della morte, quarantatrè anni, la protagonista riesce a sentirsi davvero autonoma e capisce che il modo più giusto e più bello per ricordarla consiste nel considerare la madre sua pari, una donna adulta come lei, una figura forte, impossibile da dimenticare, il cuore della famiglia, il nucleo da cui prende vita il senso delle cose.<br>
<br>
Editore: INSTAR LIBRI<br>
Anno di pubblicazione: 01/2008<br>
Numero di pagine: 109<br>
<br>
Elisabetta Severina è nata nel 1959, dal 1987 insegna letteratura italiana e storia in un liceo artistico milanese. Dal 1993 al 2000 ha collaborato con la Cattedra di filologia romanza dell'Università statale di Milano. Ha collaborato inoltre alla stesura di vari manuali scolastici per le scuole superiori ed è autrice del manuale di letteratura italiana per il triennio Vaghe stelle dell'orsa, pubblicato da Einaudi scuola nel 2007.<br>
<br>
<a href="http://www.instarlibri.it" target="_blank">www.instarlibri.it</a><br>

]]></video:description>
      <video:view_count>24</video:view_count>
      <video:publication_date>2008-05-16</video:publication_date>
     <video:category>Libri</video:category>
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      <video:title><![CDATA[Incontro con gli autori: Paolo Giordano]]></video:title>  
      <video:description><![CDATA[<p><span class="titoloBlu">LA SOLITUDINE DEI NUMERI PRIMI<br /></span>Premio Campiello "opera prima" (2008)<br />Premio Strega 2008<br /><br />Nella infinita serie dei numeri naturali, esistono alcuni numeri, i numeri primi, divisibili solo per se stessi e per uno. Fra questi esistono dei numeri ancora pi&ugrave; particolari e affascinanti, gli studiosi li hanno definiti "primi gemelli": sono due numeri primi separati da un unico numero. L'11 e il 13, il 17 e il 19, il 41 e il 43...<br /><br />Mattia e Alice, i protagonisti dell'opera prima di Paolo Giordano, sono due persone speciali che viaggiano sullo stesso binario ma destinati a non incontrarsi mai. Sono due universi implosi, incapaci di aprirsi al mondo che li circonda, di comunicare i pensieri e i sentimenti che affollano i loro abissi. Due storie difficili, due infanzie compromesse da un pesante macigno che si trascina nel tempo affollando le loro fragili esistenze fino alla maturit&agrave;. Tra gli amici, in famiglia, sul lavoro, Alice e Mattia, portano dentro e fuori di s&egrave; i segni di un passato terribile. La consapevolezza di essere diversi dagli altri non fa che accrescere le barriere che li separano dal mondo fino a portarli a un isolamento atrocemente arreso..<br /><br />L'autore descrive queste due giovani esistenze attraverso parole commosse eppure lucidissime. Il tono del romanzo cresce non appena ci si inoltra nel racconto e nelle vite dei protagonisti. Anche la sintassi e la complessit&agrave; della frase si evolvono a mano a mano che i due ragazzi crescono. Le descrizioni quasi elementari dei primi capitoli, quando le vite di Mattia e Alice devono ancora incrociarsi, lasciano il posto a una profondit&agrave; di pensiero imprevedibile e inaspettata. Il linguaggio si affina, le frasi si intrecciano, i pensieri si complicano.<br /><br />La solitudine dei numeri primi&nbsp;&egrave; un romanzo che ci cresce tra le mani, che parte in sordina per esplodere nel finale,&nbsp;&egrave; un'opera delicata e terribile allo stesso tempo in cui, al posto degli adolescenti belli e perfetti che affollano le pagine dei romanzi contemporanei, emergono due protagonisti imperfetti e marginali.<br /><br />Editore: MONDADORI<br />Anno di pubblicazione: 01/2008<br />Numero di pagine: 304<br /><br />Paolo Giordano&nbsp;&egrave; nato a Torino nel 1982. Si&nbsp;&egrave; laureato in fisica teorica e lavora presso l'Universit&agrave; con una borsa di dottorato. La solitudine dei numeri primi&nbsp;&egrave; il suo primo romanzo.<br /><br /><a href="http://www.librimondadori.it" target="_blank">www.librimondadori.it</a></p>
<p><strong><span style="color: #0000ff;"><br /></span></strong></p>]]></video:description>
      <video:view_count>58</video:view_count>
      <video:publication_date>2008-05-15</video:publication_date>
      <video:tag>solitudine</video:tag>
      <video:tag>numeri</video:tag>
      <video:tag>primi</video:tag>
      <video:tag>paolo</video:tag>
      <video:tag>giordani</video:tag>
      <video:tag>autori</video:tag>
      <video:tag>incontro</video:tag>
      <video:tag>premio</video:tag>
      <video:tag>campiello</video:tag>
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      <video:tag>prima</video:tag>
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     <video:category>Libri</video:category>
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      <video:title><![CDATA[Fausto Morviducci alla galleria Fusion Art]]></video:title>  
      <video:description><![CDATA[<p><span class="titoloBlu">Fausto Morviducci alla galleria Fusion Art</span><br /><br />Fausto Morviducci, alla sua prima personale torinese, propone una serie di acrilici su tela che svelano una personalit&agrave; importante, dotata di grande consapevolezza sia formale che concettuale. I lavori di Morviducci denotano una insolita carica espressionista, dialogano con gli specifici della fotografia e del cinema, intrigano e inquietano al tempo stesso il fruitore.<br />Volti prevalentemente di donne, ma anche di infanti e di personaggi mitologici, balzano prepotentemente in primo piano con sguardi carichi di tensione e di attesa, come a cercare, dal mondo esterno, conferme e risposte che ne confortino l'evidente tensione esistenziale. <br /><br /><strong>Edoardo Di Mauro</strong><br /><br /><a href="http://www.fusiongallery.it" target="_blank">www.fusiongallery.it</a></p>]]></video:description>
      <video:view_count>39</video:view_count>
      <video:publication_date>2008-04-23</video:publication_date>
      <video:tag>fausto</video:tag>
      <video:tag>morviducci</video:tag>
      <video:tag>fusion</video:tag>
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      <video:tag>concettuale</video:tag>
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     <video:category>Arte</video:category>
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      <video:title><![CDATA[Theatralia: Filomena Campus]]></video:title>  
      <video:description><![CDATA[<p><span class="titoloBlu">Theatralia: Filomena Campus</span><br /><br />Filomena Campus, Jazz vocalist e regista teatrale sarda trasferitasi a Londra nel 2001, ha fondato nel 2003, a Londra, la compagnia teatrale Theatralia.<br />La compagnia, oltre a sperimentare idee di teatro multimediale e multilinguistico, ha tra le sue produzioni:<br /><strong>Not in my name</strong>, incentrato sulla vera storia di Karla Tucker, giustiziata in Texas nel 1998;<br /><strong>U-238</strong>, su testo di Marco Paolini; <br /><strong>Misterioso</strong>, dove il silenzio di Thelonius Monk - mitico pianista nero che visse gli ultimi sette anni della sua vita (mor&igrave; nel 1982) senza proferir parola -, viene letto, poeticamente, come una forma di protesta contro la persecuzione culturale di stampo maccartista</p>]]></video:description>
      <video:view_count>30</video:view_count>
      <video:publication_date>2008-04-13</video:publication_date>
      <video:tag>filomena</video:tag>
      <video:tag>campus</video:tag>
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      <video:tag>jazz</video:tag>
      <video:tag>teatro</video:tag>
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      <video:tag>londra</video:tag>
     <video:category>Teatro</video:category>
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      <video:title><![CDATA[Festival Cinema Africano: Nouba d'or et de lumiere]]></video:title>  
      <video:description><![CDATA[<span class="titoloBlu">Nouba d'or et de lumiere</span><br>
Marocco - 2007<br>
<br>
<strong>Menzione speciale, Concorso Documentari Finestre sul Mondo</strong><br>
<br>
Regia: Izza Génini<br>
Sceneggiatura: Izza Génini<br>
Fotografia: Jean Jacques Mrejen, Guillaume Génini<br>
Montaggio: Claude Santiago, Abderrahim Mettour<br>
Suono: Samuel Cohen<br>
Musica: Henri Lecomte, Adbesiam Khalloufi<br>
Interpreti: Francoise Atlan & the Orchestra of Mohammed Briouel, Ihsan Rmiki & the El Awj Ensemble, The Amine El Akrami Orchestra of Tetouan, The Orchestra of M. Zitouni, The Arab Andalou Orchestra & the Hadarate of Chefchaouen, Albert Bouadanah, Gérard Edery<br>
Formato: Video<br>
Durata: 80 min.<br>
Versione originale: Francese, spagnolo, arabo<br>
Produzione: OHRA, Izza Génini<br>
Distribuzione: OHRA, Izza Génini<br>
<br>
Sinossi<br>
"La musica unisce tutti" esclama un melomane estasiato dopo un concerto di musica arabo-andalusa al festival di Fès. E il ritmo della Nuba ha unito veramente nei secoli le rive del mediterraneo, le religioni e le storie dei popoli. E' una musica senza frontiere che parla con il linguaggio universale della passione, dei desideri e dell'amore.<br>
<br>
Izza Génini<br>
Produttrice, giornalista e regista. Nasce a Casablanca nel 1942 ma vive e lavora a Parigi dal 1960. Studia Lettere e Lingue Straniere alla Sorbona e poi alla Scuola di Lingue Orientali. Tra il 1966 e il 1970 collabora come responsabile relazioni esterne con i Festival di Tours e Annecy. Nel 1973 fonda la SOGEAV, che si occupa di distribuzione nei paesi dell'Africa francofona, della diffusione di film africani oltremare e di produzione. In qualità di regista realizza importanti documentari dedicati alla scoperta del ricco patrimonio musicale del suo paese, incrocio tra le culture araba, berbera, ebrea, andalusa e dell'Africa nera.<br>
<br>
Filmografia<br> 
1992  Maroc, corps et âme, doc / 1994 - Retrouver Ouled Moumen, doc / 1995 - Concerto pour 13 voix, doc / 1995 - Voix du Maroc, doc / 1997 - Pour le plaisir des yeux..., doc / 1997 - La route du cédrat, le fruit de la Splendeur, doc / 1999 - Tambours Battant, doc / 2001  Cyberstories, doc / 2007 - Nouba d or et de lumière, doc.<br>
<br>
<a href="http://www.festivalcinemaafricano.org" target="_blank">www.festivalcinemaafricano.org</a><br>

]]></video:description>
      <video:view_count>26</video:view_count>
      <video:publication_date>2008-04-11</video:publication_date>
      <video:tag>Nouba</video:tag>
      <video:tag>d'or</video:tag>
      <video:tag>lumiere</video:tag>
     <video:category>Cinematografia</video:category>
    </video:video>
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      <video:title><![CDATA[Festival Cinema Africano: Percussion kid]]></video:title>  
      <video:description><![CDATA[<span class="titoloBlu">Percussion kid</span><br>
Marocco - 2006<br>
<br>
<strong>Premio CINIT  CIEMME</strong><br>
Il premio consiste nell'acquisizione dei diritti di distribuzione home-video in Italia di un cortometraggio africano.<br>
"Per l'universalità dell'opera, che coniuga sapientemente lo sguardo trasfigurante del piccolo protagonista con i suoni, i ritmi, i colori e le durezze della sua terra".<br>
<br>
Regia: Mohamed Achaour<br>
Sceneggiatura: Mohamed Achaour<br>
Fotografia: Guillaume Georget, Mostafa Lahmidi<br>
Montaggio: Hadmid Bounjim<br>
Suono: Massan Achnil<br>
Musica: Karim Achaour<br>
Interpreti: Mohamed Ed Nacer, Abdesslam Aït Boufoul<br>
Formato: Video<br>
Durata: 17 min.<br>
Versione originale: Arabo<br>
Produzione: SNRT, Aouatef Jalal<br>
Distribuzione: Mohamed Achaour<br>
<br> 
Premi<br>
Arabic Radio and Television Award 2006 (Miglior Film)<br>
<br>
Sinossi<br>
Storia drammatica di un bambino delle montagne del Marocco raccontata al ritmo delle percussioni. Dall'infanzia in una scuola coranica sulle montagne del Marocco dove i bimbi battono il tempo sulle tavolette e i maestri battono gli scolari per punizione, all'età adulta in un mercato dove lo stesso bimbo, diventato un ciabattino, batte con il martello le suole delle scarpe. Nel mercato tutti i battitori, i ciabattini, i fabbri e i tappezzieri, danno vita ad una vera e propria band musicale.<br>
<br>
Mohamed Achaour<br>
Nasce a Casablanca nel 1972. Si laurea in Lettere e Gestione degli eventi culturali. Dopo la laurea inizia a studiare cinema e lavora come giornalista di rubriche culturali. Il suo apprendistato nel cinema comincia nel 2000, quando partecipa come volontario sul set di molti film sia marocchini che internazionali. Nel 2005 viene scelto, con altri sette giovani registi marocchini, per prendere parte al programma di scambio "Marrakech/Tribeca", diretto da Abbas Kiarostami e Martin Scorsese. Percussion Kid è il suo cortometraggio d'esordio.<br>
<br>
Filmografia<br>
2006  Percussion Kid, cm<br>
<br>
<a href="http://www.festivalcinemaafricano.org" target="_blank">www.festivalcinemaafricano.org</a><br>

]]></video:description>
      <video:view_count>22</video:view_count>
      <video:publication_date>2008-04-11</video:publication_date>
      <video:tag>PERCUSSION</video:tag>
      <video:tag>KID</video:tag>
     <video:category>Cinematografia</video:category>
    </video:video>
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      <video:title><![CDATA[Festival Cinema Africano: Terra sonambula]]></video:title>  
      <video:description><![CDATA[<span class="titoloBlu">Terra Sonâmbula - (Terra sonambula)</span><br>
Mozambico / Portogallo - 2007<br>
<br>
<strong>Premio SIGNIS (OCIC e UNDA)</strong><br>
"Un uomo e un bambino, legati da conflittuale amicizia, amore e rispetto reciproco; travolti e stravolti dalla sanguinosa guerra civile che dilania il Mozambico, passano attraverso questi orrori confrontandosi giornalmente con l'imprevisto e la morte. Sfuggono e vincono l'insopportabile realtà creando, a partire da un diario, storie parallele reali e poetiche, che sono nutrimento al loro desiderio di sperare nel futuro e cancellare il passato. Girato con vividezza coloristica, realismo e maestria cinematografica, la pellicola è sostenuta  e sublimata da dialoghi pregni di umanità e poesia".
<br>
Regia: Teresa Prata<br>
Sceneggiatura: Teresa Prata<br>
Fotografia: Dominique Gentil<br>
Montaggio: Paulo Rebelo, Jacques Witta<br>
Suono: Carlos Alberto Lopes<br>
Musica: Alex Goretzki<br>
Interpreti: Nick Lauro Teresa, Aladino Jasse, Helio Fumo, Ilda Gonzalez<br>
Formato: 35 mm<br>
Durata: 96 min.<br>
Versione originale: Portoghese<br>
Produzione: Filmes fundo<br>
Distribuzione: Teresa Prata<br>
 
Premi<br>
Kerala International Film Festival 2007 (Fipresci Prize: Miglior Film), Pune International Film Festival 2008 (Premio Miglior Regia)<br>
<br>
Sinossi<br>
Durante la guerra in Mozambico, il piccolo Muidinga vaga in compagnia del vecchio Tuair alla ricerca dei suoi genitori. Su un autobus attaccato dai soldati, accanto ai corpi senza vita dei passeggeri, il piccolo trova un diario e comincia leggerlo. La storia di Farida narrata nel diario si fonde con quella di Muidinga e il loro viaggio assume toni sempre più magici e surreali finché i due si ritroveranno, come madre e figlio, nelle acque accoglienti dell'oceano.<br>
<br>
Teresa Prata<br>
Passa infanzia e adolescenza tra Mozambico e Brasile. Inizia a studiare biologia, ma ben presto la sua passione si rivela essere l'arte. Negli anni universitari, a Coimbra in Portogallo, fa esperienze di teatro, produzione di programmi per la radio, video sperimentali e installazioni. Successivamente si iscrive alla Deutsche Film und Fernsehakademie a Berlino e a partire dal 1994 realizza numerosi cortometraggi. Attualmente vive e lavora a Berlino.<br>
<br>
Filmografia<br> 
1991 - Canto Teogónico, doc / 1994 - Uma Questão de Vida ou Morte, cm / 1996 - Mil Olhos, O Sonhador do Oeste, cm / 1999  Leopoldo, cm / 1999 - Partem Tão Tristes, Os Tristes, cm / 2007  Terra sonâmbula, lm<br>
<br>
<a href="http://www.festivalcinemaafricano.org" target="_blank">www.festivalcinemaafricano.org</a><br>

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      <video:view_count>17</video:view_count>
      <video:publication_date>2008-04-11</video:publication_date>
     <video:category>Cinematografia</video:category>
    </video:video>
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      <video:title><![CDATA[Festival Cinema Africano: Clarence Delgado]]></video:title>  
      <video:description><![CDATA[<span class="titoloBlu">Clarence Delgado</span><br>
<br>
Clarence Delgado, regista e produttore Senegalese, nonchè attualmente, Presidente dell'Associazione dei Cineasti senegalesi, parla di questa edizione del festival e della sua esperienza come assistente alla regia, a fianco del grande regista Sembène Ousman.<br>
<br>
Il Festival dedica un Omaggio a Sembène Ousmane proponendo tutti i film del regista senegalese recentemente scomparso. Considerato il padre del cinema africano, con i suoi film (e anche con i suoi romanzi), Sembène è stato sempre un attento osservatore della realtà africana, mostrando al mondo intero le lotte e i problemi dell'Africa prima e dopo l'Indipendenza. Attraverso la sua filmografia completa sarà posibile ripercorrere 50 anni di storia africana. Alla indiscussa qualità artistica delle sue opere, Sembène ha sempre accompagnato un profondo impegno sociale e morale che l'ha spinto ad utilizzare il cinema come uno strumento educativo per il suo popolo e per la comunità. Ogni film affronta una tematica di particolare valore educativo: in Borom Sarret (1963) e Camp de Thiaroye (1987) denuncia le ingiustizie della colonizzazione, in La noire de(1966) racconta i problemi legati all'immigrazione femminile in Francia, in Mooladé (2003) affronta il problema delle mutilazioni sessuali femminili, in Faat Kiné (2000) tratta dell'emancipazione della donna in Africa.<br>
<br>
<a href="http://www.festivalcinemaafricano.org" target="_blank">www.festivalcinemaafricano.org</a><br>

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      <video:view_count>15</video:view_count>
      <video:publication_date>2008-04-11</video:publication_date>
      <video:tag>CLARENCE</video:tag>
      <video:tag>DELGADO</video:tag>
     <video:category>Cinematografia</video:category>
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      <video:title><![CDATA[Festival Cinema Africano: Fooska - (Il bigliettino)]]></video:title>  
      <video:description><![CDATA[<span class="titoloBlu">Fooska - (Il bigliettino)</span><br>
Tunisia / Marocco - 2007<br>
<br>
<strong>Premio CEM-Mondialità / COE al Miglior Cortometraggio</strong><br>
Il premio è stato assegnato da una Giuria composta da studenti italiani e stranieri delle Medie superiori di Milano e consiste nell'acquisizione dei diritti di distribuzione home-video in Italia.<br>
"Per il realismo con il quale il regista ha riprodotto una particolare situazione di vita scolastica e per aver saputo dimostrare allo spettatore quanto l'apparenza e i pregiudizi spesso possano trarre in inganno".<br>
<br>
Regia: Samy Elhaj<br>
Sceneggiatura: Samy Elhaj<br>
Fotografia: Ali Ben Abdallah<br>
Montaggio: Karim Ben Hammouda<br>
Suono: Selma Thabet, Karim Ben Hammouda, Aziz Zitouni<br>
Musica: Chakra Rammah, Ziad Meddeb Hamrouni<br>
Interpreti: Foued Litaim, Fares Khiari, Alaeddine Yaakoubi, Ahmed Snoussi, Seifedine Bouchakour, Fatma M'rad, Chakra Rammah<br>
Formato: 35 mm<br>
Durata: 26 min.<br>
Versione originale: Arabo<br>
Produzione: Nouvel Atmosphère Prod<br>
<br>
Distribuzione: <a href="http://www.fooska.tv" target="_blank">www.fooska.tv</a><br>
<br>
Sinossi<br>
Ricostruzione divertente ed inquietante di una vicenda scolastica banale: il ritrovamento di un bigliettino per terra durante un esame scritto di pensiero islamico. In un clima esageratamente repressivo, la vicenda assume toni quasi polizieschi e le mura della scuola si trasformano in quelle di un carcere dove i ragazzi e professori si alernano nei ruoli di vittime e carnefici, traditi e traditori, colpevoli ed innocenti, delatori e doppiogiochisti.<br>
<br>
Samy Elhaj<br>
Nasce nel 1971 a Tunisi. Dopo aver frequentato l'École des Beaux Arts nella sua città, si iscrive alla FEMIS a Parigi, dove si diploma in sceneggiatura nel 2000. La sua carriera inizia come sceneggiatore di numerosi cortometraggi, ma ben presto diventa assistente e poi regista. Le sue esperienze spaziano dal teatro alla pubblicità. Da alcuni anni svolge inoltre attività di insegnante di arte e cinema a Tunisi e Cartagine.<br>
<br>
Filmografia <br>
1995  Accroupi, cm / 1997  Sur quel pied danser, cm / Le mur, cm / 2007  Fooska, cm<br>
<br>
<a href="http://www.festivalcinemaafricano.org" target="_blank">www.festivalcinemaafricano.org</a><br>


]]></video:description>
      <video:view_count>33</video:view_count>
      <video:publication_date>2008-04-09</video:publication_date>
     <video:category>Cinematografia</video:category>
    </video:video>
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      <video:title><![CDATA[Festival Cinema Africano  d'Asia e America Latina]]></video:title>  
      <video:description><![CDATA[<span class="titoloBlu"> 18° Festival Cinema Africano  d'Asia e America Latina</span><br>
<br>
Un appuntamento ormai storico per gli appassionati del cinema del sud del mondo, l'unico festival in Italia interamente dedicato alla conoscenza della cinematografia, delle realtà e delle culture dei paesi dell'Africa, dell'Asia e dell'America Latina.<br>
<br>
Oltre 50 nazioni rappresentate, più di 100 tra film e video proiettati. Quest'anno il festival riserva al suo pubblico una grande novità, un Festival Center, uno spazio di incontro/bar per gli ospiti del Festival e gli spettatori che accoglierà varie iniziative: mostre e attività multidisciplinari (danza, decorazione henné, giochi di società...) ispirate alle culture dei  tre continenti.<br>
<br>
<a href="http://www.festivalcinemaafricano.org" target="_blank">www.festivalcinemaafricano.org</a><br>
]]></video:description>
      <video:view_count>17</video:view_count>
      <video:publication_date>2008-04-09</video:publication_date>
      <video:tag>Festival</video:tag>
      <video:tag>Cinema</video:tag>
      <video:tag>Africano</video:tag>
     <video:category>Cinematografia</video:category>
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      <video:title><![CDATA[Piccoli gesti per il pianeta / 8 - risparmio idrico]]></video:title>  
      <video:description><![CDATA[<p><span class="titoloBlu">8 - risparmio idrico</span><br /><br />L'irrigazione deve avvenire al mattino presto (ottimo tra le 6 e le 8 del mattino), o verso sera (in questo caso non si bagnino eccessivamente le foglie delle piante, per evitare l'insorgenza di malattie fungine), mai nel pomeriggio e nelle ore centrali ed in presenza di vento (ben il 30-40% dell'acqua la si perde per evaporazione). In base al tipo di suolo, poi, cambiano le modalit&agrave; di irrigazione (tempo e quantit&agrave; di acqua):<br />-&nbsp;se ricco di sostanza organica e fertile, innaffiare moderatamente ma con regolarit&agrave;;<br />-&nbsp;se sabbioso e ben drenato, innaffiare moderatamente ma con maggiore frequenza;<br />-&nbsp;se argilloso e compatto, innaffiare moderatamente ma con meno frequenza.<br /><br />Inoltre, innaffiare sempre lentamente, in modo che l'acqua non scorra via (run-off) e penetri in profondit&agrave; (almeno per 30 centimetri), favorendo la crescita di radici forti e profonde, pi&ugrave; resistenti alla siccit&agrave;. Infine, non aspettare che il suolo sia completamente secco e indurito per innaffiare, poich&eacute; assorbe l'acqua peggio e pi&ugrave; lentamente.<br /><br />Per ridurre la necessit&agrave; di innaffiare alla fonte&nbsp;&egrave; opportuno progettare i giardini con piante autoctone che sono capaci di adattarsi al clima in cui&nbsp;&egrave; locato il giardino senza usare specie per climi pi&ugrave; freddi o pi&ugrave; caldi, o pi&ugrave; umidi; in questo caso si pu&ograve; risparmiare fino al 50% di acqua.<br /><br /><strong>Concima con prodotti organici<br /></strong>Utilizzare preferibilmente prodotti organici e a lenta cessione permette la formazione ed il mantenimento di una ricca microflora batterica nel suolo, che favorisce il metabolismo delle piante e le mantiene in salute. Le piante sane hanno meno sete di quelle malate.<br /><br /><strong>Raccogli la pioggia<br /></strong>La raccolta della pioggia pu&ograve; costituire un notevole apporto supplementare di acqua. Collegando le grondaie e i pluviali ad appositi sistemi di accumulo (in genere cisterne),&nbsp;&egrave; possibile disporre di notevoli quantitativi acqua, che presenta generalmente una buona qualit&agrave; e risulta adatta per l'irrigazione delle piante. Esistono oggi sul mercato numerose soluzioni tecnologie per la raccolta e l'uso in giardino di acqua piovana.</p>]]></video:description>
      <video:view_count>18</video:view_count>
      <video:publication_date>2008-03-31</video:publication_date>
      <video:tag>risparmio</video:tag>
      <video:tag>idrico</video:tag>
      <video:tag>irrigazione</video:tag>
      <video:tag>acqua</video:tag>
     <video:category>Ambiente</video:category>
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      <video:title><![CDATA[Incontro con gli autori: Fabio Campoccia]]></video:title>  
      <video:description><![CDATA[<span class="titoloBlu">Fabio Campoccia</span><br>
La donna in bianco<br>
<br>
La quotidiana esistenza di Fabrizio, giovane ingegnere siciliano trasferitosi nella capitale, viene improvvisamente sconvolta dalle continue apparizioni di una donna fantasma.<br>
Il tentativo di scoprire ciò che si cela dietro questa figura misteriosa porterà il ragazzo e la sorella, complice della sua ricerca, a percorrere un cammino a ritroso, in sospeso tra passato e futuro, affetti mancanti e realtà ritrovate. Scritto con avvincente semplicità, ricco di suspence, il romanzo rispecchia la complessità di quei rapporti famigliari e non, intrisi di tanto amore mai comunicato, ma non meno sentito.<br>
<br>
Editore: Edizioni Creativa<br>
Anno di pubblicazione: 08/2007<br>
Numero di pagine: 136<br>
<br>
]]></video:description>
      <video:view_count>24</video:view_count>
      <video:publication_date>2008-03-24</video:publication_date>
     <video:category>Libri</video:category>
    </video:video>
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      <video:title><![CDATA[Incontro con gli autori: Valentina Gebbia e Gery Palazzotto]]></video:title>  
      <video:description><![CDATA[<span class="titoloBlu">FOTOFINISH di Giacomo Cacciatore, Valentina Gebbia e Gery Palazzotto</span><br>
Storie di Ecomafia<br>
[<strong>Guarda anche i video: <a href="http://www.anothertv.net/newsVideo.php?id=9e71cfc057a2ce16eff324067f6d345f&ui=VerdeIntDaz5498980112987&un=VerdeIntDaz94327907310&ch=14">Edizioni Ambiente</a> - <a href="http://www.anothertv.net/newsVideo.php?id=5f9490a866b24a7714da8663aadcaac8&ui=VerdeInt1375498980112987&un=VerdeInt37594327907310&ch=14">Sandrone Dazieri</a></strong>]<br>
<br>
Tre autori siciliani per altrettante storie - tragiche, ironiche, commoventi - sul mondo dei cavalli e delle corse clandestine. Racconti di legami spezzati dal cinismo di chi sugli animali specula, di chi li maltratta, di chi li usa senza pietà. In una Sicilia realistica,<br>
Cacciatore, Palazzotto e Gebbia delineano un quadro malinconico e brutale di ciò che ruota intorno alle corse clandestine: le scommesse, le torture, l'illegalità, i diritti calpestati, la morte. Il regalo, non richiesto, di un cavallo per la festa dei diciott'anni che nasconde un mistero; il furto di un purosangue ai danni di un disabile; il dilemma di un uomo che amava i cavalli e che ha perduto la passione. Su queste tracce gli autori scattano il loro raggelante "fotofinish" su un fenomeno che sfugge agli occhi dei più.<br> 
<br>
"Ho scritto questo racconto dal peggiore punto di vista immaginabile, ovvero quello dell'aguzzino esperto, ma non senza un pizzico di pietà. Perché sono convinto che chiunque maltratti un animale sia stato a sua volta vittima di un gioco crudele. Un giorno ha tirato a sorte una parte di se stesso, e l'ha persa per sempre." Giacomo Cacciatore.<br> 
<br>
"Sono temi che mi toccano particolarmente da giornalista, da scrittrice, da siciliana. Non a caso di ecomafia parlo nel mio ultimo romanzo e di cavalli-schiavi ho trattato nel libro Per un crine di cavallo. Ho visto cavalli accompagnare ragazzi diversamente abili con una sollecitudine che solo pochi esseri umani possiedono. E ho visto a quali orrori possa arrivare la bassezza umana nei confronti di un cavallo. I cavalli usati per le corse clandestine, tutti destinati a una vita e una morte atroci, portano nelle tasche della mafia milioni di euro l'anno, nel silenzio e nell'indifferenza generali. Noi abbiamo una voce e possiamo cantare in coro. Abbiamo scelto un mestiere che non contempla l'indifferenza." Valentina Gebbia.<br> 
<br>
"La lotta alle ecomafie è una guerra silenziosa, in Sicilia come nel resto d'Italia. Volontari e professionisti dell'anticrimine sfidano un nemico che agli occhi dell'opinione pubblica è quasi invisibile. La lotta alle ecomafie del resto non è mai andata di moda, non ha ispirato carriere né è mai stata strumento elettorale. Ecco perché sostengo con forza questo progetto: perché è pura lotta al crimine nel nome del più puro degli ideali, quello di giustizia vera." Gery Palazzotto.<br> 
<br>
Giacomo Cacciatore è nato a Polistena nel 1967, ma vive da sempre a Palermo. Scrittore e giornalista, collabora come narratore all'edizione siciliana de la Repubblica. Nel 2007 ha pubblicato Figlio di vetro (Einaudi), di prossima uscita anche in Germania e Francia.<br> 
<br>
Valentina Gebbia è nata a Palermo nel 1958. Direttore della rivista siciliana Scirocco, ha pubblicato vari romanzi e racconti, alcuni dei quali per ragazzi. Il suo ultimo libro è Fuoco grande. Il mistero degli incendi di Caronia (Dario Flaccovio).<br>
<br>
Gery Palazzotto è nato a Palermo nel 1963, dove vive e lavora come scrittore e giornalista. Appassionato di musica e nuove tecnologie, ha studiato chitarra jazz. Il suo romanzo più recente è Giù dalla rupe, pubblicato nel 2006 da Dario Flaccovio.<br>
<br>
<a href="http://www.edizioniambiente.it"target="_blank">www.edizioniambiente.it</a><br>
<a href="http://www.verdenero.it"target="_blank">www.verdenero.it</a><br>
<a href="http://blog.verdenero.it"target="_blank">Blog Verdenero</a><br>
]]></video:description>
      <video:view_count>50</video:view_count>
      <video:publication_date>2008-03-21</video:publication_date>
      <video:tag>Fotofinish</video:tag>
     <video:category>Libri</video:category>
    </video:video>
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      <video:title><![CDATA[Incontro con gli autori: Roberto Mistretta]]></video:title>  
      <video:description><![CDATA[<span class="titoloBlu">Roberto Mistretta</span><br>
Il canto dell'upupa<br>
<br>
Roberto Mistretta è uno scrittore italiano che ha avuto successo in Germania prima di poter essere pubblicato da un grande editore italiano. Il canto dell'upupa era già uscito in Italia per il piccolo editore siciliano Terzo Millennio nella collana L'Olivo Saraceno, come seconda avventura del maresciallo Bonanno dopo Non crescere troppo (secondo al Premio Fedeli per il miglior poliziesco dell'anno). Adesso esce per Cairo e viene presentato come il primo di una serie di noir che hanno come protagonista il maresciallo dei carabinieri Saverio Bonanno.<br>
<br>
Roberto Mistretta è padrone dell'arte di raccontare con semplicità, passa dalle storie per ragazzi al giallo e affronta pure  problemi sociali di grande rilevanza. Mistretta costruisce le storie partendo dal sociale e da un'accurata analisi della realtà, il racconto non è mai fine a se stesso, ma racchiude un messaggio importante. Il canto dell'upupa è un romanzo sulla piaga della pedofilia. L'argomento è delicato, ma l'autore lo affronta senza abusare di toni crudi e particolari scabrosi, ma al tempo stesso senza cadere nel patetico. Mistretta fa intuire le nefandezze che accadono e preferisce una strada letteraria alla facile scorciatoia del mostrare a piene mani, se fosse un regista di cinema non sarebbe un Joe D'Amato e nemmeno un Lucio Fulci, ma un ottimo Pupi Avati.<br>
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Editore: Cairo Publishing<br>
Anno di pubblicazione: 01/2008<br>
Numero di pagine: 253 <br>
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L'impacciato e umano maresciallo Bonanno risolve il mistero seguendo le tracce di un ragazzino e di un'upupa, terribile sigla dalle antiche suggestioni letterarie dietro la quale si nasconde un'organizzazione di turpi individui. Le parti più riuscite del romanzo sono quelle in cui il bambino parla in prima persona e confessa le sue paure. Troviamo brani di pura poesia, cose come "l'upupa continuava a nutrirsi della paura di Marcellino" che fanno sopportare la struttura da giallo classico. Il canto dell'upupa è anche una storia del terrore, perché la spirale nella quale viene avvolto il maresciallo Bonanno, mano a mano che la tela del mistero si dipana, non è certo tranquillizzante. Le parti in cui il bambino scrive cose orribili nei compiti di scuola sono narrativa horror di alto livello e il lettore ne esce sconcertato. Da notare un ottimo uso della lingua siciliana, sulla scia di Camilleri, che rende i personaggi più concreti e credibili. Roberto Mistretta è un allievo di Camilleri, ma la sua narrativa risulta più fruibile perché l'uso del dialetto è limitato a termini di facile comprensione. La storia, inutile dirlo, tiene incollati al libro.<br>
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<a href="http://www.robertomistretta.it" target="_blank">www.robertomistretta.it</a><br>

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      <video:view_count>34</video:view_count>
      <video:publication_date>2008-03-20</video:publication_date>
     <video:category>Libri</video:category>
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      <video:title><![CDATA[Incontro con gli autori: Valentina Gebbia]]></video:title>  
      <video:description><![CDATA[<span class="titoloBlu">Valentina Gebbia</span><br>
metà bianchi metà neri<br>
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Nella mia isola siamo tutti bianchi. Da due giorni, però, siamo metà bianchi e metà neri.<br>
A Linosa, isola di 450 abitanti nel Canale di Sicilia, naufraga un barcone con 400 migranti. Questa è la storia della convivenza, durata il tempo di un nubifragio, fra la gente dell'isola e i naufraghi. A raccontarla è Torè, un ragazzino convinto che l'amore sia la cosa più forte del mondo.<br>
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Editore: EDIZIONI VIAGGIDICARTA<br>
Anno di pubblicazione: 2007<br>
Numero di pagine: 91<br>
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Valentina Gebbia è nata a Palermo nel 1958.<br>
Giornalista pubblicista, dal 2001 è Direttore della rivista siciliana di cultura, costume e società "Scirocco". Ha curato, dal 1997 al 1999, una pagina per ragazzi sul quotidiano "Il Mediterraneo", ha scritto vari articoli e racconti per diverse testate, inoltre è autrice di testi musicali, di soggetti e sceneggiature cinematografiche.<br>
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<a href="http://www.valentinagebbia.com" target="_blank">www.valentinagebbia.com</a><br>
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      <video:view_count>78</video:view_count>
      <video:publication_date>2008-03-19</video:publication_date>
     <video:category>Libri</video:category>
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      <video:title><![CDATA[Incontro con gli autori: Simonetta Agnello Hornby]]></video:title>  
      <video:description><![CDATA[<p><span class="titoloBlu">Simonetta Agnello Hornby</span><br />Il suo ultimo libro: Boccamurata<br /><br />Chi&nbsp;&egrave; stata la madre di Tito? Una poco di buono, come dicono certe voci cattive? O una signora di buona famiglia costretta a "sparire", come ha sempre detto il padre Gaspare?<br />Tito&nbsp;&egrave; alla guida di un pastificio, fonte non solo di ricchezza ma anche di conflitti, tensioni e invidie in seno a una famiglia allo sbando.&nbsp;&egrave; soltanto la sua autorit&agrave; a tenerla insieme, a volerla unita, con il sostegno forte della mite presenza di una vecchia zia: zia Rachele ha vegliato su Tito e poi sui figli di lui e non ha perso la capacit&agrave; di intuire anche quello che le si vorrebbe tener nascosto, ma nel suo sguardo cominciano ad affiorare a poco a poco ricordi confusi e brandelli di segreti custoditi tenacemente per pi&ugrave; di mezzo secolo.<br />A smuovere ulteriormente le acque torbide, insieme alla bellissima Irina, spregiudicata e intraprendente, arriva all'improvviso Dante, figlio di una ex compagna di collegio della zia. E c'&egrave; chi sospetta oscuri moventi. Quanto pi&ugrave; la storia si apre a inattesi sviluppi nel presente, tanto pi&ugrave; il passato viene folgorato da una nuova luce e il mistero che nascondeva si dischiude lentamente con la forza di una grande storia d'amore.<br />Ancora una volta, sono al centro della scrittura di Simonetta Agnello Hornby la famiglia come covo di sentimenti innominabili, la lotta per la roba, la sensualit&agrave; di uomini e donne. Sullo sfondo, una Sicilia modernissima e viva, colta nel declinare di valori assodati.<br /><br />Editore: FELTRINELLI<br />Anno di pubblicazione: 02/2007<br />Numero di pagine: 416 <br /><br />Simonetta Agnello Hornby&nbsp;&egrave; nata a Palermo e vive dal 1972 a Londra dove svolge la professione di avvocato ed&nbsp;&egrave; presidente del Tribunale di Special Educational Needs and Disability. Il suo studio legale nel quartiere di Brixton lavora per lo pi&ugrave; con le comunit&agrave; nera e musulmana.<br /><br /><a href="http://www.feltrinellieditore.it" target="_blank">www.feltrinellieditore.it</a></p>]]></video:description>
      <video:view_count>21</video:view_count>
      <video:publication_date>2008-03-17</video:publication_date>
      <video:tag>simonetta</video:tag>
      <video:tag>agnello</video:tag>
      <video:tag>hornby</video:tag>
      <video:tag>boccamurata</video:tag>
      <video:tag>libro</video:tag>
      <video:tag>scrittore</video:tag>
      <video:tag>sicilia</video:tag>
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      <video:title><![CDATA[Incontro con gli autori: Michele Giannantonio]]></video:title>  
      <video:description><![CDATA[<span class="titoloBlu">Michele Giannantonio: Fiori senza luce</span><br>
Sentieri per la crescita sessuale femminile<br>
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Le informazioni, le strategie e gli esercizi pratici contenuti in questo libro ne fanno un riferimento pratico per le donne che, per diversi motivi, ritengono che la propria vita sessuale non vada come dovrebbe, per i loro partner, e per i professionisti (psicoterapeuti, sessuologi, counselor e ginecologi) che siano alla ricerca di una guida da "prescrivere" ai loro clienti e da utilizzare nel corso di un piano di lavoro.<br>
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<strong>Contenuti</strong><br>
Capire la natura delle proprie difficoltà;<br>
Pretendere di avere una vita sessuale soddisfacente;<br>
Imparare a rilassare il corpo e la mente;<br>
Usare l'immaginazione per affrontare le difficoltà sessuali;<br>
Scovare e modificare i pensieri negativi sulla sessualità;<br>
Modificare le reazioni emotive inadatte per una vita sessuale gratificante;<br>
Affrontare il dolore genitale femminile (dispareunia, vaginismo e vulvodinia);<br>
Le difficoltà sessuali della coppia e del partner.<br>
<br>
Editore: ECOMIND<br>
Anno di pubblicazione: 2005<br>
Numero di pagine: 404<br>
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Michele Giannantonio, psicologo e psicoterapeuta, esercita la libera professione a Milano.<br>
È docente in Scuole di Specializzazione e Master Universitari in discipline relative alla psicotraumatologia, sessuologia, abuso sessuale, psicologia giuridica, psicologia dell'emergenza, psicoterapia cognitiva e psicoterapia ipnotica. È curatore del Portale Italiano di Psicoterapia e Psicotraumatologia.<br>
<a href="http://www.psicotraumatologia.com" target="_blank">www.psicotraumatologia.com</a><br>
<br>
<a href="http://www.ecomind.it" target="_blank">www.ecomind.it</a><br>


]]></video:description>
      <video:view_count>346</video:view_count>
      <video:publication_date>2008-03-16</video:publication_date>
      <video:tag>Michele</video:tag>
      <video:tag>Giannantonio</video:tag>
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      <video:title><![CDATA[Bianco-Valente: visibile invisibile]]></video:title>  
      <video:description><![CDATA[<span class="titoloBlu">visibile invisibile / Bianco-Valente</span><br>
opere video e ambienti 1995-2008<br>
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La Civica Galleria d'Arte Moderna di Gallarate (GAM) prosegue il calendario espositivo riservato agli artisti di nuova generazione con una mostra personale di Bianco-Valente, coppia di protagonisti dell'arte italiana attivi da dieci anni, il cui curriculum vanta numerose esposizioni in Italia e all'estero. Vengono presentate opere video e ambienti visivi e sonori, partendo dalle realizzazioni degli anni Novanta, come Untitled (1998), per arrivare ai lavori più recenti, Tempo Universale (2007) e soprattutto The Effort to Recompose my Complexity (2008), nuova opera ambientale prodotta appositamente per la GAM. L'occasione giunge in concomitanza con la III edizione del Festival Filosofarti (2-10 marzo 2008), e offre al pubblico la possibilità di una ricognizione sulla ricerca estetica di Bianco-Valente, la cui poetica evidenzia il dialogo tra le arti visive e le scienze, riflettendo sui possibili legami e i comuni percorsi. Bianco-Valente fanno uso di una tecnologia lontana dall'high-tech, estremamente poetica e legata alla visione, ai fenomeni della percezione, al ricordo. Dell'immagine elettronica gli artisti colgono la natura evanescente, virtuale e metamorfica. La spazializzazione del suono e della visione nelle opere offre, in più, un esempio di viaggio percettivo indubbiamente evocativo. L'attività degli artisti trova con la mostra alla GAM una rilettura critica sistematica capace di rendere conto, attraverso un'antologia di opere, dello spessore e dell'evoluzione del loro pensiero artistico. Il genere non è lontano dalla suggestione pittorica arricchita della dinamica del tempo, elemento costantemente indagato dai due artisti, nonché tema centrale del convegno Eternità presente.<br>
<br>
Bianco-Valente<br>
Giovanna Bianco e Pino Valente si incontrano a Napoli all'inizio degli anni Novanta e cominciano insieme un percorso di ricerca artistica che li tiene uniti ancor oggi. Coppia nella vita e nell'arte Bianco-Valente hanno scelto il video e la sua installazione nell'ambiente come forma privilegiata di un racconto per immagini e suoni in cui si intrecciano la memoria, la percezione, il tempo e la visione.<br>
<br>
L'ambiente di estensione reale e quello di consistenza mentale e memoriale confluiscono nelle immagini elettroniche trattate, sperimentate e verificate continuamente dagli artisti. Conosciuti ormai nel panorama internazionale dellarte contemporanea, hanno partecipato a numerose mostre collettive in Italia e allestero, tra le quali Paris Photo nel 2007, Vesuvius curata da Gigiotto Del Vecchio a Pechino nel 2006, il progetto Artesto-Nokia Connect to Art presso la Triennale di Milano nel 2006, la Biennale di Venezia nel 2004, Cine y Casi Cine curata da B. Sichel a Madrid nel 2004, Reisefreiheit curata da Kersting nel 2003 ad Amburgo e De gustibus curata da Achille Bonito Oliva presso il Palazzo delle Papesse di Siena nel 2002. Alcune delle loro opere sono entrate a far parte di prestigiose collezioni museali.<br>
<br>
Dal 2004 la pagina di Exibart onpaper curata da Marco Senaldi è illustrata dagli artisti.<br>
Numerose le personali dedicate loro a partire dal 2000 da gallerie private quali Alfonso Artiaco di Napoli, V.M. 21 arte contemporanea di Roma, Enrico Fornello di Prato. La Civica Galleria d'Arte Moderna di Gallarate invece è il primo Museo a dedicare loro una mostra retrospettiva con la finalità di sistematizzare criticamente l'intera opera degli artisti.<br>
<a href="http://www.bianco-valente.com" target="_blank">www.bianco-valente.com</a><br>
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GAM - Galleria d'Arte Moderna di Gallarate<br>
Fondata nel 1966 con le opere acquisite durante le prime otto edizioni del Premio Nazionale Arti Visive Città di Gallarate la GAM, per la ricchezza della sua collezione permanente, è una delle più importanti realtà espositive sul territorio nazionale; all'oggi conta più di 5000 opere provenienti dalle donazioni del Premio Gallarate, dagli artisti, dai collezionisti e dagli acquisti del museo stesso, ed è composta da dipinti, sculture, disegni, ceramiche, opere di animazione e ambientali, libri d'artista, opere multimediali, oggetti e progetti di design, incisioni e serigrafie. Ideata, fondata e diretta fino al 1998 da Silvio Zanella, la gam sin dalla sua nascita ha avuto un importante ruolo di consulenza e coordinamento su tutto il territorio provinciale. Dall'autunno 2008 il museo avrà una nuova sede espositiva in via De Magri collegata con i giardini pubblici di viale Milano che già ospitano le opere di Loris Cecchini e Liliana Moro.<br>
<a href="http://www.gam.gallarate.va.it" target="_blank">www.gam.gallarate.va.it</a><br>]]></video:description>
      <video:view_count>13</video:view_count>
      <video:publication_date>2008-03-12</video:publication_date>
      <video:tag>Bianco-Valente</video:tag>
     <video:category>Arte</video:category>
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      <video:title><![CDATA[FilosofArti 2008: Il vento fa il suo giro]]></video:title>  
      <video:description><![CDATA[<p><span class="testo"><strong>Il vento fa il suo giro</strong><br /><br />Filosofarti &egrave; il titolo del festival di Filosofia che ha come come epicentro la citt&agrave; di Gallarate, citt&agrave; che propone la terza edizione di un&rsquo;iniziativa gi&agrave; diventata un appuntamento annuale a cura del Teatro delle Arti di Gallarate e della Fondazione Culturale 1860 Gallarate Citt&agrave;. Nato da un'idea coltivata e realizzata all'interno dello staff del Centro Culturale di Prosa del Teatro delle Arti, l'iniziativa ha infatti trovato nella Fondazione Culturale un partner di progetto oltre che un fattivo sostegno all'iniziativa. L'attenzione alle relazioni fra filosofia e scrittura, musica, teatro e cinema, arti visive e danza sar&agrave; dunque oggetto di molte manifestazioni, che spaziano dall'incontro con i pi&ugrave; grandi teoreti della nostra contemporaneit&agrave;.<br /><br /></span><a class="link" href="http://www.fondazioneculturalegallarate.it" target="_blank">www.fondazioneculturalegallarate.it</a><br /><a class="link" href="http://www.teatrodellearti.it" target="_blank">www.teatrodellearti.it</a><br /><br /><span class="testo">Il vento fa il suo giro &egrave; un film del 2005, diretto dal regista Giorgio Diritti. Si tratta di un film in lingua italiana, occitana (il titolo in occitano &egrave; E l'aura fai son vir) e francese; queste ultime sono sottotitolate in italiano. La vicenda &egrave; infatti ambientata nell'Occitania, nella Valle Maira (Provincia di Cuneo) e precisamente nel piccolo villaggio di Chersogno; gli attori (eccetto Thierry Toscan e Alessandra Agosti) sono tutti non professionisti, abitanti del luogo che hanno accettato di girare le scene.&#8232;Dopo essere stato presentato con successo in molti festival internazionali, a partire dall'anteprima al London Film festival fino alla Festa del Cinema di Roma 2006, ha infine avuto una distribuzione limitata nelle sale italiane nel maggio 2007, fino a quando Il Cinema Mexico a Milano decide di metterlo in cartellone per ben oltre 8 mesi.<br /><br />Philippe (Thierry Toscan), pastore ed ex professore dei Pirenei francesi, &egrave; in viaggio in Italia perch&eacute; intende trovare una nuova sistemazione per la sua famiglia, dato che nel luogo in cui vivono &egrave; in costruzione una centrale nucleare. Avendo cercato casa in Svizzera inutilmente, nel fare ritorno in Francia si ritrova in Valle Maira, nel paesino di Chersogno, in cui l'et&agrave; media degli abitanti (qualche decina, che sale solamente durante i mesi estivi) &egrave; di circa 70 anni. Philippe cerca casa per s&eacute; e per la sua famiglia (moglie e tre figli) per svolgere la sua attivit&agrave; di pastore: inizialmente il paese &egrave; lieto di poter ricevere una nuova ventata di giovinezza, data dalla nuova giovane famigliola. La nuova famiglia si trasferisce cos&igrave; in paese, portando con s&eacute; le capre con cui Philippe esercita la propria professione. Inizialmente le persone del paese si mostrano gentili con i nuovi arrivati, cercando di farli sentire a proprio agio; ben presto nascono per&ograve; le prime gelosie e le prime incomprensioni, dettate dalla "rivoluzione" attuata dai nuovi inquilini, che turbano la quiete del villaggio a cui erano abituati gli anziani abitanti. Una serie di incomprensioni e fraintendimenti portano la nuova famiglia (che vive secondo natura) a risultare sgradita alla stragrande maggioranza degli abitanti, che dall'iniziale amicizia dimostrata passano presto all'insofferenza manifesta che si esplicita in atti di boicottaggio verso la professione del pastore. Il film si conclude con la famiglia di Philippe che, amareggiata, lascia il paese.<br /><br />Il vento fa il suo giro (E l'aura fai son vir in occitano), trae origine dal detto popolare che vede il vento come origine di tutte le cose, come movimento circolare in cui tutto pu&ograve; partire o arrivare. Questa immagine &egrave; anche rappresentata nel film dalla figura dello scemo del villaggio, che corre per i prati con le braccia allargate simulando il gesto del volo.<br /><br />Regia: Giorgio Diritti<br />Interpreti: Thierry Toscan, Alessandra Agosti, Giovanni Foresti, Dario Anghilante<br /><br />Giorgio Diritti ha collaborato sui set di diversi film di autori italiani ed in particolare con Pupi Avati. Ha anche realizzato vari casting per film tra cui La Voce della Luna di Federico Fellini.<br /><br />Ha partecipato all'attivit&agrave; di Ipotesi Cinema, istituto per la formazione di giovani autori, coordinato da Ermanno Olmi.<br />Il primo cortometraggio, del 1990, Cappello da Marinaio, &egrave; stato selezionato in concorso a numerosi festival europei tra cui quello di Clermont-Ferrand. Nel 1993 ha realizzato "Quasi un Anno", film per la TV prodotto da Ipotesi Cinema e Raiuno. Del 2002 &egrave; il film documentario Con i Miei Occhi.<br /><br /></span><a class="link" href="http://www.ilventofailsuogiro.com" target="_blank">www.ilventofailsuogiro.com</a></p>]]></video:description>
      <video:view_count>30</video:view_count>
      <video:publication_date>2008-03-12</video:publication_date>
      <video:tag>vento</video:tag>
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      <video:tag>filosofia</video:tag>
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     <video:category>Cinematografia</video:category>
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      <video:title><![CDATA[Piccoli gesti per il pianeta / 7 - risparmio idrico]]></video:title>  
      <video:description><![CDATA[<p><span class="titoloBlu">7 - risparmio idrico</span><br /><br />Oltre il 30% dell'acqua che consumi in casa esce dallo scarico del tuo WC.<br />Ogni volta che premi il pulsante "ti bevi" 10-12 litri di acqua, spesso solo per un pezzettino di carta igienica.<br /><br />Installare una cassetta di scarico dotata di doppio tasto, o di regolatore di flusso, che eroga quantit&agrave; di acqua diverse secondo il bisogno, permette di risparmiare decine di migliaia di litri di acqua in un anno. Prima di questo intervento, anche inserire nella cassetta dello scarico un mattone, o una bottiglia piena d'acqua, facendo attenzione a non ostacolare il galleggiante e il meccanismo di scarico, ti pu&ograve; fare risparmiare parecchi litri d'acqua.</p>]]></video:description>
      <video:view_count>32</video:view_count>
      <video:publication_date>2008-03-12</video:publication_date>
      <video:tag>risparmio</video:tag>
      <video:tag>idrico</video:tag>
     <video:category>Ambiente</video:category>
    </video:video>
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      <video:title><![CDATA[Edizioni Ambiente: Verdenero, Noir di Ecomafia]]></video:title>  
      <video:description><![CDATA[<span class="titoloBlu">Edizioni Ambiente: Verdenero, Noir di Ecomafia</span><br>
[<strong>Guarda anche i video: <a href="http://www.anothertv.net/newsVideo.php?id=9c83fc573356f2e5b64fe5f4d00630a5&ui=VerdeInt1375498980112987&un=VerdeInt37594327907310&ch=14">Valentina Gebbia e Gery Palazzotto</a> - <a href="http://www.anothertv.net/newsVideo.php?id=5f9490a866b24a7714da8663aadcaac8&ui=VerdeInt1375498980112987&un=VerdeInt37594327907310&ch=14">Sandrone Dazieri</a></strong>]<br>
<br>
VerdeNero è una iniziativa di sensibilizzazione sui fenomeni dell'ecomafia che nasce dalla collaborazione tra Edizioni Ambiente e Legambiente. Ecomafia significa un enorme giro d'affari che prospera sulla sottrazione illegale delle risorse ambientali, sui traffici di animali e opere d'arte, su abusivismi di ogni genere, si scioglie nei mille rivoli della cronaca giudiziaria e degli scandali, rendendo difficile ai non addetti ai lavori coglierne il volto, la dimensione complessiva e, infine, l'effettivo impatto sociale e culturale.<br>
<br>
Un fenomeno tanto pervasivo quanto capace di mimetizzarsi nel quotidiano. Per questo Edizioni Ambiente e Legambiente sono convinte che sia necessario favorire un salto di qualità nel livello di informazione e consapevolezza della collettività rispetto a che cos'è lecomafia.<br>
<br>
Il cuore di VerdeNero è una collana di libri che rappresenta l'incontro di un tema dai risvolti degni di un romanzo con il linguaggio che meglio di qualsiasi altro può descriverlo e renderlo accessibile a tutti: il noir. E grazie a Legambiente si trova anche documentazione relativa ai fenomeni reali, quelli che ogni anno vengono puntualmente descritti e denunciati nel Rapporto Ecomafia, e dove grazie al lavoro dell'agenzia Prospekt siamo in grado di presentare una suggestiva galleria fotografica.<br>
<br>
VerdeNero è un progetto complesso, in cui la pubblicazione dei libri si connette a una fitta serie di iniziative sempre centrate sulla denuncia delle ecomafie, ma attuate secondo modalità diverse e da numerosi soggetti.<br>
VerdeNero è un contenitore aperto, che offre a chi voglia mobilitarsi contro la "gestione" illegale del bene comune uno strumento formidabile: le storie scritte da alcuni tra i migliori autori italiani.<br>
Raccontare è il modo più efficace di comunicare. Comunicare è il modo più efficace di combattere chi dall'indifferenza e dal silenzio trae vantaggio, un vantaggio che oggi in Italia significa 23 miliardi di euro l'anno che alimentano un'economia criminale spesso strettamente intrecciata con quella "legale".<br>
<br>
Il sito e il blog di VerdeNero vogliono essere il principale nodo informativo sulle iniziative che alla collana fanno riferimento, con l'intenzione di diventare anche luogo d'incontro per chi, coinvolto dai noir o impressionato dai dati e dalle cifre reali, pensa che l'ecomafia rappresenti un fenomeno grave ed emblematico e che sia un dovere contrastarlo.<br>
<br>
<a href="http://www.edizioniambiente.it"target="_blank">www.edizioniambiente.it</a><br>
<a href="http://www.verdenero.it"target="_blank">www.verdenero.it</a><br>
<a href="http://blog.verdenero.it"target="_blank">Blog Verdenero</a><br>
]]></video:description>
      <video:view_count>101</video:view_count>
      <video:publication_date>2008-03-12</video:publication_date>
      <video:tag>Verdenero,</video:tag>
      <video:tag>Noir</video:tag>
      <video:tag>Ecomafia</video:tag>
     <video:category>Ambiente</video:category>
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      <video:title><![CDATA[L'ultima replica]]></video:title>  
      <video:description><![CDATA[<span class="titoloBlu">L'ultima replica</span><br>
scritto e diretto da Gianluca Fiorentini<br>
<br>
con:<br>
Martino Palmisano, Andrea Bonati, Sabato Punzi, Antonio Palumbo, Claudia Randazzo, Micaela Turrisi, Alessandro Fortarezza, Stefania Santececca, Gianluca Fiorentini<br>
<br>
E' la storia di otto amici che si ritrovano dopo quindici anni nel vecchio teatro che fu sede della loro scuola di recitazione. Un teatro come tanti. Qualcosa li ha riuniti ancora una volta tutti insieme nel posto dove condivisero quattro anni di scuola.15 anni sono tanti e delle persone che avevano condiviso momenti di gioia, fatica, divertimento, esaltazione e paura, sembra essere rimasta solo una traccia sbiadita. Eppure la voglia di restare insieme e la nostalgia per quegli anni sembra dare nuovo impulso alla loro amicizia... ma un "ospite" inatteso sembra curare la regia di questo insolito spettacolo nello spettacolo. Una commedia dolce-amara sul tempo che cambia le persone e i rapporti. Il confronto con il fascino malinconico dei ricordi genera momenti, teneri, grotteschi, di profonda intimità e leggerezza ma anche attimi di vera tensione.
]]></video:description>
      <video:view_count>77</video:view_count>
      <video:publication_date>2008-03-12</video:publication_date>
      <video:tag>L'ultima</video:tag>
      <video:tag>replica</video:tag>
     <video:category>Teatro</video:category>
    </video:video>
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      <video:title><![CDATA[Piccoli gesti per il pianeta / 6 - elettrodomestici]]></video:title>  
      <video:description><![CDATA[<p><span class="titoloBlu">6 - Elettrodomestici - Lavatrice</span><br /><br />L'uso della lavatrice&nbsp;&egrave; ormai quotidiano in una famiglia di tre/quattro persone.<br />Questo elettrodomestico consuma molta energia, acqua potabile ed&nbsp;&egrave; molto inquinante, se non viene usato correttamente.<br /> <br />Ecco alcuni suggerimenti per un corretto utilizzo.<br /><br />Evitare di eccedere le dosi di detersivo oltre quanto consigliato dalla casa costruttrice. Aumenta la vostra spesa al supermercato e il rischio di danni ai tessuti. Ha inoltre un forte impatto inquinante sull'ambiente.<br /><br />Acquistare lavatrici a basso consumo energetico. Verificate sempre il consumo energetico della lavatrice (da cui dipender&agrave; la vostra bolletta) e la quantit&agrave; d'acqua che utilizza. Un minore utilizzo di acqua implica una minore energia elettrica necessaria per riscaldarla ed una minore quantit&agrave; di detersivo. Sono inoltre in commercio lavatrici a doppia presa, acqua fredda e calda, in grado di utilizzare l'acqua calda dello scaldabagno o dei pannelli solari termici senza doverla riscaldare nel boiler interno della lavatrice.<br /><br />Pulire il filtro aiuter&agrave; a tenere in efficienza la vostra lavatrice contenendo i consumi e la bolletta dell'elettricit&agrave;.<br /><br />Risciacquo con acqua fredda. Quando possibile fissate il risciacquo con acqua fredda. L'acqua fredda o calda al momento del risciacquo non influisce sul grado di bianco del bucato.<br /><br />Fare il bucato la sera o la notte. Nelle ore serali si riscontra una sovrapproduzione di energia elettrica, causata dalla chiusura delle attivit&agrave; industriali, in queste ore&nbsp;&egrave; pertanto pi&ugrave; conveniente fare il bucato. Verificate la presenza delle doppie tariffe nella vostra zona presso la vostra societ&agrave; erogatrice di energia elettrica.<br /><br />Eliminate il prelavaggio. Aumenta di un terzo i consumi di energia. E' consigliabile intervenire direttamente sullo sporco pi&ugrave; ostico con prodotti antimacchia.<br /><br />Fare il bucato solo a pieno carico. Utilizzare la lavatrice per carichi parziali vi coster&agrave; di pi&ugrave; e dovrete comunque effettuare pi&ugrave; lavaggi ogni settimana. Meglio attendere che il cestino dei panni sporchi sia effettivamente pari ad un solo carico pieno della lavatrice.<br /><br />Far asciugare i panni sullo stendino. L'asciugatura automatica pesa enormemente sui consumi di energia elettrica. Usate uno stendino al sole o nel bagno. In poche ore i vostri panni saranno comunque asciutti e la bolletta pi&ugrave; bassa. Negli Usa potrebbero chiudere molte centrali nucleari se soltanto le persone tornassero a stendere i panni al sole.<br /><br />Evitare il lavaggio a 90&deg; quando&nbsp;&egrave; possibile. Le temperature elevate implicano un maggiore consumo di energia elettrica, inoltre aumentano il rischio di usura dei tessuti. Passare dai 90&deg; ai 60&deg; consente un risparmio immediato del 30% di energia elettrica. Separate i capi in base alla sporcizia riservando il lavaggio a 90&deg; soltanto per la biancheria molto sporca.<br /><br />Verificate il calcare nell'acqua. Quando l'acqua della rete idrica&nbsp;&egrave; molto dura&nbsp;&egrave; necessario utilizzare pi&ugrave; detersivo e rischia di danneggiare i tessuti. L'acqua dolce (&lt;15&deg;) dimezza il consumo di detersivo ad ogni lavaggio. Per combattere il calcare sono in commercio apparecchi addolcitori a prezzi abbastanza contenuti o, in alternativa, aggiungere un po' di anticalcare ad ogni lavaggio.</p>]]></video:description>
      <video:view_count>27</video:view_count>
      <video:publication_date>2008-03-05</video:publication_date>
      <video:tag>elettrodomestici</video:tag>
      <video:tag>lavatrice</video:tag>
     <video:category>Ambiente</video:category>
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      <video:title><![CDATA[Arsenale: Per farla finita col giudizio di dio]]></video:title>  
      <video:description><![CDATA[<span class="titoloBlu">Teatro Arsenale: Per farla finita col giudizio di dio</span><br>
<br>
E' la storia di un testo "maledetto", proprio come lo fu per lungo tempo il suo autore. Nel 1947, il direttore delle trasmissioni letterarie di Radio France propose ad Artaud di registrare una trasmissione: nacque "Per farla finita col giudizio di dio". La messa in onda venne subito bloccata. Una censura lunga quarantun'anni cadde allora su questa testimonianza estrema ed altissima di uno dei padri del teatro contemporaneo: soltanto nel 1999, infatti, Radio France trasmetterà la pièce radiofonica, una sorta di "apocalissi capovolta", attraverso cui arrivare alle più alte verità metafisiche. È l'urlo della rivolta, pensiero che esplode contro tutto ciò che "puzza di merda e di dio" (il dominio delle potenze mondiali, gli Stati Uniti, la tecnica, la medicina, la messa, i parassiti).<br>
<br>
Regia: Annig Raimondi<br>
di: Antonin Artaud<br>
Traduzione: Paolo Bignamini<br>
In collaborazione con: ScenAperta, Egumteatro, Outis e Pac di Milano<br>
Con: , Riccardo Maria Magherini, Annig Raimondi, Yumi Seto<br>
Disegno luci: Fulvio Michelazzi<br>
installazioni sceniche Ernesto Jannini<br>
assistente alla regia Patrizio Belloli<br>
costumi Ambra Rinaldo<br>
Traccia audio e musiche : Maurizio Pisati<br>
Video: Virginio Liberti<br>
<br>
<a href="http://www.teatroarsenale.org" target="_blank">www.teatroarsenale.org</a><br>
<br>
Ernesto Jannini, vivace artista "neoconcettuale", che dalla fine degli anni '70, porta avanti una ricerca radicata sull'azione a sfondo altamente politico-sociale è l'ideatore dell'impianto scenico dell'opera Teatrale di Antonin Artaud "Per farla finita col giudizio di dio" in scena al Teatro Arsenale di Milano<br>
<br>
<a href="http://www.ernestojannini.it" target="_blank">www.ernestojannini.it</a><br>

]]></video:description>
      <video:view_count>52</video:view_count>
      <video:publication_date>2008-03-05</video:publication_date>
      <video:tag>Ernesto</video:tag>
      <video:tag>Jannini</video:tag>
     <video:category>Teatro</video:category>
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      <video:title><![CDATA[Psicologia: I libri di auto-aiuto]]></video:title>  
      <video:description><![CDATA[<span class="titoloBlu">I libri di auto-aiuto</span><br>
<br>
Michele Giannantonio, psicologo e psicoterapeuta, esercita la libera professione a Milano. 
<br>
È docente in Scuole di Specializzazione e Master Universitari in discipline relative alla psicotraumatologia, sessuologia, abuso sessuale, psicologia giuridica, psicologia dell'emergenza, psicoterapia cognitiva e psicoterapia ipnotica. È curatore del Portale Italiano di Psicoterapia e Psicotraumatologia.<br>
<a href="http://www.psicotraumatologia.com" target="_blank">www.psicotraumatologia.com</a><br>
<br>
Ha pubblicato, come autore, curatore o coautore, sei libri, tra i quali si segnalano, pubblicati da Ecomind, i seguenti a contenuto divulgativo e psicoeducazionale:<br>
<br>
Ansia e attacchi di panico. Come superare il problema (insieme a P. Spagnulo e M. Falcone).<br>
Autostima, assertività e atteggiamento positivo. I fondamenti e la pratica della crescita personale (insieme a A.L. Boldorini).<br> 
Fiori senza luce. Sentieri per crescita sessuale femminile.<br>
<br>
<a href="http://www.ecomind.it" target="_blank">www.ecomind.it</a><br>


]]></video:description>
      <video:view_count>685</video:view_count>
      <video:publication_date>2008-03-03</video:publication_date>
      <video:tag>libri</video:tag>
      <video:tag>auto-aiuto</video:tag>
     <video:category>Libri</video:category>
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      <video:title><![CDATA[Vela solidale: i Tetragonauti]]></video:title>  
      <video:description><![CDATA[<p><span class="titoloBlu">i Tetragonauti ONLUS</span><br />Fondata nel marzo 2003 da <span class="titoloBold">Gabriele Gaudenzi</span>, educatore e tecnico della Federazione Italiana Sport Disabili e da <span class="titoloBold">Marco Spagna</span>, imprenditore ipovedente, realizza interventi e progetti socio educativi rivolti a minori portatori di handicap fisico, sensoriale e mentale, a giovani in situazione di disagio e a istituzioni che lavorano con problematiche simili. <br /><br /><a class="link" href="http://www.itetragonauti.it" target="_blank">www.itetragonauti.it</a></p>]]></video:description>
      <video:view_count>210</video:view_count>
      <video:publication_date>2008-02-29</video:publication_date>
      <video:tag>vela</video:tag>
      <video:tag>solidale</video:tag>
      <video:tag>disabilitÃ </video:tag>
      <video:tag>handicap</video:tag>
      <video:tag>gabriele</video:tag>
      <video:tag>gaudenzi</video:tag>
      <video:tag>tetragonauti</video:tag>
      <video:tag>marco</video:tag>
      <video:tag>spagna</video:tag>
      <video:tag>fisico</video:tag>
      <video:tag>mentale</video:tag>
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      <video:tag>giovani</video:tag>
     <video:category>Sociale</video:category>
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      <video:title><![CDATA[La Banda]]></video:title>  
      <video:description><![CDATA[<span class ="titoloBlu">La Banda</span><br>
Remedios, Provincia di Villa Clara. In questo piccolo paese a nord di Cuba, le note musicali della <span class="testoBlu">Banda Municipal de Conciertos</span> ci accompagnano alla scoperta di questa nazione fuori dalle rotte turistiche. Uno sguardo puro e senza interferenze in un paese pieno di sfumature e sapori differenti.<br> <br>Prodotto e diretto da <span class="testoBlu">Paolo Caspani</span>]]></video:description>
      <video:view_count>15</video:view_count>
      <video:publication_date>2008-02-28</video:publication_date>
     <video:category>Cinematografia</video:category>
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      <video:title><![CDATA[Teatro delle albe: Sterminio di Werner Schwab]]></video:title>  
      <video:description><![CDATA[<span class="titoloBlu">Teatro delle albe: Sterminio di Werner Schwab</span><br>
<br>
Traduzione di Sonia Antinori (premio UBU 2007)<br>
Regia di Marco Martinelli (premio UBU 2007)<br>
con Alessandro Argnani, Paola Bigatto, Luigi Dadina, Cinzia Dezi, Michela Marangoni, Ermanna Montanari (premio UBU 2007), Laura Redaelli<br>
Spazio di Enrico Isola<br>
Costumi di Vincent Longuemare e Ermanna Montanari<br>
Luci di Vincent Longuemare (premio UBU 2007)<br>
Consulenza musicale di Franco Masotti<br>
Produzione Ravenna Teatro<br>
<br>
Sterminio, dirompente e durissima pièce di Werner Schwab, autore austriaco "maledetto" al Teatro Leonardo di Milano nell'imperdibile messa in scena di Marco Martinelli ed Ermanna Montanari del Teatro delle Albe di Ravenna.<br>
<br>
Tutto si svolge all'interno di un bunker, una tana psichica a cui possono accedere solo una trentina di spettatori a sera, che sono a stretto contatto con i disperati descritti da Schwab. Un'ora di follia condominiale, sviluppata in quattro quadri e chiusa da un massacro al veleno. La costruzione di Martinelli avviene per lampi, è cinematografica. Nel primo e secondo quadro è protagonista la "famiglia" (o quel che ne resta) perfettamente descritta dal morboso rapporto tra la signora Verme e suo figlio Hermann, giovane storpio, e dal rapporto incestuoso di papà Kovacic con le due figlie adolescenti, tacitamente accettato da una madre succube, totalmente immersa nei suoi deliri piccolo borghesi. Il terzo è il trionfo della kapò Cazzafuoco che, disturbata dai traffici carnali condominiali, decide di eliminare i vicini di casa alla sua festa di compleanno. E così la megera compie il suo rito nei confronti dei condomini, nudi e simili ad animali da macello. L'ultimo quadro è un'iperrealistica fotografia di un sereno paesaggio montano: finale lieto, acido, obbediente alla definizione che l'autore ha dato di Sterminio, una "commedia radicale".<br>
<br>
Teatro delle Albe<br>
Teatro Rasi<br>
Via di Roma, 39 - Ravenna<br>
Tel. 0544 36239<br>
<a href="http://www.teatrodellealbe.com" target="_blank">www.teatrodellealbe.com</a><br>


<a href= "http://www.ubulibri.it/pagine/ipremiubu.htm" target="_blank">Premi UBU 2007</a>
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      <video:view_count>17</video:view_count>
      <video:publication_date>2008-01-30</video:publication_date>
      <video:tag>Teatro</video:tag>
      <video:tag>delle</video:tag>
      <video:tag>Albe</video:tag>
     <video:category>Teatro</video:category>
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      <video:title><![CDATA[Bologna: Arte Fiera 2008]]></video:title>  
      <video:description><![CDATA[<span class="titoloBlu">32a Edizione, Arte Fiera 2008 a Bologna</span><br>
<br>
In occasione della 32a Fiera internazionale di arte contemporanea "Arte Fiera 2008" a Bologna, abbiamo intervistato il Direttore Artistico Silvia Evangelisti, che ci ha presentato l'ultima Edizione.<br>
<br>
Arte Fiera Art First dedica una particolare attenzione alle giovani gallerie, offrendo un panorama delle esperienze artistiche contemporanee e delle ricerche più attuali attraverso unattenta selezione delle proposte più interessanti e innovative.<br>
<br>
Collocate nel cuore degli spazi della fiera le 26 giovani gallerie (con non oltre 5 anni di attività) scelte dal comitato di selezione, avranno dunque la più ampia visibilità in un contesto internazionale e proporranno al pubblico di appassionati uno spaccato delle tendenze emergenti con la possibilità di scoprire nuovi talenti.<br>
<br>
Tra le partecipazioni italiane si segnala quella di T293 e Annarumma404 di Napoli, Federico Luger, Massimo Carasi - The Flat, Galica, Pianissimo, Prometeo Gallery e Riccardo Crespi di Milano, agenzia 04 e Fabio Tiboni Arte Contemporanea di Bologna, Monitor, C.a.o.s. e Extraspazio di Roma, Citric di Brescia, Galleria 42 Contemporaneo di Modena e Galleria SpazioA Contemporanearte di Pistoia; tra le gallerie straniere Galerie Davide Gallo, Kunstagenten e Galerie Martin Mertens di Berlino, Galerie Magda Danysz di Parigi e Dukan & Hourdequin di Marsiglia, Patrick Heide Contemporary Art di Londra, 
Mizuma Action di Tokyo, Virgil de Voldère di New York, Acb Gallery di Budapest e Galeria Posibila di Bucarest, che presenta una riedizione di fotografie dell'artista rumeno Ion Dumitriu. Tra gli artisti emergenti proposti in fiera dalle giovani gallerie si segnalano Alicia Martin, Pieter Hugo, ZimFrei, Mike Giant, Lisi Raskin, Claire Fontaine, Michael Bevilacqua, Pennacchio & Argentato, Nicolas Touron.<br>
<br>
<a href="http://www.artefiera.bolognafiere.it" target="_blank">www.artefiera.bolognafiere.it</a><br>

]]></video:description>
      <video:view_count>13</video:view_count>
      <video:publication_date>2008-01-28</video:publication_date>
      <video:tag>ARTE</video:tag>
      <video:tag>FIERA</video:tag>
      <video:tag>2008</video:tag>
     <video:category>Arte</video:category>
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      <video:title><![CDATA[Bologna: Arte Fiera 2008 / Philippe Perrin]]></video:title>  
      <video:description><![CDATA[<span class="titoloBlu">Arte Fiera 2008 / Philippe Perrin</span><br>
<br>
In occasione della Fiera internazionale di arte contemporanea "Arte Fiera 2008" a Bologna, abbiamo intervistato Philippe Perrin, artista concettuale esposto allo stand della Galleria Piece Unique di Parigi.<br>
<br>
Nato a La Tronche nel 1964, Philippe Perrin vive a Parigi. Artista-boxer-writer-esploratore è conosciuto per le sue armi in scala ingigantita: coltelli a serramanico, pugni americani, lamette, revolver: "Quando un oggetto o la sua immagine è realizzata in maniera iperbolica, il significato primario scompare lasciando spazio a un altro messaggio dalla stessa forma ma dal significato diverso." L'aspetto da guerrafondaio è sradicato e le opere di Perrin, la sua Colt, Lugers, Brownings, UZI, e le altre macchine da sterminio oversize e immobili sembrano private del loro potenziale omicida e si muovono fra l'ambivalente relazione tra fascino e repulsione che gli uomini hanno verso le armi lasciando spazio alla loro peculiare bellezza, enfatizzata dalla qualità dei suoi lavori, meticolosamente concepiti dall'artista.<br>
<br>
PIECE UNIQUE<br>
4 Rue Jacques Callot, 75006 PARIS<br>
<a href="http://www.galeriepieceunique.com" target="_blank">www.galeriepieceunique.com</a><br>
<a href="http://www.artefiera.bolognafiere.it" target="_blank">www.artefiera.bolognafiere.it</a><br>

]]></video:description>
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      <video:publication_date>2008-01-28</video:publication_date>
      <video:tag>Philippe</video:tag>
      <video:tag>Perrin</video:tag>
     <video:category>Arte</video:category>
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      <video:title><![CDATA[Sten: Fori Romani]]></video:title>  
      <video:description><![CDATA[<span class="titoloBlu">STEN: Fori Romani</span><br>
<br>
Tranquillo, schivo e riservato. Sono questi i termini che verrebbe da utilizzare nelle descrizioni di STEN, artista romano attivo dal 2001. Surreale, malinconica e particolarmente precisa è invece ciò che verrebbe da dire della sua produzione artistica, sia che si tratti di opere pubbliche illegali, sia di lavori in ambito istituzionale. Dalle opere iniziali, per le quali ricavava maggiore spunto nelle immagini dei b-movies anni Settanta, passando per l´iconografia religiosa antica, questo artista trova ora nelle figure comuni, nelle immagini e nei protagonisti del quaotidiano maggiore ispirazione. La sua ricerca si concentra quindi sulla rappresentazione di persone, sulla creazione, attraverso una elaborata e raffinata tecnica a stencil, di moderne icone del quotidiano. Inventore della tecnica "Hole School" che si basa sulla creazione a mano di retini monouso simili a quelli utilizzati dalla stampa grafica, questo artista crea un particolare effetto di contrasto tra i soggetti comuni e contemporanei della sua produzione e un gusto ed una forma particolarmente retrò, tipici delle stampe a mezzatinta e delle serigrafie antiche.<br>
<br>
Luca Favella, anch'egli romano, ha alle spalle numerosi lavori di reportage sui mondi sommersi e spesso meno conosciuti della capitale. Dal suo incontro con STEN nasce una nuova maniera di osservare e raccontare la street art. L'intenzione puramente documentaristica, così come la ormai banale epica della strada, cedono il passo ad immagni poetiche, che dell'artista provano a raccontare non tanto le gesta quanto l'insieme di momenti e dei sentimenti che precedono la reale applicazione dell'opera al tessuto urbano.<br>
<br>
AVANTGARDEN GALLERY<br>
FORI ROMANI, artwork by STEN<br>
foto Luca Favella<br>
Dal 16 Gennaio al 9 Febbraio<br>
da martedì a venerdì, 12.00 - 18.00<br>
sabato 14.00 - 19.00<br>
<br>
<a href="http://www.avantgardengallery.com" target="_blank">www.avantgardengallery.com</a><br>

]]></video:description>
      <video:view_count>15</video:view_count>
      <video:publication_date>2008-01-20</video:publication_date>
      <video:tag>STEN:</video:tag>
      <video:tag>Fori</video:tag>
      <video:tag>Romani</video:tag>
     <video:category>Arte</video:category>
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      <video:title><![CDATA[Moratoria sulla pena di morte: La parola ai giurati]]></video:title>  
      <video:description><![CDATA[<p><strong>19 dicembre 2007</strong> - L'Assemblea generale dell'Onu dice s&igrave; alla moratoria globale sulla pena di morte.<br /><br />Il massimo organismo della comunit&agrave; internazionale, con un'ottima maggioranza, dice al mondo che della pena di morte si pu&ograve; fare a meno. La risoluzione&nbsp;&egrave; un ulteriore strumento di pressione, per chiedere ai governi, che ancora mantengono la pena di morte, di avere coraggio.<br /><br />Rimane ancora molto da fare per salvare vite umane in Iran, Cina, Arabia Saudita, Iraq e in quei pochi altri paesi che ancora si ostinano ad applicare la pena di morte.<br /><br />"Ne La parola ai giurati, l'impianto drammaturgico si basa sullo svolgimento di un dramma giudiziario. Ma ci&ograve; che mi ha ispirato fin dalla prima lettura&nbsp;&egrave; la possibilit&agrave; di portare alla luce i pregiudizi e le false certezze che caratterizzano il comportamento dei giurati e che affiorano nel momento in cui devono assolvere il compito pi&ugrave; difficile per un uomo: quello di decidere della vita di un altro uomo.<br /><br />La vicenda&nbsp;&egrave; incentrata su due capisaldi del sistema giuridico anglosassone: la presunzione di innocenza e la dimostrabilit&agrave; della sua colpevolezza al di l&agrave; di ogni ragionevole dubbio. In un'epoca in cui il mondo&nbsp;&egrave; afflitto da ideologie contrastanti che si nutrono di assolutismo e che spesso scadono a pregiudizi, il ragionevole dubbio&nbsp;&egrave; una preziosa arma di difesa."<br /><strong>Alessandro Gassman</strong><br /><br /><strong>La parola ai giurati</strong><br />(Dodici uomini arrabbiati) di Reginald Rose <br />Regia Alessandro Gassman<br />Con Alessandro Gassman <br />Traduzione di Giovanni Lombardo Radice <br />Scene Gianluca Amodio <br />Costumi Helga H. Williams <br />Musiche Pivio &amp; Aldo De Scalzi <br />Light designer Marco Palmieri <br />Sound designer Hubert Westkemper <br />Con Manrico Gammarota, Sergio Meogrossi, Giancarlo Ratti, Fabio Bussotti, Paolo Fosso, Nanni Candelari, Emanuele Salce, Massimo Lello, Emanuele Maria Basso, Giacomo Rosselli, Giulio Federico Janni</p>]]></video:description>
      <video:view_count>17</video:view_count>
      <video:publication_date>2008-01-13</video:publication_date>
      <video:tag>pena</video:tag>
      <video:tag>morte</video:tag>
      <video:tag>alessandro</video:tag>
      <video:tag>gassman</video:tag>
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      <video:tag>giurati</video:tag>
      <video:tag>teatro</video:tag>
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      <video:tag>moratoria</video:tag>
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      <video:tag>innocenza</video:tag>
     <video:category>Sociale</video:category>
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      <video:title><![CDATA[Piccoli gesti per il pianeta / 5 - mobilitÃ  sostenibile]]></video:title>  
      <video:description><![CDATA[<p><span class="titoloBlu">5 - mobilit&agrave; sostenibile</span><br /><br />Camminare come mezzo di spostamento&nbsp;&egrave; il pi&ugrave; semplice modo per favorire la riduzione dei consumi energetici. Le nazioni ricche sono affette da numerose malattie legate alla sedentariet&agrave;. Camminare permette di raggiungere senza sforzo distanze fino a 2 chilometri. Per distanze superiori potete optare per la bicicletta, possibilmente utilizzando percorsi ciclopedonali protetti. In Italia non c'&egrave; ancora una cultura che vede nella bicicletta un mezzo di trasporto urbano quotidiano alternativo all'automobile. La bicicletta&nbsp;&egrave; ancora associata alla povert&agrave; e alla mancanza dei soldi per acquistare un'automobile.<br /><br />I benefici sulla salute connessi con il camminare o l'uso della bicicletta non sono dovuti solo al miglioramento della qualit&agrave; dell'aria: secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanit&agrave; camminare o usare la bicicletta per spostamenti quotidiani pu&ograve; portare al dimezzamento del rischio di malattie cardiovascolari e di diabete, alla diminuzione dell'obesit&agrave; e alla riduzione del 30% del rischio di sviluppare ipertensione.</p>]]></video:description>
      <video:view_count>24</video:view_count>
      <video:publication_date>2007-12-17</video:publication_date>
      <video:tag>mobilitÃ </video:tag>
      <video:tag>sostenibile</video:tag>
      <video:tag>camminare</video:tag>
      <video:tag>bicicletta</video:tag>
      <video:tag>qualitÃ </video:tag>
      <video:tag>vita</video:tag>
     <video:category>Ambiente</video:category>
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      <video:title><![CDATA[Milano: La via per la pace interiore]]></video:title>  
      <video:description><![CDATA[<p><span class="titoloBlu">La via per la pace interiore</span><br /><br />In occasione del 18&deg; anniversario del conferimento del Premio Nobel per la pace a Sua Santit&agrave; il Dalai Lama. Conferenza pubblica: La pace interiore e la non violenza.<br /><br />Direttamente sulla base della sua esperienza personale, Sua Santit&agrave; ha spiegato come rendere migliore la vita quotidiana, integrandola con la pratica spirituale e i metodi per rendere concreta l'esercizio della non-violenza, soprattutto mettendo in relazione il comportamento di corpo, parola e mente con la pratica della compassione. <br /><br /><a href="http://www.dalailama-milano2007.org" target="_blank">www.dalailama-milano2007.org</a><br /><a href="http://www.dalailama.com" target="_blank">www.dalailama.com</a></p>]]></video:description>
      <video:view_count>18</video:view_count>
      <video:publication_date>2007-12-13</video:publication_date>
      <video:tag>Dalai</video:tag>
      <video:tag>Lama</video:tag>
      <video:tag>buddismo</video:tag>
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     <video:category>Cultura</video:category>
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      <video:title><![CDATA[Magica Notte in Lhasa]]></video:title>  
      <video:description><![CDATA[<span class="titoloBlu">Magica Notte in Lhasa</span><br>
<br>
In occasione del settantaduesimo compleanno di Sua Santità il XIV Dalai Lama, il 6 luglio 2007 l'associazione Casa della Cultura del Tibet (Tibet Culture House Italy), ha organizzato al Piccolo Teatro Studio a Milano uno spettacolo di danze e costumi tibetani messo in scena dalla compagnia Thangtong Lhugar Tibetan Performing Arts<br>
<br>
L'Associazione ha lo scopo di promuovere la conoscenza della cultura tibetana ricercando e analizzando le radici storiche che hanno contribuito alla sua specificità sociale, religiosa, linguistica e di costume.<br>
<br>
<a href="http://www.tibetculturehouseitaly.org" target="_blank">www.tibetculturehouseitaly.org</a><br>
<br>
Contributi video realizzati in Tibet da:<br>
Adriana Ragazzi Ferrari<br>
AstudioF - Milano<br>

]]></video:description>
      <video:view_count>10</video:view_count>
      <video:publication_date>2007-12-13</video:publication_date>
      <video:tag>Magica</video:tag>
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      <video:tag>Lhasa</video:tag>
     <video:category>Cultura</video:category>
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      <video:title><![CDATA[Incontro con gli autori: &Acirc;sa Larsson]]></video:title>  
      <video:description><![CDATA[<p><span class="titoloBlu">&Acirc;sa Larsson - Il sangue versato</span><br />Un nuovo caso per l'avvocato Rebecka Martinsson<br /><br />"In questa stagione le notti sono chiare e non danno pace. Nel mio cuore c'&egrave; un cane che vuole balzare in piedi a ogni mio respiro. &Egrave; pieno di cattive intenzioni. Le mie mani prendono diversi attrezzi. La mazza. Il piede di porco. La catena. Il martello. Penso a quella donna. &Egrave; stata lei a farmi perdere la ragione".<br /><br />Nel giorno di mezza estate, quando la notte bisbiglia e la gente diventa irrequieta, in una terra incantevole ai limiti del mondo, si compie un delitto feroce. Nella chiesa di Jukkasjarvi, piccola localit&agrave; nei pressi di Kiruna, viene ritrovato il corpo martoriato del pastore Mildred Nilsson, una figura controversa che con l'intransigenza delle sue posizioni aveva diviso le anime del paese, attirando odio viscerale e venerazione. L'avvocato Rebecka Martinsson torna a casa per tutt'altre ragioni e, senza volerlo, si trova a dare una mano all'ispettrice di polizia Anna-Maria Mella, rientrata alla centrale dalla sua quarta maternit&agrave;. Perch&eacute; si&nbsp;&egrave; arrivati a tanto furore? Da che parte sta la ragione? Pu&ograve; davvero la colpa essere attribuita con certezza? Nel corso delle indagini, le due donne devono confrontarsi con l'odio e l'amore ferito che si mescolano in questa terra solitaria e primitiva non lontana dal circolo polare artico, dove per mesi non compare mai il sole e la natura si sveglia d'un tratto rigogliosa di vita. Un nuovo caso per Rebecka Martinsson, in cui &Acirc;sa Larsson tratteggia con occhio attento e partecipe la complessit&agrave; della relazioni umane, celebrando allo stesso tempo la seduzione della natura incontaminata della sua terra che, quasi ai confini della civilizzazione, ha serbato intatta la forza arcaica dei sentimenti.<br /><br />Editore: MARSILIO<br />Anno di pubblicazione: 02/2007<br />Numero di pagine: 416 <br /><br /><strong>&Acirc;sa Larsson</strong>&nbsp;&egrave; nata a Kiruna nel 1966. Avvocato ï¬scalista,&nbsp;&egrave; autrice della fortunata serie che ha per protagonista l'avvocato Rebecka Martinsson, di cui Marsilio ha gi&agrave; pubblicato il primo episodio, Tempesta solare, che l'ha incoronata "regina del giallo scandinavo" e da cui sar&agrave; presto tratto un film. Il sangue versato&nbsp;&egrave; il secondo espisodio della serie, vincitore nel 2004 del Premio dell'Accademia di Svezia per il miglior giallo.<br /><br /><a href="http://www.noirfest.com" target="_blank">www.noirfest.com</a></p>]]></video:description>
      <video:view_count>9</video:view_count>
      <video:publication_date>2007-12-12</video:publication_date>
      <video:tag>Asa</video:tag>
      <video:tag>Larsson</video:tag>
      <video:tag>libri</video:tag>
      <video:tag>scrittore</video:tag>
      <video:tag>noir</video:tag>
      <video:tag>courmayeur</video:tag>
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      <video:tag>kiruna</video:tag>
      <video:tag>martisson</video:tag>
      <video:tag>sangue</video:tag>
      <video:tag>versato</video:tag>
     <video:category>Libri</video:category>
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      <video:title><![CDATA[Courmayeur NOIR in festival: il NOIR]]></video:title>  
      <video:description><![CDATA[<span class="titoloBlu">Il NOIR</span><br>
<br>
Lorenzo Scandroglio e Sandrone Dazieri incontrati a Courmayeur, durante la diciassettesima Edizione del NOIR in Festival, analizzano il genere NOIR.<br>
<br>
Lorenzo Scandroglio (1969), poeta e giornalista culturale è responsabile della rubrica di attualità per la rivista ALP. Collabora alle pagine culturali de "il Giornale", a "L'Indice dei libri", "Elle", "La Prealpina", "Lombardia Oggi". Ha insegnato Strategia della Comunicazione all'Université Europeenne Jean Monnet. Vive in simbiosi con la montagna che percorre in lungo e in largo, a piedi d'estate, pelli agli sci d'inverno.<br>
<br>
Sandrone Dazieri<br>
Nato a Cremona nel 1964, si diploma alla scuola alberghiera di San Pellegrino Terme e pratica la professione di cuoco per una decina d'anni, in giro per l'Italia. Studia Scienze Politiche a Milano, non si laurea, e, lasciati i fornelli, pratica numerosi mestieri, dal venditore di corsi di musica al facchino, in contemporanea con l'attività di militante nel movimento dei centri sociali milanesi. Nel 1992 si avvicina all'editoria come correttore di bozze nel service editoriale Telepress, di cui, cinque anni dopo, è nominato direttore della sede di Milano. Nel frattempo diventa giornalista pubblicista e collabora per cinque anni con il Manifesto come esperto di controculture e narrativa di genere. Nel 1999 pubblica il suo primo romanzo noir, Attenti al Gorilla, per il Giallo Mondadori e il rapporto con la casa editrice si approfondisce sino alla nomina a responsabile prima dei Gialli Mondadori, poi di tutto il comparto dei libri per edicola. Scrive altri tre romanzi per adulti, sempre noir (La cura del Gorilla, Einaudi, Gorilla Blues, Strade Blu Mondadori, Il Karma del Gorilla, Strade Blu Mondadori), un romanzo per ragazzi (Disney Avventura, premio selezione Bancarellino), numerosi racconti (antologia Crimini Einaudi, Il Giallo e l'impegno, Micromega, solo per citare le più conosciute), alcuni soggetti per il fumetto (Pinocchio, Diabolik). Come scenegggiatore ha scritto La cura del Gorilla (Colorado Film/ Warner), tratto dal suo secondo romanzo, L'ultima Battuta (Rodeo Drive/Rai Fiction), Un gioco da ragazze (con Teresa Ciabatti), ed è stato per due anni story editor per Colorado Film. E' stato dal 2004 al 2006 il direttore dei Libri per Ragazzi Mondadori, incarico che ha lasciato nel 2006 per avere più tempo per scrivere. Attualmente è consulente per la casa editrice Mondadori e si occupa di autori italiani per adulti e ragazzi.<br>
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<a href="http://losca.splinder.com" target="_blank">http://losca.splinder.com/</a><br>
<a href="http://www.sandronedazieri.it" target="_blank">www.sandronedazieri.it</a><br>
<a href="http://www.noirfest.com" target="_blank">www.noirfest.com</a><br>

]]></video:description>
      <video:view_count>12</video:view_count>
      <video:publication_date>2007-12-11</video:publication_date>
      <video:tag>NOIR</video:tag>
     <video:category>Cultura</video:category>
    </video:video>
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      <video:title><![CDATA[Incontro con gli autori: Scott Turow]]></video:title>  
      <video:description><![CDATA[<span class="titoloBlu">Scott Turow</span><br>
Il Raymond Chandler Award 2007 va a Scott Turow<br>
<br>
La Direzione e il Comitato esperti della XVII edizione di Courmayeur Noir in Festival assegna il Premio Raymond Chandler 2007 a Scott Turow con la seguente motivazione: Perché da Presunto innocente a L'onere della prova, da La legge dei nostri padri a Errori reversibili, da Eroi normali  a Prova d'appello, Scott Turow, ha costruito, nella generosa misura dei grandi romanzi narrativi, i tasselli di una moderna commedia umana. Perché i suoi romanzi non coinvolgono solo i piaceri della suspense, ma il ritratto e la radiografia di un mondo affrontando temi cruciali come la macchina della giustizia e del potere, il rapporto padri figli, il senso della giustizia, l'indifferenza morale, l'ambiguità della memoria, il tema assoluto del diritto alla vita, articolato con una posizione "razionale" e non "morale" contro la pena di morte. Perché la sua voce potente sa trasmettere, in forma popolare e colta insieme, i grandi interrogativi, e le poche risposte, del nostro tempo.<br>
<br>
Scott Turow, considerato l'inventore del legal thriller, è nato il 12 aprile a Chicago nel 1949, è cresciuto nella capitale dell'Illinois e lì continua a vivere ancora oggi. Si è laureato all'Amherst College nel 1970. Nello stesso anno riceve la Edith Mirrielees Fellowship dal centro di scrittura creativa dell'università di Standford. Dal 1972 al 1975 insegna scrittura creativa a Stanford e poi si iscrive alla Law School di Harvard dove si laurea con lode nel 1978. Negli otto anni successivi è assistente del procuratore generale a Chicago e, tra i casi più noti, ha condotto la causa contro il procuratore generale William J. Scott, accusato di frode fiscale. È stato anche consigliere capo nell'Operazione Greylord, l'indagine federale sui casi di corruzione giudiziaria in Illinois che negli anni '80 coinvolse 92 persone, inclusi 17 giudici, 48 avvocati, 8 poliziotti, 10 vice-sceriffo, 8 ufficiali giudiziari e un legislatore di Stato.<br>
<br>
Nel 1987 con Presumed Innocent  Presunto innocente, da cui è stato tratto l'omonimo film diretto da Alan J. Pakula e interpretato da Harrison Ford, scala i vertici delle classifiche di vendita di tutto il mondo. E nonostante il successo che prosegue anche con i libri seguenti, continua a fare l'avvocato penalista (è socio dello Studio Legale di Chicago Sonnenschein, Nath & Rosenthal) e il patrocinatore gratuito. Quasi tutti i suoi romanzi sono ambientati nel mondo forense, i luoghi dove si muovono i suoi protagonisti sono le aule giudiziarie, gli studi legali e la pubblica amministrazione delle grandi città nordamericane, in particolare Chicago. Dopo Presunto Innocente altri due libri sono stati tradotti in film: Reversible Errors  Falsa accusa e The Burden of Proof  L'onere della prova entrambi diretti da Mike Robe. Mentre Dustin Hoffman ha acquisito i diritti di Personal Injuries  Lesioni personali allo scopo di dirigere la sua opera prima. Proprio quest'ultimo romanzo venne dichiarato dalla rivista "Time" il miglior romanzo del 1999. Turow ha ricevuto numerosi premi letterari, tra cui il prestigioso Silver Dagger Award della British Crime Writers. Nel 1990, Turow apparve sulla copertina dell'11 giugno di "Time" che lo definì il "Bardo dell'Età delle Cause".<br>
<br>
Oltre agli otto romanzi, Turow ha scritto anche due libri di non-fiction: l'opera prima One L (1977)  Harvard, Facoltà di legge, basata sulla propria frequentazione ad Harvard, e il saggio Ultimate Punishment (2003)  Punizione suprema, che raccoglie l'esperienza maturata nella speciale commissione voluta dal Governatore George Ryan per indagare i guasti e la validità della pena capitale a seguito della sconcertante scoperta di tredici casi di innocenti giustiziati. Ryan nel 2000 decise la moratoria per 164 pene capitali. Il libro è una lucida riflessione contro la pena di morte basata non su un principio etico, ma sulla constatazione analitica del danno irreversibile prodotto dagli errori nelle investigazioni poliziesche e nelle inchieste giudiziarie, dal razzismo e la faziosità delle giurie, dall'ingiusta dismisura tra i ricchi e i potenti che possono permettersi una difesa più che adeguata e coloro che, invece, vengono abbandonati al proprio destino. Come avvocato, Turow è riuscito a salvare dalla pena capitale alcuni dei suoi clienti, come, ad esempio, Alejandro Hernandez, che ha passato 11 anni nel braccio della morte per un delitto mai commesso.  Lo scrittore ha al suo attivo anche numerosi articoli e saggi per "The New York Times", "Washington Post", "Vanity Fair", "The New Yorker", "Playboy" e "The Atlantic", nonché la curatela dell'antologia di racconti legal thriller Guilty As Charged (1996), pubblicata da Mondadori come Quel giorno a Eagle's Point. Scott Turow ha vinto numerosi premi letterari tra cui l'Heartland Prize nel 2003 per Errori reversibili e il Robert F. Kennedy Book Award nel 2004 per Punizione suprema. I suoi libri sono stati tradotti in più di 25 lingue e hanno venduto oltre 25 milioni di copie in tutto il mondo.<br>
<br>
<a href="http://www.scottturow.com" target="_blank">www.scottturow.com</a><br>
<a href="http://www.noirfest.com" target="_blank">www.noirfest.com</a><br>


]]></video:description>
      <video:view_count>9</video:view_count>
      <video:publication_date>2007-12-11</video:publication_date>
      <video:tag>Scott</video:tag>
      <video:tag>Turow</video:tag>
     <video:category>Libri</video:category>
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      <video:title><![CDATA[Courmayeur NOIR in festival: Guinea Pig]]></video:title>  
      <video:description><![CDATA[<span class="titoloBlu">Guinea Pig (La cavia)</span><br>
<br>
Italia, 2007, 17'<br>
Regia: Antonello De Leo<br>
Produttore: Floria Aprea<br>
Produzione: Dax Film<br>
Sceneggiatura: Antonello De Leo, Domenico Saverni<br>
Fotografia: Marco Onorato<br>
Montaggio: Annalisa Forgione, Silvana Costa<br>
Musica: Marco Schiavoni<br>
Suono: Alberto Padoan<br>
Scenografia: Marialuisa Pacini<br>
Costumi: Innocenza Coiro<br>
<br>
Interpreti:<br>
Fiona May, Henry Garrett, David Brandon, Michael Fitzpatrick, Joy Longo, Mariam G. Yohans, Joie Davidow<br>
<br>
Trama:
Una donna per poter curare la sua bambina malata, quale ultima risorsa decide di sottoporsi, per denaro, a un esperimento scientifico che ben presto, si rivelerà una vera e propria tortura. Guinea Pig ha ricevuto il patrocinio di Amnesty International Italia perché ritenuta opera coraggiosa e utile alla causa della lotta contro la tortura perpetrata nel mondo.<br>
<br>
<a href="http://www.daxfilm.com" target="_blank">www.daxfilm.com</a><br>
<a href="http://www.noirfest.com" target="_blank">www.noirfest.com</a><br>
]]></video:description>
      <video:view_count>84</video:view_count>
      <video:publication_date>2007-12-11</video:publication_date>
      <video:tag>Guinea</video:tag>
      <video:tag>Pig</video:tag>
     <video:category>Cinematografia</video:category>
    </video:video>
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      <video:title><![CDATA[Courmayeur NOIR in festival: +Liver+]]></video:title>  
      <video:description><![CDATA[<p><span class="titoloBlu">+Liver+</span><br /> <br /> Italia, 2007, 17'<br /> Regia: Federico Greco<br /> Produttore: Ottaviano Blitch<br /> Sceneggiatura: Ottaviano Blitch<br /> Fotografia: Antonio Veracini<br /> Montaggio: Federico Greco<br /> <br /> Interpreti:<br /> Ottaviano Blitch, Natasha Czertok<br /> <br /> Trama: Harry Brompton nato il 27 luglio 1973, a Crowley in Inghilterra, soprannominato Liver (fegato), &egrave; uscito di prigione nel marzo del 2005 per buona condotta. Quello stesso giorno si &egrave; recato presso l'appartamento di Rachel McWilliams, la figlia del procuratore che lo aveva fatto condannare all'ergastolo anni prima. Harry Brompton aveva ucciso una giovane coppia e ne aveva mangiato il fegato...<br /> <br /> <a href="http://www.federicogreco.com" target="_blank">www.federicogreco.com</a><br /> <a href="http://www.noirfest.com" target="_blank">www.noirfest.com</a></p>]]></video:description>
      <video:view_count>18</video:view_count>
      <video:publication_date>2007-12-11</video:publication_date>
      <video:tag>liver</video:tag>
      <video:tag>noir</video:tag>
      <video:tag>festival</video:tag>
      <video:tag>courmayeur</video:tag>
      <video:tag>ottaviano</video:tag>
      <video:tag>blitch</video:tag>
      <video:tag>noir</video:tag>
      <video:tag>festival</video:tag>
      <video:tag>film</video:tag>
      <video:tag>cortometraggio</video:tag>
     <video:category>Cinematografia</video:category>
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      <video:title><![CDATA[Courmayeur NOIR in festival: Ecoritratti]]></video:title>  
      <video:description><![CDATA[<span class="titoloBlu">Ecoritratti</span><br>
a cura del Centro di Studi Alessandro Milano<br>
<br>
Il Centro di Studi Alessandro Milano, accompagna il NOIR in Festival fin dalle sue origini. Da più di 15 anni si lasciano provocare dai temi che il NOIR mette in campo, e in base a questi temi realizzano una pubblicazione ad ogni Edizione sviluppando il tema in ambito locale. Quest'anno i due filoni al quale hanno deciso di dedicarsi sono quelli dell'Ecocrimine e della legalità. Quindi partendo dall'educazione ambientale le "buone pratiche" possano essere vissute come pratica della legalità, questo perchè essendo un centro di promozione culturale, che ha un'approccio educativo e formativo verso i ragazzi, e di conseguenza anche nel mondo degli adulti, possa inquinare le coscienze con dei "buoni propositi".<br>
<br>
Quest'anno sono state coinvolte sei donne valdostane che hanno riflettuto su questi due temi, Ecocrimine e Legalità.<br>
<br>
Il Procuratore Capo di Aosta, Maria Del Savio Bonaudo, il Comandante della Tenenza della Guardia di Finanza di Entrèves, Tenete Lisa Nicolosi, la Dirigente scolastica Prof.ssa Giovanna San Pietro, Miss Valle d'Aosta 2007, Jenny Lillaz, il Presidente dei Giornalisti della Valle d'Aosta, Anna Nigra e in fine il neo Sindaco di Courmayeur, Fabrizia Derriard.<br>
<br>
Da qui scaturisce un'interessante volumetto dal titolo:<br>
Eco-ritratti quasi quotidiani, ovvero parole e fatti a proposito di "buone pratiche" come testimonianza di legalità. Le riflessioni di sei donne valdostane.<br>
<br>
Progetto Intra Montes<br>
Centro di Studi Alessandro Milano<br>
La scuola di Dolonne<br>
<br>
Redazione:<br>
Luisa Aureli Bergomi, Elio Milano, Cristina Porta<br>



]]></video:description>
      <video:view_count>20</video:view_count>
      <video:publication_date>2007-12-10</video:publication_date>
      <video:tag>Ecoritratti</video:tag>
     <video:category>Ambiente</video:category>
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      <video:title><![CDATA[Incontro con gli autori: Sandrone Dazieri]]></video:title>  
      <video:description><![CDATA[<p><span class="titoloBlu">BESTIE di Sandrone Dazieri</span><br />Storie di Ecomafia<br />[<strong>Guarda anche i video: <a href="../newsVideo.php?id=9e71cfc057a2ce16eff324067f6d345f&amp;ui=VerdeIntDaz5498980112987&amp;un=VerdeIntDaz94327907310&amp;ch=14">Edizioni Ambiente</a> - <a href="../newsVideo.php?id=9c83fc573356f2e5b64fe5f4d00630a5&amp;ui=VerdeInt1375498980112987&amp;un=VerdeInt37594327907310&amp;ch=14">Valentina Gebbia e Gery Palazzotto</a></strong>]<br /><br />Un piccolo albergo nelle valli della bergamasca. L'omicidio di un ragazzo di passaggio. Un cuoco con trascorsi da rapinatore costretto a reinventarsi investigatore. L'ombra delle Triadi cinesi e della criminalit&agrave; organizzata. Tra oscuri rimedi orientali e ambientalisti arrabbiati, Sandrone Dazieri costruisce un noir appassionante e divertente, che ci racconta uno dei traffici pi&ugrave; orrendi e redditizi del nostro presente: il traffico di animali esotici o protetti.<br /><br />Editore: Edizioni Ambiente - VerdeNero<br />Anno di pubblicazione: 05/2007<br />Numero di pagine: 127<br /><br />Prendendo spunto dalle storie raccontate nel Rapporto Ecomafia, Edizioni Ambiente ha promosso la collana editoriale VerdeNero che vede protagonisti i pi&ugrave; importanti scrittori noir italiani che devolveranno parte dei loro diritti d'autore alla campagna SalvaItalia.<br /><br />Sandrone Dazieri<br />Nato a Cremona nel 1964, si diploma alla scuola alberghiera di San Pellegrino Terme e pratica la professione di cuoco per una decina d'anni, in giro per l'Italia. Studia Scienze Politiche a Milano, non si laurea, e, lasciati i fornelli, pratica numerosi mestieri, dal venditore di corsi di musica al facchino, in contemporanea con l'attivit&agrave; di militante nel movimento dei centri sociali milanesi. Nel 1992 si avvicina all'editoria come correttore di bozze nel service editoriale Telepress, di cui, cinque anni dopo,&nbsp;&egrave; nominato direttore della sede di Milano. Nel frattempo diventa giornalista pubblicista e collabora per cinque anni con il Manifesto come esperto di controculture e narrativa di genere. Nel 1999 pubblica il suo primo romanzo noir, Attenti al Gorilla, per il Giallo Mondadori e il rapporto con la casa editrice si approfondisce sino alla nomina a responsabile prima dei Gialli Mondadori, poi di tutto il comparto dei libri per edicola. Scrive altri tre romanzi per adulti, sempre noir (La cura del Gorilla, Einaudi, Gorilla Blues, Strade Blu Mondadori, Il Karma del Gorilla, Strade Blu Mondadori), un romanzo per ragazzi (Disney Avventura, premio selezione Bancarellino), numerosi racconti (antologia Crimini Einaudi, Il Giallo e l'impegno, Micromega, solo per citare le pi&ugrave; conosciute), alcuni soggetti per il fumetto (Pinocchio, Diabolik). Come scenegggiatore ha scritto La cura del Gorilla (Colorado Film/ Warner), tratto dal suo secondo romanzo, L'ultima Battuta (Rodeo Drive/Rai Fiction), Un gioco da ragazze (con Teresa Ciabatti), ed&nbsp;&egrave; stato per due anni story editor per Colorado Film. E' stato dal 2004 al 2006 il direttore dei Libri per Ragazzi Mondadori, incarico che ha lasciato nel 2006 per avere pi&ugrave; tempo per scrivere. Attualmente&nbsp;&egrave; consulente per la casa editrice Mondadori e si occupa di autori italiani per adulti e ragazzi.<br /><br /><a href="http://www.sandronedazieri.it" target="_blank">www.sandronedazieri.it</a><br /><a href="http://www.noirfest.com" target="_blank">www.noirfest.com</a></p>]]></video:description>
      <video:view_count>56</video:view_count>
      <video:publication_date>2007-12-10</video:publication_date>
      <video:tag>Sandrone</video:tag>
      <video:tag>Dazieri</video:tag>
      <video:tag>libro</video:tag>
      <video:tag>scrittore</video:tag>
      <video:tag>noir</video:tag>
      <video:tag>ecomafia</video:tag>
      <video:tag>bestie</video:tag>
      <video:tag>edizioni</video:tag>
      <video:tag>ambiente</video:tag>
      <video:tag>verdenero</video:tag>
      <video:tag>courmayeur</video:tag>
      <video:tag>festival</video:tag>
     <video:category>Libri</video:category>
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      <video:title><![CDATA[Incontro con gli autori: Michael Gregorio]]></video:title>  
      <video:description><![CDATA[<span class="titoloBlu">MICHAEL GREGORIO</span><br>
I GIORNI DELL'ESPIAZIONE<br>
<br>
Sullo sfondo di una gotica, orrifica Prussia invasa dalla Francia il procuratore Hanno Stiffeniis e la moglie Helena indagano sulla morte di tre bambini. Un crimine che li porterà a seguire, sgomenti, il filo di una storia spalancata sulla malvagità dell'animo umano. Il secondo romanzo della rivelazione Michael Gregorio, un potente romanzo storico che ci avvince con la sapienza dell'ambientazione e il perfetto concatenarsi del thriller. E che mette al centro la compassione e la pietà umana come unica alternativa al dolore.<br>
<br>
Editore: EINAUDI<br>
Anno di pubblicazione: 11/2007<br>
Numero di pagine: 450 <br>
<br>
Michael Gregorio, alias Michael Jacob e Daniela De Gregorio, insegnano - lui Inglese, lei Storia e Filosofia - a Spoleto. Con Einaudi hanno pubblicato il loro primo libro Critica della ragion criminale (Stile libero Big, 2006).<br>
<br>
<a href="http://www.michaelgregorio.it" target="_blank">www.michaelgregorio.it</a><br>
<a href="http://www.noirfest.com" target="_blank">www.noirfest.com</a><br>

]]></video:description>
      <video:view_count>16</video:view_count>
      <video:publication_date>2007-12-08</video:publication_date>
      <video:tag>giorni</video:tag>
      <video:tag>dell'espiazione</video:tag>
     <video:category>Libri</video:category>
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      <video:title><![CDATA[Sogni d'Amore]]></video:title>  
      <video:description><![CDATA[<span class="titoloBlu">SOGNI D'AMORE</span><br>
<br>
di e con<br>
Cecilia Gagnola, Cristina Colombo, Elisabetta Telaro<br>
Elaborazione drammaturgica, Cristina Colombo<br>
Liberamente tratto dall'omonimo libro di M.C. Fedrigotti<br>
<br>
Spesso sentiamo parlare di violenza alle donne, questo triste tema è stato oggetto di approfondita ricerca in collaborazione con Associazioni e Cooperative che si occupano dello specifico argomento. Soprusi psicologici, maltrattamento in famiglia, abusi sessuali, sfruttamento... sono molte le facce della violenza e sono molte le donne che la subiscono ogni giorno. In questo spettacolo in particolare, ci si sofferma principalmente sugli aspetti psicologici della violenza, quelli ai quali la maggior parte delle donne è sottoposta quotidianamente, ma non per questo meno importanti.<br>
<br>
"...guidate da una figura invisibile, tre donne raccontano i fatti della loro vita. Parlano di se stesse, del lavoro che le ha appassionate, dell'ambiente che le ha plasmate, delle loro storie d'amore...<br>
<br>
Attraverso la fantasmagoria dei loro ricordi, affiorano le loro illusioni e il disincanto... le loro sofferte rinunce per inseguire un miraggio pericoloso: il ...sogno d'amore..."<br>
<br>
Ognuna di queste tre donne ci farà ridere, piangere, divertire, ma sapranno anche essere amare e farci riflettere; in ognuna di loro ci sarà una parte di noi stesse nella quale inevitabilmente ci rispecchieremo, quella parte che stenta ad affiorare ma che è bene avere la consapevolezza che esista, perché è proprio dal rispetto di se stessa, che una donna trova, in particolari momenti della vita, la forza di rinascere.<br>  
<br>
"...abbiamo contagiato tutto il mondo con sto mito: l'unione di due anime, l'intesa per sempre...il peggio del colonialismo, hanno detto le donne africane..."<br>
<br>
Associazione Culturale<br>
Teatro ecc..ecc..<br>
Via Manzoni, 20<br>
TREZZANO SUL NAVIGLIO (MI)<br>
Tel. 348/6062578  328/6938353<br>
]]></video:description>
      <video:view_count>20</video:view_count>
      <video:publication_date>2007-12-03</video:publication_date>
      <video:tag>Sogni</video:tag>
      <video:tag>d'Amore</video:tag>
     <video:category>Teatro</video:category>
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      <video:title><![CDATA[Piccoli gesti per il pianeta / 4 - riciclo dei materiali]]></video:title>  
      <video:description><![CDATA[<p><span class="titoloBlu">4 - riciclo dei materiali</span><br /><br />A differenza di molti altri materiali, l'alluminio pu&ograve; essere riutilizzato all'infinito senza perdere le sue qualit&agrave;.<br /><br />Il riciclaggio dell'alluminio permette un risparmio del 95% dell'energia richiesta per produrlo partendo dalla materia prima; per questo motivo, il rottame d'alluminio non&nbsp;&egrave; un rifiuto da buttare, ma un prezioso materiale da riutilizzare.<br /><br />Ecco da dove si ricicla l'alluminio:<br /><br />cerchioni di bicicletta, senza mozzo n&egrave; raggi<br />binarietti d'alluminio<br />bombolette spray senza nebulizzatore<br />lattine per bibite e conserve<br />barattolini di crema<br />tubetti d'alluminio per uso medico e/o alimentare<br />fogli d'alluminio per uso domestico<br />coperchietti per lo yogurt<br />contenitori per la congelazione<br />stampi per dolci e molto altro ancora.<br /><br />Conviene raccogliere i rottami d'alluminio in maniera differenziata, dal momento che le fonderie lavorano meglio rottami omogenei.</p>]]></video:description>
      <video:view_count>29</video:view_count>
      <video:publication_date>2007-11-27</video:publication_date>
      <video:tag>riciclo</video:tag>
      <video:tag>materiali</video:tag>
      <video:tag>alluminio</video:tag>
     <video:category>Ambiente</video:category>
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      <video:title><![CDATA[Pena di morte: moratoria, un successo al 99%]]></video:title>  
      <video:description><![CDATA[<p style="text-align: left;"><span class="titoloBlu">Moratoria contro la pena di morte: a un passo dal traguardo</span><br /><br />Il voto espresso il giorno 15/11/2007 dal III Comitato dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite in favore di una moratoria globale sulle esecuzioni rappresenta per Amnesty International "una risoluzione storica e un grande passo avanti verso l'abolizione della pena di morte nel mondo".<br /><br />La risoluzione, che ha ottenuto un sostegno di 87 paesi di ogni regione del mondo ed&nbsp;&egrave; stata passata con 99 voti a favore, 52 voti contrari e 33 astensioni, verr&agrave; formalmente adottata a dicembre dall'Assemblea generale in sessione plenaria.<br /><br />Amnesty International chieder&agrave; a tutti i paesi di istituire una moratoria sulle esecuzioni, non appena l'Assemblea generale avr&agrave; adottato la risoluzione. Nel 1971 e nel 1977 l'Assemblea generale aveva adottato due risoluzioni, in cui affermava che sarebbe stato "desiderabile" che gli Stati abolissero la pena di morte.<br /><br />La risoluzione va oltre, in quanto chiede agli Stati che ancora mantengono la pena capitale "di istituire una moratoria sulle esecuzioni in vista dell'abolizione"; sollecita questi Stati a "rispettare gli standard internazionali che prevedono garanzie sulla protezione dei diritti delle persone che sono condannate a morte" e a "limitare progressivamente l'uso della pena di morte, riducendo il numero dei reati per i quali pu&ograve; essere imposta"; infine, chiede al Segretario generale di riferire all'Assemblea generale del 2008 sull'attuazione della risoluzione.<br /><br />La decisione, adottata dal supremo organismo politico con la pi&ugrave; ampia partecipazione di Stati, costituisce un chiaro riconoscimento della crescente tendenza internazionale verso l'abolizione della pena di morte, condiviso anche dal Segretario generale dell'Onu.<br /><br />Sono 133 i paesi che hanno abolito la pena di morte nelle leggi o nella prassi. Nel 2006, solo 25 paesi hanno eseguito condanne a morte; il 91% delle esecuzioni ha avuto luogo in Cina, Iran, Iraq, Pakistan, Stati Uniti e Sudan. Il numero delle esecuzioni note ad Amnesty International, sempre nel 2006,&nbsp;&egrave; sceso a 1591, rispetto alle 2148 registrate nel 2005.<br /><br /><a href="http://www.amnesty.it" target="_blank">www.amnesty.it</a></p>]]></video:description>
      <video:view_count>14</video:view_count>
      <video:publication_date>2007-11-23</video:publication_date>
      <video:tag>moratoria</video:tag>
      <video:tag>pena</video:tag>
      <video:tag>morte</video:tag>
      <video:tag>successo</video:tag>
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      <video:tag>traguardo</video:tag>
     <video:category>Sociale</video:category>
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      <video:title><![CDATA[World Energy Congress 2007: il futuro dell'energia]]></video:title>  
      <video:description><![CDATA[<span class="titoloBlu">World Energy Congress 2007: il futuro dell'energia</span><br>
<br>
Nel corso del ventesimo World Energy Congress, sono stati trattati i temi inerenti lo sviluppo energetico futuro, per comprendere la direzione da prendere tra fonti energetiche rinnovabili e tradizionali. Si è evidenziato la grande crescita delle esigenze energetiche da parte dei paesi in forte crescita economica quali Cina, India e l'intera fascia del pacifico che hanno iniziato a consumare energia e ne consumeranno sempre più in futuro. L'altro grande tema affrontato è lo scontro tra bisogno energetico e inquinamento soprattutto in merito all'effetto serra causato dalle emissioni di anidride carbonica.<br><br>
Si sono tracciati i solchi per individuare un cammino da percorrere per mettere insieme tutte le esigenze: la soluzione sembrerebbe essere composta da un mix di molti comportamenti differenti partendo dalla maggiore efficienza energetica, quindi produrre di più con la stessa quantità di energia, il risparmio energetico per il contenimento dei consumi inutili e un forte sviluppo delle energie rinnovabili, dove le tecnologie stanno rapidamente evolvendosi, soprattutto nel solare, la ricerca sulle fonti tradizionali per renderle meno inquinanti e più compatibili con l'ambiente, con particolare attenzione al carbone che è tuttora utilizzato e probabilmente lo sarà ancora di più in futuro e il ricorso anche all'energia nucleare, che tra le fonti che consentono grandi produzioni di energia è quella che comporta zero emissioni di gas serra in atmosfera.<br>
<br>
<a href="http://www.rome2007.it" target="_blank">www.rome2007.it</a><br>
<a href="http://www.worldenergy.org/documents/scenarios_study_online.pdf" target="_blank">www.worldenergy.org/documents/scenarios_study_online.pdf</a>

]]></video:description>
      <video:view_count>10</video:view_count>
      <video:publication_date>2007-11-23</video:publication_date>
      <video:tag>WEC</video:tag>
      <video:tag>2007:</video:tag>
      <video:tag>futuro</video:tag>
      <video:tag>dell'energia</video:tag>
     <video:category>Ambiente</video:category>
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      <video:title><![CDATA[World Energy Congress 2007: il futuro energetico]]></video:title>  
      <video:description><![CDATA[<p><span class="titoloBlu">Il futuro energetico secondo Legambiente</span><br /><br />Legambiente, nata nel 1980, &egrave; oggi l'associazione ambientalista italiana pi&ugrave; diffusa sul territorio: oltre 1000 gruppi locali, 20 comitati regionali, pi&ugrave; di 115.000 tra soci e sostenitori. La storia di Legambiente&nbsp;&egrave; legata a grandi valori condivisi e condivisibili, come il desiderio di un mondo diverso, la scelta pacifista e nonviolenta, i valori di democrazia e libert&agrave;, solidariet&agrave;, giustizia e coesione sociale, modernit&agrave; fondata sugli interessi generali a cominciare dall'ambiente. Legambiente&nbsp;&egrave; un'associazione completamente apartitica, aperta ai cittadini di tutte le convinzioni politiche e religiose e si finanzia grazie ai contributi volontari di soci e sostenitori.&nbsp;&egrave; riconosciuta dal Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare come associazione d'interesse ambientale; fa parte del Bureau Europ&egrave;en de l'Environnement, l'organismo che raccoglie tutte le principali associazioni ambientaliste europee, e della Iucn (The World Conservation Union).&nbsp;&Egrave; riconosciuta dal Ministero degli Affari Esteri come ONG di sviluppo.<br /><br />Nel panorama ambientalista italiano, Legambiente&nbsp;&egrave; una delle organizzazioni pi&ugrave; conosciute per le campagne di analisi e informazione sull'inquinamento come Goletta verde, Treno verde, Fiuminforma e Salvalarte, che ogni anno "fotografano" lo stato di salute dei mari, delle citt&agrave;, dei fiumi, dei monumenti; Mal'aria, la campagna delle lenzuola contro lo smog; Cambio di clima, programma di azioni per ottenere l'applicazione in Italia del Protocollo di Kyoto contro i mutamenti climatici e per favorire il risparmio energetico e lo sviluppo delle fonti rinnovabili; Piccola grande Italia, iniziativa per la difesa e la valorizzazione dei piccoli comuni. <br /><br /><a href="http://www.legambiente.eu" target="_blank">www.legambiente.eu</a><br /><a href="http://www.legambiente.eu/documenti/2007/1106_dossierNucleare/1106_dossier_i_problemi_irrisolti_del_nucleare.pdf" target="_blank">www.legambiente.eu/documenti/2007/1106_dossierNucleare/1106_dossier_i_problemi_irrisolti_del_nucleare.pdf</a><br /><a href="http://www.legambiente.eu/documenti/2007/0213Noalcarbone/0213_Stop%20al%20carbone%202007.pdf" target="_blank">www.legambiente.eu/documenti/2007/0213Noalcarbone/0213_Stop%20al%20carbone%202007.pdf</a></p>]]></video:description>
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      <video:publication_date>2007-11-23</video:publication_date>
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      <video:tag>Legambiente</video:tag>
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     <video:category>Ambiente</video:category>
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      <video:title><![CDATA[World Energy Congress 2007: la casa ecologica]]></video:title>  
      <video:description><![CDATA[<span class="titoloBlu">WEC 2007: la casa ecologica</span><br>
<br>
È l'innovativo progetto presentato dall'assessorato all'Ambiente e cooperazione tra i popoli della Regione Lazio, Sviluppo Lazio e ministero dell'Ambiente nell'ambito del "Rome 2007", il Congresso Mondiale dell'Energia promosso dal World Energy Council (Wec).<br>
<br>
La Casa ecologica è alla base del progetto "Ecovillae" che prevede a Fiano Romano la realizzazione di un lotto di case ad alto risparmio energetico ed economico. Il cantiere partirà nel 2008 e le case potranno essere abitabili prevedibilmente dal 2011.<br>
<br>
La casa ecologica emette meno di 6 kg/m2 all'anno di anidride carbonica - il 20 per cento in meno di una casa tradizionale - e il suo fabbisogno di calore è inferiore a 30 kWh/m2 anno. La Casa ecologica è una scelta conveniente, oltre che responsabile. Si calcola, infatti, che in un anno i suoi costi di riscaldamento e consumo energetico ammontino ad appena 650 euro contro i 2.400 di una casa tradizionale. Non solo: se si diventa produttori di energia rinnovabile e la si cede alla rete, si guadagnano circa 1.650 euro, che sottraendo i 650 euro di spesa, consente di ottenere un utile annuo di 1000 euro.<br>
<br>
<a href="http://www.ecovillae.com" target="_blank">www.ecovillae.com</a>]]></video:description>
      <video:view_count>16</video:view_count>
      <video:publication_date>2007-11-23</video:publication_date>
      <video:tag>WEC</video:tag>
      <video:tag>2007:</video:tag>
      <video:tag>casa</video:tag>
      <video:tag>ecologica</video:tag>
     <video:category>Ambiente</video:category>
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      <video:title><![CDATA[Litta: Rotweiss kabarett]]></video:title>  
      <video:description><![CDATA[<span class="titoloBlu">Rotweiss kabarett</span><br>
<br>
L'Icmesa e Seveso non vengono mai nominate. Ma ROTWEISS Kabarett, commedia farsesca prodotta dall'associazione Musicamorfosi di Seveso e scritta e diretta da Andrea Taddei, tratta proprio della tragedia che nel luglio del 1976 sconvolse non solo la cittadina alle porte di Milano ma anche tutta Italia e il mondo industrializzato. La storia si svolge in un salotto borghese di Berna, dove sono protagonisti personaggi di fantasia, liberamente ispirati alle vicende vissute. Assistono impassibili alle vicende del 1976, a quel dramma, all'escalation che porterà all'esplosione del reattore da cui fuoriuscì la diossina.<br>
<br>
Quattro gli attori in scena, "tra immaginari sofà gonfi di banconote e teste di cervi appesi alle pareti, con sullo sfondo immagini da cartolina anni Settanta delle vallate svizzere: la moglie del presidente, la signora Waldvugel, e la moglie del direttore sono interpretati da attori maschili (Gaetano Callegaro e Dario Cipani), ci sono poi la cameriera di casa Waldvugel, moglie di Gennaro, operaio impiegato nella fabbrica, e una patriota svizzera (interpretate da Debora Mancini e Ancilla Oggioni)".<br>
<br>
In scena dal 21 novembre al 2 dicembre 2007<br>
<br>
Scritto e diretto da Andrea Taddei<br>
Produzione Musicamorfosi<br>
<br>
Teatro Litta<br>
Corso Magenta, 24<br>
Tel. 02 86454546<br>
<a href="http://www.teatrolitta.it" target="_blank">www.teatrolitta.it</a>

]]></video:description>
      <video:view_count>5</video:view_count>
      <video:publication_date>2007-11-22</video:publication_date>
      <video:tag>Rotweiss</video:tag>
      <video:tag>kabarett</video:tag>
     <video:category>Teatro</video:category>
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      <video:title><![CDATA[Ubuntu - Qui nessuno Ã¨  straniero]]></video:title>  
      <video:description><![CDATA[<p><span class="titoloBlu">UBUNTU - Qui nessuno&nbsp;&egrave; straniero</span><br /><br />Ubuntu&nbsp;&egrave; uno spazio di integrazione e cooperazione in cui nessuno&nbsp;&egrave; straniero. Ubuntu&nbsp;&egrave; anche una LUDOTECA che ospita fino a 40 bambini dagli sguardi favolosi. Ubuntu&nbsp;&egrave; uno spazio minuscolo, ma infinito...che riesce ad accogliere, contenere, ascoltare, scambiarsi... &egrave; un quartiere che ogni giorno offre se stesso per i bimbi, che prepara per loro quotidianamente il pranzo.<br /><br /><br />Per portare avanti il centro e la ludoteca che ospita fino a 40 bimbi di diverse nazionalit&agrave; di et&agrave; compresa tra 6 mesi e 9 anni, ubuntu ha bisogno di fondi e del vostro aiuto.<br />Per questo &egrave; nato il progetto <strong>Adotta un bambino in vicinanza</strong>:&nbsp;&egrave; possibile sostenere, attraverso un piccolo contributo a tua scelta, tutti i bambini della ludoteca, coprire le spese di gestione, dei materiali per le attivit&agrave; e il cibo. La finalit&agrave;&nbsp;&egrave; quella di offrire ai bambini il diritto all'infanzia ed alle persone che adottano i bambini la possibilit&agrave;&nbsp;di seguire in maniera diretta e tangibile le attivit&agrave; del centro.<br /><br /><a href="http://www.umanistinelmondo.org/it/news/palermo/Ubuntu.htm" target="_blank">http://www.umanistinelmondo.org/it/news/palermo/Ubuntu.htm</a></p>]]></video:description>
      <video:view_count>34</video:view_count>
      <video:publication_date>2007-11-16</video:publication_date>
      <video:tag>UBUNTU</video:tag>
     <video:category>Sociale</video:category>
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      <video:title><![CDATA[Metafisica dello spazio - Mostra on-line]]></video:title>  
      <video:description><![CDATA[<span class="titoloBlu">Luigi Sandroni - Metafisica dello spazio</span><br>
<br>
"Le opere di Sandroni nascono in tutta la loro oggettualità e matericità: opere su carta, su tela, opere aggettanti ottenute con materiali anche sintetici. In ogni caso quadri da guardare, da sfiorare, da osservare in uno spazio espositivo tradizionale. Inaspettatamente invece Sandroni le espone on-line, rischiando in proprio, con un atteggiamento assai propositivo e innovativo, capace di ridefinire continuamente se stesso e le proprie possibilità. La mostra infatti è unicamente in rete. Una modalità interessante e leggera, che sfrutta  a proprio favore le infinite possibilità date dalla comunicazione digitale, senza per questo rinunciare al proprio fare artistico e al contatto con il pubblico, che Sandroni comunque ricerca; pur se manca il contatto diretto con il fruitore delle opere e lo scambio d'impressioni che da esso scaturiscono  dichiara lartista  è possibile far conoscere ad un maggior numero di persone le opere... In ogni caso attraverso le "mail" si può stabilire un dialogo con il pubblico, raccogliendo tutte le impressioni, osservazioni, appunti, critiche o quant'altro i visitatori del sito vorranno comunicare" (Emma Zanella).<br>
<br>
Dal 15 novembre 2007 è on-line la sua mostra dal titolo Metafisica dello spazio.<br>
<br>
Luigi Sandroni, Nato a Gallarate  il  29 settembre 1933, giovanissimo ha frequentato i corsi di disegno, pittura, ceramica, e di preparazione agli esami di maturità artistica all'Accademia Cimabue di Milano che ha conseguito nel 1953 presso l'Accademia di Brera. Si è occupato per moltissimi anni di design in campo tessile e grafico pubblicitario, interessandosi anche di fotografia e cinema. Dal 1990 fa parte del Comitato Promotori del Premio Nazionale d'Arti Visive "Città di Gallarate" ha collaborato all'allestimento delle mostre della Civica Galleria d'Arte Moderna di Gallarate.
<br>
<br>
<a href="http://www.luigisandroni.com" target="_blank">www.luigisandroni.com</a>]]></video:description>
      <video:view_count>34</video:view_count>
      <video:publication_date>2007-11-13</video:publication_date>
     <video:category>Arte</video:category>
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      <video:title><![CDATA[L'intruso, identita' migranti]]></video:title>  
      <video:description><![CDATA[<span class="titoloBlu">L'Intruso - Identità migranti</span><br>
Teatro - cinema - filosofia<br>
Un testo di Paolo Bignamini con testi di Jean-Luc Nancy e Marcel Proust, proiezioni di spezzoni del film L'Intrus di Claire Denis.<br>
<br>
Un progetto di Paolo Bignamini e Mauro Carbone, con la collaborazione di Caterina Teoldi, Caterina Croce, Camilla Rocca, Roberta Mandelli e Claudio Rozzoni, con la partecipazione degli allievi del seminario "L'intruso tra teoria e teatro". Università degli Studi di Milano.<br>
<br>
"Una storia privata che si apre e diventa sociale, politica, universale. L'intruso di Jean-Luc Nancy è un saggio filosofico che parla dellesperienza di un trapianto di cuore subito dall'autore e diventa lo spunto per parlare dello straniero, dellestraneo, del migrante, "dellintruso" che con la sua presenza necessaria e insostenibile rende possibile la sopravvivenza. Ma a quale prezzo? Quante crisi di rigetto il nostro corpo (sociale) può sopportare? E poi: perché? Uno spettacolo pensato da Paolo Bignamini e Mauro Carbone, che vede in scena un'attrice sola, Roberta Mandelli, a testimoniare l'intrusione, a leggere i testi di Nancy e Proust, legati dalla cornice di una storia inedita  privata, quasi d'amore appositamente scritta da Paolo Bignamini. Sullo sfondo le immagini del film L'intrus di Claire Denis, variazione cinematografica sul tema, ennesima migrazione dell'identità dell'intruso, mutevole, sfuggente, e  anche per questo  necessario.<br>
<br>
Paolo Bignamini<br>
giornalista e drammaturgo, è direttore artistico del circuito teatrale ScenAperta, del Teatro Cantoni di Legnano e del Progetto Sartre. E' il traduttore italiano dei testi teatrali di Sartre (Le troiane), Céline (La chiesa), Artaud (Per farla finita col giudizio di dio). I suoi testi e le sue traduzioni sono stati rappresentati nei teatri delle principali città italiane (tra gli altri al Piccolo Teatro e al Teatro Stabile di Torino). Tra i suoi testi: "Libera mondi possibili" diretto da Stefano Monti, "Chet viaggio al termine della musica" con Lucilla Giagnoni, "Vi  guerra africa america" diretto da Massimo Giovara. Collabora stabilmente con le pagine culturali de Il Sole 24 Ore e tiene seminari di drammaturgia alla civica scuola d'arte drammatica di Milano Paolo Grassi.<br>
<br>
Mauro carbone<br>
è professore associato confermato nell'Università degli Studi di Milano, dove tiene gli insegnamenti di Estetica contemporanea e di Estetica, corso specialistico. Ha conseguito il dottorato di ricerca a Lovanio (Belgio) con una tesi premiata dalla Académie Royale de Belgique ed edita in italiano col titolo Ai confini dell'esprimibile. Merleau-Ponty a partire da Cézanne e da Proust (Guerini, Milano 1990). Sul pensiero di Maurice Merleau-Ponty, di cui a livello internazionale è uno dei più importanti specialisti della sua generazione, ha pubblicato altresì The Thinking of the Sensible, Merleau-Pontys A-Philosophy (Northwestern University Press, Evanston 2004). Ha inoltre concentrato i suoi studi principalmente sullestetica fenomenologica e post-fenomenologica francese, cui ha dedicato i volumi Il sensibile e l'eccedente (Guerini, Milano 1996), Di alcuni motivi in Marcel Proust (Cortina, Milano 1998) e, insieme con David Michael Levin, La carne e la voce. In dialogo tra estetica ed etica (Mimesis, Milano 2003). E codirettore della rivista Chiasmi International. Pubblicazione trilingue intorno al pensiero di Merleau-Ponty ed è inoltre fellow dellItalian Academy for Advanced Studies in America presso l'University of Warwick (UK). Dal 2002 dirige la collana L'occhio e lo spirito per le edizioni Mimesis di Milano.<br>]]></video:description>
      <video:view_count>7</video:view_count>
      <video:publication_date>2007-10-31</video:publication_date>
      <video:tag>L'intruso,</video:tag>
      <video:tag>identita'</video:tag>
      <video:tag>migranti</video:tag>
     <video:category>Teatro</video:category>
    </video:video>
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      <video:title><![CDATA[Incontro con gli autori: Andrea Valente]]></video:title>  
      <video:description><![CDATA[<span class="titoloBlu">LA PECORA NERA E ALTRI SOGNI</span><br>
<br>
La Pecora Nera & altri Sogni è una mostra (personale e collettiva) itinerante, uno spettacolo teatrale e musicale, un incubatore di laboratori e un cortometraggio sul backstage dell'evento scenico, interpretato dai ragazzi e dalle ragazze dell'Istituto Penale Minorile di Nisida (Napoli). Un'avventura caleidoscopica, iniziata tra le mura dell'IPM e poi sprigionata fuori, approdando tra l'altro al Teatro stabile Mercadante di Napoli, al Festival cinematografico di Capalbio e al Quirinale, su invito del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. A raccontare questa esperienza, tra immagini e parole, musica e testimonianze, è il catalogo dell'iniziativa, che ripercorre le tappe salienti di un percorso corale, nato da un progetto educativo ed espositivo di inclusione sociale e culturale che ha utilizzato l'arte e la narrativa come armi pacifiche ma potenti di trasformazione di se stessi e del mondo.<br>
<br>
E' possibile acquistare on-line il libro al seguente indirizzo: <a href="http://www.caminito.eu" target="_blank">www.caminito.eu</a><br>
<br>
Andrea Valente, nato e cresciuto a Merano, vive e lavora a Stradella.
Ha pubblicato la prima vignetta nel 1990, sulle pagine del New York Times, cui hanno fatto seguito collaborazioni editoriali con il Corriere della Sera, la trasmissione Rai l'Albero Azzurro e vari altri giornali e riviste. Seguono apparizioni su Linus, Comix, la rivista Pimpa e l'edizione spagnola dell'Agenda del Lector. Nel 1995 nasce la Pecora Nera <a href="http://www.lapecoranera.it" target="_blank">www.lapecoranera.it</a>, il suo personaggio più noto, che da allora trova spazio su diari scolastici, magliette, biglietti e altri oggetti di merchandising. Nel 2000 esce anche un libro, intitolato UN ANNO DA PECORA NERA, cui faranno seguito FIRMATO: PECORA NERA e TRECENTOSESSAN-TACINQUE OTTIMI MOTIVI PER ESSERE UNA PECORA NERA & ANDARNE FIERI, tutti editi da Fabbri, mentre è di Magazzini Salani LA PECORA NERA & ALTRI SOGNI, in collaborazione con i ragazzi del carcere minorile di Nisida. Sempre Fabbri ha pubblicato la raccolta di racconti SOTTO IL BANCO. Sono invece di Gallucci il libro E LA VITA L'È BELLA, illustrato sui testi della canzone di Cochi e Renato, ed i volumi di racconti CHISSÀ PERCHÉ e PAZZA ITALIA. Spesso ospite di rassegne e festival, collabora con biblioteche, scuole e con le amministrazioni locali di Merano e Pavia, nell'organizzazione di attività ed eventi culturali.<br>
<br>
<a href="http://www.andreavalente.it" target="_blank">www.andreavalente.it</a>
]]></video:description>
      <video:view_count>2</video:view_count>
      <video:publication_date>2007-10-23</video:publication_date>
      <video:tag>Andrea</video:tag>
      <video:tag>Valente</video:tag>
     <video:category>Libri</video:category>
    </video:video>
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      <video:title><![CDATA[Incontro con gli autori: Luca Mercalli]]></video:title>  
      <video:description><![CDATA[<span class="titoloBlu">I TEMPI SONO MATURI</span><br>
Squarci di sereno tra le nebbie dei luoghi comuni e dei pregiudizi atmosferici<br>
<br>
Gallarate - In occasione di DUEMILALIBRI, settimana del libro e dell'autore, Lorenzo Scandroglio, capo redattore della rivista ALP intervista Luca Mercalli sulle problematiche ambientali. Nel corso della manifestazione si è parlato anche dell'ultimo libro scritto da Luca Mercalli, I tempi sono maturi: un libro che da una risposta a molte curiosità che abbiamo sempre avuto a proposito dei fenomeni atmosferici.<br>
<br>
Editore: CDA & VIVALDA<br>
Anno di pubblicazione: 01/2004<br>
Numero di pagine: 144<br>
<br>
LUCA MERCALLI (Torino, 1966).<br>
Luca Mercalli. Meteorologo del programma televisivo di Rai 3 "Che tempo che fa", condotto da Fabio Fazio. Il 24 febbraio 1966, quando a Torino respirò la sua prima aria invernale, anche allora inquinata, la temperatura minima era di 4 gradi e la massima di 18. Aveva da poco finito di piovere e le Alpi innevate all'orizzonte erano il suo futuro laboratorio scientifico di nubi e ghiacci. Oggi è presidente della Società Meteorologica Italiana, ha fondato e dirige Nimbus, prestigiosa rivista italiana di meteorologia, è docente di scienze dell'atmosfera, autore di 75 pubblicazioni scientifiche, giornalista per La Repubblica, Alp, Rivista della Montagna. <br>
]]></video:description>
      <video:view_count>3</video:view_count>
      <video:publication_date>2007-10-22</video:publication_date>
      <video:tag>Luca</video:tag>
      <video:tag>Mercalli</video:tag>
     <video:category>Ambiente</video:category>
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      <video:title><![CDATA[Arsenale: Un po' dopo il piombo]]></video:title>  
      <video:description><![CDATA[<p><span class="titoloBlu">UN PO' DOPO IL PIOMBO</span><br />(Ce n'est qu'un d&egrave;but)<br /><br />Dal 1964 al 1975 Renato Curcio e Margherita Cagol detta Mara si incontrano, si conoscono, si innamorano, si sposano e danno vita alla pi&ugrave; nota formazione politica armata degli anni settanta: le Brigate Rosse. Durante quegli anni cambia la scuola, il lavoro, la politica e il paese intero. <br /><br />&Egrave; il mito della rivoluzione e della felicit&agrave;, del maggio francese e dei suoi slogan - Ce n'est qu'un d&egrave;but - ma anche dei cattivi maestri e delle pistole che sostituiscono i fiori. &Egrave; un momento storico irripetibile dove tutto sembra possibile e niente&nbsp;&egrave; pi&ugrave; certo. &Egrave; il racconto di un'universit&agrave; di sogno nata in una delle citt&agrave; pi&ugrave; tranquille del paese. Trento, dove la follia prevale lentamente sulla voglia di libert&agrave;, si propaga a macchia d'olio per l'Italia e spegne anche la storia d'amore e di rivoluzione di Renato e di Mara, quando i carabinieri la uccidono in un conflitto a fuoco il 5 giugno 1975. Da l&igrave; in poi gli anni di piombo e una strisciante guerra civile spazzeranno via i sogni e i colori di generazioni di italiani, che ancora oggi vorrebbero capire cosa&nbsp;&egrave; successo, e perch&eacute;.<br /><br />Regia: Annig Raimondi<br />Di: Giangilberto Monti<br />Con: Giangilberto Monti e Roberta Mandelli<br /><br />Teatro Arsenale<br />Via Cesare Correnti, 11<br />tel. e Fax +39 02 8375896<br /><a href="http://www.teatroarsenale.org" target="_blank">www.teatroarsenale.org</a></p>]]></video:description>
      <video:view_count>10</video:view_count>
      <video:publication_date>2007-10-21</video:publication_date>
      <video:tag>po'</video:tag>
      <video:tag>dopo</video:tag>
      <video:tag>piombo</video:tag>
      <video:tag>renato</video:tag>
      <video:tag>curcio</video:tag>
      <video:tag>margherita</video:tag>
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      <video:tag>mandelli</video:tag>
      <video:tag>anni</video:tag>
      <video:tag>settanta</video:tag>
     <video:category>Teatro</video:category>
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      <video:title><![CDATA[Il cibo dell'anima - Piero Cannizzaro]]></video:title>  
      <video:description><![CDATA[<span class="titoloBlu">IL CIBO DELL'ANIMA</span><br>
Piero Cannizzaro ci parla al MilanoCinemaSlow 3 dei suoi tre cortometraggi che parlano del rapporto tra cibo e spiritualità in tre diverse comunità.<br>
<br>
IL CIBO DELL'ANIMA - STORIE VALDESI<br>
Italia, 2007, col. 27'<br>
Menzione speciale Food in Film Festival 2007<br>
<br>
IL CIBO DELL'ANIMA - STORIE EBRAICHE<br>
Italia, 2007, col. 27'<br>
Menzione speciale Food in Film Festival 2007<br>
<br>
IL CIBO DELL'ANIMA - STORIE DELL'ISLAM<br>
Italia, 2007, col. 27'<br>
<br>
Regista e documentarista, Piero Cannizzaro è nato a Lodi nel 1953. Laureato a Milano in Scienze Politiche, vive e lavora a Roma. Autore e regista di numerosi programmi radiofonici e televisivi: inchieste, documentari,fiction TV, dirette televisive,candid camera. Ricordiamo tra gli altri gli spot sull'AIDS realizzati per la Rai in collaborazione con il Ministero della Sanità, i filmati di fiction per il programma "Ultimo Minuto" di RAI TRE, la serie sulle Isole Italiane(Montecristo, Stromboli, Vulcano, Capraia, Pianosa, Gorgona, Linosa, Lampedusa, Pantelleria, Laguna Veneta) realizzate per Raitre, i documentari sulle città sotterranee (Roma, Napoli, Orvieto, Siena) e i documentari di viaggio in Sud Africa e nello Sri-Lanka (RAI TRE), in Svezia, Lapponia, Russia e Siberia (RAI UNO), I reportage sulla flotta italiana durante la guerra nel Golfo Persico (RAI DUE).
]]></video:description>
      <video:view_count>87</video:view_count>
      <video:publication_date>2007-10-15</video:publication_date>
      <video:tag>Piero</video:tag>
      <video:tag>Cannizzaro</video:tag>
     <video:category>Cinematografia</video:category>
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      <video:title><![CDATA[Incontro con gli autori: Silvio "gnaro" Mondinelli]]></video:title>  
      <video:description><![CDATA[<span class="titoloBlu">In cima ai pilastri della terra</span><br>
Gli ottomila... e altro di Gnaro Mondinelli<br>
di Marco Barberis<br>
Lorenzo Scandroglio, capo redattore della rivista ALP, intervista Silvio Mondinelli, detto Gnaro, ormai un mito dell'alpinismo moderno, ha scalato tutte le 14 cime oltre gli ottomila metri della Terra senza l'uso di ossigeno. Oggi, a 48 anni, racconta nel suo libro, scritto con Marco Barberis, le emozioni, le storie, le immagini che lo hanno accompagnato nei suoi viaggi verso il cielo.<br>
Nota interessante, una bellissima prefazione di Bruno Pizzul.<br>
<br>
Editore: WHITELIGHT<br>
Anno di pubblicazione: 2006<br>
Numero di pagine: 160<br>
<br>
Un grande alpinista sicuramente, ma non solo, insieme al grande amico cineoperatore e fotoreporter Renato Andorno, recentemente scomparso, ha iniziato a raccogliere fondi per aiutare la popolazione Sherpa della valle del Kumbu, in particolare i bambini, affinché anchessi possano avere la speranza di un futuro migliore. Con i fondi raccolti è stata finanziata la costruzione e la gestione di una scuola a Namche Bazar; ora, grazie a questa iniziativa, 80 bambini hanno la possibilità di accedere allistruzione elementare. Deciso a continuare limpegno a favore delle popolazioni del Nepal, nel 2000 insieme a 7 amici costituisce una ONLUS denominata «Amici del Monte Rosa» con il preciso scopo di portare un aiuto concreto alle popolazioni nepalesi. Il primo traguardo che la ONLUS ha raggiunto è quello di costruire e attrezzare un Trauma Point in un punto strategico sulla via principale che collega Kathmandu a Pokara allo scopo di assicurare assistenza qualificata e tempestiva alle numerosissime vittime degli incidenti stradali che con grande frequenza si verificano sullimportante arteria stradale. Il 22 ottobre 2005 questo sogno è diventato realtà e lospedale ha iniziato la sua attività a pieno ritmo.<br>
<br>
<a href="http://www.gnaromondinelli.it" target="_blank">www.gnaromondinelli.it</a>]]></video:description>
      <video:view_count>18</video:view_count>
      <video:publication_date>2007-10-14</video:publication_date>
      <video:tag>Gnaro</video:tag>
      <video:tag>Mondinelli</video:tag>
     <video:category>Libri</video:category>
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      <video:title><![CDATA[Incontro con gli autori: Laura Pariani]]></video:title>  
      <video:description><![CDATA[<span class="titoloBlu">Laura Pariani, Dio non ama i bambini</span><br>
Buenos Aires all'inizio del Novecento, c'è un assassino che si aggira per la città, e che per anni, impunito, fa strage di innocenti. Le vittime sono soprattutto i figli degli italiani che vivono nei conventillos in condizioni di assoluta povertà. Ragazzini abbandonati a se stessi, ninos de calle i cui sogni sono destinati a spegnersi nella rabbia giorno dopo giorno. Chi può volerli morti? La verità sta sotto gli occhi di tutti, ma nessuno la sa vedere. Possono intuirla solo gli stessi bambini, perché quella verità, forse, si muove all'altezza dei loro occhi. <br>
Questo libro, è anche un formidabile affresco di storie di immigrazione italiana in argentina, dove molti italiani, soprattutto del nord, sono arrivati qui giovanissimi, con molte speranze, senza un soldo e senza conoscere nient'altro che il loro piccolo mondo dei borghi contadini, per cercare un domani che in italia non c'era.<br>
<br>
Editore: EINAUDI<br>
Anno di pubblicazione: 2007<br>
Numero di pagine: 305<br>
<br>
Laura Pariani è nata a Busto Arsizio nel 1951 e vive a Turbigo (MI), dove ha insegnato in una scuola superiore. Il suo esordio narrativo avviene nel 1993 con la raccolta di racconti Di corno o d'oro, con cui si aggiudica il Premio Grinzane Cavour. I suoi libri successivi ottengono un unanime consenso di critica ed importanti riconoscimenti, tra cui il Premio Selezione Campiello per La perfezione degli elastici (e del cinema) . Ha "collaborato" alla sceneggiatura del film vincitore del Leone d'oro a Venezia 1998, Così ridevano di Gianni Amelio. La predilezione di Laura Pariani va ai piccoli mondi perduti in spazi sconfinati, nella nebbia che avvolge le corti della piana di Busto o nel vento che batte gli altipiani dell'America Latina, e alle voci dei "puaritti" che affiorano da questi mondi. E a queste voci la Pariani offre nella scrittura una lingua-dialetto, che recupera i suoni del lombardo dei contadini, attraverso proverbi, cantilene, filastrocche.<br>
]]></video:description>
      <video:view_count>10</video:view_count>
      <video:publication_date>2007-10-14</video:publication_date>
      <video:tag>Dio</video:tag>
      <video:tag>non</video:tag>
      <video:tag>ama</video:tag>
      <video:tag>bambini</video:tag>
     <video:category>Libri</video:category>
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      <video:title><![CDATA[Michele Bohm]]></video:title>  
      <video:description><![CDATA[<span class="titoloBlu">Michele Böhm<br></span>
Nato a Venezia 52 anni fa, pioniere della computer grafica in Italia.<br>
Nei primi anni '80 fonda con Marco Tecce la Crudelity Stoffe, che propugna l'Abolizionismo. Negli anni '90 si dedica alla creazione di software legato all'analisi delle immagini e al riconoscimento dei caratteri, con cui inizia a produrre delle stampe perlopiù in bianco e nero. Nel decennio attuale dopo una parentesi di insegnamento Universitario a Roma in "Tecniche di simulazione dei paesaggi", passa al Fotorealismo Elettronico e fonda con Francesco Palenga lo studio Codenrama. Ha esposto al Beaubourg, alla Biennale, al Museo della Scienza e della Tecnica di Milano.<br>
<br>
<a href="http://www.codenrama.com" target="_blank">www.codenrama.com</a>]]></video:description>
      <video:view_count>63</video:view_count>
      <video:publication_date>2007-10-10</video:publication_date>
      <video:tag>Michele</video:tag>
      <video:tag>Bohm</video:tag>
     <video:category>Arte</video:category>
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      <video:title><![CDATA[Arsenale: Lumen3]]></video:title>  
      <video:description><![CDATA[<span class="titoloBlu">Lumen 3</span><br>
<b>Suono Buio Sento</b><br>
Opera di teatro musicale sui sensi<br> 
testi: Giuliano Corti <bv>
musica: Walter Prati<br>
produzione: Fondazione MM&T in collaborazione con Oikos Fragrances, Volume 
con il contributo di Provincia di Milano<br>
<br>
Una originale opera di teatro completamente al buio. Tra percezioni sonore, memoria olfattiva e misteriose voci, un occasione per risvegliare la creatività del pubblico e per mettere in relazione le emozioni sensoriali.<br>

]]></video:description>
      <video:view_count>6</video:view_count>
      <video:publication_date>2007-10-10</video:publication_date>
      <video:tag>Lumen3</video:tag>
     <video:category>Teatro</video:category>
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      <video:title><![CDATA[Presentazione di MilanoCinemaSlow 3]]></video:title>  
      <video:description><![CDATA[<span class="titoloBlu">MilanoCinemaSlow 3<br>
FILM, CORTI E DOCUMENTARI SUL MANGIARBERE<br></span>
Roberto Burdese, Presidente e Carlo Casti, Governatore, di Slow Food Italia presentano MilanoCinemaSlow 3. Questa terza edizione avrà come filo conduttore, oltre al cibo, l'acqua: elemento naturale per eccellenza, bene necessario alla sopravvivenza del pianeta, l'acqua è fonte di vita e di benessere.<br>
L'acqua può essere vista anche come veicolo per viaggiare, lavorare, vivere, come elemento di congiunzione fra culture diverse, come luogo, fisico e simbolico, in cui far maturare i frutti enogastronomici ma anche quelli dello spirito, del pensiero e dellarte.  
<br>
<br>]]></video:description>
      <video:view_count>5</video:view_count>
      <video:publication_date>2007-10-02</video:publication_date>
      <video:tag>MilanoCinemaSlow</video:tag>
     <video:category>Cinematografia</video:category>
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