Teatro / 58° Festival dei 2Mondi - The Dubliners - Giancarlo Sepe



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Data registrazione: 01/07/2015
Luogo: Spoleto

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58 Festival dei due mondi - Spoleto

Intervista a Giancarlo Sepe, ideatore e regista dello spettacolo.

Nella spettacolare cornice della chiesa di San Salvatore, una sapiente scenografia esalta l'azione con raffinati dettagli e coinvolge lo spettatore con simbologie mai scontate.

Anche le musiche e i canti esaltano l'atmosfera e i sentimenti.
Grande e generosa l'interpretazione degli attori impegnati per quasi due ore sulla scena.

Come ci descrive Giancarlo Sepe il regista dello spettacolo: 
"Sono sfilati come in un corteo i personaggi di Joyce, rinvenuti, rianimati dai loro riferimenti "vitali": la patria, Dio e la tradizione. Ora resta una scia lunga e indefinita che racconta come si sia evoluto il concetto di vita in una parte del mondo così rinunciataria come l’Irlanda. Sono passati anni e le persone sono lì che aspettano che qualcosa o qualcuno li tragga in salvo dalla loro afasia, ci si confronta con la nuova generazione di dublinesi, i loro desideri, la loro memoria, i loro sogni, che eternamente restano sogni, chimere di un mondo che non sembra appartenere loro. Cos’è l’attesa, la speranza che il tempo sistemi le cose? I dublinesi si dicono:" che finalmente smetta di piovere e che la modernità finalmente ci avvolga in una spirale di vere sensazioni, di cose provate e non raccontate da altri, e che entri nel nostro sangue il senso di una esperienza che si chiama vita, coraggio e determinazione. Abbiamo lasciato i dublinesi in un pub, a cantare WILD ROVER, ubriachi e dimentichi della loro povera esistenza fatta di niente e oggi, gli stessi, si giocano gli anni della giovinezza a sfuggire da quelle stesse reti da cui si allontanò il giovane James Joyce, che di questo forse non si pentì mai."