Arte / Anthony McCall: Breath [the vertical works]



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Data registrazione: 19/03/2009
Luogo: Hangar Bicocca

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Anthony McCall
Breath [the vertical works]

McCall inizia a lavorare con film e performance nei primi anni '70, cominciando con una serie di performance all'aperto e servendosi del fuoco come materiale scultoreo, visibile per esempio nell'opera intitolata Landscape for Fire (1972). L'artista può inoltre essere considerato uno dei più importanti rappresentanti del cinema 'avant-garde' londinese degl'anni '70.

Ha ideato il suo primo Solid Light Film nel 1973 con Line Describing a Cone, film in 16mm Pensando alla meccanica di proiezione dei film, nota che il fascio di luce ha una presenza tridimensionale la quale viene poi riversata sullo schermo bidimensionale dove le immagini si formano. Queste opere sono infatti semplici proiezioni che danno risalto in maniera sconvolgente alle qualità scultoree e volumetriche di un fascio luminoso. Negli spazi scuriti e riempiti di foschia, le proiezioni generano un'illusione di figure astratte tridimensionali, degli ellissi, delle onde e delle superfici piane che gradualmente si espandono, si contraggono o accarezzano lo spazio - come pareti architettoniche effimere. In queste installazioni, McCall scompone lo strumento cinematografo riducendo la pellicola alle parziali componenti temporali e visive, rimuovendo interamente lo schermo come la superficie prescritta per la proiezione. Le opere inoltre modificano il rapporto tra pubblico e pellicola, trasformando i visitatori in partecipanti, permettendo ai loro corpi di intersecare e modificare le forme transitorie. L'artista ha quindi rielaborato questo primo lavoro con l'ingegnosità del digitale per ottenere opere che si possono posizionare precisamente tra scultura e cinema. Scultura perché le forme occupano lo spazio tridimensionale e come tali possono essere scoperte solo camminando dentro e attorno alle loro 'stanze' traslucide; cinema perché le forme e le 'stanze' sono costruite attraverso luce proiettata, che è essa stessa in movimento, e che lentamente cambia secondo una struttura temporale che si definisce con lo scorrere del tempo.

Prima del 2004 McCall ha utilizzato forme orizzontali. "Ma - spiega l'artista - c'è una grande differenza nel rapportarci ad installazioni verticali e orizzontali: nelle forme orizzontali ci si muove dentro e attorno ogni parte dell'oggetto proiettato e la sorgente di luce è vicina al livello degli occhi; quelle verticali, d'altra parte, si elevano verso l'alto, cinque volte la nostra altezza, perciò lo spettatore si può solo muovere intorno alla parte più bassa della scultura e guarda sopra al tunnel di luce anziché lungo esso. In ambedue i casi, le membrane di luce, insieme alle correnti d'aria disegnano la foschia e la portano ad avvitarsi con un movimento a spirale sino al punto in cui svaniscono nella lente del proiettore."

Un rinnovato interesse nel lavoro di McCall è risultato nell'inclusione delle sue opere in una moltitudine di esposizioni in musei e gallerie a livello internazionale, dei quali si possono citare le seguenti istituzioni: Whitney Museum, New York (2001-02); Kunst, Vienna (2003-04); Tate Britain, Londra (2004); Hayward Gallery, Londra (2004); Museu d'Art Contemporani de Barcelona (2005); Museum für Moderne Kunst, Francoforte (2006); Kunsthaus Zürich, Zurigo (2006); Hamburger Bahnhof, Berlino (2006-07); Hirshhorn Museum, Washington (2008), Museum of Modern Art, New York (2008).

Più recentemente e con grande successo è stata presentata la mostra di indagine itinerante Elements for a Retrospective iniziata al Musée de Rochechouart, Francia (2007) presentata poi alla Serpentine Gallery di Londra (2007-08), e attualmente allo Utzon Center, Aalborg in Danimarca.

Anthony McCall
Biografia

Nato nel Regno Unito nel 1946 e residente a New York dal 1973, Anthony McCall è conosciuto per i suoi solid-light films, una serie di installazioni scultoree che ha cominciato nel 1973 con Line Describing a Cone. Lavori recenti di solid light includono Breath, Between You and I, e You and I, Horizontal.

Negli ultimi anni McCall ha tenuto personali alla Sean Kelly Gallery di New York, alla Serpentine Gallery di Londra, al Centre Pompidou di Parigi, alla Galerie Thomas Zander di Colonia e alla Galerie Martine Aboucaya di Parigi. Il suo lavoro è stato esposto in vari musei incluso il Museum of Modern Art di New York; la Tate di Londra; il Museum für Moderne Kunst di Francoforte, il Centre Pompidou e il Museu d’Art Contemporani di Barcellona.  È stato inoltre rappresentato in esposizioni come Into the Light: the Projected Image in American Art, 1964-77, al Whitney Museum di New York nel 2000-2001; X-Screen: Actions and Installations of the Sixties and Seventies, al Museum Moderner Kunst di Vienna, nel 2003-4; Expanded Cinema: Film as Spectacle, Event and Performance, all’Hartware Medien Kunst Verein di Dortmund, nel 2004; Projections: Beyond Cinematic Space all’Hamburger Bahnhof di Berlino, nel 2006-7; e The Cinema Effect: Illusion, Reality and the Projected Image all’Hirshhorn Museum di Washington DC nel 2008.  

Le pubblicazioni includono la monografia Anthony McCall: The Solid Light Films and Related Works di Branden W. Joseph (Northwestern University Press and New Art Trust, and Steidl, 2005); e Anthony McCall: Elements for a Retrospective di Olivier Michelon (Serpentine Gallery, Musée de Rochechouart, and Monografik Editions, 2007).